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Grazie allo Stabile rinasce a Catania l’ultimo progetto teatrale di Robert Wilson

Teatro e opera Per il Fic - Catania contremporanea, ospiti del Teatro Stabile di Catania, Mikhail Baryshnikov, icona della danza e Charles Chemin, regista e direttore del Watermill Center di New York, hanno omaggiato il regista e coreografo americano Robert Wilson. Ed hanno ripreso il discorso sul progetto ispirato al Chisciotte di Cervantes, con Baryshnikov protagonista, rimasto incompiuto per la morte di Wilson lo scorso luglio. Progetto che il direttore dello Stabile etneo, Marco Giorgetti, vuole sviluppare per il futuro Teatro del Mediterraneo, nuova identità dello Stabile

Il Palazzo della Cultura di Catania ha ospitato un incontro dedicato al regista teatrale, drammaturgo e coreografo americano Robert Wilson, artista visionario scomparso lo scorso anno che è stata una figura centrale dell’avanguardia internazionale. Al centro del dibattito, non solo il ricordo di un Maestro che ha segnato profondamente il teatro contemporaneo, ma anche la testimonianza diretta di due suoi stretti collaboratori: Mikhail Baryshnikov, icona universale della danzaCharles Chemin, co-regista e direttore del Watermill Center di New York.

Robert Wilson, foto Cornel Wachter

L’incontro, svoltosi all’interno del FIC – Catania Contemporanea, si è configurato non come un omaggio al passato, ma come l’avvio concreto di un progetto fortemente voluto dal direttore del Teatro Stabile di Catania, Marco Giorgetti, destinato a segnare una nuova traiettoria identitaria per l’istituzione, sempre più orientata a definirsi come Teatro del Mediterraneo. Al centro di questo percorso, la trasversalità dei linguaggi artistici, il valore della trasmissione dell’eredità culturale, il rafforzamento della collaborazione tra artisti e la costruzione di partenariati internazionali.

Charles Chemin e Mikhail Baryshnikov, foto Tommaso Romeo

Un progetto, ispirato al Don Chisciotte, che era nato come rilettura del capolavoro di Cervantes e le cui prove si erano svolte al Watermill Center della Grande Mela nel maggio 2025. Concepito come uno spettacolo solista, vedeva Baryshnikov interpretare Sancho, incarnando al tempo stesso Don Chisciotte e altri personaggi attraverso voci fuori campo e dispositivi scenici. Il il 31 luglio dello scorso anno Robert Wilson poi morì lasciando, però, una traccia concreta del lavoro in corso: appunti, disegni, indicazioni per il suono e per la luce, frammenti di testo. Un materiale che si configura come una partitura aperta.
Nel rispetto di questa eredità, Mikhail Baryshnikov e il team di Wilson hanno scelto di non completare l’opera secondo una forma tradizionale, ma di darne vita attraverso un film d’arte, capace di restituirne il processo creativo. Gli schizzi, i movimenti scenici, le architetture luminose e i frammenti sonori costituiscono la struttura portante del progetto. Il film resterà volutamente incompiuto: un’opera che trova senso nella sua stessa sospensione, in cui l’assenza diventa parte integrante della visione. Un lavoro che si configura così non solo come omaggio, ma come riflessione sul gesto artistico e sulla possibilità dell’arte di continuare a esistere oltre chi l’ha generata.

Un momento dell’incontro al Palazzo della Cultura di Catania, foto di Tommaso Romeo

Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, nei suoi saluti istituzionali, ha anche sottolineato la fase di rinnovamento che sta attraversando il Teatro Stabile e la volontà di rafforzarne il ruolo nel panorama culturale cittadino, nazionale in una prospettiva internazionale. «Lo Stabile di Catania si appresta a vivere una nuova fase, maggiormente ancorata a competenza, visione e autonomia, per sempre nuovi traguardi da raggiungere», ha dichiarato, evidenziando l’importanza di una nuova governance solida a sostegno del percorso avviato.

A evidenziare il valore strategico dell’iniziativa il direttore dello Stabile etneo Marco Giorgetti ha collegato l’incontro a una visione di più ampio respiro: «Quello a cui stiamo assistendo oggi è l’inizio di qualcosa di significativo, un processo che si costruisce nel tempo e che mira a ridefinire il ruolo del Teatro Stabile di Catania in una dimensione sempre più aperta e internazionale. Il progetto che prende forma in questi giorni rappresenta un passaggio importante in questa direzione, contribuendo a rafforzare l’identità dello Stabile etneo come luogo di creazione, confronto e dialogo tra culture, nel segno del Teatro del Mediterraneo».

Marco Giorgetti e Enzo Trantino, foto di Tommaso Romeo

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