HomeLibri e Fumetti

“Jazz Club. Storia di whisky e contrabbassi”, quando Palermo rispondeva alla mafia con la musica

Libri e Fumetti Nella Palermo inquieta degli anni Settanta quattro amici scendono in uno scantinato e decidono che lì dentro si farà jazz. È questa città, ferita ma capace di inventarsi continuamente altre strade, che attraversa “Jazz Club. Storia di whisky e contrabbassi”, nuovo romanzo del giornalista Mario Di Caro, in libreria dall'11 settembre, nuovo titolo della collana I Lapilli pubblicata da Kalós. Il libro sarà presentato il 17 settembre nella sede della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana - The Brass group a Palermo, e il 26 settembre al Logos Festival

Charles Mingus che arriva senza il suo contrabbasso e, a due ore dal concerto, fu necessario farsene prestare uno da uno spettatore: pessimo strumento e Mingus lo disse pubblicamente, il resto è da leggere. Chet Baker che fa scappare i pianisti ma poi regala “My Funny Valentine”, Miles Davis che pretende la limousine e poi non la usa, Frank Sinatra con il suo cachet pazzesco e l’Evian introvabile, Chick Corea che rischia di mandare in rosso l’organizzazione, Duke Ellington e Aretha Franklin davanti a migliaia di ragazzi, Dizzy Gillespie che accenna a cantare ma torna al suo flicorno, Carla Bley e Steve Swallow e poi Max Roach, Dee Dee Bridgewater, Art Blakey, Toots Thielemans. Nel frattempo, il Teatro Massimo chiude e comincia un sonno che durerà ventitré anni; il centro storico si svuota, la mafia spara, il cemento cancella ville e pezzi di memoria.

Nella Palermo inquieta degli anni Settanta quattro amici scendono in uno scantinato e decidono che lì dentro si farà jazz. È questa città, ferita ma capace di inventarsi continuamente altre strade, che attraversa “Jazz Club. Storia di whisky e contrabbassi”, nuovo romanzo del giornalista Mario Di Caro, in libreria da venerdì 11 settembre, nuovo titolo della collana I Lapilli pubblicata da Kalós (120 pagine, 15 euro).

Il protagonista è Ignazio – dietro il personaggio si riconosce Ignazio Garsia, pianista, compositore e fondatore del Brass Group –, musicista ostinato che in quello spazio ancora vuoto vede un palco, il pianoforte, le sedie, il bar e soprattutto una grande orchestra di ottoni come quella ascoltata al Tivoli. Attorno Palermo che sembra vivere contemporaneamente due storie: gli omicidi, le periferie cresciute male, il centro storico abbandonato; e la città di chi continua testardamente a costruire cultura. Ignazio vuole fare esattamente questo. Mentre fuori si spara, lui sogna un concerto al giorno. Il jazz diventa così la colonna sonora di una forma ostinata di resistenza.

Ma prima dei grandi nomi c’è uno scantinato. Palermo, 1974: un palco, un pianoforte, il whisky nei bicchieri di plastica e una sala che si riempie fino a lasciare il pubblico seduto per terra per il chitarrista brasiliano Irio De Paula: la fila arriva fino alla strada e viene annunciata una replica straordinaria. È l’inizio di un’avventura destinata a cambiare la vita musicale della città.

Mario Di Caro racconta retroscena dei grandi del jazz, ma lo fa attraversando cinquant’anni di storia palermitana, mescolando personaggi e memoria, concerti e vita quotidiana, successi, amicizie e ostinazioni. Sullo sfondo c’è una città inquieta e contraddittoria, la stagione delle stragi, le periferie che si sfarinano; in primo piano il jazz, inteso soprattutto come libertà e possibilità di costruire qualcosa mentre fuori sembra prevalere il rumore. Il racconto si apre nel 2024, quando Ignazio, ormai anziano, ritorna davanti alla saracinesca chiusa del vecchio club di via Duca della Verdura. Dietro non restano che pareti vuote e polvere. Ma una nota riavvolge il tempo.

Mario Di Caro è giornalista di Repubblica, lavora a Palermo e si occupa di cultura e spettacoli. Ha pubblicato “Mezzanotte al Teatro Massimo” (Di Girolamo 2007) e “La capitana dell’isola di nessuno” (Mursia 2015).  Questo è il suo terzo romanzo.


Il libro sarà presentato giovedì 17 settembre, alle ore 19, nella sede della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass group in via dello Spasimo 15 a Palermo. Presenta Carmen Avellone, letture di Graziano Piazza. Musiche dal vivo di Salvatore Bonafede e Riccardo Randisi al pianoforte, Vito Giordano alla tromba e Fabio Lannino al basso.

Mario Di Caro

Il 26 settembre, alle 19, nuova presentazione editoriale allo Spazio Vito D’Anna di Palermo per il Logos Festival, diretto da Nadia Terranova che introdurrà la presentazione e leggerà alcuni passi insieme con Simona Malato, Vincenzo Pirrotta, Costanza Quatriglio, Vito Giordano, Salvatore Bonafede, Riccardo Randisi, Marco Betta, Alfio Scuderi ed Elvira Terranova.

Condividi su

Commenti

WORDPRESS: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.