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Speciale Sicilia con Andrea Cerra, copertina a George Gissing e Giuseppe Occhiato

Blog Libro copertina a "Verso il mar Jonio. Un vittoriano al Sud" di George Gissing, ExOrma editore. Cinque titoli per il Saggiatore compreso il libro controcopertina "Oga Magoga" di Giuseppe Occhiato. Speciale Sicilia con Andrea Giuseppe Cerra e il suo "La città sepolta. Politica e istituzioni degli ebrei a Catania nel XV secolo", pubblicato da Rubbettino

Preparatevi per una settimana ricchissima di nuove proposte editoriali. Partendo con il flashback di Roberta Zanzonico che venerdì 21 è uscita per Morellini con “La bellezza rimasta“, si procede con una pioggia di novità. Su tutti il Saggiatore, che propone ben cinque titoli, dei quali “Oga Magoga”, di Giuseppe Occhiato è Libro Contro Copertina (Gli altri titoli della CE meneghina sono: Jean Mohr, “Un uomo fortunato. Storia di un medico di campagna”; Joan Didion, “Perché scrivo”; Yves Bonnefoy, “Insieme ancora”; Edoardo Boncinelli, Antonio Ereditato “Tutto si trasforma”). L’editrice romana ExOrma invece con un viaggio nello Jonio si aggiudica il Libro Copertina di George Gissing, “Verso il mar Jonio. Un vittoriano al Sud”. Sempre in copertina torna lo studioso e intellettuale etneo Andrea Giuseppe Cerra con un attento studio sulla cultura ebrea, dal titolo “La città sepolta. Politica e istituzioni degli ebrei a Catania nel XV secolo” (Rubbettino). Oltre Edizioni, NN Editore (in doppietta), La nave di Teseo e Scritturapura, completano il mosaico. Infine sollecitano una certa curiosità il nuovo “Sole” di Manuela Tacconi, (Bertoni) e “Vicolo chiuso” dell’aostana Doriana Perracca (Arkadia).

Già negli scaffali dal 21 ottobre

Roberta Zanzonico, La bellezza rimasta, Morellini

Chiara è una donna anziana che da ormai dieci anni vive nel passato poiché afflitta da una malattia che non le permette più di formare nuovi ricordi. Una condizione singolare, con un risvolto inatteso: permette, a chi parla con la signora Chiara, di tornare indietro a un momento nel tempo in cui la vita era sembrata gentile. La donna non ricorda, per esempio, che Gioacchino, l’unico figlio del signor Morbidelli, è guercio poiché ha perso il senno e in un episodio psicotico si è strappato via un occhio. Giacché la signora Chiara ignora il presente, continua a chiedere al padre di quel figlio bello di pochi anni prima. Mentre la gente del paese sogghigna alla vista del signor Morbidelli, la donna è l’unica a riservargli la stessa cortesia di una volta. Sarà così che l’uomo si troverà a cercare la smemorata nella speranza di rivivere attraverso lei i giorni andati. A uno a uno, gli abitanti del paesino si siederanno al tavolo della signora Chiara per ricevere la stessa consolazione: tornare indietro a quando si era (o si pensava di essere) felici.

Le uscite di martedì 25 ottobre

Massimo Miro, La faglia, Scritturapura

“Torino, 1978 cinque ragazzi di periferia sono convinti di aver scoperto un covo delle Brigate Rosse. Steso sul letto c’è un uomo anziano, al limite delle forze: Aldo Moro. Con un’azione tra il rocambolesco e il grottesco lo rapiscono e lo portano nello scantinato di una delle tante case popolari di Borgo Stura. Trent’anni dopo Goffredo abita a Milano, è ingegnere e dirige una fabbrica di famiglia. Il suo vecchio amico Jumbo si sveglia dal coma all’improvviso e lo costringe a fare i conti col passato. Una storia dal ritmo serrato, un vortice di giovani vite incompiute, alla ricerca della metà mancante,ipnotizzate dal miraggio di una scorciatoia a tutti i costi. Una sola parola d’ordine: salvarsi.”

Guillaume Musso, Angélique, La nave di Teseo

Il nuovo romanzo di Guillaume Musso, in uscita in contemporanea con la Francia. Intenso, sorprendente, eccitante, un labirinto di emozioni in cui ogni pagina mette in discussione le nostre stesse certezze. Parigi, Natale 2021. Dopo un infarto, Mathias Taillefer si sveglia in una stanza d’ospedale. Una ragazza sconosciuta è al suo capezzale. È Louise Collange, una studentessa che suona il violoncello per allietare i pazienti. Quando Louise scopre che Mathias è un poliziotto, gli chiede di occuparsi di un caso molto particolare che la riguarda da vicino. All’inizio riluttante, Mathias accetta infine di aiutarla, e presto i due si ritroveranno in una spirale che si stringe pericolosamente intorno a loro. Inizia così un’indagine mozzafiato, il cui segreto è nella vita che avremmo voluto condurre, nell’amore che avremmo potuto conoscere e nel luogo che speriamo ancora di trovare…

Giorgio Dell’Arti, La marcia su Roma, La nave di Teseo

A 100 anni dalla marcia su Roma, la lucida analisi di una delle voci più potenti del giornalismo italiano. Non semplicemente la “marcia su Roma” (sotto una pioggia torrenziale), ma piuttosto la “presa di potere” da parte di Mussolini. Un processo durato tre anni, e quasi partendo da zero: il giorno in cui vennero fondati i Fasci di combattimento non c’erano, nella sede milanese dell’Alleanza industriale e commerciale di piazza San Sepolcro, che un centinaio di persone (tra cui nove donne). E tre anni dopo, dietro i 25.000 della marcia, i seguaci del duce erano più di 250.000. Come era potuto accadere? Una storia che si fa chiara solo partendo dal principio, e con il metodo adottato da Giorgio Dell’Arti per far sì che alla fine tutto sia chiarissimo: un signore immagi- nario finge di non saper nulla (lo stesso Dell’Arti) e bersaglia di domande un altro signore, sempre immaginario, che finge di saper tutto. Sempre Dell’Arti.

Le uscite di mercoledì 26 ottobre

Maria Carolina Campone, Costantino. Il fondatore, Graphe.it

Chi è stato veramente l’imperatore Costantino? La figura di Costantino e la «questione costantiniana» sono da secoli al centro di un ampio dibattito. Nonostante la presenza di documenti e fonti primarie in merito al cosiddetto «primo imperatore cristiano», la loro interpretazione da parte degli storici moderni è spesso difforme e contrastante e la discussione sull’attività e le caratteristiche del figlio di Costanzo Cloro è sempre accesa. Il saggio della professoressa Maria Carolina Campone affronta alcuni nodi significativi a partire da un’analisi testuale e filologica delle testimonianze storiche in nostro possesso, facendo chiarezza, attraverso un ricorso puntuale alle fonti in lingua greca e in lingua latina, su taluni punti troppo spesso unanimemente sottoscritti da parte della critica, superando vulgate acriticamente accettate e aggiungendo un ulteriore tassello alla comprensione di una figura fondamentale nel vasto processo di sincretismo che segnò il passaggio dal mondo greco-ellenistico e romano a quello cristiano.

Le uscite di venerdì 28 ottobre

Doriana Perracca, Vicolo chiuso, Arkadia

Amsterdam. Lo scienziato di fama internazionale Victor Van Dis viene ucciso a coltellate nel bagno di un hotel. Lascia la moglie Linda e il figlio Martin. Nonostante le indagini serrate da parte del comandante della polizia Sandra Van der Meer, l’omicidio resta senza un colpevole. Trascorso qualche tempo, Linda si trova in Italia per una vacanza. Desidera buttarsi alle spalle il passato e conosce l’affascinante Marc, anche lui uomo di scienza e dotato, al contrario del suo defunto marito, di un carattere solare e brillante. È l’inizio di una nuova relazione, contrastata però da Martin. Ed è proprio a questo punto che nella vita di Linda iniziano a manifestarsi strani episodi: chi sono le persone che lei è convinta la stiano spiando tenendola costantemente sotto controllo? Sarà il comandante Van der Meer a cercare di fornire una soluzione a questa vicenda dai contorni così poco chiari, convinta che tutto ruoti intorno alla morte di Victor. Ma sarà un secondo omicidio a far franare definitivamente la situazione, innescando una serie di colpi di scena di cui sono protagonisti una serie di personaggi ambigui e pericolosi. Toccherà a Sara Van der Meer sbrogliare la matassa, in un continuo susseguirsi di menzogne e false piste, fino all’inaspettato epilogo finale.

Manuela Tacconi, Sole, Bertoni

Questo libro narra le vicende di Maria Sole, una ragazza giovane e decisamente autoironica la cui esistenza sembra, emotivamente e fisicamente, essere divisa tra due paesi e la cui vita sentimentale pare, allo stesso modo, essere divisa tra due potenziali amanti. Una vita sentimentale alquanto complicata come potremo vedere. Non tanto per il fatto che Sole (come viene chiamata da tutti quelli che la conoscono) non ami abbastanza il primo dei due uomini, ma quanto per il fatto che per motivi (a lei ancora molto confusi!) non riesca proprio a dimenticare il secondo.

Speciale Sicilia: “La città sepolta. Politica e istituzioni degli ebrei a Catania nel XV secolo” di Andrea Giuseppe Cerra, Rubbettino

La Sicilia fu definita “Achèr Israel”, ovvero “Altro Israele”, sembrando così, se non un luogo ideale, un contesto nel quale da secoli gli ebrei convivevano con le altre etnie presenti utilizzando forme organizzative, di amministrazione della giustizia, di culto proprie, e assumendo un ruolo di rilievo all’interno dei diversi tessuti urbani, al contempo separati e profondamente uniti al milieu cittadino nel quale erano radicati. Il volume ricostruisce le vicende della comunità ebraica di Catania nel XV secolo, nel più ampio contesto delle giudecche siciliane, sino all’applicazione dell’editto di Granada. Ne emerge un’immagine nitida della communitas judaica etnea, degli spazi fisici che occupava e del ruolo istituzionale, economico e sociale che ricopriva; l’affresco di una comunità operosa e integrata, seppure inevitabilmente caratterizzata da forti tratti distintivi.

Yiyun Li, Se vado via, NN Editore

Lilia Liska ha 81 anni. È sopravvissuta a tre mariti, ha cresciuto cinque figli e ha visto nascere diciassette nipoti. Ora vive in una residenza per anziani e ha un unico obiettivo: leggere il diario di un suo antico amante, Roland Bouley, e contestare ogni evento, correggere ogni ricordo in nitide note a piè di pagina. Il diario di Roland si trasforma così in una sorta di dialogo silenzioso, una conversazione intima lunga una vita, dove Lilia ripercorre l’esistenza di Roland, le sue amanti, opponendo la propria memoria a quella di lui, narrando l’amore fugace che li ha uniti e rivelandone le conseguenze – una figlia illegittima, amata e scomparsa troppo presto.
Se vado via è un viaggio nel tempo dove passato e presente vivono fianco a fianco, dove la voce di Lilia e quella di Roland si alternano in due verità inconciliabili eppure vicinissime, dove è la memoria a modellare l’esistenza, e dove dolore e resilienza orientano i moti profondi del cuore.

Libro copertina: “Verso il mar Jonio. Un vittoriano al Sud” di George Gissing, ExOrma

Con un inedito di Virginia Woolf e con le riproduzioni dei bozzetti che Gissing realizzò per l’edizione del 1905. Il Sud d’Italia alle soglie del Novecento è vissuto e narrato come mai prima da un grande e singolare autore vittoriano, quarantenne inquieto e solitario: uno “scrittore nato” secondo Virginia Woolf. Il 16 novembre 1897 George Gissing lascia Napoli diretto a Paola, si ferma a Cosenza, poi raggiunge Taranto, Metaponto, Sibari, Crotone, Catanzaro, Squillace e infine Reggio Calabria, lungo il tracciato della ferrovia ionica. Lascia i bassifondi dell’East End londinese pensando di trovare la Land of Romance; ma quel fine secolo, incalzato dalla modernità, stava cancellando le tracce della classicità perfino nelle regioni più appartate.

George Gissing

George Gissing

La sua reazione non sarà quella dello snob deluso, è proteso invece a cogliere i segni del cambiamento al di là degli stereotipi. Si interessa alla vita quotidiana e al costume, alla stampa locale, ai fatti di cronaca, si appassiona alla musica popolare; la visione delle grandi foreste di conifere secolari della Sila, delle campagne coltivate e di quelle desolate, convive con lo sconcerto di trovarsi in mezzo a una discarica nella periferia semiabbandonata di una delle città gioiello della Magna Grecia. Pubblicato al ritorno in patria in volume nel 1901, e prima in edizione a puntate nel 1900 sulla prestigiosa “The Fortnightly Review”, una delle riviste più importanti e influenti dell’Inghilterra del diciannovesimo secolo, questa traduzione integrale – arricchita con disegni e schizzi originali di pugno dello stesso Gissing – è frutto di un’accurata ricostruzione filologica, che tiene conto per la prima volta, e include, degli appunti diretti e delle note originali del suo diario, insieme alle lettere spedite dai diversi luoghi del viaggio a suoi familiari in Inghilterra. Si rivela così per la prima volta in tutti i suoi aspetti, come una sorta di autentico cammino iniziatico, il racconto integrale dell’esperienza di viaggio in Italia che Gissing consegnerà poi nel testo di By the Ionian Sea. Titolo originale: By the Ionian Sea. Notes of a Ramble in Southern Italy. Prima edizione pubblicata a puntate in “The Fortnightly Review”, London, april-december 1900. I disegni di George Gissing, qui riprodotti per la prima volta in Italia, sono tratti dall’edizione illustrata di By the Ionian Sea, Chapman and Hall, Ld., London, 1905.

Edoardo Boncinelli, Antonio Ereditato Tutto si trasforma, il Saggiatore

Due dei più noti e conosciuti divulgatori scientifici in Ita- lia scrivono un prontuario con tutto ciò che avreste voluto sapere sull’energia e non avete mai osato chiedere. Cos’è davvero l’energia? Come si origina? Come è nata? Come muove tutto ciò che esiste? Dal minuscolo mitocondrio alla gigantesca galassia, tutto l’universo obbedisce all’energia e alle sue leggi: con lo stile agile e cristallino che ha sempre caratterizzato i loro libri, Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato spiegano anche al lettore meno avvezzo alla scienza uno dei principi fondamentali della materia. E il focus non può che cadere anche sull’attualità: la più grande crisi energetica dell’ultimo secolo attanaglia l’Occidente. Ma come ci siamo arrivati? Da dove deriva l’energia che sfruttiamo? Dovremmo davvero limitare i consumi? Possiamo realmente convertire le nostre fonti di energia? Un libro agile ma intenso, breve ma completo, grazie al quale indagare a fondo il mistero e il fascino dell’energia e com- prendere tutto ciò che la riguarda.

Yves Bonnefoy, Insieme ancora, il Saggiatore

Insieme ancora è l’ultimo libro scritto dal più grande poeta contemporaneo francese. Composte sul letto di morte, le poesie raccolte in questo volume costituiscono, per lucidità e visionarietà, il punto letterario più alto di Yves Bonnefoy: una grande meditazione sulla vita e sulla fine, un dialogo aperto con l’aldilà, un invito a immaginare la morte come un istante di chiarezza in cui tutto – realtà e sogno – si ricompone disvelando il suo senso. Ma anche un grande viaggio interiore, talvolta dal ritmo romanzesco, attraverso il quale chiamare a raccolta tutti i ricordi di una vita, per celebrarli come in un rito antico e consegnarli all’eternità.

 

Libro controcopertina: “Oga Magoga” di Giuseppe Occhiato, il Saggiatore

Ci sono libri che accompagnano il loro autore per una vita intera. Sono libri rari e infiniti, scritti in molte versioni, limati fino all’ossessione. Se è vero che esistono libri capaci di aprire mondi, ne esistono altri, come questo, che sono mondi essi stessi. Giuseppe Occhiato inizia a comporre Oga Magoga nella sua casa nella Calabria meridionale appena ventenne, nel 1954, e lo termina nella sua versione definitiva solo nel 1999. Pubblicato nel 2000 in tre volumi da una piccola casa editrice di Cosenza in poche centinaia di copie, il libro affiora dal nulla per scomparire nel silenzio praticamente nello stesso istante. Negli anni che seguono, questa opera-mondo in cui, come scrive l’autore, «ogni parola è sangue, ogni ricordo una ferita ancora aperta», intercetta l’attenzione di una piccola parte della critica: escono saggi, si tengono piccoli convegni, echi della sua esistenza rimbalzano su riviste accademiche e culturali. Al di là però di qualche attento lettore, il romanzo-poema di Occhiato continua la sua esistenza silenziosa sotto il pelo dell’acqua, ignorato dai più. Con questa nuova edizione a un decennio dalla morte di Giuseppe Occhiato, il Saggiatore si pone allora l’obiettivo di dare a Oga Magoga, il libro che in un certo senso chiude il Novecento letterario italiano, un nuovo pubblico. Questa ripubblicazione vuole offrire ai lettori la possibilità di un incontro con l’universo di stelle, mostri, innamoramenti, incantesimi, streghe, dee, miti, leggende, epopee che il suo autore ha progettato in mezzo secolo di scrittura. Un invito aperto a chi vorrà raccoglierlo ad avventurarsi al suo interno, sfidare l’ignoto, smarrirsi.

Joan Didion, Perché scrivo, il Saggiatore

La stampa, la politica, l’arte, la sua California, le donne: Perché scrivo è una raccolta di dodici saggi scritti da Joan Didion tra il 1968 e il 2000 che contiene già tutti quei temi che avrebbero fatto di lei l’icona della cultura americana contemporanea. Che racconti i suoi inizi alla rivista Vogue, una riunione dei Giocatori Anonimi, analizzi la stampa underground locale o si interroghi sull’incipit di Addio alle armi di Ernest Hemingway, ciò che conta per lei è sempre trovare quell’identità che le permetteva di essere narratrice, quel punto di vista esatto da cui può raccontare una storia. Non ci nasconde però che il suo luogo privilegiato sia la periferia della scena. Invece di intervistare Nancy Reagan, rimane a una distanza deferente mentre una troupe tele- visiva dà ordini alla first lady su come riempire un vaso di rododendri e nel saggio su Robert Mapplethorpe ricorda quando il suo compito era recarsi negli studi e «guardare le donne che venivano fotografate» mentre cercavano di diventare ciò che veniva loro richiesto dal fotografo di turno. Il comportamento di Didion è l’opposto di quello che lei considera “degli artisti”, che temono che l’analisi del proprio lavoro sia deleteria e che quella fragilità che li ha portati alla fama vada in pezzi non appena provi a essere decostruita. Anche quando il rifiuto la riguarda in prima persona, come per la non ammissione a Standford, è capace di mutare la sua esperienza in qual- cosa di universale, da osservare a debita vicinanza. Ognuno degli scritti di questa raccolta rappresenta l’essenza di Joan Didion e ne mette perfettamente a fuoco l’acutezza che risplende qui in tutta la sua modernità e potenza visionaria.

John Berger e Jean Mohr, Un uomo fortunato.Storia di un medico di campagna, il Saggiatore

Un uomo fortunato è una riflessione in parole e immagini sui rapporti tra l’individuo e la comunità che lo circonda. È un ritratto, allo stesso tempo poetico e sociologico, della dimensione più umana del lavoro del medico e di cosa significhi appartenere a una collettività e mettersi al suo servizio. Nel 1966 John Berger e il fotografo Jean Mohr seguono per tre mesi l’attività del medico di campagna John Sassall, documentandone la vita, le abitudini e gli incontri. Sassall vive nella foresta di Dean, in Inghilterra, tra i suoi pazienti, e ogni giorno si muove all’interno del territorio rurale per curare i malati, gli anziani e le persone sole. Ciò che affascina Berger e Mohr è che Sassall non si limita a prescrivere medicine, ma per la gente del luogo è anche un confidente, un depositario di ricordi. È preciso, attento e premuroso. Prima di fare un’iniezione pronuncia frasi rassicuranti. In inverno, quindici minuti prima di visitare un paziente, accende la termocoperta così da non fargli sentire freddo. È presente a tutte le nascite e a tutte le morti. In ogni situazione riconosce l’istante in cui può fare la differenza, ma conosce anche i propri limiti, come persona e come medico. Arricchita da una introduzione di Iona Heath e da una prefazione di Vittorio Lingiardi, quest’opera, finora inedita in Italia, ci rivela con grande delicatezza come ogni territorio, se guardato o osservato a distanza, sia ingannevole. Esso è infatti, inanzitutto, la rete disegnata dai gesti e dai pensieri dei suoi abitanti, dalle loro lotte, conquiste e sventure.

Le uscite di lunedì 31 ottobre

Andrea Brugora, Milano, Oltre Edizioni

Con i contributi di Gabriele Albertini, già sindaco di Milano dal 1997 al 2006, Camilla Bagatti, presidente del Museo Bagatti Valsecchi, Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli, Salvatore Carrubba, presidente della Fondazione Piccolo Teatro di Milano, Manuela Alessandra Filippi, fondatrice dell’Associazione ‘Città Nascosta Milano”, Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano, Giovanni Morale, vice direttore per il Polo Milanese delle Gallerie d’Italia, Fabio Peri, Conservatore del Civico Planetario “U. Hoepli”, Andrea Rurale, Presidente FAI Lombardia, Liliana Segre, senatrice a vita della Repubblica Italiana, Andrée Ruth Shammah, Regista, direttore artistico e co-fondatrice delTeatro Franco Parenti.

Enrico Bertolino: «Milano è una città che dà tanto ma chiede tanto. Chi viene da fuori va via con il mal di testa, è come una giostra veloce, ma se ci sali è molto bello». Milano, luogo dall’energia straordinaria e locomotiva d’Italia, forse la più europea delle città italiane, sconta in chi la conosce poco il peso dei pregiudizi legati alla sua forza economica che ne mette in ombra la rilevanza storica, artistica e culturale. D’altra parte, suscita invece sentimenti profondi e fortissimi in chi si prende il tempo e la briga di desiderarla. Basti citare qualche caso celebre: Albert Einstein ci ha passato i mesi che definisce dei suoi più bei ricordi, ad Ernest Hemingway è bastato qualche giorno per incontrarci l’amore della sua vita, Verga elogia le sue seduzioni, Stendhal ne era letteralmente innamorato, tanto che sulla sua tomba a Parigi ha voluto fosse scritto in italiano “Arrigo Beyle, milanese, scrisse, amò, visse”. Milano è una città che o si ama o si odia, di una bellezza riservata che, come una “bella signora”, non si lascia avvicinare da chiunque e subito, ma pretende ingaggio, corteggiamento, conquista. Non sono questi i presupposti delle storie d’amore più intense e durature? Milano presuppone al visitatore un impegno attivo, di “salire sulla giostra” per usare le parole di Bertolino. Questa guida vuole essere il biglietto per salire sulla giostra, o la presentazione d’un amico alla bella. Fuor di metafora, un corso accelerato introduttivo, uno strumento ideale per chi si trasferisce in città e vuole conoscerla come un milanese, fin dal primo giorno. Un libro che accosta perle poco conosciute o visitate a un racconto da punti di vista inediti e meno scontati dei luoghi più noti, e per questo immancabile anche nelle librerie dei milanesi che vogliono conoscerla meglio e forse non ne hanno ancora trovato il tempo o il modo. Tra i tanti volumi dedicati al capoluogo lombardo, lo distinguono l’attenzione alle testimonianze di tempi recenti dove quasi tutte le guide non osano avventurarsi e il taglio narrativo che sfrutta la sua “stratificazione orizzontale” per leggere la storia girando i quartieri di Milano o, se si preferisce, leggere Milano girando i secoli.

Dan Chaon, Sleepwalk, NN Editore

Perché questa volta il desiderio di un’altra vita, di un’altra versione di me stesso, è stato così forte? C’era un potere così grande in quel padre immaginario, in quella figlia immaginaria,
per quanto remota fosse la possibilità. Mi rendevo conto che mi sarei rovinato la vita? A un certo livello sì, per forza. Vorrei poterla vedere nella sua vera forma umana. Se quella forma esiste

Will Bear ha cinquant’anni e non ha mai avuto un vero lavoro, mai pagato le tasse, mai avuto una relazione seria. Si è costruito una vita senza radici né legami, a parte l’amica d’infanzia, Experanza; e a bordo del suo camper, la Stella Polare, attraversa un’America senza più leggi, controllata da droni e milizie private, svolgendo losche commissioni per conto di una fantomatica società di servizi, in compagnia di un vecchio cane da combattimento affetto da stress postraumatico. Un giorno, su uno dei suoi tanti cellulari, riceve la telefonata di una certa Cammie, che gli dice di essere sua figlia e di essere in pericolo. Nonostante i sospetti iniziali, Will si fida di lei. E mentre sente fiorire dentro di sé un autentico affetto paterno, comincia a dubitare di tutto e di tutti, diradando la nebbia che avvolge il suo passato e la sua identità.
Dopo La volontà del male e Il riflesso del passato, Dan Chaon torna con un romanzo di frontiera, una fuga rocambolesca e allucinata, una sleepwalk da un mondo dilaniato da controllo sociale, pandemie e cambiamento climatico. E alternando bonaria ironia e malinconica consapevolezza, posa il suo sguardo sull’amore, l’empatia e l’istinto, forze primordiali in grado di regalare sempre un’altra possibilità, anche quando tutto sembra perduto. Questo libro è per chi butta una monetina in una fontana affidandosi a una magica speranza, per chi va matto per Il grande Lebowski dei fratelli Coen, per chi si diverte a regalare saggezze agli sconosciuti incontrati per strada, e per chi ogni tanto vorrebbe risvegliarsi da un lungo sonno su un’isola deserta, e ricominciare tutto daccapo.

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