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In copertina la Miwako Sumida di Goenawan, tradotta da Viola di Grado, e l’abuso di potere di “Folisca” di Miriam D’Ambrosio

Le letture consigliate da Salvatore Massimo Fazio

Blog La torrida estate è ormai conclamata ed un piuccolo sollievo può venire dai titoli in uscita fino al 31 luglio. In copertina due editori isolani, la siciliana Carbonio e la sarda Arkadia, ambedue con due temi di interesse. Il nostro blog ad agosto si ferma e dà appuntamento a settembre

Chiudiamo luglio e con “Massimo Volume”, il blog che vi invita alla lettura, ci rivedremo a settembre. In copertina Clarissa Goenawan con Il mondo perfetto di Miwako Sumida, editore Carbonio, romanzo tradotto dalla scrittrice catanese Viola Di Grado. In controcopertina Folisca di Miriam D’Ambrosio,  Arkadia, ovvero gli abusi di potere di chi dovrebbe difenderci. Interessante la fiction di Arturo Belluardo per Giulio Perrone Editore e l’amore interrogato di Indyana Schneider pubblicato da Blu Atlantide. Oligo indaga Shakespeare con Rudyard Kipling e WoM Edizioni propone Macario. Il terzo ospite di B. Traven. Algra Editore propone il saggista Franco La Magna che narra la ‘incursioni’ del Verga nel cinema.

Buona estate e buone letture.

Le uscite di martedì 19 luglio

Libro copertina, “Il mondo perfetto di Miwako Sumida” di Clarissa Goenawan, Carbonio

Miwako Sumida sarebbe stata per sempre la ragazza che aveva travolto tutti con un oceano di colori. E ogni volta che Chie guardava le nuvole si ricordava di loro due sdraiate in precario equilibrio in cima a quel serbatoio d’acqua sul tetto, che discutevano di cose senza importanza, come una nuvola di passaggio, chiedendosi se somigliasse più a un coniglio o a un aereo. Tokyo, università Waseda, marzo 1989. A un goukon organizzato da un amico, il ventunenne Ryusei Yanagi conosce la matricola Miwako Sumida e ne resta subito colpito. Dietro le lenti spesse di un paio di occhiali retrò, c’è lo sguardo vivace di una ragazza che non si fa problemi a esprimere le proprie idee anche a costo di rendersi impopolare, e ciò non può che risultare eccezionale in un mondo che pare accogliere solamente opinioni omologate, che procede suddiviso in gruppi e funziona per alleanze non importa quanto sentite. Dopo l’incontro, disertando il karaoke, Ryu e Miwako scoprono di essere entrambi clienti di una vecchia libreria dell’usato e di avere in comune la passione per la lettura. È facile quindi che i due si rivedano nella biblioteca del campus, che tornino insieme alla libreria Ikeda e che pian piano comincino a fidarsi l’uno dell’altra. Saputo che Miwako ha bisogno di un lavoro, Ryu propone a Fumi-nee, sua sorella maggiore e pittrice, di reclutare l’amica come aiutante nel suo sgangherato atelier. Così, tra secchi di tintura, bombolette di vernice spray e romanzi di seconda mano, Ryusei si innamora della sua nuova amica quasi senza accorgersene. L’inspiegabile partenza di Miwako da Tokyo getta Ryu nel più cupo sconforto, né lo tranquillizzano le sporadiche lettere da un remoto villaggio sulle montagne, in cui la ragazza gli racconta della sua esperienza come volontaria presso la Clinica Felice, l’unica scuola per bambini e adolescenti del posto, altrimenti impiegati ad aiutare i famigliari nei campi. L’angoscia di Ryu trova infine la più terribile delle conferme: un giorno, senza preavviso, con la grazia che l’ha sempre distinta, Miwako si toglie la vita nella foresta che si stende, fitta e rigogliosa, ai piedi del villaggio. Incapace di superare il dolore di una perdita così improvvisa, Ryusei chiede a Chie Ohno – la migliore amica di Miwako e custode dei suoi segreti più intimi – di accompagnarlo lì dove Miwako ha deciso di mettere fine alla sua esistenza, per tentare di scoprire le ragioni del suo gesto. In un viaggio sia fisico sia spirituale dall’abbagliante modernità di Tokyo a uno sperduto villaggio del Giappone rurale dove sopravvivono tradizioni millenarie, i due ragazzi scaveranno nella vita di Miwako alla ricerca di un motivo che possa aiutarli ad accettare l’inaccettabile. Tra presente e passato, accompagnato dallo sguardo vigile di una gatta calico che sembra la magica, silenziosa sentinella di una realtà altra e parallela, Ryusei ripercorre il filo dei ricordi e tutto ciò che è stata Miwako, tutto il suo ‘mondo perfetto’, riaffiora gradualmente più nitido, insieme alla verità, quella verità rimasta a lungo nascosta. E se fosse lo spirito della stessa Miwako, l’ombra che ha lasciato dietro di sé, a confessare l’inconfessabile, permettendo a tutti, compresa se stessa, di trovare pace? Raccontato dalla viva voce di coloro che l’hanno più amata – Ryusei e Chie – nelle prime due parti e attraverso la storia in terza persona di Fumi-nee, figura altrettanto incisiva e determinante per lo scioglimento di tutti i nodi che compongono l’enigma attorno alla protagonista, Il mondo perfetto di Miwako Sumida è un testo dotato di una soavità sommessa che lascia emergere inattesi lampi di luce nel buio, e che riesce a rendere tutta l’inquietudine di un Paese che nasconde un malessere profondo dietro l’apparente ordine cristallino.
Cosa succede quando qualcuno che amiamo pone fine alla sua vita malgrado noi, il nostro affetto, la nostra ammirazione? I morti se ne vanno poi davvero, oppure passano soltanto a un piano di esistenza diverso? Alla sua seconda prova narrativa, Clarissa Goenewan, astro nascente della letteratura asiatica, affronta con delicatezza magistrale e insieme sconvolgente tematiche universali come l’amore, l’amicizia, la fraternità, la violenza sessuale, il bullismo, la disforia di genere. Il mondo perfetto di Miwako Sumida è un romanzo sul mistero dello stare al mondo, sul trauma non lenito, sulle conseguenze irreparabili di un silenzio protratto di fronte alle sottili e costanti imposizioni della società, sugli effetti rovinosi che la vergogna e la colpa possono avere sulla psiche di una persona, sul potere dei ricordi di ricostruire un senso e ridare vita a ciò che sembrava perduto.
La traduzione in italiano del romanzo è stata curata dalla scrittrice catanese Viola Di Grado.

L’autrice
Clarissa Goenawan, classe 1988, è una scrittrice di Singapore nata in Indonesia. Il suo romanzo d’esordio, Rainbirds (Carbonio, 2021), selezionato per diversi premi, ha vinto il Bath Novel Award 2015. I suoi racconti hanno ottenuto numerosi riconoscimenti e sono stati pubblicati in varie riviste letterarie e antologie. “La Lettura”, l’inserto culturale del “Corriere della Sera”, ha reso omaggio a questa giovane autrice pubblicando un suo racconto inedito, “Vicine di casa”. Nel 2023 Carbonio pubblicherà “Watersong”, il suo terzo romanzo.

Franco La Magna, Giovanni Verga e il «castigo di Dio». Per una storia dei rapporti tra cinema e narrativa, Algra Editore

Da uno dei maggiori cultori e conoscitori di cinema, una preziosa sintesi della presenza di Verga nel cinema dalle origini ai giorni nostri, con un capitolo finale dedicato al documentarismo e alla televisione. Dalla prefazione di Antonio Di Silvestro: “Pregio di questo saggio è quello di riempire le zone ‘vuote’, cosa che solo un attento lettore e fine interprete del cinema siciliano sarebbe stato in grado di fare. Ne viene fuori una sintesi aggiornata, documentariamente probante, attenta a dare un nome e un volto a figure tradizionalmente renitenti all’inchiesta bio-bibliografica. Soprattutto, lo studio riesce a costruire un quadro compiuto di un settore delle ricerche su Verga spesso affidato, al di là di poche voci sistematiche, ad assaggi episodici, a delibazioni estemporanee di singoli momenti, rispetto a cui esso si pone come strumento didatticamente efficace, sottratto al didascalismo di certa manualistica universitaria e al contempo all’aridità di una ricognizione esclusivamente archivistico-documentaria. Non è difficile scorgere infine, quasi in filigrana, l’intento di rileggere gli ultimi anni di vita dello scrittore sotto un riflettore più obliquo, di guardare quasi in controluce agli anni del ‘silenzio’ verghiano”.

Le uscite di mercoledì 20 luglio

Indyana Schneider, 28 domande per innamorarsi, Blu Atlantide

Quando Amalia, studentessa australiana e cantante lirica al primo anno di musica a Oxford, incontra Alex, anche lei nella medesima università, immediatamente nasce un’amicizia straordinaria. Durante la loro frequentazione, scandita da 28 domande ideali sull’amore e sulla vita – una per ogni capitolo del libro – le due ragazze si rendono conto di non poter fare a meno l’una dell’altra. Nel tempo tra loro cresce qualcosa di così puro e prezioso che le avvolge completamente e che le rende diverse da ciò che credevano di essere. Così, mentre i mesi passano, Amalia e Alex non possono più ignorare la grandezza e l’intensità del proprio desiderio, e si scoprono sempre più attratte reciprocamente. Fino a che, con quel terrore mescolato a frenesia che tutti gli innamorati conoscono, l’amicizia diventa amore – un amore come nessuna delle due ha mai conosciuto fino a quel momento e che le farà sentire ancora più speciali l’una per l’altra, ma che presto metterà in crisi la loro amicizia, fino al rischio di perdersi per sempre. O forse no…

Le uscite di giovedì 21 luglio

Arturo Belluardo, Ballata per la sirena, Giulio Perrone Editore

L’avvocato viene richiamato in Sicilia dalla madre che sul punto di morte gli confessa di essere una sirena. La madre ha una richiesta: vuole che il figlio recuperi la sua coda e che gliela riporti per poi tumularla in fondo al mare. Nonostante la sua natura violenta e razzista, il figlio non può e non vuole sottrarsi alla responsabilità filiale. Dopo Calafiore (Nutrimenti, 2019), Arturo Belluardo torna in libreria con un romanzo pieno di risvolti rocamboleschi e dal linguaggio onirico e fantasmagorico, in un viaggio nell’anima materna, nel dramma dell’emigrazione e di chi non può sottrarsi alle responsabilità, sulla scia di «avvistatori di sirene» da Gadda fino a Omero.

Le uscite di venerdì 22 luglio

Libro controcopertina, “Folisca” di Miriam D’Ambrosio, Arkadia

Non sarà la sua voce a salvarla. È una notte d’estate del 1913 e una ragazza che sogna di riscattare la sua vita viene presa a calci e pugni da chi per mestiere dovrebbe far rispettare la legge. Il potere che diventa arbitrio, per arroganza. Diranno che quello che è successo non è mai avvenuto. Diranno che era solo una prostituta, una poco di buono, troppo vicina al mondo del malaffare, una poveretta che si è suicidata con il veleno usato da quelle come lei. A smentire la versione ufficiale, con i fatti, è il giornalista che non ti aspetti, quando ancora credeva nella verità. È il direttore del quotidiano socialista e presto farà tremare il mondo. Questa è la storia di Rosetta Andrezzi, personaggio realmente esistito, una giovane sciantosa fragile e affascinante. Nei teatri italiani la conoscono come Rosetta di Woltery e in tanti scommettono sul suo talento. Il suo nome verrà ricordato per sempre nelle canzoni della mala milanese, la leggendaria ligera. È una storia d’amore, di destini e di ingiustizia. Sullo sfondo c’è la Milano della Belle Époque, la magia dei café chantant, la vivacità artistica di giovani letterati che si tuffano nella modernità, i sogni di una generazione che si sta avviando verso l’apocalisse della Grande Guerra, le contraddizioni di una democrazia immatura che presto verrà soffocata dalle sue paure. Al funerale di Rosetta, celebrato in chiesa (nessuno crede al suicidio) le prostitute vanno a salutarla vestite di bianco e con fiori chiari. Lei avrebbe compiuto diciotto anni dopo qualche giorno. Per l’amore della sua breve vita resterà per sempre Folisca, la scintilla che accende il cuore.

Rudyard Kipling, Come Shakespeare giunse a scrivere La tempesta, Oligo

Cosa spinse Shakespeare a scrivere la Tempesta, un’opera così anomala rispetto al resto della sua produzione letteraria? Da dove provenivano gli spiriti dell’aria e della terra che popolano quell’isola incantata? Forse dai racconti fantasmagorici di un marinaio piuttosto alticcio reduce dal Nuovo Mondo? In questo delizioso pastiche metaletterario lo scrittore inglese Rudyard Kipling fa rivivere sotto i nostri occhi, fra taverne e naufragi, la curiosità senza confini del genio shakespeariano.
Due giganti della letteratura a confronto. Per la prima volta in italiano.

La traduttrice

Sara Grosoli, laureata in Lingue e letterature straniere a Bologna, ha lavorato per la casa editrice Rizzoli e ha tradotto opere di Bronte, Wollstonecraft, Alcott, Shelley, Eliot. Ha curato un’edizione critica delle lettere di Anna Bolena.

Le uscite di domenico 31 luglio

B. Traven, Macario. Il terzo ospite. Ediz. Integrale, WoM

Per scrivere “Macario” B. Traven ha tratto ispirazione da “Comare morte” dei fratelli Grimm e ha ambientato le vicende di questo romanzo in un Messico sotto il giogo coloniale. Questa è la storia di un uomo la cui condizione di povertà non migliorerà mai. Finché un giorno, nel tentativo di realizzare il sogno di sempre, vale a dire quello di «mangiarsi da solo un tacchino intero», non incontra la Morte e da quel momento la sua vita cambia. La versione proletaria di Faust.

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