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Un secolo fa nasceva Giorgio Manganelli, due libri lo ricordano. Copertina a “Il samba di Priscilla” sui misteri brasiliani dietro i mondiali in Qatar

Blog I cento anni dalla nascita di Giorgio Manganelli tributato con due libri, i misteri sui mondiali di calcio in Qatar, le differenze tra normale (alchimia) e patologico (biocrazia), piante e fiabe cattive e sovversive, anticipi natalizi, l'alchimia archetipica esoterica di Giorgio De Luca e gli attesi ritorni di Nicola Vacca, Paolo Di Chiara e Massimiliano Scudeletti sono i consigli alla lettura per una settimana di grande interesse socio-culturale

Cento anni fa nasceva Giorgio Manganelli: è lui il padrone assoluto della settimana che decorre dal martedì 15 al lunedì 21 novembreAndrea Cortellesa, lo onora con “Filologia fantastica. Ipotizzare, Manganelli” (Argo Libri) e Graphe.it ripubblica dello stesso Manganelli, la raccolta di poesiaUn uomo pieno di morte. Quanto alla poesia lo Speciale segna il ritorno di uno dei maggiori poeti contemporanei, Nicola Vacca che esce con “Un caffè in due” per A&B Editrice.  Anticipo natalizio con  Neera e Alessandro Petruccelli autori diIncontri di Natale, e Harriet Beecher Stowe con “Natale nel Nuovo Mondo, che completano la terzina settimanale di Graphe.it. Libro copertina a Maurilio Barozzi con “Il Samba di Priscilla“, Borderfiction edizioni, che indaga nel Brasile con le sue luci e le sue ombre tra italiani scomparsi e i retroscena legati all’organizzazione dei Mondiali di Calcio in Qatar 2022, il tutto intriso di un giornalismo investigativo al femminile per un romanzo che esplora i lati oscuri dell’esercizio del potere.

Controcopertina alla rivelazione Giorgio De Luca, l’autore siciliano, maestro di conoscenza del Sé, torna col terzo capitolo dell’introspezione, dal tutto “Sulfur. Siamo tutti blu“, per Algra Editore. Ironia e verità, spesso soppresse per il tremendo politicamente corretto nel libro di Raffaele K. Salinari conIl normale e il patologico. Alchimia versus biocrazia” (Anima Mundi Edizioni). Tra i più attesi, il ritorno di Massimiliano Scudeletti. L’autore toscano dopo il boom di vendite con “L’ ultimo rais di Favignana“(Bonfirraro), approda alla collana Senza Rotta di Arkadia Editore conLa laguna dei sogni sbagliati. Quanto a Bonfirraro il saggio di Paolo De Chiara, “Una fimmina calabrese”, sancisce che l’editore barrafranchese, è tra i migliori del panorama nazionale per saggistica. Pollice verde e cattivo in casa Add Editore con “Piante cattive. Storie velenose, urticanti e letalidi Katia Astafieff, e con “Flora e fauna“di Gilda Manso per la bella realtà WojtekFefè editore, NN Editore e minimum fax chiudono la settimana di consigli alla lettura.

Sugli scaffali da venerdì scorso

Armando Santarelli, È un demonio, quel Proust! L’infanzia e la giovinezza del più grande romanziere del Novecento, Il ramo e la foglia edizioni

Dall’introduzione dell’autore: «Sono affetto da molto tempo da una malattia, una strana malattia […] si chiama proustite, ed è ormai in uno stato cronico, perché da circa cinquant’anni non smetto di leggere o rileggere tutto ciò che riguarda la persona che mi ha contagiato, e che risponde al nome di Marcel Proust. Sul romanziere francese si sono scritte montagne di libri in tutte le lingue del mondo; la sua importanza nella letteratura è tale che non c’è grande scrittore o critico che non si sia misurato in qualche modo con l’opera proustiana. Tuttavia, nella consapevolezza di poter aggiungere poco o niente alla sterminata produzione critica e biografica esistente, si può almeno sperare di avvicinare a Proust i lettori che non lo conoscono o che vogliono sapere di più di colui che è considerato da molti il più grande romanziere del Novecento. […] In particolare, è all’infanzia e alla giovinezza di Proust che mi sono dedicato, nella consapevolezza che quel tempo retrospettivo, illuminato dalla doppia luce della memoria volontaria e della memoria involontaria, andrà a costituire il magico lievito della sua produzione letteraria».

Le uscite di martedì 15 novembre

Andrea Cortellessa, Filologia fantastica. Ipotizzare Manganelli, Argo Libri

Per il centenario di Giorgio Manganelli, il critico Andrea Cortellessa ha raccolto in un volume quasi un trentennio di saggi e scritture dedicati allo scrittore. Cortellessa lo fa avvalendosi di «itinerari marginali», «entrate periferiche» e prospettive anamorfiche, probabilmente l’unico modo in cui è possibile analizzare questi scritti, vista la natura polimorfa e polimaterica della ricerca manganelliana. «Oggi è il mio centenario; più esattamente, uno dei miei centenari»: così affermava nel 1980 Manganelli; la sua proposta era di istituire un rito al contrario della «scommemorazione», per cui il 1880, per esempio, corrisponderebbe al «quarantaduesimo preanniversario della sua nascita».

Giorgio Manganelli, Un uomo pieno di morte, Graphe.it

La poesia come musa iniziatica e come rifugio dalla morte. Nel panorama letterario del Novecento, Giorgio Manganelli si è fin da subito imposto come figura autonoma e imprescindibile della narrativa italiana. La sua lingua, così caustica, irriverente, piena di inventiva ed eversione, ha eretto quest’autore a modello per tante generazioni a venire, specie quelle di certa neoavanguardia. A cent’anni dalla nascita, viene qui proposta una selezione delle migliori poesie scritte da Manganelli in tutto l’arco della sua vita. Il lettore potrà dunque trovare una voce “inedita”, un Manganelli dai toni più sublimanti e contenuti, sospeso sempre tra la certezza di una fine terrena e l’incertezza del vivere comune di tutti i giorni.

Oretta Bongarzoni, Pranzi d’autore. Le ricette della grande letteratura, minimum fax

Le omelette alle erbe di Sostiene Pereira, le quaglie en sarcophage di Il pranzo di Babette, il Christmas pudding di Joyce, il timballo di maccheroni del Gattopardo: da sempre la cucina ha avuto uno spazio nella grande letteratura. Pranzi d’autore è un ricettario godibile e pieno di annotazioni, con un presupposto: il cibo è momento narrativo.

Alice Elliott Dark, Fellowship Point, NN Editore

Elizabeth McCracken: Mi sono innamorata di Agnes e Polly, le protagoniste, e delle loro idee sull’arte, sul matrimonio, sul femminismo e sull’amicizia. È un libro su cosa significa amare una terra e le creature che la abitano, e su come la vita segue il suo corso, rivelatorio e denso di misteri e segreti

Agnes e Polly, amiche da tutta la vita, sono donne molto diverse: Agnes è una famosa scrittrice di libri per bambini, firma in segreto una serie di romanzi per adulti e non si è mai sposata. Polly ha dedicato la sua esistenza alla famiglia, da moglie e madre devota. Le amiche condividono la proprietà di Fellowship Point, un magnifico territorio nel Maine dove hanno sempre passato l’estate, fin da ragazze. Il tranquillo scorrere delle giornate viene sconvolto quando scoprono che c’è un progetto di sviluppo turistico su Fellowship Point sostenuto anche dagli altri soci, tra cui i parenti di Agnes e i figli di Polly. Agnes decide di opporsi, mentre nella sua vita irrompe la giovane Maud, che vuole convincerla a scrivere le sue memorie e non si lascia scoraggiare dai suoi rifiuti. La vita di Maud si lega a quella delle due amiche e alla battaglia per Fellowship Point, portando alla luce una verità dolorosa e necessaria, capace di guarire un’antica ferita mai rimarginata. “Fellowship Point” è un romanzo che si legge d’un fiato, il ritratto indimenticabile di due donne che nonostante divergenze, segreti, passioni e battaglie sono unite dall’affetto più puro. Alice Elliott Dark racconta il dono dell’amicizia, un atto di condivisione così intimo e assoluto che ha il potere di cambiare il mondo.

Harriet Beecher Stowe, Natale nel Nuovo Mondo, Graphe.it edizioni

La penna cui dobbiamo La capanna dello zio Tom era impugnata da una donna fortemente votata alle cause sociali: prima di tutto quella antischiavista, per la quale Harriet Beecher Stowe è appunto nota, ma anche quella animalista e, non ultima, quella femminista. I suoi scritti minori valgono l’attenzione del lettore moderno: non solo rivelano una qualità letteraria fuori dal comune, ma consentono di intravedere l’esperienza autobiografica della scrittrice, cui si intrecciano il sentimento religioso che ne caratterizza il pensiero e l’ancora più intenso senso di comunità. Questo volume raccoglie tre racconti, tutti a tema natalizio, inediti in Italia.

Neera, Alessandro Petruccelli, Incontri di Natale, Graphe.it

A Natale, la Terra sembra un grande presepe illuminato e tale atmosfera avvolge le due voci di questo librino. La prima è di Neera: ci narra di Pietro che, con la sua sposa dai modi raffinati, fatica a incontrare l’anziana nonna nel paese d’origine, tra povertà dignitosa e teneri ricordi con cui il nipote non trova un vero legame. A contraltare il delicato racconto di Alessandro Petruccelli, anch’esso abitato da gente di paese e da una religiosità d’antan che forse non fa il miracolo, ma tocca il cuore e rende possibile ciò di cui abbiamo bisogno: amore e serenità. E magari anche un bel vestito per la festa.

Le uscite di mercoledì 16 novembre

Libro copertina “Il Samba di Priscilla” di Maurilio Barozzi, Borderfiction edizioni

Maurilio Barozzi: «Ho abitato in Brasile per quasi dieci anni (fino al 2010, da gennaio a marzo gestivo un bar sulla spiaggia a Salvador de Bahia) e ho potuto notare come quel Paese viva quotidianamente la contraddizione di una terra ospitale e allegra che deve fare i conti con la corruzione che la pervade ad ogni livello. Polizia, prostitute, sindacalisti e giornali compiacenti sono fagocitati in un gioco di potere che li usa senza scrupoli. Quando poi la notizia degli scandali della Fifa ha iniziato a inondare i giornali brasiliani e italiani, ho pensato che poteva essere la scintilla per raccontare quel mondo dissoluto sui due livelli: il quotidiano e quello dei piani alti».

Ispirato da fatti realmente accaduti, ambientato tra Rio de Janeiro e Salvador de Bahia, Il Samba di Priscilla trascina con il ritmo del thriller in luoghi incantevoli ma anche pericolosi. Protagonista del libro è la giornalista brasiliana Priscilla Amorim. Innamorata della sua terra e del suo mestiere, Priscilla si butta a capofitto in un’inchiesta pur sapendo che dovrà affrontare un mondo immorale e senza scrupoli. È lei il personaggio principale del romanzo noir che si ispira a fatti di cronaca realmente accaduti. Il primo è la scomparsa in Brasile nel 2012 del milanese Mario Bergamaschi, ma l’elenco degli italiani scomparsi in Brasile è lunghissimo. E poi, nel 2013, ci sono le dimissioni dello storico capo della Federcalcio internazionale, il brasiliano João Havelange che, in seguito alla divulgazione del cosiddetto “Dossier ISL”, è stato accusato di aver intascato tangenti dal Qatar per l’organizzazione dei mondiali 2022. Come mai il Qatar ha ottenuto l’organizzazione dei mondiali di calcio del 2022? Come ha fatto a superare la concorrenza di nazioni calcisticamente molto più evolute? Perché i vertici della Fifa, Sepp Blatter e il presidente onorario João Havelange, si sono dimessi? E perché anche l’ex capo della Confederazione brasiliana di calcio Ricardo Teixeira ha dovuto fronteggiare le stesse accuse di malversazione? Prendendo spunto da questi due episodi, Il Samba di Priscilla racconta un Brasile corrotto e spietato esplorando i lati oscuri dell’esercizio del potere e la sua vischiosità.

Katia Astafieff, Piante cattive. Storie velenose, urticanti e letali, Add Editore

Sono molteplici le funzioni e le qualità delle piante, a partire da quelle che tutti noi conosciamo: producono ossigeno, sono usate per farmaci e cosmetici e talvolta insaporiscono i nostri piatti, o sono impiegate nel campo edile. Esistono tuttavia anche piante terribili, in grado di essere tossiche o addirittura letali. Eppure non esistono piante buone o cattive, ma vegetali intelligenti che per difendersi dal pericolo hanno inventato «semplici» trucchetti.

Gilda Manso, Flora e fauna, Wojtek

In questa raccolta di racconti, Gilda Manso rielabora generi e forme della letteratura ispano-americana, avvalendosi di elementi fantastici e di microfinzione. Borges e Cortázar hanno influenzato le storie di quest’opera, fatta di universi narrativi originali e in cui la fantasia più spinta si mescola alla realtà più cruda. Miti, leggende, racconti per l’infanzia o ancora il riposizionamento di personaggi della letteratura in nuovi ambiti letterari, infine l’uso del finale aperto sono le forme usate per creare un effetto straniante e perturbante.

Giovedì 17 novembre

Fabrizio Sabelli, Edmond Engel, Fiaba sovversiva. C’era una volta un pianeta d’incompetenti e disonesti, Fefè editore 
Quando i soprusi e l’incompetenza al potere arrivano al livello di guardia, viene il tempo della ribellione. Traballa l’ordine mercantile subdolamente totalitario. Questa è una fiaba: i protagonisti sono i Megamercanti, i Fintimaghi, la Piovra, i Loyoliti, i Cacamiracoli… Illusioni e delusioni si susseguono in un turbine di eventi che porta al finale. Protagonisti positivi sono una coppia di fatto: Cecco (il maestro) e Margherita; coprotagonisti sono guru vari.
«Come accade in ogni fiaba, i fatti e i personaggi sono immersi in un mondo immaginario nel quale intervengono due personaggi principali: Cecco (che ricorda molto Papa Francesco…) e Margherita (Greta Thunberg?). I due amici, dopo aver esplorato le caratteristiche del nuovo regime e con l’aiuto di eminenti personaggi convocati dall’aldilà, tentano d’immaginare un cambiamento radicale, un nuovo genere di sovversione, sia della “cultura dominante” che del modo di esercitare il potere politico ed economico. Nel cuore di questa temeraria avventura, il ruolo principale è attribuito a due categorie di persone: i giovani e le donne, i più intenzionati a battersi contro i Megamercanti, potenti personaggi del regime mondiale “dataista” che fanno ovunque il buono e cattivo tempo».

Raffaele K. Salinari, Il normale e il patologico. Alchimia versus biocrazia, Anima Mundi Edizioni 

La malattia, il «patologico», contrapposto al «normale», al sano, costituiscono le polarità tra le quali scorre il mistero della vita. La nostra stessa esistenza nasce e si definisce nel continuo passaggio tra i due stati. Il saggio rivisita allora le rispettive definizioni e interazioni alla luce di una civilizzazione della cura per il mondo dentro e fuori di noi, per
riportare così l’anima personale verso l’anima mundi.

Curare l’individuo senza curarsi del mondo significa allora creare altra patologia, esattamente come il divertirsi per tenersi fuori da sé stessi genera alienazione. Più la cura sarà scissa tra individuo e mondo, più lo scarto tra normale e patologico crescerà, tanto da non consentirci più una sintesi.Raffaele K. Salinari

Paolo De Chiara, Una fimmina calabrese, Bonfirraro
La storia di Lea Garofalo, la donna-coraggio che si è ribellata alla ‘ndrangheta.

Lea Garofalo è nata in Calabria, a Petilia Policastro il 24 aprile 1974, è morta il 24 novembre 2009 a Milano. Uccisa, strangolata e poi bruciata dal clan ‘ndranghetista capeggiato da Carlo Cosco, suo compagno e padre di sua figlia Denise, dall’omertà e dalla solitudine. La morte di Lea non ha sorpreso nessuno, tutti sapevano che sarebbe accaduto, tutti sapevano anni prima della sua morte che Lea era stata condannata. La morte di Lea a distanza di anni è diventata un grido e un inno alla giustizia, ma doveva essere la sua vita a gridare, non la sua morte.Lea è una testimone, e la scelta delle parole non è mai stata così importante. Lei che ha lottato tutta la vita contro il sistema mafioso veniva chiamata negli atti ufficiali “collaboratrice di giustizia” al pari dei pentiti di mafia che per la mafia però hanno vissuto e operato. Lea è una testimone di ciò che non deve essere dimenticato: il coraggio della sua vita, la forza della sua voce, la passione nel suo essere madre, la costanza con cui ha sempre detto no.
«Lea in vita si è sentita “una giovane madre disperata”, stanca di chiedere aiuto, di chiedere protezione». A raccontarlo è Paolo De Chiara, giornalista e autore del libro. Il saggio è arricchito dalla prefazione del magistrato Sebastiano Ardita e dalla postfazione del giornalista Cesare Giuzzi.

Libro controcopertina, “Sulfur” di Giorgio De Luca, Algra

Chi intenda vomitar via qualcuno o qualcosa, non ne punirà di certo la tiepidezza. Al contrario, ne casserà la Resilienza, l’Opposizione Sacra, il Rifiuto, la Disobbedienza alla volontà pazza travestita da Maestà Somma: la Maestà di Colui il quale, in verità, di eccellente respira solo sterminata Arroganza. Non altro. Il tiepido, dopotutto è un servo e serve, perché mai vomitarlo? Spruzzar via, piuttosto, chi sia padrone di sé: ecco la regola“.

Nel caotico flusso di coscienza del protagonista, archetipo dell’Angelicità fatta materia, si montano e smontano miti e mondi, in un serrato gioco delle parti tra le altezze della trascendenza e le minuterie, ma suggestive, dell’immanenza incarnata. Il Blu, il colore dello zolfo, che rappresenta il processo alchemico della trasformazione dalla Nigredo (la materia oscura) al Bianco della sublimazione, domina il movimento dei personaggi e in particolare del protagonista il quale, partendo da un dramma cosmico, attraverso il Blu trasformante plana dalle mitiche vette delle deità verso le pianure della realtà umana, riconoscendovi l’Amore originario per il quale, al Tempo dei Tempi, si era battuto, era stato sconfitto e aveva perciò perduto il proprio diritto ai Cieli. Sulfur è un richiamo all’evoluzione del Sé attraverso architetture narrative che celebrano, al contempo, le immagini evocate e il sublime potere eidetico della Parola.

Le uscite di venerdì 18 novembre

Massimiliano Scudeletti, La laguna dei sogni sbagliati, Arkadia

Una storia in cui esoterismo, paure e strani personaggi si mescolano in una Venezia mai così lontana dalla sua immagine da cartolina. Venezia, anni Novanta. Alessandro Onofri frequenta la scuola media e, dalla morte dei suoi genitori, vive con una vecchia zia eccentrica, amante dell’esoterismo, che lo adora. È un’esistenza quasi normale la sua, tra nuovi amici e primi amori, ma il trauma subito lo porta a confondere fantasia e realtà, a rincorrere il sogno di evocare i fantasmi dei suoi genitori. Per esaudire questo desiderio farebbe qualsiasi cosa. La zia gli ha insegnato che una terra malata genera mostri e forse questo spiega il fiorire di sette sataniche, gli atti di violenza e i delitti rituali che travolgono la città e la sua provincia. Intanto, mentre l’inquinamento del petrolchimico di Porto Marghera e le cupe vampe della guerra nella vicina Iugoslavia segnano la fine di un secolo e di un millennio, il mondo di Alessandro è scosso ancora di più dall’arrivo di una nuova insegnante che terrorizza i suoi alunni. È solo malvagia o nasconde qualcosa di più segreto, mentre cerca di attirarlo a sé facendo leva sui suoi desideri più oscuri? Perché cerca di indirizzarlo in un percorso iniziatico che unisce Crowley, DeLavey e altri maestri dell’occulto a un pittore russo della metà del secolo scorso, tanto misterioso quanto delirante? Solo gli amici, un improbabile maestro di arti marziali cinesi e la presenza formidabile della zia e della sua congrega potranno lottare per la sua anima e salvarlo dalle sue peggiori paure.

Speciale poesia: “Un caffè in due” di Nicola Vacca, A&B Editrice

In Un caffè in due e altre poesie d’amore il poeta ricompone nelle crepe del quotidiano i suoi frammenti di un discorso amoroso. In questi versi l’amore parla la lingua immanente dei gesti di ogni giorno, si sporca le mani con la vita, non cerca idilli ma vuole essere racconto di un’intimità e carne del tempo. Così, nel gesto di un caffè da bere in due, condividendo la stessa tazza, l’amore è il lievito madre che si fa comunione con il mondo, qualcosa di vero che accade mentre lo si vive come testimonianza di un sentire a cui tutti abbiamo il dovere di appartenere. Perché l’amore è scandaloso solo per chi non lo conosce.



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