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C’è vita su Marte!

Blog Nel 2005 fui incaricato dall’Arci di fare il selezionatore, nella sezione letteratura, per la Biennale giovani di Napoli dove trovai, in un'epoca in cui i grandi autori erano morti o decrepiti, un’esplosione di idee e creatività. La stessa che ho trovato in "Specchi deformanti", raccolta di racconti di autori neofiti o giù di lì, edita da Fuori Asse. Tra i quali la catanese Giovanna Caggegi

Nel 2005 fui incaricato dall’Arci di fare il selezionatore, nella sezione letteratura, per la Biennale giovani di Napoli. Ricordo che portai con me, dalla Sicilia, la giovanissima Laura Silvia Battaglia, oggi prestigiosa giornalista, che vinse il concorso in seno alla Biennale con un racconto ispirato a “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov. Ma non è questo il punto. Il punto è che se mi guardavo intorno, nei canali ufficiali, c’era poco da stare allegri. I grandi artisti erano tutti morti o decrepiti e superati. Lì invece, a Napoli, a Castel dell’Ovo, dove si teneva la manifestazione, era un’esplosione di idee e creatività, in ogni settore: sculture, istallazioni, pittura, musica, video, performances, letteratura, cinema. E tutto ad opera di giovani, da tutto il mondo.

Un gran fermento che mi stampò in faccia il sorriso che mi vedete adesso. La consapevolezza che c’è un prosieguo a tutto. Il genere umano sta bene, mi dissi. E me lo dico ancora, mentre mi rigiro per le mani il volumetto che ho appena finito di leggere, “Specchi deformanti”, una raccolta di racconti di autori neofiti o giù di lì, edita da Fuori Asse, la nuova casa editrice nata dall’omonima, ormai storica, rivista letteraria torinese. Gli scrittori messi in fila da Guido Conti, scrittore e anfitrione di questa pubblicazione, hanno appreso buone tecniche di narrazione, le hanno assimilate e sanno farne uso.

I racconti sono ben orchestrati, divertono, profumano di nuovo e di futuro. Ci sono storie spiccatamente noir che partono in tono neutro, un quotidiano fatto di normalità, il destino che irrompe, la tragedia. Altre, invece, affrontano i temi più svariati, dall’invidia alle ricette per cucina. Eppure, in tutte, serpeggia un senso di inquietudine, come di sospensione. Per creare un simile sentimento non dichiarato, necessita una certa abilità, una maturità stilistica che si raggiunge con anni di buone letture, non a caso il laboratorio da cui nasce questo volume, è detto di lettura e scrittura. Insomma, in un panorama editoriale volto al New Lyalismo, alla patinatura e all’intimismo sterile e narciso, una ventata d’aria buona.  

P.S. E’ stato bello imbattersi in “Agnizione”, il racconto della giornalista catanese Giovanna Caggegi. Narra gli anni di piombo con una naturalezza disarmante, senza giudizi e pregiudizi, un incidente di percorso nella vita dei protagonisti della storia, e del Paese. Bel racconto, calibrato, non una parola in più. Brava Giovanna! 

Giovanna Caggegi



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