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Dall’infinito di Pelù alle macerie baltico-naziste di Kraus all’antologia sui nonni di Marinella Fiume

Le letture consigliate da Salvatore Massimo Fazio

Blog Le uscite editoriali dal 15 al 21 febbraio. La rockstar Piero Pelù si rivela buon scrittore e affronta la storia del Paese fino a giungere al disagio contemporaneo. La Memoria dei nonni curata da Marinella Fiume è l'antologia di 37 'penne' che hanno confezionato un prodotto eccellente. E ancora Cecilia Bianca, Marco Quarin e Alessio Cuffaro, tra storia e smarrimento. Tre i titoli di Sem che a marzo ha in calendario "Figli dela furia" di Chris Kraus, crudezza e illusioni alla fine del XX secolo

Settimana che vale la pena prendersela di ferie per leggerli tutti i libri che proponiamo in uscita. E come sempre rispettiamo l’ordine cronologico, ma scrollando scoprirete qual è il libro copertina scelto.

Martedì 16 ci consegna un nuovo Piero Pelù con  Spacca l’infinito. Il romanzo di una vita, edito da Giunti. Il confronto tra il bimbo che fu e l’uomo che è, ripercorrendo la propria vita ante litteram alla sua nascita: Grande Guerra, Fascismo, Guerra Fredda e progetti ritrovati nella fiducia del bimbo sul Lungarno: il tutto per non mollare mai.

Piero Pelù il rocker, l’attivista, l’anarcoide, il brado, Piero Pelù il cantante, “el diablo”, il pugile, il gigante: ebbene, dimenticatevi tutto questo e preparatevi a partire. Sì, perché in questo libro Piero scende dal palco, spegne i riflettori e ci invita a viaggiare insieme a lui, con il coraggio di aprire la porta della memoria e di avventurarsi fino a dove tutto ha avuto inizio. E appena si ferma per un momento a riposare, ecco che accanto a lui appare un ragazzino intraprendente, originale, pieno di domande. Seguendo il dialogo tra l’uomo e il bambino attraversiamo la storia italiana – dalle trincee della Prima guerra mondiale agli anni del Fascismo, da quelli della Guerra fredda fino al disorientamento dei nostri giorni – e quella di un ragazzo pieno di sogni, che in uno scantinato sul Lungarno ha cominciato a credere in se stesso e da allora è andato lontano.

Piero Pelù

A ogni pagina incontriamo personaggi indimenticabili, sorridiamo, ci commuoviamo, e ogni volta che cala la sera sentiamo di aver raggiunto una consapevolezza nuova: chi non si arrende riesce sempre a conquistare ciò che conta davvero; chi sa affrontare le difficoltà con determinazione e ironia non ne esce mai davvero sconfitto, e se anche imbocca una strada sbagliata, quella lo porterà a scoprire qualcosa di sorprendente. Ma soprattutto, questo libro ci racconta una vita vissuta al fianco di una delle innamorate più esigenti: la dea musica, che va amata e alimentata ogni giorno, perché la routine è la sua peggiore nemica. E perché la musica, come l’amore, è uno dei modi più strepitosi per cambiare il mondo. Al bambino che è stato Pelù confessa: «Se mi fossi dimenticato di te non sarei stato felice nemmeno un minuto». Così Spacca l’infinito non è solo il verso di una canzone, ma anche l’invito rivolto a tutti a non perdere lo stupore e la fiducia in un universo dove tutto, a saperlo ascoltare, canta insieme a noi.

È sempre giovedì (18 febbraio) il giorno cruciale delle pubblicazioni.

Poker in casa Sem – Società editrice milanese: con Anna Vera Sullam, Chris Kraus, David Leavitt e Katerina Poladjan.

Anna Vera Sullam, Il sesto comandamento.
Venezia, 1940. L’Italia è entrata in guerra e le leggi razziali hanno sconvolto la Comunità
ebraica della città. I membri hanno acquistato un edificio per ospitare alunni e professori, a cui il regime impedisce di frequentare scuole pubbliche. Lì, nella biblioteca, il segretario scopre il cadavere della professoressa Ida Forti, uccisa da un colpo in testa inferto con una statuetta del Duce. Inizia un’indagine ufficiale, ma anche un’inchiesta parallela che porterà alla luce segreti e misteri.

Katerina Poladjan, La restauratrice di libri.
Helene è una giovane restauratrice di libri tedesca. Quando atterra a Erevan, la capitale dell’Armenia, le viene affidato un evangeliario del XVIII secolo: è stato custodito dai fratelli Anahid e Hrant, gli ultimi proprietari, in fuga dal genocidio armeno. Incuriosita da scritte e scarabocchi, approfondisce gli enigmi del vecchio libro, ritrovandosi coinvolta in una storia di esilio, perdita e dolore. Decide così di partire verso la costa del Mar Nero per arrivare in fondo alla realtà.

David Leavitt, Ballo di famiglia.
Teneri, spiazzanti, divertenti. I nove racconti con cui David Leavitt ha esordito poco più che ventenne mettono in scena genitori, figli, figliastri, amici e amanti della middle-class americana degli anni Ottanta, rappresentanti di una generazione delusa, testimoni di conflitti profondi, in lotta per sopravvivere cercando nuove e scintillanti forme di fuga dal senso di vuoto e di precarietà. Ad arricchire l’opera, un testo inedito, un’introduzione d’autore ed una nuova traduzione.

Interessanti appaiono le nuove opere di Marco Quarin e Alessio Cuffaro. Leggiamole.

Marco Quarin, Il bosco di Marx, Prospero Editore.
Cade il muro di Berlino, frana la vita di Vittorio Marchi, che svanisce nel nulla. Il giovane giudice antimafia Federico Cassan, suo pupillo, avvia un’indagine privata sui moventi della scomparsa. In questa sua ricerca assisterà alla caduta di altri muri, muri invisibili, che incatenano la coscienza e la volontà, per paura o tornaconto. E riceverà dalle mani di una donna un pugno di terra raccolto nel bosco di Marx, in Friuli: simbolo di una vita più piena per sé stesso e della rinnovata determinazione ad abbattere un altro muro, quello dell’omertà mafiosa contro cui combatteva nell’Isola.

Alessio Cuffaro, Nessuna ragione al mondo, Elliot.
Così lo ha annunciato lo stesso autore sul social facebook il 1′ febbraio:
“È la cosa più accurata, bella, profonda e autentica che abbia mai fatto in vita mia. C’è Palermo, e c’è Torino. C’è la forza inesausta della nostra giovinezza e lo smarrimento silenzioso di questa nostra età adulta. E poi ancora l’amicizia, la scrittura, l’amore, il sesso e l’impostura, ancora il tema dell’impostura che per qualche strana ragione è il tema attorno cui si addensa la mia scrittura. È un romanzo breve, ma le sue 150 pagine sono così intense e piene di sottotesto da renderlo un oggetto di grande forza gravitazionale, che spero vi attragga.
Per un anno è stato bloccato dal Covid, adesso è ora di lasciarlo andare. Non vi tragga in inganno il suo incedere orgoglioso, è un romanzo che ha bisogno di tutto il vostro aiuto per correre lontano”.

Cecilia Parodi, La luce bianca del mattino, Morellini.
Ciò che emerge dal testo è un’immersione completa nelle atmosfere della Sardegna tra il finire degli anni Settanta e i primi anni Duemila, quando l’isola rurale e sincera si troverà a essere il centro del jet-set internazionale. Ad accompagnare questo cambiamento c’è Bianca, la protagonista – bimba, adolescente e poi donna – unica figlia di una coppia di maddalenini incapaci di assolvere ai loro doveri di genitori: la madre Ileana, donna frivola, arrogante e troppo presa da se stessa, e il padre Pietro, un uomo chiuso, razionale e irascibile, logorato da un dramma familiare che non lo ha mai abbandonato. Solo l’incontro di Bianca con Signora Caterina di Nuchis, donna dalle capacità guaritrici e dall’aura dolce e autentica come la scomparsa nonna Ninì, sanerà con quell’affetto inaspettato le ferite del corpo e dell’anima della donna.

LA TRAMA – Bianca è una bambina silenziosa e introversa che vive nel piccolo centro di La Maddalena, in Sardegna. La madre Ileana e il padre Pietro sono adulti ombrosi, inclini a liti violente, e quando la famiglia si trasferisce a Olbia Bianca inizia a crescere allontanandosi dalle suggestioni poetiche dell’infanzia. La morte, però, irrompe nella sua vita cancellando le persone a lei più care, lasciandola sola con una madre immatura e autodistruttiva. L’incontro con Signora Caterina, un’anziana che prepara unguenti curativi, porterà Bianca attraverso inaspettati percorsi di riscoperta degli insegnamenti di Pietro e alla rivelazione di un triste segreto. Un viaggio tra i profumi della macchia mediterranea alla ricerca del perdono, della libertà e dell’amore senza tempo tra un padre e una figlia.

Il 19 febbraio è un giorno speciale. L’editore etneo Algra continua la sua scalata al successo, con saggi, romanzi, graphic novel e antologie. Dopo L’isola del terrore, eccolo in uscita con una penna prestigiosa quale Marinella Fiume (a cura di) AA.VV., La Memoria dei nonni.

È un’antologia contenente 37 autori – provenienti da latitudini e ambienti diversi – di altrettanti racconti, che rendono omaggio ai loro nonni, la generazione che il Covid ci ha portato via. Quella che ha ricostruito il Paese, che ci ha dato un benessere generalizzato e ha continuato generosamente a sostenerci anche quando la crisi economica quel benessere non lo garantiva più a molti. Quei vecchi noiosi, antiquati, guardati come improduttivi dal resto della società, dalla cosiddetta “popolazione attiva”, distratta dalle ragioni dell’essere e attratta da quelle dell’avere, dal mito del giovanilismo a tutti i costi, dall’ effimero, dal successo, convinta che il valore di un uomo risieda esclusivamente nella sua sempre valida capacità lavorativa, nelle sue aspettative di vita, e ignara dell’eredità di esperienza, pazienza e memoria che gli anziani rappresentano e che dovrebbero essere in qualche modo riferimento per le giovani generazioni. Una generazione che non aborriva la vecchiaia, che sapeva piangere i suoi morti, ritualizzare e socializzare il trapasso, perché sapeva invecchiare e morire. Con loro scompaiono non solo volti cari, ma anche vecchi mestieri e abilità legate alla capacità di sopravvivenza prima delle conquiste tecnologiche, nel rispetto degli equilibri naturali. Una generazione di anziani che sapeva riparare, rivoltare, riusare, riciclare.
Perciò questo libro, un piccolo, commosso omaggio a più voci ai nonni, siciliani ma non solo, un tentativo di recupero di storie di vita, ricordi, testimonianze, frammenti di memoria che un tempo non ci interessarono o ascoltammo distrattamente e ora ci mancano e non vogliamo perdere se non vogliamo recidere fili e radici da cui ricominciare.
Una sorta di “Spoon River”, un modo di tornare a socializzare la morte – o forse di fermarla ancora sulla soglia -, di mostrare riconoscenza, risarcire e rendere giustizia… postuma, una richiesta di perdono. Perché, fino a quando ci sarà qualcuno a dare loro una voce, non moriranno mai. Dai racconti e dalle testimonianze dei nipoti e dei pronipoti, pur nella grande varietà di voci, personaggi, ambienti, un elemento comune viene fuori: l’orgoglio di esserne gli eredi e i discendenti.

Gli autori che hanno aderito alla stupenda antologia sono, in rigoroso ordine alfabetico: Fernando Massimo Adonia, Doroty Armenia, Enza Bifera, Ida Bonfiglio, Eliana Camaioni, Paolo Casamichele, Maria Castronuovo, Andrea Giuseppe Cerra, Giancarlo Consoli, Beatrice Contarino, Caterina Luisa de Caro, Elisa Di Dio, Marinella Di Mauro, Raffaello Di Mauro, Giulia Fiume, Marinella Fiume, Alessia Franco, Stefania Germenia, Carlo Giannetto, Carmen Giuffrida, Maria Rosaria Grasso, Gemma Incorpora, Francesco Labriola, Rina Larizza, Paola Maria Liotta, Luca Migliorisi, Renzo Montagnoli, Liliana Nigro, Maria Rita Pennisi, Dario Piombino-Mascali, Salvatore Rabuazzo, Giusy Sciacca, Paolo Sidoti, Giuseppina Turiano, Angelo Vecchio Ruggeri, Giovanni Vecchio, Rosaria Rita Zammataro.

Marinella Fiume in uno scatto di Alessandro Lo Piccolo

Marinella Fiume in uno scatto di Alessandro Lo Piccolo

E dopo le anticipazioni della settimana ci proiettiamo a marzo, al 18, con il nuovo libro di Chris Kraus Figli della furia.

E’ il libro copertina della settimana. “Figli della furia” di Chris Kraus racconta l’epopea di due fratelli tedesco-baltici nel vortice del XX secolo, un romanzo che porta i lettori nelle camere oscure sollevate dalle macerie del regime nazista.

Hubert e Konstantin Solm sono due fratelli tedesco-baltici che a Riga avanzano con la carriera: prima nel regime nazista, poi come spie per la giovane Germania Ovest. Insieme a loro c’è sempre Ev, sorella adottiva di origine ebraica, che è a turno l’amante di entrambi. Si sviluppa un appassionato ménage à trois che porta i protagonisti fino a profondissime e terrificanti situazioni morali e politiche: un dramma di tradimenti e illusioni che attraversa il secolo scorso. Percorsi controversi dove la bugia è mascherata dal segreto. Quella dei fratelli Solm è anche la storia della Germania del XX secolo: declino di un vecchio mondo e ascesa di uno nuovo, sotto nuovi auspici ma con gli stessi protagonisti.

Leggere fa ammalare… d’emozioni.

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