Libri e Fumetti C'è anche la band palermitana Santamarea fra i primi 15 artisti che proseguono il loro cammino verso "Sanremo Giovani". Nel primo gruppo selezionato, fra i siciliani, anche la catanese Rob, già vincitrice di X Factor lo scorso anno, e il messinese di Patti Basim. E in questi giorni la penna della cantante Stella Gelardi si è liberata dalla forma canzone e si è fatto racconto. "La festa del mio temporale", pubblicata da Kalos a inizio mese, è una brevissima raccolta di versi condivisa con l’attore romano Adriano Di Carlo, un dialogo intimo e necessario
C’è anche la band palermitana Santamarea fra i primi 15 artisti che proseguono il loro cammino verso “Sanremo Giovani”. La band di Carini è stata selezionata dopo le prime audizioni svoltesi a Roma. Nel primo gruppo selezionato, fra i siciliani, anche la catanese Rob, già vincitrice di X Factor lo scorso anno, e il messinese di Patti Basim. I Santamarea – i fratelli Stella Gelardi (voce, testi, sintetizzatore), Michele Gelardi (batteria, percussioni, pianoforte, cori) e Francesco Gelardi (chitarre) e la bassista Noemi Orlando -, in gara con il brano “Tutto il mare dentro, avevano già vinto a Musicultura a Macerata nel 2023.

Santamarea
A inizio di quest’anno era uscito l’album d’esordio “Anime storte”, pubblicato da Numero Uno/Sony Music Italy. «Santamarea è un nome che abbiamo trovato tutti insieme dopo una lunga ricerca e molti nomi scartati – hanno dichiarato i 4 ragazzi -. Deriva dal rapporto che c’è con la nostra costa, quella di Carini in provincia di Palermo. Una costa che negli anni è stata martoriata dall’abuso edilizio e che ultimamente sta ritrovando un po’ di luce. Prendiamo ispirazione nella nostra poetica da questo luogo, dal rapporto con il mare e questi edifici che hanno cercato di appropriarsi di quello spazio». Il loro suono richiama l’alternative pop internazionale di band come Florence and the Machine o The Last Dinner Party, ma anche l’approccio corale e alternativo di Arcade Fire e Alt-J. Un’identità forte, riconoscibile anche nell’immagine, pensata per trasmettere visivamente la stessa intensità emotiva della musica.
E in questi giorni la penna della cantante Stella Gelardi si è liberata dalla forma canzone e si è fatto racconto, intrecciando il suo percorso di scoperta di sé e di affermazione di genere. Incontrando la penna dell’attore romano Adriano Di Carlo, i due hanno dato vita a un dialogo intimo e necessario. Crescere diventa una festa nel temporale, dove la pioggia non distrugge soltanto, ma scende fino alle radici e fa fiorire i semi più profondi. “La festa del mio temporale”, pubblicata da Kalos a inizio mese, è una brevissima raccolta di versi: l’attimo preciso in cui riconosci che quella voce esiste e non può più essere ignorata: il viaggio di due anime che avanzano dentro una tempesta che non si placa, qualcosa che non distrugge soltanto, ma trasforma. La struttura, divisa in atti come una partitura teatrale, segue l’evoluzione di un corpo nell’istante fragile della metamorfosi, quando la pelle si incrina, si apre, lasciando filtrare la luce. Paura ed eccitazione si intrecciano. Il senso di vertigine, guardarsi allo specchio e non riconoscersi, il desiderio di essere altro.
Il libro

E se un giorno una parte di te, da dentro, bussasse al tuo orecchio e ti parlasse davvero, saresti capace di ascoltarla? È un temporale meraviglioso e terribile che presto ti cadrà addosso, senza lasciarti uguale. La festa del mio temporale è l’attimo preciso in cui riconosci che quella voce esiste e non può più essere ignorata: il viaggio di due anime che avanzano dentro una tempesta che non si placa, qualcosa che non distrugge soltanto, ma trasforma. La struttura, divisa in atti come una partitura teatrale, segue l’evoluzione di un corpo nell’istante fragile della metamorfosi, quando la pelle si incrina, si apre, lasciando filtrare la luce. Paura ed eccitazione si intrecciano. Il senso di vertigine, guardarsi allo specchio e non riconoscersi, il desiderio di essere altro. Mentre una voce espone il turbamento, l’altra lo accoglie e lo amplifica. Atto dopo atto, in versi liberi, le due voci si avvicinano, si contaminano, fino quasi a coincidere, senza mai fondersi del tutto: restano due presenze distinte, compagne di viaggio dentro la stessa tempesta.
Gli autori
Stella Gelardi (Palermo, 2000) si laurea in filosofia per poi dedicarsi a tempo pieno alla musica, muovendosi tra canto, teatro e scrittura. Nel 2021 è cofondatrice della band Santamarea. A gennaio 2026 esce “Anime storte”, il primo album: un lavoro sul corpo che si frantuma, si ricompone e celebra la sua trasformazione. La sua voce è lo strumento con cui esplora le emozioni; la poesia il mezzo con cui indagare le ferite per ricercare bellezza.

Stella Gelardi
Adriano Di Carlo (Roma, 1990) si forma a Palermo alla Scuola dei Mestieri dello Spettacolo diretta da Emma Dante. Figlio di musicisti, cresce tra suono e teatro. È storico dell’arte e porta avanti progetti tra performance e teatro di figura, in una ricerca che guarda a ciò che resta nascosto, al fantastico e alle trasformazioni dell’identità. Scrive poesie, senza smettere, sin da ragazzo.

Adriano Di Carlo



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