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Arriva la Festa del lavoro e tutta la filiera editoriale va in copertina

Le letture consigliate da Salvatore Massimo Fazio

Blog I consigli di lettura nella settimana da martedì 26 aprile a lunedì 2 maggio. E onorando i lavoratori, tutti i titoli di questa settimana saranno in "copertina"

Ci siamo lasciati alle spalle le festività pasquali e del 25 aprile, le prime dell’era post-emergenziale della pandemia, e da martedì 26 aprile a lunedì 2 maggio gli editori hanno onorato la settimana che vede la festa del lavoro protagonista, in calendario domenica 1 maggio. Chi si potrà riposare avrà una vasta scelta di titoli a disposizione, e stavolta noi scegliamo di indirizzarvi subito a conoscere cosa e chi abbiamo scelto. Buon 1° maggio e buone letture, dando il benvenuto agli editori esordienti nel nostro blog – D Editore, Golem e Edizioni Mare Verticale -, e onorando i lavoratori, pertanto tutti i titoli questa settimana saranno in “copertina”. Conosciamo tutte le meraviglie iniziando con la retroazione firmata dal ritorno di Cristina Caloni, uscito il 21 aprile.

Cristina Caloni, Animali bianchi, Golem

Un romanzo a episodi che, ruotando intorno alla figura iperbolica dell’affascinante e nevrotica Fran, affronta la delicata tematica del gender e della cultura queer che enfatizza la mutabilità e la provvisorietà delle identità. Mentre Fran, trentenne ricca, cantante alla ricerca del successo, fatica ad accettare la sua omosessualità e pretende di viverla privatamente, percependo il coming out come l’imposizione dell’ennesima etichetta, Amen, co-protagonista misogino, vive in totale libertà le sue molteplici avventure sia con uomini sia con donne. Intanto, la schiva curatrice di mostre Amelia si perde in relazioni disfunzionali e annaspa alla ricerca di un contatto con la madre Ivana, sofisticata borghese con la sindrome di Peter Pan. Abbiamo poi Lucy che cerca di scendere a patti tra ciò che sente di essere e ciò che i genitori, gli amici e la società vorrebbero che diventasse – il figlio integrato, l’icona queer, la battagliera; Neva, vitale ottantenne che si rifiuta di lasciar andare la sua giovinezza e i suoi saldi valori; Sandra, madre di Amen, che si fa cullare da una insipida routine da vedova, concedendosi qualche bicchiere di vino di troppo . II romanzo ha il tono beffardo di una commedia drammatica o, come dice Amen, di una “soap opera radical chic” .

Le uscite di martedì 26 aprile

Tereza Semotamová, Nell’armadio, Miraggi

Dalla nota del traduttore, Alessandro De Vito: “Hana, la giovane protagonista del romanzo, rientra improvvisamente a Praga dall’estero, dove vive, nascondendo a tutti il vero motivo. Una volta tornata non ha un posto dove stare e non ha la minima idea di che fare della sua vita. Sua sorella deve buttare via un armadio, e le si accende una lampadina. Sistema l’armadio in un angolo nascosto del cortile dello stesso caseggiato e… ci va a vivere. Questa surreale, deprimente e a tratti buffa situazione diventa la metafora della ricerca del proprio spazio nel mondo, ovvero del senso dell’esistenza e dell’incessante affannarsi per qualcosa. Seguiamo allora Hana nelle prove della sua vita, o meglio della sua sopravvivenza, attraverso le fantasiose bugie con cui fodera il suo esistenzialismo minuto e quotidiano per parare i colpi più duri (ma senza risolvere niente). La sua vita, anche prima dell’evento che scatena il ritorno in patria, è un misto di insoddisfazioni. Una relazione in esaurimento, che sfocia in un esito tragico ma salvifico. Il lavoro, la precarietà, la difficoltà di crescere, di integrarsi nel “ sistema ”. La famiglia, di cui cerca l’approvazione in un rapporto irrisolto, come tutti. L’amore, che come un elettrodomestico non funziona mai bene. Il ruolo della donna, la critica sociale. La mancanza della “sensazione di casa”, il sentirsi sempre fuori posto (particolarmente quando si trova nelle case altrui, “eterna ospite”). Vive una vita esplosa, in cui sembra camminare scalza tra i cocci, seguita passo passo e con crescente empatia dal lettore. Tereza Semotamová trova la chiave per raccontare questo mondo in frantumi mescolando i tempi dell’azione e del ricordo come in un cocktail, tintinnio del ghiaccio compreso, e giocando con la lingua. Sovrappone i registri linguistici, nell’originale il ceco e lo slovacco, inserisce nella sua prosa riferimenti letterari e filosofici elevati e rimandi a programmi televisivi, canzoni pop o folk, classici della poesia, filastrocche, brani tratti da Wikipedia o pubblicità, il tutto apparentemente a sproposito, con effetti stranianti e spesso brillanti”.

Alan Friedman, Il prezzo del futuro. Perché l’Italia rischia di sprecare l’occasione del secolo, La nave di Teseo

Qual è il futuro dell’economia italiana? Quanto sarà profondo il danno che la guerra in Ucraina apporterà alla ripresa, e quale sarà l’impatto dell’emergenza energetica sulla transizione ecologica? Le riforme di Draghi basteranno per modernizzare il paese in cinque anni? E quali sono i rischi per l’economia dopo le elezioni del 2023? Ecco alcuni dei quesiti a cui risponde Alan Friedman nel ritratto vivido e profondo di un paese al bivio, una nazione travolta prima dalla pandemia e poi da una situazione geopolitica radicalmente mutata. L’Italia ha le abilità e i mezzi per riemergere più forte dopo anni di crisi, ora deve dimostrare di volerlo davvero. Il prezzo del futuro è una guida per evitare i pericoli e le trappole di un percorso accidentato e imboccare la strada giusta, ma anche per riflettere sul passato e cercare di non ripetere gli stessi errori. Alan Friedman affronta i temi cruciali dell’attualità, tastando il polso dell’economia italiana e interrogando la politica, con un occhio sempre attento ai mutamenti della società. Porta il lettore faccia a faccia con quattro ex premier, otto ministri del governo Draghi e svariate figure chiave del mondo della finanza italiana e internazionale, senza aver paura di allargare il raggio della sua indagine a Bruxelles e a Washington, con interviste ai funzionari di massimo grado della Commissione europea e dell’amministrazione Biden. Ne scaturisce un racconto vibrante e reale, che rivela sotto una luce inaspettata non solo i processi decisionali che modellano la vita quotidiana della popolazione, ma anche le persone, gli uomini e le donne, che queste scelte le fanno ogni giorno.

Antonio Bux, Voltarsi, Graphe.it 

Ho sognato un gigante
così grande che ero io
ma ero troppo grande
in sogno per vedermi

I componimenti di questa raccolta antologica apparentemente non hanno un solo riflesso: nascono da spinte diverse, ma figli di un’unica radice si possono quindi – come l’autore ha fatto – riunire sulla base di somiglianze difficili da descrivere a parole; ma il movimento, la direzione, un impercettibile unisono portano il lettore a trovare un filo conduttore ben saldo. Una consanguineità versificatoria che si esprime tramite un numero relativamente ristretto di chiavi: per esempio il corpo (parola e concetto che torna, neutro e universale, più che condiviso), che talora dorme, talaltra sogna; la luce che segna il limite fra cielo e terra, prima ancora che quello con l’ombra, luce che diventa fuoco, il quale poi l’essere umano chiama amore; il suono come traccia dell’esistenza (vegetale e animale); la verità. Ed ecco che il voltarsi porta sempre nel suo gesto uno specchio infinito: con l’uomo al centro, uno, o due insieme, o tutti, difficile a dirsi. Antonio Bux: «Ho voluto festeggiare i miei dieci anni di attività editoriale con questa raccolta antologica che raggruppa poesie sparse, edite e inedite, scritte durante tutto il decennio appena trascorso. Un voltarsi, per l’appunto, sia su ciò che è stato fatto ma anche e soprattutto su quello che sarà possibile ancora fare».

L’autore
Antonio Bux (Foggia, 1982) è autore di diversi libri di poesia, tanto in italiano quanto in spagnolo. Traduttore poetico egli stesso è redattore e rubricista per la rivista Avamposto, ha fondato e dirige il lit-blog Disgrafie e alcune collane per Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.

Roberto Fantini, Un nuovo modo di sentire. La religiosità “aperta” di Aldo Capitini, Graphe.it

La sconfinata produzione di Aldo Capitini – filosofica, pedagogica, politica e letteraria – costituisce una miniera inesauribile di riflessione e discussione: impregnata di una appassionata freschezza intellettuale, travalica il suo tempo offrendo spunti estremamente attuali. La sua personale religiosità si costruisce sull’idea di fondo che il Tutto lega l’Uno con ogni Altro, in quella che egli definisce “Unità-amore”; un Uno che è tuttavia libero in questa scelta di comunione e apertura, che si percepisce a un tempo spontanea e necessaria soprattutto nei confronti degli ultimi, degli oppressi e dei dimenticati. Lo studioso Roberto Fantini ripercorre conacutezza la visione religiosa e filosofica di Capitini, analizzandone il pensiero e la storia e illuminando la figura, non a tutti nota, di questo rilevantissimo teorico della “non violenza” e della “non menzogna”, che sfidò apertamente il Fascismo mantenendo una decisa indipendenza culturale.

L’autore
Roberto Fantini ha insegnato filosofia e storia nei licei, occupandosi anche, come volontario, di educazione ai diritti umani all’interno di Amnesty International. Con Graphe.it ha pubblicato “Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui diritti umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà)” e “Odisseo e le onde dell’anima”.

San Tito Brasma, Amore per gli animali e amore per l’uomo, Graphe.it

Di padre Tito Brandsma, che sarà dichiarato Santo il 15 maggio 2022, carmelitano, rettore dell’Università Cattolica di Nimega e libero pensatore, si conosce l’aperta opposizione al regime nazista che lo porterà alla morte; egli, infatti, venne giustiziato come oppositore politico a Dachau nel 1942. Per la sua tenacia nella fede, testimoniata con il martirio, è assurto agli onori dell’altare. Meno noto è un aspetto particolare della sua predicazione, ben espresso in questa conferenza che viene riproposta in una nuova edizione riveduta e arricchita: il concetto di rispetto e amore non solo verso i propri simili, ma verso le altre creature del cosmo. È fonte di profonda ispirazione lo sguardo pieno di meraviglia di un uomo che ha conosciuto da vicino gli abissi nei quali l’umanità si è avventurata in un periodo storico travagliato come quello compreso fra le due Guerre mondiali e che, tuttavia, sembra non perdere la fiducia nel disegno universale.

L’autore
Tito Brandsma (Bolsward, Paesi Bassi, 1881) a 17 anni entra nell’Ordine Carmelitano e, nel 1905 viene ordinato sacerdote. Dopo la laurea in filosofia a Roma, nel 1909 torna in patria dove si dedica all’insegnamento e si inserisce nel mondo del giornalismo, collaborando con varie testate e fondando la rivista Karmelrozen. Nominato professore all’Università Cattolica di Nimega, nel 1932 ne diventa Rettore Magnifico. Tre anni più tardi diventa assistente nazionale dei giornalisti cattolici, incarico che terrà fino alla sua morte, avvenuta a Dachau nel 1942.

Leigh Bardugo, La legge dei lupi. Libro 2 di 2: Il re delle cicatrici, Mondadori

Il secondo volume della serie GrishaVerse “Il re delle cicatrici”. Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all’oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.



Le uscite di giovedì 28 aprile

Nadia Durrani e Brian Fagan, Storia dei cambiamenti climatici. Lezioni di sopravvivenza dai nostri antenati, il Saggiatore

536: per diciotto mesi un quarto del pianeta non vede la luce del sole a causa di un’eruzione vulcanica in Islanda. 1362: una violenta burrasca, ribattezzata Grote Mandrenke – la «grande affogatrice di uomini» – travolge le coste del Mare del Nord, distruggendo più di sessanta paesi in Danimarca. Lungo tutto il corso della sua esistenza l’umanità ha dovuto affrontare, contrastare e prevedere disastri climatici e ambientali ogni volta potenzialmente irreparabili. Quella di Fagan e Durrani è una narrazione che spazia tra i secoli e i continenti alla ricerca delle soluzioni e degli adattamenti che i nostri antenati hanno individuato per sopravvivere agli sconvolgimenti naturali. Dagli antichi egizi che, dipendenti dalle piene e dalle secche del Nilo, ne studiavano i flussi convogliandoli nei campi, alle trasformazioni messe in atto dalla civiltà maya in base ai periodi di alluvione e siccità; dalla celebre eruzione del Vesuvio nel 79 fino a quella del Tambora nel 1815, che provocò «l’anno senza estate», contribuendo così all’ideazione del Frankenstein di Mary Shelley. Storia dei cambiamenti climatici è uno straordinario racconto corale della relazione tra esseri umani e clima negli ultimi 30000 anni. Un’indagine che incrocia archeologia e dati scientifici, climatologia e antropologia per offrirci una nuova chiave di lettura sulle nostre possibilità di intervento positivo sul pianeta; perché, è vero, di fronte al prossimo uragano non ci basterà un ombrello, ma la soluzione che stiamo cercando potrebbe essere già alle nostre spalle.

Tibor Déry, Il signor A.G. nella città di X, il Saggiatore

Non c’è un treno che porti a X. Dopo l’ultima stazione si può solo camminare lungo un’unica strada senza fine, attraverso una terra desolata, e, anche quando saranno apparse le prime vestigia di un’umanità in rovina, non si sarà ancora arrivati. Il forestiero A.G. è giunto sin là quasi per mistero, forse fuggendo da qualcosa: davanti ai suoi occhi appare ora niente più che una distesa di edifici diroccati, relitti bellici e detriti industriali; una città impermeabile alla curiosità umana perché ignota ai suoi stessi abitanti. Ma è solo avanzando che l’anima del luogo gli si manifesterà in tutta la sua contraddittorietà, come un enigma che si complica subito prima di poter essere svelato. A X i cittadini infatti conducono un’esistenza priva di passioni, non conoscono il reale valore di lacrime e risa e la loro unica aspirazione è la morte, vissuta come un trapasso gioioso, celebrato in un’annuale processione in musica. A X la sola istituzione dotata di autorità è un tribunale nel quale i processi non vengono mai conclusi. A X la libertà è un caos senza definizione, per cui i suoi abitanti credono che l’appagamento cieco dei propri bisogni equivalga alla piena emancipazione. Tra loro c’è anche Elisabetta, la donna di cui A.G. si innamora. L’uomo vorrebbe condurla via da quella vita grottesca, ma per lei la fuga è inconcepibile; ogni volta che lui sembra averla convinta, Elisabetta all’ultimo rinuncia. A.G. dovrà dunque infine scegliere: tra amore e solitudine, tra prigionia e libertà. Con A.G. Tibor Déry ha creato un novello K., un antieroe intrappolato nelle maglie plumbee di una città-mondo dai contorni metafisici. Scritto durante una prigionia politica sotto il regime stalinista di Rákosi e in seguito censurato, Il signor A.G. nella città di X è un gioiello nascosto della letteratura del Novecento.

Paolo Di Orazio, Primi delitti, D Editore

Nel 1990, un libro creò uno scandalo inaudito, arrivando addirittura a causare un’interrogazione parlamentare per istigazione a delinquere. Un libro che narra di bambini e bambine invisibili, che gridano il loro essere al mondo a colpa di accetta o di pugnale. Questo libro è Primi delitti, opera pioniera dello splatterpunk italiano che ha ispirato scrittori, musicisti, fumettisti e illustratori di tutta Italia e non solo! A scriverlo fu il padre dello splatter italiano, Paolo Di Orazio, lo stesso è il batterista della band Latte e i suoi derivati. L’orrore può avere molteplici sfumature, dal nero del buio al rosso del sangue. Questa volta, la penna di Paolo di Orazio aggiunge i colori pastello dell’infanzia… A distanza di più di trent’anni, Primi delitti torna in un’edizione arricchita di una nuova prefazione (che racconta il viaggio di questo libro culto) e di nuove illustrazioni dell’autore, in cui si abbatte il tabù più duro da scalfire della società italiana: quello dell’infanzia! I protagonisti dei racconti di questo volume non sono efferati assassini o pericolosi serial killer, ma sono il simbolo dell’innocenza, della spensieratezza, della gioia. Primi delitti vi guarda con uno sguardo beffardo e divertito: riuscirete ad andare fino in fondo?

Mauro Valentini, Cesare (come quando fuori piove), Armando Editore

Come scrive Robert Towne: «Nel noir i personaggi hanno in un modo o nell’altro il destino segnato. E ognuno è spinto dalle proprie debolezze. Loro avrebbero voluto una vita normale, ma non riescono a resistere alla tentazione di essere imperfetti.» Anche i personaggi di Mauro Valentini sono uomini che si spingono inesorabilmente verso quel destino a cui vogliono sottrarsi: lo abbiamo visto nel suo ultimo romanzo Tyson e lo ritroviamo in Cesare. Cesare vive anni in una sorta di isolamento volontario. Ha un buco dentro a cui non sa dare una spiegazione. E allora inizia a cercare il motivo di questo suo malessere ripercorrendo i momenti più importanti della sua vita. Gli amori perduti, un figlio che non lo vuole come padre e un brutto infortunio che ha spezzato i suoi sogni di promessa del calcio. Ma in questo percorso di riflessione rabbiosa troverà presto qualcuno contro cui riversare le colpe del suo fallimento. E deciderà di vendicarsi, mettendo in moto un piano violento e salvifico, che scatenerà una serie di azioni e reazioni che lascerà il lettore letteralmente senza fiato.

L’autore
Mauro Valentini
, giornalista e scrittore. Nel 2020 con Armando Editore è stato tra i primi dieci libri più venduti in Italia con Mio figlio Marco – La verità sul caso Vannini scritto con Marina Conte. Sempre con Armando ha pubblicato, tra gli altri: Mirella Gregori – Cronaca di una scomparsa, Marta Russo – Il Mistero della Sapienza. Con quest’opera ha vinto il premio letterario Costa d’Amalfi 2017 e si è classificato secondo al Premio Piersanti Mattarella 2019. Cesare è il suo secondo romanzo dopo Lo chiamavano Tyson (2021).

Raymond Loewy, Non accontentarsi mai, Edizioni Mare Verticale 

Questa è l’autobiografia, inedita in Italia, di Raymond Loewy (1893- 1986), indiscusso maestro e fondatore del moderno design industriale. Uomo geniale, e visionario, nato in Francia ed emigrato in USA nel 1919, è apparso sulla copertina del Time nel 1949 e nel 1990 è stato selezionato dalla rivista Life come uno dei cento americani più importanti del XX Secolo. A Raymond Loewy dobbiamo il disegno del pacchetto Lucky Strike, del dispenser della Coca Cola, della conchiglia Shell, dei marchi petroliferi BP ed Exxon, della stazione spaziale Saturn Five, dell’aereo Air Force One di JF Kennedy, della Lancia Flaminia Loraymo, di gigantesche locomotive, di mobili e arredi, del celebre Frigidaire e del famoso rasoio PhiliShave. La sua fama lo porta a fare di sé stesso un’icona, tanto che compare nella pubblicità della Olin cellophan, raffigurante lo stesso Loewy in primo piano con in mano il prodotto pubblicizzato, accompagnato dal payoff “La scelta del packaging può cambiare l’andamento del business”.  Loewy, oltre ad aver disegnato numerosissimi prodotti industriali divenuti iconici, con il suo intervento grafico e comunicativo è stato capace di rinnovare l’identità visiva dei brand per cui ha lavorato, inserendosi e inserendoli perfettamente nel contesto del mercato mondiale.
Scrive Luciano Galimberti, Presidente di Adi Associazione per il disegno industriale, nell’introduzione al libro: «La figura di Raymond Loewy, universalmente nota a chi pratica il design e la comunicazione, oggi è un mito: indiscutibile per la sua qualità, legata a un’immagine simbolica – quella della semplificazione delle forme arrotondate – che è l’esplicita evocazione di un modernismo pragmatico e comunica il prodotto attraverso il suo aspetto gradevole, originale e suggestivo. La concezione della forma di Loewy elabora l’idea futurista della velocità espressa tramite le linee del disegno e la applica concretamente alla realtà industriale americana degli anni Cinquanta, e di lì alla produzione di tutto il mondo […] La riproposta in edizione italiana dell’autobiografia di Loewy si rivela utile a illuminare un aspetto esemplare, che solo oggi riusciamo a comprendere in tutta la sua portata: la rivoluzione di un metodo di lavoro».

L’autore
Raymond Loewy è nato a Parigi, 5 novembre 1893. Nei suoi 92 anni di vita ha portato un pizzico di glamour francese nel mondo del design industriale negli Stati Uniti. Elegante, energico e autodidatta è considerato il designer più famoso del mondo. Ha progettato di tutto: dagli aeroplani agli elettrodomestici, viaggiando tra Stati Uniti ed Europa sviluppando idee creative. Le sue creazioni più famose includono il pacchetto di sigarette Lucky Strike (rimasto praticamente invariato dopo più di mezzo secolo) le locomotive GG1 e S1, la bottiglia di CocaCola, il francobollo commemorativo John F. Kennedy,   Nel 1971, dopo più di quattro anni impiegati a realizzarla, la celebre conchiglia della Shell diventata il logo ufficiale dell’azienda. L’autobus e il logo Greyhound, il logo Exxon, una linea di frigoriferi e di congelatori Frigidaire, pentole, l’ex logo di BP, una linea di distributori Coca Cola, le navi della Panama Line,  SS Ancon, SS Cristobal e SS e  Panama, sono tutte creazioni del genio di R.L.  In particolare, per le sue attività di progettazione nel campo delle auto, con modelli come la Studebaker Avanti e la Studebaker Golden Hawk, Loewy è stato inserito, nel 1997 nella Automotive Hall of Fame.

Francesco Mercadante, Questo è il mio sangue, A&B Editrice

Yeshùa ha spesso mal di piedi, ma è camminatore infaticabile; è permalosetto col piglio del comando. Lo considerano ribelle o riformatore. È un uomo che soffre e gioisce, s’imbizzarrisce e si diverte. È litigioso, dispotico, implacabile; il linguaggio della Missione è violento, indivisibile, esasperante, l’amore che lo caratterizza è un rischio: l’esistenza n’è annientata. I seguaci devono rallegrarsi ed esultare di insulti e persecuzioni causati dall’unica scelta possibile. Chi lo segue non si sentirà dire “ti amo”. Eppure, Myriam ne è innamorata, così altre donne. Pietro, pur essendo designato, stenta a decifrare il suo messaggio; mentre Giuda ne intuisce il senso profondo e accetta il sacrificio estremo. Tutti fino alla morte e oltre.

Angelo Mattone, A consulto da Gorgia, A&B Editrice

A consulto da Gorgia. Majorana e l’enigma delle carte scomparse: lo psichiatra forense Eraclio Gorgia, discendente dell’illustre sofista della Magna Grecia, abbandona la natìa Lentini per riparare nell’ultimo lembo della Sicilia, quella selvaggia Costa dell’Ambra che si allunga al di là del promontorio di Capo Passero. Lontano dai furori contemporanei, un grande mistero del secolo scorso lo raggiunge nel suo buen retiro: la sparizione del fisico Ettore Majorana e dei suoi ultimi scritti, redatti tra il 1933 e il 1937. A commissionare l’indagine sarà un altro catanese, omonimo del grande scienziato e anch’egli fisico, accompagnato da una conturbante assistente. Eraclio dovrà rischiarare l’ignoto, indagando nelle pieghe del tempo, attraversando gli spazi ed esplorando le vertiginose altezze raggiunte da uno dei più grandi e dolenti geni della nostra storia.

Tommaso Lisa, Insetti delle tenebre, Coleotteri troglobi e specie relitte, Exòrma

Insetti delle tenebre di Tommaso Lisa, secondo capitolo della trilogia iniziata con Memorie dal sottobosco, è dedicato agli insetti del sottosuolo e agli habitat in cui questi esseri vivono. Ha il rigore di un saggio scientifico ma alterna la riflessione teorica e il diario personale, il resoconto entomologico e la narrazione, trovando una sintesi originale tra differenti forme di espressione. Il nostro entomologo letterato procede dalle montagne dell’Azerbaigian, alla Penisola Balcanica, nelle grotte dei Pirenei o dei Carpazi, in compagnia di numi tutelari come René Gabriel Jeannel. Questi esseri hanno sembianze di pietra, simili a corniole, quarzi, gessi cristallini; mostrano superfici brune e porose o smaltate, metalliche e lucide come uno specchio; sembrano fatti di squame d’ottone oppure sono ambrati e trasparenti come ampolle di vetro di Murano. Alcuni di loro sono fossili viventi, esseri antichi confinati nei profondi recessi da passati sconvolgimenti ecologici o climatici. Sono gli insetti del sottosuolo, specializzati nelle tenebre, creature misteriose che animano un oscuro habitat dominato dal silenzio, anfratti rupestri, faglie e grotte, dove l’orologio biologico avanza con esasperante lentezza. Curculionidi, Pselafidi, Leiodidi, Stafilinidi: la loro nomenclatura suona come una litania, un formulario magico che evoca mostri infernali, un repertorio mitografico. Sembra di sfogliare il diario del tempo, la cronaca di un pellegrinaggio alchemico e biospeleologico dentro un atlante di minuscoli insetti da leggere come un bestiario medievale. Procediamo ammaliati in una sorta di regressione uterina con il presentimento terrifico del mondo-senza-di-noi.

L’autore
Tommaso Lisa è nato nel 1977 a Firenze, dove vive e lavora. Fin da ragazzo appassionato entomologo, ha pubblicato per l’associazione francese “r.a.r.e.” il catalogo ragionato sui Cicindelidi della regione del Mediterraneo (2001). È dottore di ricerca in Lettere presso l’Università di Firenze. I suoi studi di estetica si sono concentrati sulla “poetica dell’oggetto” del filosofo Luciano Anceschi nella poesia italiana nella seconda metà del Novecento, da Montale alla nuova avanguardia. Ha scritto libri di critica letteraria (monografie su Edoardo Sanguineti e Valerio Magrelli), numerose poesie e racconti. Ha pubblicato Memorie dal sottobosco (Exòrma, 2021) e Coleotteri rossi e altri insetti dello stesso colore (Danaus, 2021).

Enrico Macioci, Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia, Terrarossa Edizioni

Christian scompare nelle stesse ore in cui Alfredino cade nel pozzo del Vermicino e Francesco, che ha sei anni proprio come loro, viene meno a una promessa nella speranza di ritrovare il suo amico, mentre il dramma collettivo di tutta l’Italia si svolge in diretta in tutte le case in cui campeggia un televisore. È in questo esatto periodo storico, nella primavera dell’81, che si insinua una crepa nell’infanzia del protagonista e nella coscienza collettiva degli italiani; una crepa in grado di farci precipitare tutti al suo interno, in una stanza buia la cui porta non riusciamo più ad abbattere. Per il suo romanzo, Macioci si avvale della forma breve e mescola generi letterari con uno stile che non può lasciare illesi.

Le ultime parole di Falcone e Borsellino, a cura di Antonella Mascali, Chiarelettere

Nel trentennale della loro scomparsa, una nuova edizione del volume che raccoglie gli interventi più significativi di Giovanni Falcone (1939-1992) e Paolo Borsellino (1940-1992): le denunce schiette e lucide di due martiri servitori dello Stato sul rapporto magistratura-Stato-mafia. Grazie all’attento lavoro di Antonella Mascali, curatrice del volume, si tiene viva la memoria e si rinnova il monito nei confronti di ciò che ancora oggi è un cancro che corrode dall’interno il nostro Paese.

Emanuele Pettener, Giovani ci siamo amati senza saperlo, Arkadia

Questa è una commedia veneziana, protagonisti quattro ragazzi di vent’anni: Sabrina, detta “Feli”, Barbara, Rodrigo ed Ema. Le loro storie s’intersecano sul palcoscenico della città di Casanova, a cavallo fra l’estate del 1990, mentre l’aria è intarsiata dall’ebbrezza dei mondiali di calcio e da una canzoncina ossessiva sulle notti magiche, e la primavera del 1991 quando, da una radio di qualche mansarda sotto i tetti di Venezia, arriva una canzone che dice I’m Going Slightly Mad. La giovinezza corre sensuale nel sangue e fra le calli, al punto che i quattro non riconoscono gli indizi, quei segni malandrini che vediamo solo dopo, e che condurranno al gioco finale, al colpo di scena che lascerà di stucco i protagonisti di una storia in cui Venezia fa da sfondo alla freschezza dei nostri anni migliori.

Sara Gazzini, Laura Antonelli. L’amore, l’incanto, l’oblio, Morellini

Ladispoli, febbraio 2013. Un televisore acceso sul Festival di Sanremo. Sul palco, Simone Cristicchi. Il suo pezzo, “La prima volta (che sono morto)”, non è quello che aveva scelto per concorrere. Avrebbe voluto fosse “Laura”, la canzone composta in onore di Laura Antonelli e della sua bellezza fragile e immortale. Ma Laura non voleva che la cantasse, e ora è davanti a quel televisore. I versi di Cristicchi inaugurano una lunga notte, nella quale ripercorrerà tutta la sua vita: dal successo clamoroso di “Malizia”, che ne ha fatto il sex symbol indiscusso degli anni Settanta, ai film d’autore girati con Visconti e Bolognini; dall’amore intenso e contrastato con Jean-Paul Belmondo, alla dipendenza da alcol e cocaina, alla miseria. Concepito come un unico monologo notturno, il romanzo di Sara Gazzini ci regala il ritratto a tutto tondo di una donna complessa e affascinante, che per l’ultima volta, prima di precipitare in un oblio cercato e difeso con tutte le forze, decide di uscire allo scoperto e di raccontare una vita vissuta sotto le luci della ribalta, in una costante ricerca d’amore.

Laura Veroni, 1.3 So chi sei, Morellini

«Commissario Canova, la responsabilità dell’uccisione della giovane Giulia Arrighi è solamente tua. A questo omicidio ne seguiranno altri nei prossimi giorni…». Questa oscura minaccia incombe sul commissario Andrea Canova, chiamato a risolvere una catena di efferati delitti, apparentemente senza un filo conduttore tra di loro: nulla sembra accomunare le vittime, anche il modus operandi non è mai lo stesso. Unico legame un’immaginetta sacra, ritrovata addosso ai cadaveri, raffigurante San Sebastiano. Sul retro, la scritta: “Per il commissario Canova”, seguita da due cifre. Che cosa significa quel messaggio? Intanto che la polizia brancola nel buio, il misterioso killer sembra divertirsi a portare avanti il suo macabro gioco. Nessun indizio, nessuna traccia da seguire e, mentre le accuse del suo persecutore si fanno sempre più stringenti, Andrea Canova precipita inesorabilmente in una spirale inarrestabile che lo porterà, in un finale inquietante, a fare i conti con un segreto inconfessabile del suo passato.

Giuseppe Ortolano, Guida alle miniere italiane. 90 siti turistici da scoprire, Morellini

L’Italia vanta centinaia di miniere dismesse, abbandonate e dimenticate che rappresentano uno straordinario patrimonio di archeologia industriale costituito da edifici residenziali e industriali, macchinari, scavi a cielo aperto, gallerie e veri e propri villaggi minerari. Alcune decine sono state recentemente parzialmente recuperate a fini turistici. Da Cogne, in Valle d’Aosta, fino a Montevecchio, in Sardegna, qualche breve tratto di galleria è stato riaperto e, insieme ai resti degli impianti di lavorazione del minerale e agli edifici di servizio, è stato reso fruibile al pubblico che, a piedi o sui caratteristici trenini dei minatori, le può così visitare. Il libro propone al lettore praticamente tutte le miniere aperte al turismo e visitabili, in gran parte facilmente accessibili anche e soprattutto alle famiglie con bambini. Sono raccolte per ambito regionale e illustrate da una scheda contenente, oltre al nome del minerale estratto e a tutte le informazioni utili a organizzare la visita, la descrizione della miniera e brevi cenni sulla sua storia.

Toni Capuozzo, Giorni di guerra. Russia Ucraina, il mondo a pezzi, Signs Books

Con le foto dal fronte di Fausto Biloslavo, Gabriele Micalizzi, Francesco Semprini, Vittorio Nicola Rangeloni.Illustrazioni di Giuseppe BotteContenuti multimediali fruibili con smartphone o tablet (QR  Code). Il “diario della guerra” tra russia e ucraina è il nuovo libro di toni capuozzo, una delle firme più amate del giornalismo italiano tutti i pensieri, gli appunti, gli scritti pubblicati sul web e gli interventi televisivi raccolti in un instant book di oltre 170 pagine. un libro aperto: attraverso un qr code si potranno leggere le future riflessioni di capuozzo sugli sviluppi della guerra. Toni Capuozzo: «Sono scettico sul ruolo che l’Occidente sta giocando. Siamo pronti a combattere, ma fino all’ultimo ucraino. È in gioco la democrazia, è in gioco l’Occidente, si mettono tutti l’elmetto però, poi, marcano visita al momento di andarci per davvero… in guerra». Un vero e proprio diario di guerra — suddiviso per giorni — fatto di appunti, riflessioni pubblicate sui social, interventi televisivi. Un volume impreziosito da numerose illustrazioni e da una lunga galleria di fotografie di grandi reporter italiani dal fronte: Fausto Biloslavo, Gabriele Micalizzi, Francesco Semprini, Vittorio Nicola Rangeloni. “Non esistono guerre chirurgiche, né bombardamenti intelligenti” — scrive Capuozzo — “ci sono sempre colpe da di- stribuire: Putin, la sua politica di potenza, l’ordine di invasione. Biden, la sfida di una NATO senza confini. Il premier ucraino che si è fatto spingere nella sfida – vai avanti tu – senza valutare che, forse, per l’Ucraina libera era meglio essere una terra di nessuno o dei soli ucraini, scambi e commerci piuttosto che missili. Nessuno è completamente innocente, se non i civili”

L’autore
Toni Capuozzo nasce a Palmanova, in provincia di Udine, nel 1948. Laureato in sociologia presso l’Università di Trento, diventa giornalista professionista nel 1983. Scrive per Reporter e per I periodici Epoca e Panorama mese. Vicedirettore del TG5 e conduttore della trasmissione giornalistica settimanale “Terra!”. Inviato di guerra per diverse testate giornalistiche televisive, ha seguito i conflitti nei Balcani, in Somalia, in Medio Oriente, in Afghanistan, in Iraq. E’ autore di numerosi libri.



Le uscite di venerdì 29 aprile

Lorenzo Caravella, Una complessa macchina farraginosa e altri racconti, Les Flaneurs Edizioni

«Un prestito solo un prestito, sono le ore e le cose che viviamo. Per poco tempo le usiamo e poi le lasciamo ad altri. In fondo nulla ci appartiene se non noi stessi!». Dieci racconti brevi in cui gravitano, tra gli ingranaggi del vivere quotidiano e l’arte onirica della fiaba, la nostalgia e il rimpianto delle scene di un ex attore, il torbido passato di un noto professionista, il feroce istinto di sopravvivenza di una giovane migrante, le diverse declinazioni dell’amore di una coppia di sposi e le trappole del desiderio di uno scapolo d’oro. Un indimenticabile carosello di personaggi stratificati e complessi alla ricerca di un rimedio alla solitudine o di una assoluzione.

L’autore
Lorenzo Caravella, nato nel 1970 a Capua ma romano d’adozione, è un avvocato che si occupa di diritto d’autore, opere d’arte e diritto cinematografico e commerciale. Come scrittore si dedica alla composizione di racconti pubblicando nel 2019, per Santelli Editore, il suo primo romanzo dal titolo Il mio Professore, qualcuno come te. Ama condividere il suo tempo libero in bicicletta con la figlia adolescente.

Carmen Nolasco, La geometria del ragno, Les Flaneurs Edizioni

«La vita prosegue anche quando noi ci rilassiamo, rallentiamo, siamo distratti, il mondo continua a muoversi come un gigantesco ragno silenzioso, niente può fermare il suo incessante lavorio, la meticolosa geometria con cui tesse le sue trame e tira le fila di infinite, misteriose variabili». Una madre alla ricerca del suo passato tra verità e segreti nascosti. Quattordici anni dopo la misteriosa scomparsa della sua primogenita, Anush Mariani crede di riconoscere la piccola Ayda in una ragazzina vista al mercato. Inizia così una spericolata ricerca sulle sue tracce che la porterà, lontana dal marito Edo e dalle altre due figlie, a imbrigliarsi nella fitta tela del passato. Ma si tratta davvero della figlia rapita? Chi ha mentito in questa vicenda e perché? E, soprattutto, quanto possono essere solidi i ricordi di una bambina o attendibili i desideri di una madre?

L’autrice
Carmen Nolasco vive a Brindisi. Laureata in Sociologia, lavora come editor e correttrice di bozze. Autrice, con lo pseudonimo di Consola Maria Armeni, del romanzo d’esordio Io sto nel mezzo (2016). Con Les Flâneurs Edizioni ha pubblicato i romanzi: Il tempo è un concetto inutile (2017), Piume in gabbia (2018), Sposo di sangue (2019), Se il buongiorno si vede dal mattino (2020) e i racconti Sette secondi nell’antologia Venti variabili (2018), Brusii in Di pioggia e di sole (2020) e
L’uomo che rubava la sabbia nell’antologia Chiodi nella parete (2021). Con il racconto Tradimento è inoltre presente nella raccolta Però, che storie!

Francesca Silvestri, L’arrocco, Les Flaneurs Edizioni

Un complesso intrigo internazionale in cui la ricerca di una verità scomoda e inconfessabile è il solo modo per ritrovarsi. In una notte afosa, durante una telefonata alla radio, la voce di uno sconosciuto racconta la vicenda di Lara Santos, enigmatica figura legata al presidente del Venezuela Hugo Chávez. Alice, conduttrice del programma radiofonico, entra in contatto con Lara e insieme si trovano al centro di un intrigo internazionale che si dipana attraverso una geografia di luoghi, ora reali ora immaginari, da cui emergono particolari sconcertanti sulla storia recente del Sudamerica e del vecchio continente. Un intreccio ricco di colpi di scena che si alternano a silenzi e sguardi come in una lunga partita a scacchi dove la protagonista, sopravvissuta a un attentato nel quale ha perduto il compagno Ahmed e la memoria, si troverà a fare i conti con il passato e le proprie radici violentemente recise. Per comprendere che la ricerca della verità è il solo modo per ritrovarsi.

L’autrice
Francesca Silvestri, laureata in Lettere Moderne, è editor e giornalista. Utilizza da anni la lettura ad alta voce e la narrazione in ambiti sociali, educativi e terapeutici. Ha pubblicato racconti in antologie e curato testi di letteratura contemporanea. Nel 1996 ha fondato la casa editrice ali&no e nel 2019 ha istituito il Premio Letterario Nazionale Clara Sereni, in memoria della scrittrice con cui aveva a lungo collaborato, ricevendo nel 2020 la Medaglia del Presidente della Repubblica. “L’arrocco” è il suo primo romanzo.

Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, Emilio Salgari. Scrittore di avventure, Oligo Editore

Nel 160° anniversario dalla nascita, la nuova biografia di Emilio Salgari si fonda su testimonianze e documenti in parte sconosciuti, evitando rigorosamente interpretazioni romanzate assai diffuse in passato. L’appassionata ricerca offre una rappresentazione aderente alla realtà di una vita laboriosa e sofferta, senza ritocchi agiografici o riduttivi, soffermandosi sul laboratorio salgariano dove la creatività si combina con avvenimenti storici; Gallo e Bonomi evidenziano poi le sue relazioni con il Melodramma, la Scapigliatura e il Positivismo, inserendo la sua attività nel contesto editoriale dell’epoca e ricomponendo così la vita di un autore che non ha precedenti nel nostro Paese, mentre sono numerosi i collegamenti alle vicende umane di Verne, May, Kipling e Stevenson. La biografia ambisce di fornire agli studiosi, ai ricercatori, ai bibliotecari e ai lettori, un contributo biografico e bibliografico, ricco di fatti, documenti, notizie, sicuri e affidabili, integrata da un apparato bibliografico esauriente.
Mino Milani: “Questa biografia (su materiale di prima mano, e arricchita da un impressionante apparato di note e di riferimenti d’ogni tipo e che tra l’altro informa particolarmente sui primi giornali italiani per ragazzi) ricostruisce puntigliosamente la formazione culturale di Salgari, chiarendo i suoi rapporti con Scapigliatura e Positivismo, con la sua città, con la cultura del suo tempo; la sua iniziazione letteraria; narra il suo arduo percorso professionale, le sue esperienze di giornalista, i suoi momenti di discussione, di polemica, di incursioni nel teatro, i suoi naturalmente lunghi e vari rapporti con gli editori, infine il suo grande successo. È un lavoro diligente, rigoroso e insieme appassionante, che toglie di mezzo leggende, fantasie consolidate e luoghi comuni, e che di Salgari indaga anche il privato, i suoi amori, la passione (viene da chiamarla così) per la moglie, il suo febbricitante e fatale incedere verso l’autodistruzione. E lo fa (Gallo e Bonomi tengono a dichiararlo fermamente) «senza fini agiografici o dissacratori”.

Gli autori
Claudio Gallo, già bibliotecario, docente di Storia del Fumetto presso l’Università degli Studi di Verona e l’Istituto Design Palladio di Verona, direttore de “Ilcorsaronero”, rivista salgariana di letteratura popolare, è tra i massimi studiosi dell’opera di Salgari. Per Oligo Editore ha pubblicato le curatele di Robert Louis Stevenson, L’Isola del Tesoro. Il mio primo libro (2020, traduzione di Luca Crovi e prefazione di Mino Milani) e di Giustino Ferri, Tra le quinte del cinema (2021, con Luca Crovi). Giuseppe Bonomi, istriano in esilio perpetuo, ha pubblicato numerosi saggi. Con Gallo ha firmato per la curatela La fine del secolo XX (Black Dog, 2021) di Giustino Ferri, nonché altri interventi disseminati su bollettini, riviste e giornali.

Maria Tronca, P come Fiori, Les Flaneurs Edizioni

Tre gemelle alla ricerca della propria identità, tra amori condivisi e conflitti irrisolti. Una storia frizzante e ricca di colpi di scena inaspettati Petunia, Pomelia e Peonia sono tre «gocce d’acqua identiche, trasparenti e cristalline», ma solo all’apparenza: in realtà le gemelle hanno inclinazioni e caratteri molto diversi. Durante l’infanzia e l’adolescenza, vivono in simbiosi, abituandosi a condividere tutto l’una con le altre e nulla col mondo esterno. Ma, poco prima del loro ventesimo compleanno, l’arrivo inatteso di un nuovo parroco, il bel Salvatore, scombussola l’equilibrio e l’armonia del trio, cambiando radicalmente il loro presente e dando svolte inaspettate al loro futuro. Cosa accadrà alle sorelle quando scopriranno che restare sole significa anche sentirsi libere? P come Fiori è un’avvincente storia al femminile, un romanzo a tinte vivaci, irriverenti ma al tempo stesso delicate.

L’autrice
Maria Tronca è nata a Palermo, dove vive e lavora. Laureata in Lingua e letteratura inglese, ha curato una collana di letteratura erotica moderna e contemporanea per Mondadori. Nel 2005 ha pubblicato sotto pseudonimo la raccolta di racconti “L’isola delle Femmine” (Mondadori). Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo, “Rosanero”, e nel 2011 il secondo, “L’amante delle sedie volanti”, entrambi pubblicati con Baldini Castoldi e Dalai, nel 2018 “Le fate di Palermo” (Dots), e nel 2020 “L’ultima punitrice” (Les Flâneurs). Dal romanzo “Rosanero” è stato tratto il film omonimo con Salvatore Esposito, il Genny Savastano di “Gomorra”, che verrà trasmesso da Sky Cinema la prossima estate.

Carla Ghisani, Prove di volo, Les Flaneurs Edizioni

In questa silloge, Carla Ghisani conduce il lettore in un viaggio in cui emozioni ed esperienze si fondono con delicato equilibrio. La sua poesia non è semplice esercizio lirico ma diventa strumento per raccontare un mondo concreto fatto di corpi e percezioni, di gioie e di dolori, in una costante ricerca di sé e dell’altro come specchio per riconoscersi. I versi di Ghisani sono brevi, rapidi e incisivi e graffiano con energia la sensibilità di chi si appresta a lasciarsi colpire senza timore di ritrovarsi scoperto.

L’autrice
Carla Ghisani (1969) nasce a Cremona, e vive fino ai vent’anni in un paese al confine con il parmense, sul fiume Po. Del grande fiume vive campi e natura, inondazioni e un’infanzia brevemente spensierata. La vita la porta ad abitare in varie regioni e città d’Italia. Onnivora, atea, esteta, tendenzialmente apolide, ama le parole, gli spazi aperti, le piante. Gli animali, umani inclusi. Il mare e il cielo, sopra ogni cosa.


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