lunedì 22 luglio 2019

lunedì 22 luglio 2019

MENU

Silvia Nicoloso, da Catania a New York inseguendo il sogno del musical

Sicilians

Già allieva dell'Accademia internazionale del musical di Catania, l'artista siciliana da cinque anni vive nella Grande Mela dove lavora come attrice e performer di danza, recitazione e canto: «Una esperienza che consiglio ad ogni ballerino che voglia mettersi in gioco». E adesso punta a creare la sua compagnia: «Vorrei produrre una versione italiana di "Wicked"»


di Rosalba Cannavò

Silvia Nicoloso, 29 anni, catanese di nascita, è un'artista che da cinque anni vive a New York dove lavora come attrice e performer di danza, recitazione e canto. La sua è la storia del sogno di una giovane siciliana che trasforma in realtà lavorativa una passione coltivata con determinazione e professionalità.

Com'è nata la passione per il musical?
«La mia passione nasce per curiosità, quasi 15 anni fa, quando iniziai a frequentare un corso junior alla Musical Theatre Academy diretta da Gisella Calì. Mia madre mi racconta che già a 2 anni avevo un debole per la musica, ballavo davanti alla tv imitando le ragazzine di “Non è la Rai”. Addirittura favoleggia sul fatto che a dieci mesi, mentre lei intonava “Nel blu dipinto di blu” io risposi intonando "Oh Oh Oh Oh". Con l'arrivo di Enrico Sortino il nuovo direttore, la stessa Accademia è diventata più importante e ha ampliato i corsi e gli allievi. L'essere ammessa all'Accademia Internazionale del Musical, diretta da Sortino, fu una rivincita con me stessa».

Silvia Nicoloso in Monster stomp

C'è qualcuno nella sua famiglia da cui ha ereditato la passione per le arti dello spettacolo?
«Non ho nessuno in famiglia che lavora nel mondo dello spettacolo. Sono cresciuta però con una inspiegabile voglia di imparare e di viaggiare. Le arti performative mi hanno sempre affascinato ma non immaginavo che un giorno mi sarei ritrovata a fare questo mestiere. Ho avuto però sempre il supporto di mia madre. Non avendo nessuno in famiglia che facesse professioni artistiche ho imparato da sola, facendo leva sulla mia volontà, il mio istinto e le mie sensazioni. Del mio passato non cambierei una virgola».

Quali ricordi ha della sua esperienza in Accademia a Catania?
«
La mia esperienza, di formazione e di vita, in Accademia è stata molto positiva. Non vedevo l'ora di catapultarmi a lezione e di trascorrere i pomeriggi con gli altri "compagni d'avventura". Mi sentivo accolta come in una famiglia, ho imparato tantissimo sia dagli insegnanti che dai colleghi».

Silvia Nicoloso foto di Roberto Serrini

Con loro ha anche messo in scena alcuni spettacoli.
«Si, il fatto che il Maestro Sortino e il suo collaboratore Dario offrissero opportunità anche a livello professionale, mi ha aiutato molto. Spettacoli come il “Look of the Year”, “Il suo popolo la chiamava Evita”, “Stagioni d'amore”, “12 personaggi in cerca di Brecht”, mi rimarranno sempre nel cuore, lavorare con Sortino è davvero una gioia!».

Ci racconti della sua esperienza americana.
«
La mia esperienza in America è molto positiva. E' iniziata cercando su internet accademie in cui studiare all'estero, tra Londra e New York, mi sono imbattuta nella New York Film Academy che offriva un programma di Musical Theatre con audizioni a Milano. Ho preso l'aereo e mi sono fiondata. Sono stata ammessa con una borsa di studio e, dopo avere convinto mia madre ho condensato tutto in due valigie e sono partita per la Grande Mela. Ho frequentato un corso di un anno, con l'opzione di restare per due anni. Cosa che ho fatto per approfondire lo studio della danza nel mio secondo anno alla New York Broadway Dance Center. Una esperienza che consiglio ad ogni ballerino che voglia mettersi in gioco, approfondire la conoscenza del proprio stile e provarne di nuovi».

Durante le prove di Crazy For you

Come si è trovata a vivere in questa immensa città.
«
Ho dovuto imparare una nuova lingua ed adattarmi a una cultura differente, credo che New York sia così "tosta" che se riesci ad ambientarti qui, poi puoi farlo ovunque. E' molto grande e dispersiva, ma l'importante è ritagliarsi momenti per sé, trovare la concentrazione e perseverare nei propri obiettivi».

A proposito di obiettivi quali sono i suoi.
«
Ho avuto tante esperienze che mi hanno fatto crescere e dato enormi soddisfazioni dal punto di vista professionale. Uno dei miei momenti preferiti è stato quando ho interpretato Mitzi in “Crazy For you”, ballare su NBC per “Hairspray Live!”, nel musical “In the Heights” e l'esperienza in “Monster Stomp”».

Silvia, terza da sinistra, in Crazy for you

Come è cambiata l'America nei cinque anni che è stata là?
«Rispetto a 5 anni fa, sembra che l'America si trovi più che mai a fare i conti con un Paese diviso in due, perché le due fazioni politiche dei Repubblicani e dei Democratici sembra che abbiano delle difficoltà a lavorare insieme, divisione che si ripercuote sul benessere del Paese. Mi auguro che questo meraviglioso Paese, da cui ho avuto l'onore di essere ospitata, trovi presto un modo per continuare ad essere il fulcro che ispira l'intero mondo».

C'è una Green Card che consente agli artisti stranieri di prolungare il visto e la permanenza in America.
«La Green Card permette di avere stabilità dal punto di vista lavorativo. Diciamo che è un permesso più a lungo termine. Negli ultimi tre anni io ho lavorato grazie ad una Artist visa, chiamata 01».

Al di là delle cose già fatte, progetti e sogni quali sono?
«Vorrei creare una mia compagnia di musical
composta da attori italiani e stranieri, produrre dei musical che nessuno conosce e magari lavori originali, tratti da storie vere. Per adesso mi limito a cercare di creare un ponte tra Italia e America organizzando masterclass in Accademia con artisti internazionali. Sempre a New York, in estate insegno musical al Fini Dance Festival, dove sono fiera di aver fatto inserire questa materia. Prima di iniziare a lavorare per la creazione di una mia Compagnia, mi piacerebbe, intanto, avere l'opportunità di recitare in uno o più spettacoli a Broadway. "Wicked" è uno degli spettacoli che ho sempre ammirato e di cui vorrei avere una parte. Magari, un giorno, quando e se i diritti saranno disponibili, produrlo anche in Italia!».

In the heights arricchisce il curriculum di Silvia Nicoloso


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 17 gennaio 2019





TI POTREBBE INTERESSARE

Sull'asse Berlino-Catania c'è sempre una storia nei disegni di Cicca Boom

L'artista etnea Chiara Ciccarello, in arte Cicca Boom, ha portato nella capitale tedesca, dove vive da se anni - «Avevo voglia di un posto nordico, diverso dalla nostra mediterraneità» - le sue poetiche creature disegnate a inchiostro e acquarello. In Giappone ha portato le sue scenografie teatrali. Adesso è nella sua città, fino al 16 febbraio, con la mostra "Sospesa": «Ho sempre amato il disegno»

Salvatore Sinardi
da Belpasso a Hong Kong a passo di rumba

Il ballerino belpassese, tenuto a battesimo sulle piste internazionali da Carolyn Smith, la celebre insegnante di Ballando con le stelle, sta scalando le vette mondiali delle danze latino-americane, e pur vivendo dall'altra parte del mondo mantiene vivo il suo rapporto con l'Isola: «Se ho nostalgia di casa, ascolto Brigantony»

Anita Pomario, da Ragusa a New York a scuola di grande teatro

La giovane attrice iblea, tra i talenti nati all'interno della compagnia G.o.D.o.T di Vittorio Bonaccorso e Federica Bisegna, dopo l'estate comincerà i corsi della prestigiosa accademia Neighborhood Playhouse, dove hanno studiato big del calibro di Dustin Hoffman e Diane Keaton per citarne un paio. E settimana prossima debutta a off-off Broadway

Alfredo e Simona: «Siamo lo slow food italiano a Taiwan»

Folgorati dalla semplicità della vita sull'isola del mar cinese, i catanesi Alfredo Musumeci e Simona Greco hanno mollato i rispettivi lavori per trasferirsi a Taichung dove hanno aperto un loro ristorante, il primo veramente italiano, annoverato da Trip Advisor tra i 40 migliori della città: «La nostra cucina parte dall’ingrediente base e diventa pietanza»

Gold Fingers, il beat siciliano
che conquistò la Norvegia

Nel 1968 i ragusani Gold Fingers si trovarono per caso a suonare nel freddo Paese del nord Europa dove poi finirono per diventare famosi. Oggi Salvatore e Mario vivono ancora lì. Leonardo è andato in America, Carlo e Aldo sono rimasti a Ragusa. E per una notte, grazie a "Ragusani nel mondo", hanno di nuovo suonato insieme nella loro città

Simone Guastella
«In Romania ho vinto il dolore»

Il giovane avolese, regista in erba con l'amico Remus Flavius Pop, è autore di "Shades of life" un cortometraggio che affronta il tema del dolore a seguito di una perdita. Per Simone, che oggi è impegnato nel volontariato, è anche un lavoro autobiografico: «Qualsiasi cosa succeda nella vita, c’è un modo per andare avanti e devi cercarlo. Se ti arrendi è finita»