martedì 23 gennaio 2018

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Musica e immagini, il binomio indissolubile di Paolo Vivaldi

Recensioni

Al Teatro Massimo Bellini di Catania il compositore romano ha proposto le sue colonne sonore ben ancorate alla tradizione melodica italiana su una base minimalista, fra aperture innovative al filone jazz con interventi solistici del sax, accompagnato dalla Sound Sicily Orchestra


di Anna Rita Fontana

Tra i concerti natalizi in programma al Teatro Massimo Bellini, lo scorso 29 dicembre è andato in scena “Il suono dell’immagine”, organizzato in collaborazione con la Scuola di Cinema a Catania. Il pubblico ha assistito alle colonne sonore composte da Paolo Vivaldi, da lui stesso dirette e affidate alla Soundtrack Sicily Orchestra.
Ripercorrendo le origini storiche del binomio musica-immagine, era il lontano 28 dicembre 1895 quando i fratelli Lumière davano il via alla nascita ufficiale del cinema, proiettando in un locale parigino alcuni cortometraggi privi di dialoghi e accompagnamento musicale, nella formula del cosiddetto “cinema muto”, arricchito tutt’alpiù da didascalie informative e in seguito da sottofondo musicale di musicisti presenti in sala. Da lì alla produzione della “colonna sonora” di cui si dotò la pellicola alla fine degli anni Venti, con l’insieme di tutte le componenti sonore del film, quali parole, rumori e musiche, e il primo film munito di colonna sonora a tutti gli effetti, ovvero "Il cantante jazz" di Crosland, nel 1927.

Il suono dell’immagine di Paolo Vivaldi a Catania

I successivi sviluppi hanno visto evolversi il binomio suono-immagine nelle creazioni dei molteplici compositori dediti al settore con energia e passione: tra le svariate funzioni della colonna sonora, che può emozionarci e coinvolgerci nel definire un personaggio, rievocare luoghi o cose passate, comunicare i sentimenti di chi li vive sulla scena, sottolineare con maggiore o minore forza il contenuto delle immagini, creare attesa o soprattutto un’atmosfera in sintonia col tema o argomento del film che scorre sullo schermo.
Proprio in questi ultimi due casi può inquadrarsi il compositore romano Paolo Vivaldi, classe 1964 (diplomatosi in Composizione con Teresa Procaccini al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e già insignito del Premio Sonora più volte, dal 2007 in poi), che ha riscosso il consenso del pubblico del “Bellini” non numeroso, con le sue colonne sonore ben ancorate alla tradizione melodica italiana su una base minimalista, fra aperture innovative al filone jazz con interventi solistici del sax. Il tutto condotto dalla stessa direzione di Vivaldi, che si è alternato in accompagnamenti pianistici insieme al compatto organico della Sound Sicily Orchestra, formata da siciliani e creata da lui stesso, a fianco del regista Alfredo Lo Piero, allo scopo di diffondere la musica per il cinema e la televisione con esecuzioni dal vivo.

Il suono dell’immagine di Paolo Vivaldi a Catania

Il compositore si è soffermato sulla genesi di ciascuna colonna sonora, che può scaturire da esigenze di narrazione legate al contesto filmico, vedasi quelle del cantante Rino Gaetano, la cui ispirazione è nata da un breve motivo di quest’ultimo contenuto in un cd consegnato dalla sorella di lui a Vivaldi, che lo ha poi sviluppato dalle prime note, per l’omonima fiction (di Marco Turco, con Claudio Santamaria) basata sulla storia umana del cantautore calabrese.
Così tra sortite violinistiche nella Suite da “Adriano Olivetti, La forza di un sogno”( di Michele Soavi, con Luca Zingaretti) col ritmo rafforzato dal ticchettìo della macchina da scrivere, si sono susseguite in un apprezzato mix di immagini e suoni le colonne sonore delle Suites da “La baronessa di Carini” di Umberto Marino, “Luisa Spagnoli” di Lodovico Gasparini, “Pietro Mennea, la freccia del Sud” di Ricky Tognazzi (fiction con Michele Riondino sulla vita dell’atleta olimpionico, liberamente tratta dal libro “La grande corsa” dello stesso Mennea) e “Provaci ancora Prof 7” di Lodovico Gasparini con Veronica Pivetti; oltre a “Edda Ciano e il Comunista” di Graziano Diana, “Il permesso” di e con Claudio Amendola e Luca Argentero, “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, e anticipazioni della fiction in due puntate “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” diretta da Michele Soavi (tratta dall'omonimo libro di Caterina Chinnici, figlia del magistrato Rocco Chinnici, che sarà trasmessa su Rai Uno dal prossimo 23 gennaio) e del film documentario “La libertà non deve morire in mare” di Alfredo Lo Piero.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 02 gennaio 2018
Aggiornato il 11 gennaio 2018 alle 13:12





Anna Rita Fontana

Ha compiuto studi umanistici al Liceo classico Cutelli di Catania e di indirizzo estetico-musicologico all’Università di Bologna, in Discipline della Musica. Ha conseguito il Diploma di Pianoforte all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, frequentando poi i corsi di interpretazione pianistica di Jorg Demus, di analisi musicale con Carlo Mosso e di canto gregoriano a Cremona con Nino Albarosa. Dal 2000 è docente di educazione musicale nelle scuole secondarie di primo grado. Giornalista pubblicista dal 1999, ha collaborato come critico musicale per diverse testate (Giornale di Sicilia, Prospettive, Globus magazine, Sicilia Journal). Oltre SicilyMag.it, attualmente collabora col notiziario on line di musica Bellininews, la rivista I Vespri e la rivista Laòs, notiziario culturale dell’Istituto teologico San Luca.


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