giovedì 15 novembre 2018

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Marilia Di Giovanni: «I libri sono come i profumi: una passione!»

Imprese

Il nonno Rosario Mascali, quando creò a Siracusa la Casa del Libro, soleva dire: “Se avessi il tempo vorrei leggerli tutti”. La nipote Marilia, oggi erede di questo scrigno di cultura nel cuore di Ortigia, aggiunge: «E se non appassionano, i libri vanno buttati via». Tra i giganti della scrittura, Pasolini e Sciascia sono passati da qui: oggi la libreria vanta incontri e circoli letterari con il meglio degli autori contemporanei


di Daniela Sessa

E’ impossibile indovinare quale sia il tavolino giusto del bar di Piazza Archimede a Siracusa ma Marilia Di Giovanni e io ci proviamo. Ne scegliamo uno e immaginiamo, per conversare sul piacere della lettura e sulla magia delle librerie, di rivivere una scena di tanti anni fa. Nella primavera del 1960 Pier Paolo Pasolini, traduttore di “Orestea”, entra, ogni giorno per dieci giorni, in una piccola libreria di Siracusa, compra un libro della collana classici economici di BUR e si siede a leggere al Bar Centrale di Piazza Archimede. Non una parola con il libraio che immaginiamo sorpreso e felice di quella visita quotidiana. Qualche parola invece il libraio la scambiò con Leonardo Sciascia, e furono parole di rimprovero, verso l’eretico di Racalmuto che aveva scritto in un articolo del 1963 “di una specie di omertà sull’effettuale realtà del Risorgimento”; trascorse qualche mese e ci fu l’abbraccio tra i due. E molti anni dopo le parole di quell’articolo risuoneranno in libreria tra le note del cunto del maestro Carlo Muratori (durante la presentazione di “Sale”) dedicato al falso nano Nunzio Frajunco. Passato e presente.

Marilia Di Giovanni

Grandi personaggi e incontri eccezionali abitano tra gli scaffali e nella soffitta della libreria storica di Siracusa Casa del Libro, fondata da Rosario Mascali e adesso gestita con la stessa passione e inventiva dalla nipote Marilia Di Giovanni. Passano tutti dalla libreria di via Maestranza, attratti dalle pareti cariche di libri antichi, dall’armonioso disordine con cui si mescolano alle ultime pubblicazioni, dall’odore di carta che investe chi entra in libreria insieme al sorriso della libraia e dei molti amici che ogni giorno la popolano. Quando sono entrata, per la prima volta, nella storica Casa del Libro come per un deja vù mi è tornata alla memoria la libreria della favolosa principessa Loana di Umberto Eco: “Scaffalature in legno scuro, cariche di volumi antichi, e volumi antichi anche sul tavolo quadrato, pesante. Un tavolinetto con un computer in un angolo. Due mappe colorate ai lati della finestra, dai vetri opachi. Luce soffusa, ampie lampade verdi. Oltre una porta, un lungo sgabuzzino, mi è parso un laboratorio per impacco e spedizione dei libri”.

La Casa del Libro Mascali di Ortigia

Togli le lampade e metti una splendida poltrona rossa, aggiungi agli antichi i libri nuovi, allo sgabuzzino una soffitta calda di luce ed ecco la Casa del Libro. Rosario Mascali, originario di Catania, rileva la libreria negli anni ’40. Saro Mascali aveva cominciato a soli quindici anni a stare tra i libri, lavorando presso la libreria di via Vittorio Emanuele, sede della SEI di Catania; apre poi una sua libreria in città, distrutta da una bomba nel 1942. Mascali ha l’occasione di trasferirsi a Siracusa per subentrare al proprietario della libreria di via Maestranza 20/21 e ne fa subito un cenacolo di cultura, consegnando agli eredi due tradizioni: la spontaneità e la competenza. Negli anni la libreria ha conservato la sua caratteristica originaria, quella di essere luogo spontaneo di aggregazione per chi ama leggere e discutere di libri.

Rosario Mascali e il figlio Lorenzo nel 1956

Oggi, grazie a Marilia Di Giovanni, la libreria ospita un’associazione Amici della Casa del Libro, un circolo di lettura, l’iniziativa del Libro vivente e vari laboratori creativi tra cui quello teatrale curato dal regista Paolo Coccheri, ideatore di “Ortigia Sun Festival” e il laboratorio di scrittura creativa di Luigi La Rosa. La competenza, dunque. Quella che permette al cliente di parlare di libri con la libraia per il gusto di sfogliare anche impressioni. E’ un rutilante viaggio tra le pagine quello che Marilia Di Giovanni racconta sorseggiando uno dei nostri tè pomeridiani. Viaggiare è la prima parola che a Marilia viene in mente quando le chiedo un sinonimo di leggere. «Leggere è viaggiare, il piacere e la curiosità di vivere altre vite, di comprendere l’umanità altra. Leggere è un esercizio di democrazia». E ci spingiamo più in là: leggere è entrare dentro un’altra pelle, è come fare l’amore. Le racconto che sua madre Agata mi ha riferito queste parole del padre, “Se avessi il tempo vorrei leggere tutti i libri; mi piace sfogliarli, sentirne l’odore, impacchettarli” e Marilia aggiunge «I libri sono come i profumi: ti devono appassionare, altrimenti li butti via».

Casa del Libro, vetrine di via Maestranza

Allora meglio non regalarli, come si fa con i profumi. Non credi di andare contro te stessa?
«No, no. I libri si regalano. E si comprano. Si comprano in libreria!.

Una risata, un sorso di tè bollente e un’altra domanda. Davanti a noi la fontana di Diana appena restaurata comincia a catturare il sole e il vento di questo pomeriggio.

Hai la sensazione di sentirti erede di un piccolo regno?
«Sento un debito familiare incombente, da saldare. Ho ricevuto tanto e così accolgo l’eredità di una sfida, quella dei miei nonni, che si sposarono conoscendosi poco. Sai che mio nonno vide la nonna per la prima volta ragazzina, in pantaloncini blu e blusa alla marinara bianca e blu? Anche lui aveva qualcosa di bianco e blu, le scarpe. L’aspettò per i dieci anni che li dividevano d’età, con il solo contatto di una fitta corrispondenza. Una volta sposati, costruirono intorno alla libreria una complicità, lanciarono una sfida anche a se stessi. Ecco, a loro devo soprattutto la passione per la libreria e per i libri».

In vetrina una scultura dell'artista Stefania Pennacchio

Perché le librerie sono “presidi sociali” come scrive Pietrangelo Buttafuoco in uno dei suoi articoli in difesa delle librerie che muoiono. Immediatamente ripensiamo a uno degli eventi più importanti tra i tanti organizzati quest’anno, la presentazione dell’ultimo libro di Buttafuoco insieme a Mario Incudine. Tanti eventi appartengono ai ricordi comuni: in particolare, la rassegna Je suis au jardin che in due anni ci ha permesso di viaggiare appunto tra parole e anima, con scrittori importanti, da Sergio Claudio Perroni, che l’ha inaugurata accarezzandola fino a Paolo Di Paolo, da Paolo Malaguti a Stefania Bertola e alla conversazione davvero d’anime (e qualche acciuga di passaggio) con Achille Mauri e Lucrezia Reichlin.

La Casa del Libro è uno scrigno di memorie. A partire dall’esperienza di casa editrice, che accomuna la tua libreria a storie familiari come quella di Cavallotto a Catania e di Flaccovio a Palermo.
«Mascali ha pubblicato con sigle diverse: Edizioni Mascali, Rosario Mascali editore e DUEMME. Esordì nel 1944 con un saggio di Vincenzo Coppoletta su Benedetto Croce cui seguirà una quarantina di pubblicazioni, soprattutto di Michele Minniti, giornalista e politico siracusano, e il libro di Salvatore Aglianò del 1945 “Cos’è questa Sicilia” che fu poi ristampato da Mondadori. I libri erano perlopiù saggi o raccolte di versi. La casa editrice terminò le sue pubblicazioni nel 1985. Purtroppo non possediamo un catalogo né copie perché mio nonno spesso regalava i suoi libri a chi riteneva degno. D’altronde teneva corrispondenze affettuose e importanti».

Foto con dedica dell'attore Angelo Musco

Per esempio…
«Lo storico Denis Mack Smith. Scelse un costoso libro di storia illustrata ma non aveva il portafoglio. Mio nonno gli regalò il libro. La lettera con cui, mesi dopo, Mack Smith lo ringraziò fu incorniciata ed esposta in libreri».

Odore di antico. E’ questo che colpisce della Casa del Libro, quell’antico che è attaccamento alle cose per malinconia e mai per avarizia. Marilia mi dice che di antico conserva i due volumi di “Storia di Siracusa” di Serafino Privitera. Risalgono al 1879 e su proposta di un gruppo di concittadini e dell’Associazione Amici della Casa del Libro saranno ripubblicati. Questi particolari fanno comprendere che casa per la libreria Mascali è un nomen omen.

Foto con dedica della poetessa Teresa Carpinteri

La “Casa del Libro” è un luogo in cui si consacra l’ospitalità?
«Il passaggio tra la gestione del nonno e la mia ha rivoluzionato proprio questo concetto dell’ospitalità. Nella cultura del libraio tradizionale la libreria era il suo spazio e il cliente era l’ospite. Ho voluto restituire al nome casa il suo preciso significato. La libreria è la casa del cliente, appartiene a lui e ai libri che sceglie. Come accade con l’iniziativa del Libro vivente: nessuno sa prima chi racconterà il libro, perché quel libro deve vivere in tutti quelli che ascoltano e quindi se ne appropriano. La libreria come fattore identitario della comunità cittadina, memoria urbana. Credo di esserci riuscita: in libreria passano scrittori e lettori a volte solo per chiacchierare. E nascono piccole complicità. Ora vorrei che la memoria storica continuasse come memoria viva, volàno per iniziative in città, che ampliassero e diversificassero il modo di fruizione della cultura a Siracusa. Per esempio dai soci della libreria è partita l’iniziativa della raccolta di firme per la riapertura del Teatro Comunale. Non solo libri, dunque ma cultura in senso ampio. Sarà ambizioso ma noi ci crediamo».

La soffitta della Casa del Libro (senza incontri letterari)

La libreria Mascali promuove già molte occasioni culturali. Oltre a Je suis au jardin, importante appuntamento dal 2015 è la rassegna Prima della Prima – promossa dall’Associazione che fa capo alla libreria, animata da passionari della cultura e della lettura - dedicata alla presentazione degli spettacoli classici che ogni anno vede la presenza di attori e registi, di studiosi e cultori del teatro classico; una rassegna che negli anni si è proposta di offrire al pubblico siracusano non solo la “lettura” dei testi delle tragedie e delle commedie dalla voce diretta degli attori, ma ha cercato attraverso letture sceniche e dibattiti di raccontare quel mondo di miti e ideali che Siracusa mirabilmente custodisce. Tra i protagonisti Moni Ovadia, Galatea Ranzi, Graziano Piazza, Viola Graziosi, Lucia e Gabriele Lavia, Mario Incudine, Marco Baliani, Valerio Binasco e gli attori (intensa la passata stagione la partecipazione tra gli altri di Isa Danieli e di Michele Di Mauro); e ancora la presenza di appassionati e studiosi del mondo classico, Gian Paolo Renello, la scrittrice Giusi Norcia e il giornalista Alessandro Giuli hanno fatto volare in alto il racconto dei miti, come hanno volato le note della voce del virtuoso Raffaele Schiavo e del grande compositore Arturo Annecchino.

La soffitta con una presentazione editoriale in corso

In inverno la soffitta ospita gli incontri con gli scrittori. Memorabili gli abiti resi seriche parole di Elvira Seminara, le figure femminili forti e carnali di Simona Lo Iacono, l’ironia dotta di Massimo Onofri, di Mario Fillioley e di Ottavio Cappellani. E poi le memorie di Amedeo La Mattina e i racconti deliziosi di Ornella Sgroi; i romanzi di Francesca Bonafini, di Santo Piazzese, di Domenico Cacopardo, di Giulio Perrone, di Romana Petri, di Giuseppina Torregrossa; l’antologia di Massimo Maugeri e del collettivo Wu Ming2; i saggi di Ilaria Guidantoni, di Maria Luisa Boccia e di Flore Murard-Yovanovitch. Ancora gli Incontri di Luce, i dibattiti delle Ragazze del Cerchio con Luciana Cilento studiosa di buddhismo e l’eremita urbana Antonella Lumini e i Venerdì dell’anima incontri di poesia con Maria Lucia Riccioli e tanti poeti siciliani tra cui Sebastiano Burgaretta. La libreria non manca di onorare ogni anno con iniziative diverse, dal teatro alla lettura integrale dei romanzi, Elio Vittorini.

La t-shirt dello scrittore per una della maratone Vittorini

Infine gli eventi ospitati grazie alla collaborazione con gli Amici dell’Inda e il suo presidente Pucci Piccione nel salone Amorelli, sede dell’Istituto del Dramma Antico: Roberto Alajmo, il già citato Pietrangelo Buttafuoco e Francesco Merlo che sarà a Siracusa il 13 gennaio. Ci stupiamo di quanti cari amici e autori siano passati dalla libreria e facciamo in tempo a ricordare qualcun altro: Marinella Fiume, Tea Ranno, Filippo Nicosia, Clelia Pallotta, Domenico Trischitta, Maria Grazia Ferrarolo. O ancora Luciana Castellina e Achille Occhetto. Sono tanti. Per fortuna.

Marilia Di Giovanni fotografata da Silla Fontana

Importante è anche il rapporto con gli scrittori siracusani, interessante realtà nel panorama letterario.
«Certo, la libreria conversa sempre con il territorio perché tutto ciò che la città produce in termini di arte e di cultura - e a Siracusa ci sono autori interessanti - trova sempre spazio alla Casa del Libro».

Il ricordo più vivo dei tuoi giorni di libraia.
«Risale al mio primo anno in libreria. Piera Degli Esposti legge Goliarda Sapienza: d’improvviso si ferma e comincia a raccontare ai presenti quando la scrittrice l’accolse nella sua casa romana. Due donne, due vite, lo stesso furore artistico».

Piera Degli Esposti legge Goliarda Sapienza alla Casa del Libro

Le nostre chiacchiere sono finite, il tè è ormai freddo, il sole sta calando. Lascio Marilia che scappa in libreria: la troverete dietro il bancone e a volte sulla poltrona rossa mentre legge circondata di clienti, pardon amici. Dimenticavo: nella soffitta ci sono tre sedie le cui sedute riportano le tre cantiche della Commedia dantesca. Lì prendono posto gli ospiti e i relatori. Io ho la mia preferita e non l’ho mai ceduta!


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 02 gennaio 2018
Aggiornato il 25 gennaio 2018 alle 16:54





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