giovedì 23 novembre 2017

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Il Vinitaly apre una finestra sulla Sicilia da bere

Calici

152 aziende del comparto vitivinicolo siciliano sbarcano a Verona, dal 9 al 12 aprile, per quattro giornate intense in cui sono previsti 14 eventi tra cui spicca la degustazione di vini prodotti da vitigni antichi coltivati a Polizzi Generosa, in terreni confiscati alla mafia. Ma quest’anno al Vinitaly debutta anche l'olio Igp Sicilia con l'Olio della Pace a sostegno di Medici Senza Frontiere


di Giusy Messina

La Sicilia “diversa” è di scena al Vinitaly. «Il vino è il prodotto simbolo di una Sicilia che non è più quella di una volta che, pur tra mille contraddizioni, sta cambiando. Anzi è cambiata». Lo afferma convinto Antonello Cracolici, Assessore regionale all’Agricoltura in occasione della conferenza stampa di presentazione della Sicilia alla 51esima edizione del Vinitaly che si svolgerà a Verona dal 9 al 12 aprile.

Il richiamo al libro del giornalista siciliano Gaetano Savatteri “ Non c’è più la Sicilia di una volta” non è casuale, visto che l’autore sarà protagonista di uno degli eventi del palcoscenico Sicilia nella città scaligera. In un capitolo l'autore e giornalista ha infatti evidenziato la spinta al new deal dell’Isola, in termini di immagine e di input economico, impressa dalle donne e dagli uomini del vino made in Sicily. Quattro giornate intense in un palinsesto di quattordici eventi tra incontri e degustazioni legati dal “racconto” della Sicilia da bere, delle 152 aziende partecipanti, espressione dei diversi terroir dell'Isola. Eventi puntellati da alcune interessanti novità: il premio alle start up di giovani che hanno deciso di tornare tra le vigne, il riconoscimento agli ambasciatori del vino siciliano nel mondo, tra enotecari, ristoratori, buyers , la presentazione del volume “Identità e ricchezza del vigneto Sicilia”, opera unica che raccoglie, per la prima volta, il risultato di una ricerca decennale condotta sul campo alla scoperta del patrimonio genetico dei vitigni indigeni.

Vigneti siciliani

Firmato dagli agronomi Dario Cartabellotta, Franco Gagliano, Vito Falco, dall’ enologo Giacomo Ansaldi e dal professore Attilio Scienza, il volume, «è un work in progress in continuo aggiornamento-spiega Ansaldi- perché sono già oltre 60 i vitigni che abbiamo scoperto nell’Isola di cui abbiamo tracciato il DNA. Adesso sappiamo con certezza il pedigree dei nostri vitigni. Un risultato importante sia sotto il profilo qualitativo che di marketing. Bere vino della nostra terra, significa anche bere un pezzo di Sicilia che può avere un'anima greca o addirittura fenicia».

Bariccaia Florio

Fiore allo occhiello, la degustazione di vini prodotti da vitigni antichi. Il futuro del vino in Sicilia ha radici lontane. In prima linea, l'Istituto Regionale Vini ed Olio che svolge un'intensa attività di ricerca e di sperimentazione.
«Grazie alla banca del germoplasma vitivicolo siciliano a Verbumcaudo, a Polizzi Generosa, in un terreno confiscato alla mafia, - ha detto Vincenzo Cusumano, direttore dell'ente- l'Istituto garantisce la conservazione della biodiversità del patrimonio ampelografico regionale, fonte inesauribile anche per la diffusione di nuovo know how alle aziende del settore».
Recuperare la memoria per progettare il futuro. In degustazione al Vinitaly ci saranno anche vini sperimentali, tra cui gli spumanti di qualità. E' una Sicilia vincente quella che accoglierà il Commissario Europeo Phil Hogan perchè ha la consapevolezza di essere tra le prime doc italiane per volume di imbottigliamento.

Antico palmento siciliano

Lo dicono i numeri. «L'imbottigliamento di vini con etichette Igt e Doc in Sicilia- hanno sottolineato Maurizio Lunetta e Antonio Rallo, rispettivamente direttore e presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia- nel 2016 ha superato 1,7 milioni di ettolitri imbottigliati e le Doc crescono più delle Igt. Questo conferma il ruolo di traino che la Doc Sicilia ha verso le altre Doc territoriali».
Continente vitivinicolo, la Sicilia è un mosaico di sapori e profumi sul registro delle emozioni. Dai vini del sole con le degustazioni di Malvasia delle Lipari e il Passito di Pantelleria, in abbinamento ai dolci al pistacchio di Raffadali, finoall'eleganza rustica del Cerasuolo di Vittoria, l'unica Docg del Sud Italia, ai vini imperdibili dell'Etna e alle degustazioni guidate di annate storiche di Marsala, ce n'è davvero per tutti i palati.
In esclusiva e su prenotazione, sono in programma anche alcune degustazioni d'autore con grandi esperti del calibro di Daniele Cernilli, Gianni Fabrizio, Luca Gardini. Imperdibile poi la sfida tra i vini dell'Etna ed il Barolo e ci sarà spazio anche per l'enoturismo con la presentazione del treno dell'Etna che riprenderàil suo viaggio il 22 aprile.

Uno scorcio di Pantelleria, terra di Passito

La scommessa del futuro siciliano passa da lvino e dell'olio, perché quest'anno al Vinitaly debutta l'olio Igp Sicilia con sedici le aziende olivilicole partecipanti. E quest'anno la solidarietà fila liscio, è il caso di dirlo, come l'olio. La Sicilia infatti presenterà l'Olio della Pace a sostegno di Medici Senza Frontiere: un olio prodotto con le qualità di cultivar dell'area mediterranea che si trovano nel territorio di Enna e che sarà venduto alla Coop. Per ogni bottiglia venduta,50 centesimi saranno devoluti a sostegno delle iniziative umanitarie dell'associazione.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 06 aprile 2017
Aggiornato il 11 aprile 2017 alle 12:43





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto di vita è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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