Blog Tanti siciliani questo mese con Cesare Basile, Lorena Spampinato e gli autori proposti all'80a edizione del Premio Strega - Mallamo, Maugeri, Alba, Attanasio, Maugeri, Labbate e Voltaggio - per un mondo dalle tante sfaccettature sociali che impongono la necessità di virare verso un mondo migliore. In copertina "Questa mia nonna" del danese Kim Fupz Aakeson, formazione per i più giovani che incontrano la conoscenza di malattie e disagi in chiave speranzosa
Un marzo anomalo per noi, che per motivi interni non abbiamo potuto pubblicare i consigli alla lettura a inizio mese. La pubblicazione per l’intero mese ci costringe piacevolmente a fare una cernita di qualità sempre più di alta. E allora iniziamo con i libri in copertina per il mese che annuncia la primavera. Questo è anche il mese dei libri proposti all’80° edizione del Premio Strega e tra i tanti autori siciliani ce ne sono anche alcuni che abbiamo intervistato come Anna Mallamo con il suo “Col buio me la vedo io” e Massimo Maugeri con il recentemente pubblicato “Cosa facciamo dell’amore”; ad essi si aggiungono i calatini Andrea Alba (L’ombra di Kafka, Arkadia editore, proposto da Claudio Strinati) e Maria Attanasio (La rosa inversa, Sellerio editore, proposto da Ottavia Piccolo) o le non più rivelazioni come il nisseno Orazio Labbate (Chianafera, NN Editore, proposto da Alberto Casadei) e la palermitana Anna Voltaggio (La santa degli altri, Neri Pozza editore, proposto da Diego De Silva). Ha radici siciliane anche Fabio Macaluso, avvocato e scrittore, in gara con “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare”, Marsilio, proposto da Daniele Rielli.
La copertina è fantastica e di primo acchito sembrerebbe solo per i giovani, ma così non è: Milena Lazier con “Cora e il medaglione perduto. Cronache di Pietralata”, pubblicato per i tipi di Mursia e Kim Fupz Aakeson con “Questa mia nonna” con le illustrazioni di Stian Hole (Beisler edizioni), trattano temi importantissimi quali il risveglio nell’adolescenza e la comprensione della demenza senile. Sono 35 i libri che vi proponiamo in questa rubrica con tanti bei ritorni, da Antonella Presutti a Romana Petri a Niccolò Ammaniti, Chicca Maralfa, Francesco Permunian, Massimo Granchi e Luisa Morfini e Lorena Spampinato che a stretto giro (è uscita lo scorso 30 gennaio l’opera dedicata a Goliarda Sapienza e a Catania per Perrone), torna in libreria con “Cade la notte” pubblicato da per Feltrinelli.
Infine per il genere più alto e intimista, la poesia, un ritorno tanto atteso con l’agrigentino Valerio Mello che per Stampa 2009, curato da Maurizio Cucchi, esce con la nuova silloge, “Dissolvenze“. La sorpresa è tutta etnea: il cantautore Cesare Basile, esce per tipi di Phaos Edizioni con “Gigghiana“, che troverete nei concerti del suo tour.
Arrivederci al 1° Aprile.
Libro copertina, “Questa mia nonna” di Kim Fupz Aakeson con le illustrazioni di Stian Hole, Beisler
Mano nella mano, una nonna e una bambina, viaggiano accompagnate dalle illustrazioni inconfondibili di Stian Hole, capaci di fondere fotografia, collage e disegno, in un universo visivo di struggente bellezza: surreale e familiare, poetico e contemporaneo. Le sue immagini, tanto realistiche quanto visionarie, parlano ai bambini di oggi — nativi del digitale — e agli adulti che li accompagnano. Questa mia nonna è un albo sul potere delle storie e sulla forza dei legami che resistono al tempo e all’oblio. Un libro per parlare ai più piccoli — con leggerezza e tenerezza — della vecchiaia, della perdita e dell’amore che resta.
Come si fa a raccontare ai bambini e alle bambine l’Alzheimer se anche gli adulti, davanti a un loro caro malato, faticano ad affrontarlo? La nonna profuma di cannella e sapone. Un tempo vendeva profumi su un traghetto, viveva in una casa sul mare con il nonno e due cani. Ora tutto questo non c’è più. Restano le storie, che lei racconta alla nipote iniziando sempre con “C’era una volta…”. Ma un giorno la nonna comincia a dimenticare. Prima smette di guidare, poi di andare in bicicletta, e infine deve trasferirsi in una casa di cura. Lì sembra non riconoscere più nessuno. E se è vero che la demenza acquista un’aura di fanciullezza, chi meglio di una bambina, la protagonista di questa fiaba antica e contemporanea insieme, può relazionarsi con la nonna che lentamente è entrata nel tunnel della demenza? In libreria da venerdì 20 marzo
I titoli di marzo già in libreria
Valerio Mello, Dissolvenze, Stampa 2009

Nei fitti percorsi interni di questo suo nuovo, organico libro dal titolo “Dissolvenze” (Stampa 2009, pp. 72, € 12,00), Valerio Mello, firma una raccolta poetica organica e densa, dove i fitti percorsi interni del reale si intrecciano con una visionarietà controllata e sorprendente. Entrando nella fisica concretezza delle situazioni quotidiane, l’autore coglie l’insinuarsi inatteso di elementi perturbanti che aprono squarci su dimensioni enigmatiche, trasformando l’osservazione in una meditazione profonda sull’esistenza. Mello si muove nella densità magmatica della sua scrittura, tra autoriflessioni intrecciate che sondano l’enigma dell’esserci. Percorsi scheggiati ma corposi riflettono alternanze di aperture e chiusure emotive, evocando una realtà condensante che turba l’io lirico. Da qui emergono i segni della sopravvivenza, non come trionfo ma come tensione problematica tra permanenza e dissoluzione. La poesia si arricchisce di grandi figure storiche: incursioni nella classicità con Eraclito e il suo flusso incessante, Epicuro nella ricerca del piacere equilibrato, Giordano Bruno e l’infinito universo. Un contrasto sorprendente arriva dal Vasa, il vascello svedese affondato il giorno del varo (10 agosto 1628) nel porto di Stoccolma: simbolo perfetto di hybris umana, irrompe nella sala dei Misteri come emblema di fallimento inauguralmente tragico. L’opera bilancia il dettaglio iper-realistico – corpi, spazi, istanti tangibili – con lampi visionari che sfuggono al controllo razionale. Mello non si limita a descrivere: invita il lettore a navigare il magma interiore, dove il concreto si dissolve in riflessi speculari, rivelando la precarietà dell’esistere. Una silloge che, in poche pagine, condensa un viaggio intimo e universale, capace di sorprendere per la sua capacità di fondere storia, mito e introspezione quotidiana.
Romana Petri, Distanza di sicurezza, Neri Pozza

Romana Petri ritorna alla saga portoghese con una storia intensa sulla fine di un amore e sulle sue innumerevoli onde d’urto. Luciana Albertini, pittrice affermata, non ha mai superato l’abbandono del marito Vasco: di giorno resiste tra arte e piccoli rituali, di notte resta sola con ancora mille domande senza risposta. Vasco Dos Santos, rientrato a Lisbona e risucchiato dalla sua famiglia ingombrante, conosce le ragioni della fuga ma non riesce nemmeno a nominarle. Sospesi entrambi in un bivio esistenziale, devono scegliere se rinascere lasciandosi il passato alle spalle o restarne prigionieri.
Mieko Kawakami, Le sorelle in giallo, E/O Edizioni

A quarant’anni Hana scopre che Kimiko, la donna che l’aveva accolta da adolescente nella periferia di Tokyo, ha problemi con la giustizia. Una volta ritrovata, decidono di aprire insieme il Lemon, un bar modesto ma capace di offrire riparo a chi non ne ha. Qui arrivano anche Ran e Momoko, due ragazze altrettanto tormentate: tra loro nasce un legame che diventa famiglia scelta. Unite, affrontano sfruttatori e criminalità nella notte della città, mentre Hana lotta per difendere la fragile felicità conquistata. Dopo Seni e uova (Edizioni e/0, 2020) e Gli amanti della notte (Edizioni e/o, 2023), Kawakami torna in libreria con un romanzo sull’amicizia e sulla difficile arte di sopravvivere insieme.
Rachel Kushner, Il lago della creazione, Einaudi

Sadie Smith, ex agente dell’FBI, si infiltra tra i Moulinard, collettivo anarchico-ecologista che combatte un progetto idrico pericoloso nel sudovest della Francia. Ispirati al pensiero radicale di Bruno Lacombe, i militanti di questo gruppo mettono alla prova le sue, apparentemente incrollabili, certezze. Durante la missione, Sadie affronta solitudine, idealismo e compromessi morali. La storia si ispira a vicende reali di infiltrazioni contro l’ecologismo.
Niccolò Ammaniti, Il custode, Einaudi

Niccolò Ammaniti racconta una storia d’amore oscura e inquietante, al centro della quale c’è Nilo Vasciaveo, tredicenne che vive in un isolato borgo siciliano con la madre e la zia. Dietro la facciata del commercio di marmo, la famiglia custodisce da secoli un segreto antico e letale. L’arrivo di Arianna e della figlia Saskia spezza ogni equilibrio: perché essere custodi di quel mistero significa anche esserne prigionieri, e Nilo, dopo aver scoperto l’amore, non è più disposto a sacrificarsi.
Antonella Presutti, La nebbia sale dalla terra, Arkadia

In fondo a una strada piena di curve e frane che unisce i borghi di Salcito e Bagnoli, resiste un vecchio casino di campagna, la Cipressina, affacciato sulla valle del Trigno. Nonostante l’abbandono, il giardino è ancora vivo e rigoglioso. Tavoli, sedie di pietra, vasi che gettano fiori, la vita che sopravvive alla vita. È qui che un tempo vivevano nobili e personaggi di spicco come la scrittrice Lina Pietravalle. Ed è qui, sullo sfondo di un Molise fra realistico e favoloso, che lei, don Ferdinando, donna Rosa e gli altri tornano per raccontare la loro storia. Le loro voci, come nebbia che sale dalla terra, un coro che testimonia l’impossibilità di ogni esistenza di spegnersi nell’oblio.
Grace Metalious, Peyton Place, Blackie edizioni

Ritorna finalmente un romanzo diventato un caso letterario sin dal 1956, capace di scuotere la provincia americana e il suo apparente ordine. Prima di Melrose Place e Twin Peaks, Grace Metalious esplorava sessualità, ingiustizie sociali, incesto, aborto e la corruzione del clero. Per decenni censurato e criticato, questo libro resta un best seller capace di provocare i lettori di tutto il mondo.
Armanda Guiducci, Destini senza voce. La vita emarginata delle più oppresse, Nottetempo

Nel 1977, mentre il femminismo italiano cresceva come forza culturale e politica, Armanda Guiducci dà voce alle donne contadine escluse dal dibattito urbano, raccogliendo testimonianze dal Nord al Sud Italia. Tra lavoro nei campi, migrazioni dolorose, pratiche magiche e solitudini radicali, emerge un racconto corale che denuncia queste ingiustizie e celebra la resilienza femminile. A quasi cinquant’anni di distanza, Destini senza voce (originariamente La donna non è gente) continua a interrogare le discriminazioni di genere ed esclusioni sociali, e si conferma gesto politico e letterario di grande forza.
Daniele Pasquini, La fine della frontiera, NN Editore

La fine della frontiera di Daniele Pasquini segue uomini e donne in cerca del proprio destino tra Italia e America. Nel 1861 Dante Niccolai, giovane toscano rimasto solo, salpa per il Nuovo Mondo inseguendo una speranza e lasciando in Italia un legame fragile con Adele Ferrini. Mentre lui attraversa il Nuovo continente e lei trova una nuova identità tra i cheyenne, le loro vite si incrociano con quella del rivoluzionario Carlo Di Rudio e con la violenza del West, fino all’eco della battaglia di Little Bighorn. Un romanzo storico e d’avventura sul tramonto della frontiera e sul coraggio di scegliere per cosa vivere.
Laura Pisanello, Il ponte è l’amore, Augh!

All’Hospice Casa dei Gelsi di Treviso, dal 2004 luogo di accoglienza per malati oncologici e familiari, si sono avvicendate le vite di molte persone. Da queste testimonianze nasce il libro di Laura Pisanello, un racconto corale sul fine vita visto attraverso la forza dei legami. Tra dolore e commiato emergono gesti d’amore, dignità e umanità profonda. Il volume è arricchito dall’introduzione di Carlo Spinsanti e dalla premessa di Anna Mancini Rizzotti, fondatrice di Fondazione Advar Ets.
Stefano Terra, Le porte di Ferro, Gammarò (Oltre)

Torna in libreria il capolavoro di Stefano Terra, il grande romanzo dimenticato sulla nascita della Guerra Fredda
Gammarò edizioni riporta alla luce “Le porte di ferro”, considerato dalla critica e da autori come Claudio Magris il miglior romanzo di Stefano Terra. Pubblicato originariamente nel 1979 e ora riproposto nella collana i Classici con un’introduzione di Diego Zandel, il libro è un potente intreccio di memorialistica, reportage e avventura che esplora le radici profonde dell’Europa contemporanea. La vicenda si apre nel 1946, sul treno che da Torino porta alla Conferenza di Pace di Parigi, dove le potenze vincitrici stanno ridisegnando cinicamente i confini del mondo. Il racconto vive dello sdoppiamento tra due protagonisti, entrambi alter ego dell’autore: il maturo giornalista Gerolamo Traversa, disilluso testimone dei grandi eventi storici, e il giovane Fioravanti, rivoluzionario trotzkista animato da un idealismo puro e pericoloso. Sullo sfondo di una Parigi affollata di delegati e agenti dei servizi segreti, il romanzo si muove tra gli intrighi diplomatici e lo spettro di guerriglie dimenticate — dai banderovisti ucraini ai ribelli delle Porte di Ferro sul Danubio — che si oppongono alla spartizione dell’Europa dettata dagli accordi di Yalta. Con una prosa lucida e incalzante, Terra racconta non solo la cronaca di un’epoca, ma anche il dramma delle popolazioni sacrificate alla ragion di Stato, come quelle della Venezia Giulia e dell’Istria. “Le Porte di Ferro” non è solo una preziosa testimonianza storica, ma una riflessione attuale sul potere, sul tradimento degli ideali e sulla “storia del cuore” che batte dietro i grandi mutamenti politici. Un’opera necessaria per combattere quello che Magris definisce “l’Alzheimer culturale” della nostra epoca.
Flora Giuliano D’Errico, La gabbia, Bompiani

Sullo sfondo del neofascismo romano, la giovane Elettra cresce segnata dalla morte del fratello Oreste e dalle rigide ideologie familiari e che la costringono a silenzi, insicurezze, nonché a confrontarsi il peso di un corpo troppo «florido». Mentre lavora nella redazione di un piccolo giornale neofascista, incontra Claudio Bonanni, ex picchiatore nero e potente eminenza grigia, con cui inizia una storia d’amore intensa e travolgente. In questo romanzo, D’Errico – menzionata peraltro al premio Calvino 2025 – esplora la possibilità di liberarsi dalle gabbie personali e interrogarsi su un’Italia profondamente segnata dai traumi e dagli schieramenti degli anni di Piombo.
Cesare Basile, Gigghiana – Solo di uomini un fiume può morire, Phaos Edizioni

“L’acqua t’insigna a’ siti”. “Gigghiana” di Phaos Edizioni, inaugura i Quaderni #PuntoMetallico. In “Gigghiana” l’elemento primordiale non è solo un racconto, ma una struttura viva. Le parole del cantautore catanese, ed ora scrittore, Cesare Basile si muovono sulla pagina come correnti: l’impaginazione stessa si fa segno e memoria, arricchita dai collage e dalle immagini originali dell’autore.
Un progetto che è un corpo fluido, da leggere, ascoltare e attraversare grazie ai QR Code che rimandano a paesaggi sonori inediti. Cesare Basile: «Tempo fa Augusto Ortoleva di Phaos Edizioni mi ha proposto di scrivere qualcosa sulla siccità. Ho subito accettato. Non perché fossi sicuro del fatto mio ma perché una vocina nella mia testa ha sussurrato: “Gigghiana”. Gigghiana, ovverosia l’ acqua piovana che mia nonna raccoglieva in una enorme giara sul terrazzo quando ero bambino. Avevo un titolo dunque, e avevo l’ infanzia e l’ acqua, la sete, un paese, appunti miei e parole d’ altri, un vecchio amico rabdomante controvoglia. Mi sembrava abbastanza per un piccolo poema di rivolte e passioni da scrivere a mano».

Cesare Basile, foto Andrea Nicotra
Le uscite di venerdì 13 marzo
Jess Walter, Quello che resta, Nutrimenti

Sullo sfondo dell’America di Trump, questa storia familiare mescola sagace ironia e una profonda riflessione sul nostro presente. Rhys Kinnick ha scelto l’isolamento: da sette anni vive in un capanno immerso nei boschi e in più di novecento libri, nel tentativo di sottrarsi a un mondo che non riconosce più. La sua quiete viene sconvolta quando i nipoti, Leah e Asher, arrivano con una lettera urgente della madre Bethany. E allora Kinnick scopre che ci sono ancora battaglie che vale la pena combattere. Jess Walter, finalista al National Book Award nel 2006, è acclamato da testate come “Vogue”, “Publishers Weekly” e “Library” e tradotto in oltre trenta Paesi.
Nedra Tyre, Casa dolce casa, Edizioni le Assassine

In una sonnolenta cittadina americana, la timida signorina Allison realizza il sogno di una vita indipendente: una casetta tutta per sé, grazie ai soldi ereditati dalla zia di cui si era presa cura a lungo. Pronta ad assaporare la tanto agognata solitudine e libertà, vede ben presto andare in frantumi il suo sogno, quando bussa alla sua porta la signorina Withers, un’intrusa ostinata e manipolatrice, che si insinua come un parassita nella sua esistenza con una dolcezza velenosa e un controllo insidioso. Quello che inizia come un cortese confronto domestico si trasforma in una battaglia di volontà passive-aggressive, dove ogni gesto quotidiano – dal passare il sale a tavola alle discussioni su spezie e routine – diventa arma letale. Nedra Tyre, maestra del giallo psicologico, tesse una suspense soffocante, che rivela abissi di disperazione e rancore sotto la patina delle buone maniere e in cui l’orrore non arriva dall’esterno, ma è seduto accanto nel salotto buono.
Le uscite di lunedì 16 marzo
Luisa Morfini, Fuori Campo, Catartica edizioni

È l’ottobre del 1968 quando l’atleta australiano Peter Norman sale sul podio delle Olimpiadi in Messico e alza il pugno guantato di nero insieme ai due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos. Quando torna al suo Paese, Norman sarà ostracizzato sia a livello sportivo sia umano. È questa vicenda l’innesco narrativo di “Fuori campo”: da qui, Selma, dopo la guerra in Bosnia, lascia tutto per isolarsi, ma la sua vita si incrocia con quella dell’atleta e cambierà.
Le uscite di martedì 17 marzo
Giuseppe Culicchia, Uah! Vita e opinioni di Franz Zazzi, gentiluomo, Sis Mondadori

Romanzo in forma di confessione, contro-biografia, racconto picaresco, finto memoir: “Uah!” è la storia di Franz Zazzi, antieroe scandaloso e irresistibile. Spacciatore, bodyguard di Rocco Siffredi ed ex galeotto, racconta senza filtri la propria vita a Pè – ovvero Giuseppe Culicchia – dopo che questi, vent’anni fa, lo aveva trasformato in personaggio nel romanzo “Il paese delle meraviglie”. In quel libro Zazzi era il compagno di banco del protagonista, incarnava il suo doppio oscuro. Oggi il personaggio si ribella allo scrittore e pretende di raccontare la sua versione della storia. In un flusso orale comico e tragico, Zazzi ripercorre quarant’anni di eccessi vissuti attraverso l’Europa e al di là dell’Atlantico: dal mondo della pornografia in cui si trova a lavorare a Budapest e a Los Angeles alla rete di spaccio che mette in piedi tra Torino e la Finlandia, dove approda per seguire un grande amore, salvo finire tra stadi e discoteche prima a Madrid, poi a Londra e a Milano; dalla trappola della tossicodipendenza al carcere, dalla paternità al desiderio di redenzione.
Con scrittura insieme ruvida e colta, Culicchia dà voce a un narratore che si autodistrugge e si rein- venta continuamente, mescolando bestemmie e preghiere, delirio ideologico e bisogno d’amore. Un monologo interiore a tratti esilarante che diventa un viaggio allucinato e lucidissimo dagli anni Ottanta a oggi, con un finale di sorprendente umanità. Sboccato, eccessivo, rabbioso, vitale, reazionario, Franz Zazzi è un personaggio larger than life destinato a rimanervi nella memoria..
Cristò, Sull’orizzonte degli eventi, TerraRossa

Nel romanzo di Cristò si muovono vite fragili e contraddittorie: uno scrittore anziano che non riconosce più il proprio capolavoro e lo rifiuta; una figlia che contro ogni previsione si ritrova a dedicarsi a un uomo; un giovane alle prese con le prime lezioni di vita, d’amore e di scrittura. Sopra tutto incombe l’ombra dell’Alzheimer e aleggia il genio di John Barth. Tra postmodernismo e molteplici piani narrativi, Cristò trasforma la storia in un gioco di specchi che moltiplica i racconti e il piacere di narrarli.
Le uscite di mercoledì 18 marzo
Dario Voltolini e Matei Vişniec, Attraverso il silenzio, Wojtek

Mettere a confronto due autori lontani per formazione e visione significa aprire un campo di tensione sulla parola e sul suo potere. Nel dialogo tra Matei Vișniec e Dario Voltolini, sollecitati dalle domande di Salvatore Toscano, la scrittura diventa uno strumento per attraversare l’assurdo, interrogare la memoria e misurarsi con la precarietà del nostro tempo. Tra teatro e romanzo, esperienze personali e invenzione, il confronto scava nelle crepe del Novecento e nelle inquietudini di oggi, restituendo all’arte il compito di dare forma a ciò che sfugge e di opporre senso al caos del reale.
Le uscite di venerdì 20 marzo
Lavinia Fonzi, Per amore dell’antico. Il romanzo di Lord Elgin, Vallecchi

Il romanzo ripercorre la vita di Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, figura storica controversa, passata alla storia per essere stata al centro di una delle più accese dispute sulla tutela del patrimonio artistico. La vicenda si apre nel 1841, a Parigi, dove Elgin muore in solitudine e quasi nell’indifferenza generale, mentre il suo nome continua a essere oggetto di polemiche. Da qui prende avvio un racconto che ne ricostruisce l’intero percorso umano e politico. Divenuto conte in tenerissima età dopo una serie di lutti familiari, Thomas cresce gravato dal senso del dovere e da una formazione improntata al rigore morale. Educato tra Scozia e Inghilterra, sviluppa precocemente un forte interesse per la cultura classica e per il prestigio che l’arte antica conferisce alle nazioni moderne. Questo interesse trova compimento quando viene nominato ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano, incarico che segna una svolta decisiva nella sua vita.
Eleonora C. Caruso, Backroom, Nutrimenti

Questa è la storia di un ragazzo nato negli anni Novanta, alienato e geniale. Chiuso nella sua «Stanza», rifugio mentale popolato da voci e un legame profondo con la tecnologia, rifiuta il mondo reale e trova conforto solo nella Rete, allora promessa di salvezza. Crescendo, l’illusione del futuro svanisce e lui diventa moderatore di contenuti per una grande piattaforma, testimone quotidiano di violenze e orrori. In questa discesa negli abissi dell’umanità emerge con una missione: riportare la sua generazione agli anni Novanta e costruire un mondo nuovo. In un antico baglio siciliano fonda una comunità senza internet di cui ne diventa centro e guida, e lì incontra Leo, il primo legame umano autentico eppure destinato a sfuggirgli.
Massimo Granchi, La tessitrice del tempo, Arkadia

Teodora è nata nella provincia di Siena dove cipressi e cielo s’incontrano come dentro a una cornice perfetta. È nipote di Paride, un tassidermista noto nella regione e oltre. Lo chiamano il maestro. Sua madre Chiara è un’operatrice socio sanitaria che non ha mai gradito il mondo professionale di suo padre. L’uomo ha trovato nella nipote la complice e l’allieva perfetta. Nonostante sia molto dotata, Teodora sembra però preferire altre occupazioni. Si è diplomata al liceo artistico, ha creato un blog personale dove pubblica e vende i suoi disegni di animali antropomorfi. In attesa di capire cosa vuole fare del suo destino, studia biologia ambientale e fa lavori occasionali anche per zittire sua madre che incalza perché trovi la propria autonomia e metta “la testa a posto”. Suo padre non lo conosce. Le piace pensare che viva in un’isola deserta, in una casa su un albero di fronte al mare. crede che, tutto sommato, abbia fatto la scelta giusta quando se n’è andato. Ci sono così poche certezze nella vita! Meglio tentare di essere felici alla ricerca di punti fermi per poi non discostarsene. La tassidermia per lei è un modo per fissare la bellezza e la vita in un’opera, per sempre, perché non sia contaminata dal tempo che tutto cambia. e il cambiamento, per sua esperienza, non porta nulla di buono. Sarà proprio mentre cerca una direzione da seguire che ne troverà di inaspettate e sconvolgenti, come dopo l’incontro di una anziana pittrice e di un misterioso follower americano che la segue tramite il suo blog.
Le uscite di lunedì 23 marzo
Marco Bruci, Scalare nel profondo. Una metodologia di Climbing Therapy, Armando editore

In un tempo in cui il bisogno di riconnettersi al corpo, alla natura e all’altro si fa sempre più urgente, Scalare nel profondo propone un viaggio originale e intenso nel cuore della Climbing Therapy, un metodo terapeutico che unisce psicoterapia, movimento e arrampicata. Marco Bruci intreccia teoria, esperienza clinica e riflessione personale, mostrando come la parete diventi specchio dell’anima e laboratorio di trasformazione. Il gesto verticale si fa linguaggio del corpo e della relazione, occasione per attraversare paure, limiti, cadute e risalite, scoprendo nuove forme di fiducia e presenza. Tra bioenergetica, intelligenza emotiva e pratica esperienziale, il libro offre strumenti e visioni per chi lavora nella cura e per chi desidera comprendere come l’arrampicata possa diventare un cammino terapeutico, capace di restituire unità tra corpo, mente e mondo.
Le uscite di martedì 24 marzo
Elena Varvello, La vita sempre, Guanda

Francesco è un ragazzo irriverente e irresistibile, giocatore d’azzardo e fuggiasco, sempre alla ricerca della propria fortuna. Teresa, cresciuta in una «via di pezzenti», è determinata e riflessiva, capace di domare i sogni senza mai perdersi d’animo. Nonostante le loro differenze, l’attrazione tra i due è irrefrenabile, capace di superare il fascismo incalzante, la guerra e la povertà. Con delicatezza e intensità, Elena Varvello ricostruisce un affresco di molteplici voci e destini, popolato da personaggi pieni di ardore e desiderio di libertà.
Le uscite di mercoledì 25 marzo
Alessio Arena, ’Ntonietta, Mar dei Sargassi

Ispirato dalle mitologie familiari, Alessio Arena, autore e cantautore, compone una breve epopea in sei canzoni dedicata ad Antonietta Fiorentino (Napoli, 1935-2022), raccontandone la vita a ritroso, dall’ultimo giorno fino all’infanzia nel dopoguerra. L’emigrazione in Piemonte, la fabbrica, l’unico amore e la nascita di una famiglia segnata dal matriarcato diventano i capitoli di questo libro di poesia orale e corale, ciascuno affidato a un simbolo. Le liriche scorrono come un canto antico, essenziale e vibrante: una vera appassionata liturgia dell’amore. Arena ha inoltre firmato nel 2024 il racconto “Rettile e mammifero amore di vico Centogradi”.
Alberto Ravasio, Il grande mantenuto, Quodlibet

Il grande mantenuto racconta la storia di un giovane laureato deciso a fare lo scrittore, nato però in una famiglia che non legge e incapace di comprendere la sua vocazione. Fuggito da Bergamo, prova a vivere di letteratura ma finisce per farsi mantenere; da case precarie e mala-editoria fino ai salotti altoborghesi milanesi attraverserà ambienti e classi sociali differenti. Satira amara e generazionale, il romanzo di Ravasio – già finalista al premio Calvino – attraversa gli anni tra la crisi del 2008 e il Covid, e ritrae una società immobile in cui la cultura è privilegio dei ricchi e illusione per chi sogna di emanciparsi.
Le uscite di venerdì 27 marzo
Francesco Permunian, Anime farfuglianti nella notte, Palingenia Venezia

«In Permunian sembra di riconoscere ancora intatto il potere della scrittura letteraria come era inteso dai grandi maestri moderni, da Kafka a Céline a Beckett» (Emanuele Trevi)
Larve di scrittori, romanzieri e poeti che ballano gli ultimi passi di un valzer malinconico in certe stanze dell’editoria italiana e alla Fiera del libro di Francoforte; un direttore editoriale accusato di plagio che finisce dentro un ospizio a registrare i sogni e gli incubi degli altri ospiti; gruppi di lettura e circoli culturali di provincia simili a pollai di galline petulanti; una combriccola di professori a riposo che all’ora dell’aperitivo spolpano ossa di maiale in ricordo di quei poeti e scrittori di cui hanno filologicamente succhiato le ossa per fini accademici; nazifemministe che per protesta contro gli uomini incitano altre donne alla zoofilia con accoppiamenti non proprio giudiziosi; una cena a base di bolliti in un ristorante di Verona, con annesso pediluvio, che si trasforma in una trappola mortale; un’ingenua pulzella che spera di guarire dalla foruncolosi affidandosi alle cure di una santona celtica; un giovane e velleitario medico mancato che, sull’esempio di Antonin Artaud, apre un atelier teatrale in manicomio pur di continuare a mettere sempre in scena la stessa pièce di Tadeusz Kantor… E via di questo passo, pagina dopo pagina, in una rovinosa e grottesca discesa agli inferi che non risparmia niente e nessuno, immaginata e scritta da una delle menti letterariamente più visionarie e trasgressive d’Italia.
Chicca Maralfa, Biancaluna, Les Flâneurs Edizioni

Chicca Maralfa, giornalista e scrittrice pugliese, torna a raccontare la sua terra d’origine con un’opera diversa, più intima e insieme più audace nella costruzione narrativa: “Biancaluna” (Les Flâneurs Edizioni, collana Montmartre, pp. 210, € 16,00), in uscita il prossimo 27 febbraio. Il quinto romanzo dell’autrice si presenta difatti come uno sliding door letterario: diviso in due parti, propone altrettanti possibili sviluppi della stessa vicenda. Pur prendendo spunto da un drammatico fatto di cronaca avvenuto in Puglia nel 2017, Maralfa non si limita alla ricostruzione dei fatti, ma sceglie di interrogare il destino, le scelte individuali e tutto ciò che resta fuori dai titoli dei giornali, spostando il baricentro dalla notizia alla coscienza del lettore. Uno dei nuclei più intensi di “Biancaluna” è il tema della maternità, non idealizzata ma attraversata dal peso delle aspettative sociali, dalla solitudine e dalla paura di non essere all’altezza.
Alessandro Politi, Cento tecniche segrete del giornalista investigativo, Oligo

Questo libro nasce dall’esperienza maturata tra la strada, le redazioni e i corridoi delle procure. È il risultato di anni di lavoro nella carta stampata e in televisione, di inchieste sotto copertura per Le Iene e di centinaia di servizi per la Rai. Si fonda su una formazione rigorosa che intreccia psicologia della comunicazione, neuroscienze cognitive, linguaggio non verbale, diritto applicato alle tecniche di interrogatorio forense, criminologia e criminalistica. Da questo percorso prendono forma le cento tecniche raccolte nel volume. Non trucchi né strumenti di manipolazione, ma un metodo deontologico strutturato, un sistema di principi e pratiche pensato per esercitare il giornalismo investigativo nel rispetto dell’etica e della responsabilità professionale. «L’inchiesta non è istinto, non è spettacolo, non è improvvisazione. È metodo, studio, disciplina. E senza metodo la verità diventa solo un’opinione» afferma Alessandro Politi. L’intervista rappresenta il momento decisivo della costruzione della notizia: da un lato chi sa o sostiene di sapere, dall’altro il cronista che agisce nell’interesse della collettività e cerca elementi utili a ricomporre i fatti. L’esperienza richiede competenze che vanno oltre la tecnica giornalistica: capacità di ascolto, lettura delle emozioni, gestione del tempo e del contesto.«Il giornalismo investigativo è un servizio pubblico prima ancora che una professione. Quando rinuncia alla profondità e alla competenza, abdica alla propria funzione democratica e tradisce il diritto dei cittadini a una verità fondata sui fatti» aggiunge Politi.
Roberto Alessandrini – Roberto Piumini, Antigone in Polesine. Sette storie in prosa e poesia, Oligo

Terra anfibia e marginale, proverbialmente lontana dagli accadimenti importanti, il Polesine è attraversato da presagi notturni di gufi e di civette, fatti misteriosi, vicende che riguardano la guerra, l’amore, la follia, poetici malintesi e insopprimibili desideri di fuga. Lo sguardo si disorienta nell’imponenza orizzontale del paesaggio che trascende in un territorio linguistico che si avventura in carnevali anarchici di sillabe e si fa racconto. In questa terra piena di odori, le donne si muovono con sorprendente risolutezza da protagoniste, come sarte di un matriarcato carsico, avvolte di un fascino discreto o lunare. Delle storie qui raccolte, che in un riflesso di specchi sono sia in prosa sia in poesia, solo la prima, che dà il nome al libro, è tutta vera: un racconto familiare, di resistenza al nazifascismo che chiama in causa la più alta giustizia contro il delirio delle leggi degli uomini. Le altre, non meno vere, si concedono le esagerazioni del racconto che nasce orale.
Gaetano Carlo Chelli, L’eredità Ferramonti, Vallecchi

Nella Roma umbertina, travolta dalla speculazione e dall’ascesa di una nuova borghesia senza scrupoli, la famiglia Ferramonti si lacera attorno all’eredità del patriarca Gregorio, ex garzone diventato ricco fornaio. I figli, divorati da ambizione, rancore e avidità, si muovono in un mondo opaco di intrighi familiari, calcoli economici e compromessi morali. Dominata dalla figura inquietante e ambigua di Irene, donna bellissima e spietata, la vicenda diventa un affresco impietoso della nascente Italia postunitaria. Un grande romanzo realista che smaschera le radici profonde della corruzione moderna. Questa stampa propone un’edizione critica ampiamente corredata delle note di Trifone e Gualdo.
Le uscite di sabato 28 marzo
Nicola Scambia, Jackfly. Rimozione forzata. Milano non perdona, Armando editore

Giacomo “Jack” La Mosca per tutti è morto, ma in realtà si è finto suicida per vendicarsi di chi vent’anni prima gli ha distrutto la vita. Ora è diventato ciò che odiava: un truffatore, ma che danneggia i truffatori stessi, recuperando ogni centesimo rubato. Ma qualcuno ha capito il suo gioco e vuole eliminarlo davvero. Giacomo “Jack” La Mosca ha una regola che gli salva la vita: tre respiri, poi agisci. Milano gli dà un bersaglio: i professionisti dell’inganno della finanza che gli hanno preso tutto. Ma chi truffa la persona sbagliata, prima o poi paga. Sempre.
Le uscite di martedì 31 marzo
Lorena Spampinato, Cade la notte, Feltrinelli

Un amore giovane alla prova del tempo, che logora, strappa e ricuce, sino al punto in cui si toccano i propri confini: affinando la sua scrittura densa e immaginifica e la capacità di entrare senza sconti nell’animo dei personaggi, Lorena Spampinato esplora la fragilità dell’amore e la difficoltà dello stare in coppia delle nuove generazioni, scrivendo così il suo romanzo più maturo. Sapevamo qualcosa dell’amore, ma non sapevamo quasi nulla del resto. Per esempio delle deviazioni improvvise degli eventi, e di come la vita potesse diventare migliore o peggiore in un solo giorno, per qualsiasi ragione.
Chloe Dalton, Io e la lepre, Neri Pozza

Durante la pandemia, Chloe Dalton lascia la città e il suo ruolo di consigliera politica per rifugiarsi in campagna. In un inverno duro e silenzioso trova un cucciolo di lepre abbandonato che decide di salvare. Accudire un animale selvatico si rivela un gesto fragile e audace, che apre uno spazio di ascolto tra specie diverse, e una connessione con la natura e chi la abita. Io e la lepre è il racconto di questo legame inatteso, ma anche una meditazione sul nostro rapporto con la natura e sulla possibilità di guardare il mondo con occhi nuovi.
Libro controcopertina, “Cora e il medaglione perduto. Cronache di Pietralata” di Milena Lazier, Mursia
Cora lanciò un’occhiata diffidente alla pergamena vivente: «Questa è magia?». Arcanzio sorrise appena: «Tutto è magia, se sai dove guardare»
Nella città di Pietralata tutto è pronto per la Notte del Risveglio e i tredicenni di ogni scuola si riuniscono per ricevere il proprio spirito guida animale, secondo la tradizione. Ma per Cora quello che è stato un rito tanto atteso si trasforma in uno scandalo: quando è il suo turno, qualcosa della cerimonia va storto. Sarà forse il segno di un imminente pericolo? Inseguita da forze oscure, Cora scopre di custodire un segreto che può cambiare per sempre l’equilibrio tra la città e la foresta. Un’avventura tra mappe viventi, mercenari senza scrupoli e antichi segreti, il primo volume della saga di Pietralata è un fantasy in cui amicizia, coraggio e diversità diventano le vere chiavi per salvare il mondo.







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[…] il 9 Aprile 20269 Aprile 2026 da press 09 Apr I trentacinque libri di marzo all’ombra dello Strega Questo elemento è stato inserito in Segnalazioni. Aggiungilo ai […]
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