Alessia Gazzola e la concretezza quotidiana di Costanza, giovane donna messinese al Nord

Libri e Fumetti Qual è il segreto del fenomeno della scrittrice messinese? Un successo che partito dai libri cartacei si è espanso al mondo televisivo con la fiction di Rai Uno “L'allieva”. Con l'ultimo romanzo “Questione di Costanza” (Longanesi) ha puntato al giallo intriso di romanzo storico. Protagonista Costanza Macallè, madre single di una bimba, che lascia lo Stretto per occuparsi di paleopatologia a Verona. E sa che ha una sola possibilità: superare ogni ostacolo

Qual è il segreto del fenomeno Alessia Gazzola? Un successo che partito dai libri cartacei si è espanso al mondo televisivo con la fiction di Rai Uno “L’allieva”. Alcuni in maniera semplicistica si limiterebbero subito ad analizzare l’influsso della tv, ed invece è l’affermazione dei libri che precede il passaggio filmico che è dunque conseguente. Certamente poi il successo della fiction ha influito sull’ampliarsi del pubblico dei lettori; è capitato ad altri autori in Italia, in Europa e in America. Non si comprenderebbe però la dimensione positiva di questa affermazione senza l’analisi dei testi scritti, non solo perché tutto è partito da lì ma perché è proprio nella tecnica di scrittura, nei contenuti, nella struttura della trama, nell’ironia del racconto, nella definizione dei personaggi che sta il vero segreto dell’ascesa di Gazzola scrittrice. E’ nella costruzione narrativa e nello stile della scrittura efficace, chiara, dinamica e vivace, che sta il nucleo della comprensione del fenomeno Gazzola.

La scrittrice messinese Alessia Gazzola

Alessia Gazzola, siciliana di Messina, appartiene all’ondata di scrittrici isolane che stanno conquistando il panorama letterario nazionale. Vi è anche un altro nodo cruciale da tenere in considerazione, Gazzola rientra – seppur in maniera sui generis – nell’ambito degli scrittori italiani che strutturano i loro romanzi come gialli. Un genere che funziona ed è amato molto dai lettori italiani ed esteri. Un genere che permette di spaziare e di costruire personaggi con i quali non solo è possibile dar vita a delle storie avvincenti ma delineare meccanismi psicologici, abitudini caratteriali, che possono creare identificazione proiettiva da parte dei lettori. Con la caratteristica peculiare che non sempre nei gialli (dipende dall’acutezza interpretativa degli scrittori e dalla loro intenzione narrativa) l’analisi giunge sino in fondo, e questo permette una dimensione di risoluzione più leggera delle questioni, con una soluzione spesso rassicurante.

Torniamo all’analisi specifica del caso Gazzola, la scrittrice ha anche compreso che è importante variare ambito creativo. Così ha puntato al giallo intriso di romanzo storico. Dopo l’ascesa al successo ha saputo proporre un personaggio nuovo, Costanza. L’ultimo romanzo ha come titolo “Questione di Costanza” ed è un testo edito da Longanesi. La protagonista è sempre un personaggio femminile ma nuovo. Costanza Macallé è una messinese di 29 anni, è un medico anatomopatologo, è madre di una bambina (Flora). E da neolaureata in cerca di lavoro emigra dalla Sicilia a Verona. Anche l’autrice del romanzo è messinese e medico

Costanza parte in aereo per Verona, ha vinto un assegno di ricerca per un solo anno, ma come molti giovani della sua età sa che bisogna aggrapparsi ad ogni opportunità prima di pensare alla realizzazione di sogni importanti. Si comprende subito che nonostante il fascino letterario e storico della città – famosa anche per l’opera di Shakespeare su “Romeo e Giulietta” – la messinese Costanza non sarebbe mai voluta andare nel profondo Nord, tanto meno mettersi a “dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari”. Costanza è specializzata in anatomia patologica ma è chiamata ad occuparsi di paleopatologia in un istituto di Verona. Comprende che la vita gli dà comunque una possibilità e non si tira indietro. Ed ha già intuito cosa l’attende: “Antonietta mi ha avvisata: a Verona il sole si spegne a novembre e non torna prima di marzo. Addio alla luce calda e languida della mia Sicilia, alle correnti dello Stretto, alla modestia di una città di passaggio, in cui molti non vogliono restare e la cui bellezza è talmente segreta che nemmeno chi ci vive sa che c’è davvero. La mia Messina sbiadirà un po’ nei miei ricordi, o magari no, magari diventerà più splendente perché ammantata di nostalgia”.

Non è una questione di luoghi comuni sul clima, è invece psico-antropologica. E la scrittrice lo palesa ancora meglio così: “(…) Nel frattempo il portellone si è aperto e la nebbia è tale che non si vede a un palmo, l’aria odora di stallatico, è gelida e impregna le narici. Quel refolo di malinconia che già mi fa orlare gli occhi di lacrime è presto soppiantato dalla pragmatica constatazione di aver sbagliato a non tirare fuori dalla valigia i guantini di Flora”. La capacità pragmatica prevale, del resto la capacità di adattamento degli italiani, e dei meridionali in particolare, è proverbiale. In più ispirata dalla concretezza femminile di una donna intraprendente. Da madre single di una bimba sa che ha una sola possibilità, superare ogni ostacolo. “L’accoglienza del Grande Nord è spietata; pioggia fissa e sei gradi di massima per tutta la settimana. L’inserimento all’asilo di Flora è un tormento, le classi erano già state costituite a settembre e la mia bebè è stata infilata in corner a partire dal 3 novembre. La maestra si chiama Laura ed è la nemesi divina per tutte le volte in cui, per risolvere i problemi di Flora, le ho comprato all’edicola una bustina di ciarpame da 2.99 euro”.

Alessia Gazzola col Premio bancarella 2019 per “Il ladro gentiluomo”

La protagonista con ironia continua il suo racconto in forma di monologo interiore: “La maestra Laura mi sciorina Steiner e il rischio di un avvio al materialismo e mi interroga implacabile sulle abitudini domestiche, arricciando le labbra in maniera molto enigmatica dopo ogni mia risposta. Quando non fa smorfie che a stento nascondono la disapprovazione, si lascia apertamente andare alla condiscendenza”. Ed ancora, più avanti: “Avevo organizzato le cose in maniera tale da iniziare il mio nuovo lavoro quando l’ambientamento di Flora fosse stato completo, ma di questo passo il giorno perfetto in cui lei sarà serena a scuola e io serena al lavoro non arriverà mai. E’ tempo di essere risolutivi e di andare incontro al proprio destino, che sia il grembiulino dell’asilo, nei confronti del quale Flora nutre un’avversione incontenibile, o che siano le mummie”.

Gazzola sa raccontare la vita quotidiana, intersecarla con la dimensione esistenziale e cosi inizia a delineare il contesto che la porta all’entrata nell’Istituto di Paleopatologia. E qui il romanzo si dipana in una doppia storia, perché accanto alla complessa vita quotidiana della protagonista, la dimensione di ricerca della scienziata Costanza viene proiettata indietro nel tempo, nel lontano Medioevo. Gli scavi archeologici fanno emergere reperti ossei ed una treccia rossa. Sulla scena compare la famiglia del grande imperatore Federico II, o meglio una sua figlia illegittima. La vicenda presenta aspetti misteriosi e complessi, la scrittrice gioca a mescolare tracce di storia e pure invenzioni letterarie. Gazzola sa raccontare anche l’indagine storica ma è l’aspetto esistenziale il suo punto di forza. La lettura di questo nuovo romanzo vi potrà far comprendere meglio il fenomeno Gazzola, oltre a farvi scoprire il mistero che anima questo interessante giallo dal substrato storico.

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