sabato 15 dicembre 2018

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"Visioni", in un libro il viaggio ventennale della Scuola superiore di Catania

Libri e fumetti

Il giornalista etneo Giorgio Romeo ha realizzato per conto dell'istituto di alta formazione dell'Università di Catania un libro che racconta le fasi cruciali della storia di una istituzione culturale di notevole rilievo. Romeo: «Ho incluso la molteplicità di visioni che fa comprendere come questo progetto sia un’opportunità per ripensare la Sicilia, i giovani, il futuro»


di Salvo Fallica

Un viaggio nella storia dei 20 anni della Scuola Superiore di Catania, un itinerario alla scoperta dell'essenza di una esperienza culturale di alta formazione che ha consentito e consente all'ateneo di Catania di competere in questo ambito a livello nazionale. Stiamo parlando dell'interessante libro di Giorgio Romeo, giornalista, saggista, direttore di Sicilian Post. Il suo libro "Visioni. In viaggio con la Scuola superiore di Catania", titolo azzeccato, che ben esprime la filosofia di un testo che non è una mera cronaca dei venti anni della crescita della Scuola Superiore ma il racconto di fasi cruciali della storia di una istituzione culturale di notevole rilievo.

La copertina del volume

"Visioni" ripercorre momenti cruciali della vita della scuola, dai grandi eventi alla quotidianità, non fermandosi all'aspetto del mero evento; più che il fenomeno analizza fenomenologicamente le esperienze più dense di significato sul piano della didattica, della metodologia programmatica, dei confronti con i protagonisti intellettuali ed accademici italiani ed esteri. Non solo seminari e dibattiti con prestigiosi uomini dell'accademia ma con protagonisti del mondo del cinema, dell'arte, del giornalismo, del mondo attuale. Perché l'università, ed a maggior ragione una scuola di alta formazione, non può essere una torre d'avorio lontana dal mondo, ma un luogo del confronto interno ed esterno.

Per comprendere meglio la filosofia di questa istituzione culturale, Giorgio Romeo riporta in evidenza una riflessione del presidente della Scuola Superiore Francesco Priolo: «Qui si formano i talenti, si forma la dirigenza del futuro. E questo è tanto più importante al Meridione, per la nostra Isola. Di fatto, anche se tanti allievi davvero competitivi a livello internazionale vanno all'estero, non possiamo chiamarla una fuga di cervelli. Molti scelgono di ritornare e coloro che non l'hanno fatto e si trovano in posizioni di prestigio nei posti più importanti a livello internazionale - da Stanford a Cambridge - rimangono fortemente legati alle proprie origini. Ciò significa creare un network internazionale che ha la Scuola e l'Università come centro».

«Raccontare vent’anni di una realtà come la Scuola Superiore di Catania, ricchi di avvenimenti istituzionali importanti – ha spiegato Romeo - è stata una sfida appassionante e impegnativa. Ho cercato di includere quanto più fedelmente possibile, attraverso la selezione di alcune parole-chiave, la molteplicità di visioni che ho riscontrato, che nell’insieme riesce a far comprendere come questo progetto sia tutt’altro che provincialistico, ma costituisca invece un’opportunità concreta per ripensare la Sicilia, i giovani, il futuro». Documenti e materiale d’archivio, interviste, colloqui con docenti, personale, allievi ed ex allievi: queste le fonti privilegiate dell’opera, che riesce a raccontare, come ha rilevato il professore Priolo, «ciò che questa scuola è stata e ciò che sarà, grazie alle capacità di allieve e allievi, al lavoro di presidenti, coordinatori, docenti e tutor, che hanno dedicato e dedicano le loro energie a questa realtà».

La presentazione del volume di Giorgio Romeo (a destra nella foto)

Nel racconto con parole ed immagini, Romeo parte dalla genesi, dall'idea dell'allora rettore Enrico Rizzarelli, anch'egli uno scienziato di prestigio, che sostiene: «L'idea, molto semplice, da cui siamo partiti è uno slogan che continuo a ripetere ancora oggi: la Scuola non è fatta per i professori eccellenti, ma per gli studenti eccellenti. Quindi la visione fu quella di costruire un luogo in cui gli allievi potessero diventare non solo ricercatori e docenti di alto profilo, ma anche persone motivate – per curiosità, competenza, visione complessiva di apertura culturale - a svolgere un ruolo da classe dirigente che potesse godere di mobilità, ma che non sposasse l'emigrazione». Rizzarelli in merito alla nascita della Scuola sottolinea: «L'idea venne condivisa fortemente da Regione, Provincia e Comune, al di là degli schieramenti politici. Fu uno dei pochi casi di convergenza su una scommessa. Una scommessa che riguardava il Meridione».

Al centro Enrico Rizzarelli, fondatore della Scuola superiore di Catania

Rizzarelli aggiunge: «La nostra visione è stata incarnata in studenti di grande capacità umana, cosa che non sempre si ritrova in altre scuole a statuto speciale. Spesso la competizione esasperata rompe gli aspetti derivanti dalla condivisione, ma a Catania questo non è mai successo». Una storia di un Sud diverso quello della Scuola Superiore che merita ampio spazio di racconto, ed è positivo che sia stata sintetizzata in un libro. Proprio nell'era della comunicazione internettiana la profondità riflessiva di un testo è quanto mai essenziale. I protagonisti del libro non sono solo i tanti intellettuali e protagonisti del mondo contemporaneo che sono venuti a tenere lezioni, seminari e 'colloquia', ma sono soprattutto gli studenti.

I prossimi obiettivi della Scuola Superiore sono quello di rafforzarsi nel Sud del Mediterraneo, di diventare più attrattiva verso le altre regionali del Sud, di essere ancor più competitiva a livello nazionale ed internazionale. Una Scuola per crescere deve essere consapevole del proprio passato, della propria identità, ma deve soprattutto pensare al futuro. Anche perché i margini di crescita sono notevoli e non solo nel Sud d'Italia. La Scuola Superiore, proprio perché è un modello positivo, deve aprirsi ancor di più con il territorio, valorizzare nuovi talenti, deve avere una funzione guida. Il presidente Priolo è l'uomo giusto al posto giusto, perché con la sua formazione anglosassone, con la sua apertura democratica e non 'baronale', con la sua mentalità meritocratica, può condurre la Scuola verso nuove mete. Perché senza nuove mete anche il più lungimirante dei progetti può decrescere. Il dinamismo vulcanico del catanese Priolo, uomo legato al territorio e cosmopolita, è un valore aggiunto per la Scuola Superiore. Ed il libro di Romeo ne coglie molti aspetti essenziali...


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Pubblicato il 16 luglio 2018



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