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Virus, il moderno Odisseo che espugna territori non suoi

Blog Nemico invisibile segue da sempre la stessa strategia, messa in atto anche nella storia passata, quando diventava arma biologica degli assedi, abbraccio mortale nelle malsane trincee di guerra, terrificante suono di campanella alla caviglia di un turpe monatto

L’armata dei virus si preparava all’assalto del Pianeta che, incauto, sonnecchiava tra i suoi paradossi economici e le deliranti ideologie di potere, incurante del crescente rischio, che gli equilibri minacciati avvertivano nel grido accorato di una ragazzina dalla treccia bionda. E mentre il pinguino arranca a salire tra gli esigui ghiaccioli rimasti a galleggiare, e l’orso si conta dalla pelliccia le costole, il virus si insinua senza alcun ostacolo nella vita giornaliera dell’uomo moderno.

Il Covid -19 visto al microscopio

Senza che nessuno se ne accorga, prende per sé tutto il tempo necessario per organizzarsi, per poi manifestarsi con inaspettata invadenza. Ed è proprio il tempo che sta dalla sua parte, tanto da diventarne il potente alleato; l’imperituro parametro che filosoficamente non ha inizio né fine, diventa requisito indispensabile per la sua sopravvivenza nella lotta corpo a corpo con gli essere viventi. Come un moderno Odisseo,  segue la stessa strategia messa in atto nella storia passata quando, nemico invisibile, diventava arma biologica degli assedi, abbraccio mortale nelle malsane trincee di guerra, terrificante suono di campanella alla caviglia di un turpe monatto.

L’assedio di Caffa in Crimea dove i cadaveri degli appestati venivano catapultati oltre le mura della città assediata

Da sempre co-presenza nella geografia delle migrazioni, i microorganismi (batteri e virus) hanno sempre viaggiato per terra, per aria,  sul mare, annidandosi cauti nelle più intime strutture  degli esseri viventi, senza che si intravvedesse alcun segno della loro presenza.

 

L’Omerico Cavallo di Troia

Con la subdola strategia del Cavallo di Troia, espugna territori non suoi, esigendo costi altissimi in termini di vittime  e precise responsabilità nel delineare mutati  profili della Storia.

Profezie ed antichi testi hanno sempre affascinato ed impaurito l’umanità con la narrazione delle grandi epidemie che hanno contrappuntato tipologie di esistenze e qualità demografiche, emergendo e riemergendo periodicamente, ma mai scomparendo (serbatoi viventi).

Agli occhi umani, che da sempre temono il troppo grande e il troppo piccolo, la realtà microscopica – quella che fino a qualche secolo fa non esisteva, perché non la si vedeva – ,  oggi non ha più segreti: dimensioni , filogenesi, aspetto e struttura, tropismo nell’ospite ne compilano la carta d’identità.

Straordinario assemblaggio  di molecole inerti, il virus è un predatore senza vita autonoma, la pretende dagli esseri viventi che nella loro superficiale promiscuità, hanno acconsentito una nuova sciagurata compatibilità. Eppure le strategie infettive sono da secoli conosciute alle comunità scientifiche, così come sono note le modalità di trasmissione e le insidie legate alla loro presenza asintomatica.

Mappa di positivi a Coronavirus nel mondo (16 marzo 2020)

Ma soprattutto sappiamo come la loro pervicace presenza sia legata ad erronei comportamenti dell’uomo. Promiscuità sessuale, sovraffollamento, contaminazioni delle filiere alimentari, cattiva eliminazione dei residui di trattamenti sugli animali, mancanza di tutela e di vigilanza negli allevamenti – spesso clandestini – consentono, specie nelle infezioni virali, quel salto da una specie all’altra nel raffinato adattamento da virus animali  a virus umani. Dal loro modificarsi (a volte causato da un errore nella loro replicazione) la possibilità di essere trasmesso ad altri uomini, dando origine ad una vera e propria epidemia che trova gli organismi ospiti vulnerabili dal punto di vista  immunitario.  Si apre così la via a forme di vita mai conosciute che impongono nuovi scenari.

E con questi e con quelli, forse si esagera verbalmente con i timori sul futuro, ma con l’intimo intento di non volerci credere veramente, sperando che quanto presagito al peggio, venisse poi sconfessato dalla realtà, mentre il ricordo di ieri o dell’altro ieri assume il sapore di un qualcosa di perduto, di  cui non siamo stati capaci di afferrare l’incommensurabile valore della libertà.

Il mondo in sua buona parte sarà costretto a fermarsi con la consapevolezza che i modelli economici e sociali, già pesantemente in crisi, saranno minati alla base. Non resta che l’atmosfera desolante delle stanze vuote di una casa, dove ci si aggira senza sapere che fare. Così si legge, si mangia, si riguardano i film in DVD, si parla al telefono con gli amici ed i parenti, sentendo una pungente nostalgia.

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