Valeria Raciti: «La mia cucina è il giardino segreto della gioia»

In cucina La chef di Acireale, campionessa di Masterchef Italia 2019, racconta la "sua" scuola di cucina tra i fornelli della nonna Maria che le ha trasmesso l'amore per i piatti della tradizione e la curiosità di sperimentare nuovi orizzonti. E mentre progetta di aprire prima o poi un suo ristorante in Sicilia, si prepara a una nuova "sfida" televisiva: "La prova del cuoco"

A volte basta davvero poco per carpire l’intesa tra due persone che si amano. Lui, Sebastiano Tomarchio, 32 anni, è “l’assistente innamorato”, così lo definisce la sua Valeria quando le si avvicina oltre il tavolo facendole indossare quel grembiule che rappresenta il vessillo di felicità.
Un gesto semplice che è solo un chiavistello che schiude la bella storia d’amore tra Valeria Raciti, la Masterchef d’Italia edizione 2019, ed il marito Sebastiano, coetanei, originari di Acireale. Insieme da 15 anni, è proprio Sebastiano, proprietario di un’azienda di edilizia ed impiantistica, ad iscriverla alle selezioni del noto programma televisivo dedicato alla cucina giunto all’ottava edizione.

La chef di Acireale Valeria Raciti

La chef di Acireale Valeria Raciti

«Non stavo proprio attraversando un buon periodo – racconta Valeria – la perdita di alcune persone a me care mi avevano fatta approdare in un limbo, dove non riuscivo più né a ridere, né a piangere». Sebastiano conosce la ricetta del sorriso per la sua donna: la cucina, il regno dove lei, immersa nella creazione di piatti, lascia andare via tutto il resto.
«Un giardino segreto», così la definisce la stessa campionessa che ha coltivato l’arte del cucinare fin da bambina, quando guardando nonna Maria tra i fornelli, a suo modo, l’aiutava.
«Non mi passava neanche per la testa che da grande avrei fatto la cuoca, anzi – dice con quel sorriso che conquista il pubblico e quanti le si avvicinano – avevo pensato di fare a il medico, l’insegnante ed anche l’avvocato».

Valeria Raciti con il marito Sebastiano Tomarchio

Valeria Raciti con il marito Sebastiano Tomarchio

Ed invece il primo posto a Masterchef le ha cambiato di colpo la vita: da segretaria d’azienda a chef. «Sono autodidatta – confessa – non ho frequentato scuole di cucina se non il tavolo e gli utensili di nonna Maria che, scomparsa lo scorso anno, non ha avuto neanche la possibilità di sapere di quest’avventura. Sono sicura che sarebbe stata la mia prima fan».
Il primo piatto che Valeria ha preparato quando ancora frequentava le scuole elementari, è stato per la madre. «Una semplice pasta al pomodoro che le feci trovare pronta al suo rientro dall’ufficio. Un modo per dimostrarle il mio affetto».
Piccola, occhi e capelli neri che vanno da una parte all’altra quasi a voler tenere tutto sotto controllo in cucina, Valeria nonostante il successo televisivo non si è montata la testa. «Certo un giorno, non so quando, aprirò un ristorante nella mia terra. Ma la strada è lunga: son passata dalla cucina di casa a quella di Masterchef, ma ancora ho molto da imparare».
Intanto gira per il Bel Paese per promuovere il suo primo libro, “Amore, curiosità ed istinto: la mia cucina felice”. «Sembra una frase fatta – dice mentre è intenta a lavorare – ma quando cucino lo sono davvero».
Un guizzo allegro nello sguardo, e di colpo diventa quella bambina che pastricciava tra farina, uova e zucchero mentre intorno la casa era invasa dal profumo del mare di Sicilia. I piatti di Valeria trasmettono gioia: autentici, veri, raccontano, nelle sfumature di colore, nella freschezza delle materie prime rigorosamente dell’Isola, il grande amore per la sua terra.

La copertina del libro di Valeria Raciti

La copertina del libro di Valeria Raciti

«Abbraccio la tradizione, ma protendo le mani verso nuovi orizzonti». La sintesi è nel piatto, must della cucina siciliana, che ha convinto i guru della cucina italiana di Masterchef. Il tortino di beccafico realizzato con le alici «sostituite elle sarde – racconta – così come usava fare mia nonna», con la cipolla di Giarratana, il fico caramellato e ripieno di una salsa emulsionata di mandorla pizzuta d’Avola, il cavolo trunzu (presidio Slow Food di Acireale) ed una spolverata di piacentinu ennese.
«La tradizione – tiene a precisare – va portata avanti, perchè è il centro delle nostre radici». Ricerca e voglia di sperimentazione sono gli input che spingono Valeria a cercare strade nuove, ma il piatto del cuore resta la pasta alla Norma piccante di nonna Maria: «Ogni qualvolta lo replico – dice con un filo di emozione nella voce – glielo dedico, perché quell’odore di soffritto di olio, aglio, basilico, prezzemolo e abbondante peperoncino che lo distingue, mi fa venire in mente quell’allegria che si respirava attorno alla sua tavola dove tutti aspettavamo con ansia che arrivasse quel piatto».

Il tortino di beccafico di Valeria Raciti

Il tortino di beccafico di Valeria Raciti

Dal divano di casa alla tv, dalla cucina amatoriale a quella d’autore, la Valeria Raciti di oggi è una donna consapevole, che ha imparato a tenere testa «a quella vocina interiore che spesso mi poneva dei limiti. Tutti abbiamo la possibilità di arrivare in cima ai percorsi che scegliamo. Basta crederci».
E dopo Masterchef Valeria Raciti si prepara a una nuova sfida televisiva, quella che dal 16 settembre la vedrà ospite tra i fornelli de “La prova del cuoco”,e dove ancora una volta porterà a tavola la felicità.

Commenti

Post: 0