domenica 17 febbraio 2019

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Spazio/Gesto/Colore/Parola /Suono, i cinque elementi della classica

Recensioni

Al Museo diocesano di Catania, l'ultimo appuntamento di "Chant d'automne", concerto organizzati dalla Camerata Polifonica Siciliana, al top dell’anticonvenzionale, tra righe più o meno ardite di sperimentazione multimediale, con forte impronta di autori siciliani, su tratti poetici di sottofondo, dal repertorio letterario del Cinquecento a oggi


di Anna Rita Fontana

Concerto al top dell’anticonvenzionale, tra righe più o meno ardite di sperimentazione multimediale, con forte impronta di autori siciliani, su tratti poetici di sottofondo, dal repertorio letterario del Cinquecento a tutt’oggi: questa l’applaudita chiusura della stagione “Chant d’automne 2018”, promossa dalla Camerata Polifonica Siciliana al Museo Diocesano (nel trentennale dell’attività) sotto la direzione artistica di Giovanni Ferrauto e la presidenza di Aldo Mattina. Luogo di splendida arte sacra, il suddetto, che tra bei dipinti e oggetti del culto di S. Agata, ha accolto il New Music Consort, numeroso ensemble di artisti, alle prese con Spazio/Gesto/Colore/Parola/Suono, un contenitore più che articolato e dalle timbriche disparate, nelle interessanti prestazioni di sette concertisti, che si sono susseguiti, tra dinamiche ben soppesate e arguzia tecnica, in vari ambienti del museo, a seconda dell’organico, a partire dal primo piano sino alla Pinacoteca.

Ad aprire la serata, dopo l’introduzione del musicologo Alessandro Mastropietro sulle aree percettive dei performer, la fermezza di arcata che Alessandro Longo imprimeva al violoncello inquietante di Alone (1999, composto da Giovanni Sollima), seguito dalle stratificazioni sonore, ora decrescenti, ora roboanti, delle percussioni di Rosario Gioeni in Coeur pour batteur (1959,di Sylvano Bussotti). Al secondo piano, la Sala dedicata a S. Agata è stata il luogo prescelto per la diffusione di estratti del radiodramma del 1986 Aci, il fiume. Cinque musiche per il mito su frammenti di Ovidio e De Gongora del compositore acese Francesco Pennisi, con proiezione di opere grafico-pittoriche dello stesso musicista, in gran parte su tematiche ornitologiche. A seguire, la bellezza architettonica della Cappella del Museo, col caratteristico soffitto a cassettoni, ha fatto da sfondo alla spiccata agilità del clarinettista Carmelo Dell’Acqua in Preghiera per un’ombra ( 1954) di Giacinto Scelsi e all’atmosfera più ovattata di Syrinx (1913) per flauto, di Claude Debussy (di cui ricorre il centenario della morte) eseguito da Alessandra Marino.

La desueta messa in scena di linguaggi in stravagante interazione, proseguiva con l’assemblarsi di immagini e suoni tra campiture di colore con variazioni cromatiche su/per un video di Gianfranco Baruchello per pianoforte e video di Marcello Panni in Farben, con realizzazione pianistica di Andrea Troina, che ha sostenuto anche Cinque Canti del Tasso (1980, per voce femminile e pianoforte) di Domenico Guaccero, sulle asprezze avanguardistiche ben interpretate dalla vocalità di Lara Leonardi. Ad arricchire quest’ultima composizione, con la lettura di estratti dalla Gerusalemme Liberata, come già quella di Giacinto Scelsi (con testi dello stesso autore) l’incisiva voce recitante di Andrea Maccarrone che ha contribuito a creare un’atmosfera significativa nel pezzo di chiusura, ovvero Moduli per Kafka (2016/2018), originale creazione di Giovanni Ferrauto per flauto, clarinetto, violoncello, vibrafono e pianoforte, nel trarre linfa dallo spunto letterario dalle “Metamorfosi” dello scrittore russo, con un azzeccato amalgama strumentale dei musicisti già citati, che hanno ben fruito dell’accompagnamento pianistico di Pietro Cavalieri. Un’operazione innovativa che ha certamente soddisfatto le attese del pubblico.

I protagonisti di Spazio/Gesto/Colore/Parola/Suono


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 04 dicembre 2018
Aggiornato il 21 dicembre 2018 alle 17:13





Anna Rita Fontana

Ha compiuto studi umanistici al Liceo classico Cutelli di Catania e di indirizzo estetico-musicologico all’Università di Bologna, in Discipline della Musica. Ha conseguito il Diploma di Pianoforte all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, frequentando poi i corsi di interpretazione pianistica di Jorg Demus, di analisi musicale con Carlo Mosso e di canto gregoriano a Cremona con Nino Albarosa. Dal 2000 è docente di educazione musicale nelle scuole secondarie di primo grado. Giornalista pubblicista dal 1999, ha collaborato come critico musicale per diverse testate (Giornale di Sicilia, Prospettive, Globus magazine, Sicilia Journal). Oltre SicilyMag.it, attualmente collabora col notiziario on line di musica Bellininews, la rivista I Vespri e la rivista Laòs, notiziario culturale dell’Istituto teologico San Luca.


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