Prickly, il virus che si credeva Dio

Libri e Fumetti "Prickly" è un fumetto ispirato dall'incombenza quotidiana del coronavirus nelle vite di ognuno di noi, una piccolo graphic story nata sui disegni del fumettista siracusano Salvo Antoci cui si sono aggiunti i testi dell'attrice e regista aretusea Erika Barresi

“Prickly” è un fumetto ispirato dall’incombenza quotidiana del coronavirus nelle vite di ognuno di noi, una piccolo graphic story nata sui disegni del fumettista siracusano Salvo Antoci cui si sono aggiunti i testi dell’autrice e regista aretusea Erika Barresi. Al progetto ha collaborato al progetto l’attrice Tilde Scarpa.

Salvatore Antoci

Salvo Antoci: «L’idea nasce dalla consapevolezza che il virus esiste da sempre e che si è sempre comportato come un’entità divina. Ha visto la Terra nascere e modificarsi. La sua natura lo ha portato a impossessarsi di ciò che lo circondava e a modificarsi continuamente fino a diventare “l’uovo primordiale”. Un altro essere con velleità divine (l’Uomo) lo scopre, lo subisce, lo teme, lo combatte».

Erika Barresi

Erika Barresi: «Per quanto mi riguarda a questo pensiero dell’ideazione di Salvo Antoci ho aggiunto la mia visione con la scrittura: la particella si crede creatrice e quindi comincia dandosi un ruolo, comportandosi in maniera antropomorfa, decide di dare dei nomi a tutto quello che la circonda, come nelle scritture – non volendo essere blasfema ma richiamando qualcosa di riconoscibile per chi legge – poi la sua naturale mutazione, per difesa o per evoluzione la porta a diventare l’uovo primordiale nel quale racchiudo mitologicamente tutto il segreto della creazione; quindi arriva questo uomo che vuole usare questo uovo credendolo capace di purificare il suo mondo che non rispetta la natura come dovrebbe».

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