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Musica, poesia e impegno sociale, a Pippo Pollina il premio Telamone di Agrigento

Premi e bandi Sabato 29 novembre, al Museo Archeologico Regionale, il cantautore palermitano riceverà il Premio Telamone 2025 per il suo contributo artistico che unisce musica, poesia e impegno sociale. Arrivato quest’anno alla 48 edizione, il Premio è nato con l’obiettivo di valorizzare personalità siciliane che negli ambiti più diversi testimoniano impegno civile, qualità del pensiero e forza creativa

Sabato 29 novembre, alle ore 16.30, al Museo Archeologico Regionale di Agrigento (Via Passeggiata Archeologica, 10), il cantautore palermitano Pippo Pollina riceverà il Premio Telamone 2025 per il suo contributo artistico che unisce musica, poesia e impegno sociale. Arrivato quest’anno alla 48 edizione, il Premio Telamone è nato con l’obiettivo di valorizzare personalità siciliane che negli ambiti più diversi testimoniano impegno civilequalità del pensiero e forza creativa. La manifestazione è da quasi mezzo secolo un punto di riferimento nel panorama culturale dell’isolanel corso della sua storia ha infatti reso omaggio a figure come Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tornatore, Letizia Battaglia, Dacia Maraini, Ignazio Buttitta e molti altri.

Con il suo percorso ormai storico, il Premio Telamoneattraverso le vite e le opere dei premiaticontinua a raccontare l’impegno, la passione e la creatività dei siciliani che contribuiscono alla crescita culturale e civile della società.

Pippo Pollina è una delle voci più originali e riconosciute della canzone d’autore italiana in Europa. Fin da giovanissimo manifesta un forte interesse per il canto e nel 1979 inizia gli studi di chitarra classica e teoria musicale. Esordisce con Agricantus, gruppo di ricerca popolare legato alle tradizioni dell’America Latina e del Sud Italia. Parallelamente collabora con il mensile antimafia I Siciliani, diretto da Giuseppe Fava, giornalista e scrittore assassinato dalla mafia nel 1984. In quel clima di repressione e mancanza di prospettive, alla fine del 1985 lascia l’Italia e parte per un viaggio senza meta attraverso l’Europa. Per mesi vive suonando ovunque sia possibile raccontare storie e raccoglierne altre, attraversando quasi tutti i Paesi europei, dall’Ungheria alla DDR, dalla Francia all’Inghilterra, dall’Austria alla Svizzera, fino alla Scandinavia. Durante un’esibizione a Lucerna viene notato dal cantautore svizzero Linard Bardill, che lo invita a partecipare a un progetto discografico e concertistico in lingua romancia. Il tour, con circa 60 date, tocca Svizzera, Belgio e Germania e nel 1988 viene pubblicato l’album “I nu passaran”. L’anno successivo Pollina firma il suo primo album solista. Da quel momento costruisce una carriera internazionale unica composta da 24 album, più di 4.000 concerti e un pubblico particolarmente numeroso nell’area di lingua tedesca. Collabora con artisti di grande prestigio come Konstantin Wecker, Georges Moustaki, Franco Battiato, Nada, Inti-Illimani, oltre a progetti speciali come “Leo”, dedicato a Léo Ferré e realizzato con il sassofonista americano Charlie Mariano e il gruppo berlinese d’avanguardia L’Art du Passage. Il suo percorso lo porta fino ai grandi teatri europei e alle arene più importanti tra cui l’Arena di Verona e l’Hallenstadion di Zurigo con oltre 8.000 spettatori. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Lunezia, il Premio della Critica del MEI, il prestigioso Kleinkunstpreis svizzero, il Premio Musica e Cultura in memoria di Peppino Impastato e il Premio Pino Puglisi a Palermo.

Pippo Pollina, foto di Felix Glatzmann

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