La ripetizione differente. Opere dagli anni ’70 ad oggi

Eventi Dal 4 giugno al 17 luglio Agrigento ospita l’omaggio all’arte del pittore messinese Antonio Freiles

S’intitola “La ripetizione differente. Opere dagli anni ’70 ad oggi” ed è l’omaggio all’arte del pittore messinese Antonio Freiles in programma alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento (FAM) dal 4 giugno e fino al 17 luglio.
Organizzata dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento per il calendario 2016 delle Fabbriche Chiaramontane, la mostra – a cura di Franco Fanelli e Willy Montini – propone una nutrita panoramica delle creazioni più significative di Antonio Freiles (Messina, 1943): dai grandi oli su tela apparentemente monocromatici degli anni Settanta, dalle tonalità brillanti e profonde del rosso, del giallo e dell’arancio; alle Chartae realizzate a mano in polpa di cellulosa amalgamata a coloranti industriali; fino agli Eminentia, che trasformano l’integrità percettiva dell’opera murale nella rivelazione sequenziale del libro; infine il ritorno alla tela, dove alla pittura ad olio si aggiunge la grafite che disegna strutture, geometrie, architetture definite ed al contempo lontane.

Antonio Fleires, Charta (anni 70) carta fatta a mano

Antonio Fleires, Charta (anni 70) carta fatta a mano

“La ripetizione differente – spiega Franco Fanelli – è uno dei principali stilemi della pittura aniconica: individuato un segno, un grafema, una cifra, esso riappare, tela dopo tela, carta dopo carta, in molteplici varianti, in infinite combinazioni, simili ma mai uguali, secondo la percezione e la coscienza dell’artista. Così è l’arte di Antonio Freiles, in un continuo e serrato dialogo tra la fisicità dei materiali e delle tecniche, e l’immaterialità dell’elaborazione concettuale di ritmi e forme”.

Willy Montini, nella sua introduzione al catalogo traccia un puntuale e appassionato ritratto dell’artista. “’Lavoro semplicemente per poter respirare E’ un desiderio, come il desiderio di amare’. Me lo ha confessato anni fa Freiles al telefono – ricorda Montini – e quando l’ho conosciuto, ho capito che questa frase gli appartiene davvero, e lo rappresenta. Dipingere, fare pittura, come qualcosa di ineluttabile ed ineludibile. E questo suo costante “continuum” nel passaggio fra tele e carte lo aveva già annotato a metà degli anni ’80 Enrico Crispolti. Un “unicum” quello di Freiles – continua Montini – che nei decenni si distingue, si frammenta, si declina in forme a modi differenti ma resta sempre solido, definito e personale”.

Alla mostra – realizzata dagli Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento in collaborazione con ArtCOM – è dedicato un catalogo (Allemandi Editore) con il saggio critico di Fanelli e Montini.

Vernissage venerdì 3 giugno ore 19
Orari: dal martedì alla domenica dalle 17 alle 21.30. Chiuso lunedì.

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