Festival Luogocomune, la magia di fine estate delle note di ottoni e archi

Recensioni La prima edizione del festival musicale Luogocomune, organizzato tra Ragusa e Aci Castello dal suo presidente, il vulcanico Andrea Maccarrone, con la consulenza del suo direttore artistico, il Maestro Giovanni Ferrauto, ha donato magiche sonorità attarverso giovani e talentuose formazioni siciliane, come le etnee Evolution Brass e Quartetto Euterpe

L’Associazione giarrese Luogocomune si è ormai consolidata come una bella realtà culturale, fucine di idee e attività che mirano al rilancio artistico del comprensorio etneo. E lo fa con il suo primo festival musicale, Luogocomune appunto, che si è diviso in due rassegne, Echi in grotta a Ragusa e Echi dal mare ad Aci Castello, una serie di validi spettacoli organizzati dal suo presidente, il vulcanico Andrea Maccarrone, con la consulenza musicale del suo direttore artistico, il Maestro Giovanni Ferrauto,  che si stanno caratterizzando per la loro piacevolezza e varietà e per l’amenità dei luoghi che li ospitano.

Lo scorso 17 settembre è stata la volta dell’ensemble Evolution brass,  un quintetto di ottoni e percussioni cui non è mancata la capacità di coinvolgere gli spettatori intervenuti nella splendida location del Lido dei Ciclopi di Aci Castello. Intrigante il titolo: “Da Rossini a Bernstein in swing” che lasciava presagire un viaggio attraverso sonorità molto diverse attraverso pagine gustosamente arrangiate per orchestra d’ottoni: niente monotonia, dunque, se Yuri Furnari (tromba/flicorno), Rosario Battiato (tromba/trombino), Antonino Carbonaro (trombone), Dafni Pinzone (corno), Angelo Messina (tuba), Giovanni Caruso (percussioni) sono riusciti con grande nonchalance a passare dalle bellissime Danses d’ailleurs di Soldh all’Ouverture del Barbiere di Siviglia di Rossini, dall’amato Bernstein di West side story, con la toccante Maria, a un medley di brani dei Queen fino alle popolari Maramao perché sei morto e My way, con la fulminante chiusa di un intramontabile successo di Gorni Kramer, Un bacio a mezzanotte.

Gli Evolution Brass

Il tutto per una performance musicalmente scintillante che ha visto gli artisti usare sapientemente i fiati e creare un amalgama timbrico  davvero accattivante. E non solo. Molto gradite sono state le gag cui hanno dato vita, con un’aria scanzonata tra il serio e il faceto, Yuri Furnari e Dafni Pinzone, cugini nella vita e bravi attori sulla scena, molto applauditi dal pubblico per la loro capacità di rendere naturale la performance, senza sovrastrutture.

Diverso, ma ugualmente coinvolgente lo spettacolo del 26 settembre, anch’esso in una cornice d’eccezione, il Castello di Aci di Acicastello, e anch’esso condito dalle gag improvvisate di un ospite (si fa per dire) d’eccezione: Davide Aricò, il simpaticissimo custode del luogo. Stavolta è stato di scena il Quartetto Euterpe con cinque talentuosi studenti del Conservatorio Bellini di Catania: Egle Denaro e Mariachiara Buonocore al violino, Lorenzo Conti alla viola,  Cecilia Costanzo al violoncello e Luca Berro al flauto. “Mozart incontra Beethoven”, questo il titolo dello spettacolo, ed è stato un incontro davvero affascinante perché ascoltare in sequenza due musicisti diversi, eppure intimamente legati, l’uno simbolo dell’artista di corte, l’altro il primo grande artista moderno permette di cogliere uno snodo fondamentale della storia della musica.

Il flautista Luca Berro

Il programma della bella serata ha visto protagonista nella prima parte, quella mozartiana, due composizioni del maestro di Salisburgo che costituiscono una rarità, in quanto, come è risaputo, il flauto era uno strumento che egli malvolentieri sopportava. E’ esistita, dunque, una “flautofobia” mozartiana, legata alle forti limitazioni tecniche di cui soffrivano, ancora alla fine del 18o secolo, non solo il flauto ma anche gli altri strumenti a fiato. Eppure il flauto del bravo ed espressivo Luca Berro, con i due Quartetti , il n.1 in re maggiore (K285) e i n. 3 in Do maggiore (K285B), che l’ensemble ha interpretato con grande tecnica e complicità, manifestando un grande feeling e un ottimo affiatamento, ha donato momenti di incantevoli sonorità agli spettatori.

Il Quartetto Euterpre , guest Luca Berro al flauto

Poi è stata la volta di Beethoven con il suo splendido concerto per archi in sol maggiore Op.18 n.2, una pagina di grande scorrevolezza, che appunto dimostra il grande debito che egli ebbe nei confronti di Mozart, da cui apprese la solidità costruttiva della composizione.

Pregevole l’esecuzione dei giovani musicisti, soprattutto nello Scherzo brillantissimo e arguto e nel finale dominato da un gioco di botta e risposta tra il violoncello e  gli altri strumenti. Il tutto introdotto dal brillante  Davide Aricò, che ha svelato agli incuriositi spettatori i misteri del castello, inducendoli infine ad esprimere un magico desiderio.

Il festival musicale Luogocomune, terminato nella sua parte di Aci Castello, ha ancora due appuntamenti in calendario alla Cava Gonfalone, le Latomie di Ragusa. Venerdì 1 ottobre i solisti della Camerata Strumentale Siciliana, con il violinista austriaco Gernot Winischhofer, artista ospite, eseguiranno “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi. E sabato 9 ottobre ultimo appuntamento sempre a Ragusa con lo spettacolo teatrale-musicale “Melos, Kouros di Sicilia” di e con l’attore Gaspare Balsamo e le musiche dal vivo del polistrumentista Puccio Castrogiovanni.

A Ragusa “Le quattro stagioni” di Vivaldi

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