Documentati i resti dei tre relitti ellenico romani nelle acque di Panarea

i sub nelle acque di Panarea alla scoperta dei reperti ellenico romani

Centinaia di anfore di epoca ellenistico romana ancora intatte e visibili finalmente da vicino, a cinque anni dalla loro scoperta. E’ il carico di tre relitti (imbarcazioni dedite al commercio) che sono stati ritrovati cinque anni fa nelle acque di Panarea, ad una profondità di poco superiore ai 100 metri, e che nei giorni scorsi sono stati fotografati e documentati nel corso di una impresa realizzata grazie a una collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e Aurora Trust Foundation. L’impresa è stata portata avanti, sotto la direzione del soprintendente Sebastiano Tusa, da una equipe internazionale di archeologi che si è avvalsa dell’innovativo sommergibile U-Boat Worx. Durante le indagini, che si sono concluse pochi giorni fa, sono state scattate più di 500 fotografie utilizzate per la realizzazione di un fotomosaico 2D e una fotogrammetria in 3D. La campagna di ricerche si è svolta svolte a bordo della nave olandese “Alk” che ha ospitato i laboratori tecnico scientifici e la stazione base del sommergibile.

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