Amaronna e Sant’Agata, quando lo “spirito” siciliano ha un cuore “santo”

Imprese Sponsorizza calendario e guida del devoto della festa catanese di Sant'Agata l'azienda di Niscemi che ha trovato il suo simbolo nell'amaro "Amaronna", dedicato alla Santissima Maria del Bosco protettrice del paese, liquore, realizzato con ingredienti tipici del territorio siciliano come il carciofo violetto autoctono o il ficodindia di San Cono, vincitore al Golosario dell'ultimo Vinitaly. Il fondatore Armando Bruccoleri: «Ci distinguiamo per il modo in cui trasformiamo la qualità in eccellenza»

Ogni goccia contiene tutto l’essenza dei migliori prodotti presenti sul territorio e la passione della famiglia Bruccoleri. Nasce da pochi e semplici elementi Amaronna, l’amaro artigianale dall’inconfondibile bottiglia in vetro scuro su cui spicca l’etichetta lattea con la facciata della Chiesa della Santissima Maria del Bosco protettrice di Niscemi, e il sigillo rosso in ceralacca. I Bruccoleri da quasi trent’anni sono attivi nel settore della ristorazione ed è prassi per loro offrire, a fine pasto, l’amaro preparato con la ricetta di famiglia. È proprio la grande richiesta da parte dei clienti a convincere il capofamiglia Armando alla produzione su larga scala del digestivo, attenendosi rigorosamente alla ricetta originale priva di zuccheri caramellati e coloranti.

«La scelta del nome – ci spiega il produttore – non è stata casuale e in qualche modo richiama a una dimensione spirituale. Abbiamo cercato l’appoggio di amici e parenti per trovare un nome che fosse all’altezza di questo prodotto, ma non riuscivamo a rintracciarne uno che fosse adatto. Per mesi siamo stati in balia della questione finché una notte, agitato dal pensiero, mi svegliai, aprii gli occhi e dissi “Amaronna”, è questo il nome giusto». Una vera rivelazione per Bruccoleri, il quale ha voluto omaggiare con il suo liquore la Madonna e il santuario, nucleo fondativo della cittadina nissena. Si narra, infatti, che nel 1599 il pastore Armao avesse ritrovato in quei luoghi una tela raffigurante la Vergine Maria e proprio lì sarebbe sorta una piccola chiesetta – sostituita in un secondo momento dall’attuale edificio, costruito nel XVIII secolo da Silvestro Gugliara – che accoglieva i tanti pellegrini giunti per vedere il quadro miracoloso della Madonna. «La mia intenzione – aggiunge – era di creare un’etichetta dalla forte impronta niscemese, che costituisse l’emblema della nostra isola».

Il management familiare di Amaronna: Armando Bruccoleri con i figli Vincenzo e Antonio all’ultimo Golosaria di Milano

La ricetta per eccellenza è quella al carciofo, il Violetto, che gli è valsa il premio Golosario Award 2019 al Vinitaly ma ci sono anche altre cinque varianti: gelso nero dell’Etna, ficodindia di San Cono, maracuja, melagrana e l’ultima nata, arancia di Sicilia. « Per noi è stata una scelta fondamentale, quella di usare prodotti locali e di alta qualità. Ci distinguiamo grazie a questo, per il modo in cui trasformiamo la qualità in eccellenza». Utilizzando, aggiungiamo, prodotti ricercati e insoliti: « La maracuja – sottolinea – è chiaramente di origine tropicale ma il clima siciliano mite è adatto a farne maturare i frutti, per questo da diverso tempo la sua coltivazione ha preso piede anche qui. La nostra maracuja proviene da Ispica, ma ci sono piantagioni anche ad Aci Trezza e nel Trapanese, diciamo che ormai ha acquisito di diritto lo Ius Soli». D’integrazione e scambio Armando Bruccoleri sembra essere un po’ l’emblema, non solo per il modo di pensare ma anche per il suo trascorso, lui che a soli sedici anni e mezzo ha lasciato la sua terra per trasferirsi dapprima in Francia e poi in Germania, Olanda e Belgio: «Non l’ho fatto solo per una questione economica ma per arricchire il mio bagaglio di esperienze. Quando sono rientrato in Italia per fare il militare ho conosciuto mia moglie, che ho sposato tre anni più tardi. Oggi con lei e i miei figli portiamo avanti l’azienda, esportando i nostri prodotti nel mondo».

L’esperienza di Vinitaly è giunta a consacrazione del lungo percorso iniziato quasi per caso: «Ho capito effettivamente che tutti gli sforzi che avevo fatto, sia economicamente sia materialmente, sarebbero stati finalmente ripagati. Conoscevo il nostro potenziale ma non sapevo se sarebbe mai arrivato agli altri. Può immaginare il mio stupore di fronte alla riflessione dei giudici che ci hanno nominato miglior prodotto innovativo dell’anno. Il carciofo di Niscemi è il legame con la nostra terra, il suo cuore sprigiona tutti i sapori che ritroviamo nell’amaro. Grazie alle tecniche che ci hanno insegnato i nostri avi, il liquore si arricchisce di gusto ed è solo quando lo sentiamo vibrare che siamo certi di trovarci di fronte a un’Amaronna. Sono queste le sensazioni e le emozioni che mi suscita ogni nuova bottiglia e spero che possano essere condivise anche dai nostri clienti».

La “santa” ispirazione che ha portato alla nascita del marchio Amaronna quest’anno avrà un quasi naturale corollario. Quest’anno, infatti, il digestivo niscemese sarà fra gli sponsor della Festa di Sant’Agata di Catania. Armando Bruccoleri: «Qualche mese fa abbiamo preso parte a una fiera a Catania e il professore Lorenzo Costanzo, fra i curatori delle celebrazioni, ha assaggiato il nostro prodotto e ne è rimasto piacevolmente stupito, per cui da oggi è possibile trovarci sul calendario e sulla guida del devoto».

Lorenzo Costanzo e Armando Bruccoleri e la sponsorizzazione della guida del devoto di Sant’Agata

Amaronna e la festa di Sant’Agata, un binomio “spirituale”

Gustato freddo, Amaronna, sprigiona una straordinaria carica di sapori intensi, tanto forti da aver fatto esclamare ai due giornalisti enogastronomici, Paolo Massobrio e Marco Gatti, «Amaronna, che amari». Bruccoleri ci tiene a precisare che «Amaronna non è un amaro industriale fatto con zucchero e aromi artificiali. Noi studiamo le proprietà organolettiche dei frutti e delle erbe in modo da ottenere un gusto unico, esaltandone al contempo le qualità digestive e rendendolo adatto anche agli aperitivi. Il mio preferito? In assoluto il carciofo di Niscemi. Arriva in bocca rinfrescante e sprigiona note affumicate ma non disdegno neppure quello all’arancia, che è fra i più richiesti, nonostante sia entrato da poco in produzione». La variante all’arancia è nata per venire incontro alle esigenze di un grossista che esporta in Canada: «Quando gli ho spedito il prototipo mi ha risposto “Armando, i tuoi amari sono tutti eccezionali ma l’arancia è fucking amazing”. Al che mi sono detto, perché non provare a venderlo anche in Italia dal momento che l’agrume è l’emblema della Sicilia? Così è stato e chissà che prossimamente non ci lanceremo anche su un amaro al limone o al mandarino».

La campagna di Amaronna come sponsor delle celebrazioni agatine catanesi

Oltre che in Canada, i Bruccoleri vendono anche in Germania e a Malta e grazie al sodalizio con Tesori d’Italia, del quale sono diventati Ambassador, avvieranno a breve una serie di prodotti in co-branding che troveranno spazio in Italia e in Giappone dove il gruppo è una realtà assodata. La distribuzione al dettaglio avviene invece attraverso il sito (www.amaronna.com), sul quale si trova anche una sezione con diverse formule di mixology curate dal bartender Emanuele Cattuto, e ancora nei bar e nelle enoteche catanesi, calatine e gelesi. «Io mi faccio promotore dei prodotti siciliani, non nasce un’Amaronna se non è fatto a regola d’arte. Sono legato a questa terra, ai valori che mi hanno insegnato i miei genitori e che ho trasmesso ai miei figli. Le persone che mi conoscono hanno grande rispetto per il modo positivo con cui interpreto l’essere siciliano e la Sicilia. Attraverso Amaronna mi piacerebbe dare una riscossa alla nostra Isola, noi vogliamo essere ambasciatori dell’accoglienza ed esportatori della generosità, quella stessa che da sempre dimostra di avere la nostra Terra».

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