Recensioni Colonna portante dei Bad Seeds di Nick Cave e del trio folk-rock Dirty Three, il 60enne barbuto musicista australiano si è esibito con il suo violino all'alba di domenica scorsa al Museo della Pietra di Sampieri, frazione marinara della iblea Scicli, davanti ad un pubblico scelto, infarcito di tanti noti musicisti, ospite della rassegna Azul, manifestazione che intreccia suono, paesaggio e luce in un’esperienza immersiva, intima e potente
C’è una linea sottile che divide la creatività dall’estro ed è in quello spazio invisibile che si muove l’arte, quella che gioca a lasciare un segno in eterno. Chissà se il violinista australiano Warren Ellis si rende conto del suo continuo creare e del suo estro che alimenta continuamente l’anima di chi lo ascolta. Colonna portante dei The Bad Seeds, ombra discreta e contraltare di Nick Cave sul palco, Ellis è anche la pietra angolare del progetto parallelo, il trio folk-rock Dirty Three. Domenica scorsa, all’alba, il 60enne barbuto musicista della terra dei canguri, si è esibito con il suo violino al Museo della Pietra di Sampieri, frazione marinara della iblea Scicli, davanti ad un pubblico scelto, infarcito di tanti noti musicisti, ospite della rassegna Azul, manifestazione che ha saputo intrecciare sin dai suoi esordi suono, paesaggio e luce in un’esperienza immersiva, intima e potente.

Un momento del set di Warren Ellis a Sampieri di Scicli
Azul è quel blu intenso che colora il cielo prima di diventare giorno: la rassegna ha ospitato nelle scorse edizioni la voce arcaica e futuribile della sarda Daniela Pes (2023), e la fusione fra classicità e avanguardia della pianista e cantante spagnola Marina Herlop (2024) riscuotendo sempre grande successo. Una attenzione nei confronti della musica di nicchia ma anche una tradizione, quella della Antica Dolceria Bonajuto di Modica che sin dal 1880 allieta i palati più fini con le sue prelibatezze. Ed è stata la rinomata pasticceria in una collaborazione che dura da anni con la rassegna ad accompagnare il pubblico con una colazione preparata con cura.

Il live di Warren Ellis per la rassegna “Azul”
Il live di Warren Ellis è andato sold out in pochi giorni. Il violinista australiano ha preso per mano simbolicamente ognuno dei presenti conducendolo attraverso un viaggio sonoro tra le note e le distorsioni delle sue composizioni in una sorta di rito collettivo dal buio alla luce; dalla notte all’alba. Ci sono emozioni che non si raccontano ma si vivono; momenti che arrestano per un attimo la felicità facendo assaporare un po’ di eternità. «The Gods were in our corner. Thanks to all for making this, one of the shows of my life. Such a unique experience» ha scritto in un post ovvero: «Gli dèi erano dalla nostra parte. Grazie a tutti per aver reso questa uno dei concerti più belli della mia vita. Un’esperienza davvero unica». E come dargli torto: nel silenzio di un luogo magico quale il Museo della Pietra di Sampieri, di fronte un pubblico totalmente assorto, anche il musicista ha mostrato la sua commozione. Ellis ha dedicato il suo concerto a Larry, il suo cane da poco scomparso.
Le immagini del live di Warren Ellis a Sampieri
Quando Ellis ha iniziato la sua performance era buio intorno e non era semplice guardarsi ma man man che albeggiava, e in lontananza si vedevano i lampi di un temporale in piena esplosione, il compositore e musicista venuto da lontano non ha smesso di donarsi, sognare e manifestare la sua gioia per essere in Sicilia. Pantaloncino, maglietta dei Black Sabbath nera con una croce di strass, camicia verde militare, scarponcini neri con calze rosa e sul palco la sua piccola orchestra, fatta di pedali ed effetti.
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Warren Ellis è un punto di riferimento per chi imbraccia il violino. Lui lo ha reso uno strumento capace di trovare vita da solo, di essere dissonante, evocativo, malinconico, struggente e potente allo stesso tempo. Più volte ha coinvolto la platea a sostenerlo, a battere il tempo o a canticchiare a denti stretti la melodia da lui suggerita. Ciò che lo ha sempre caratterizzato, anche quando suona con Nick Cave o con i Dirty Three, è quel suo estraniarsi da ciò che lo circonda. Dopo aver salutato e inserito il jack, si è voltato, dando le spalle al pubblico per gran parte del live. I segni del tempo sono visibili sul volto e nei gesti, in una prossemica ormai più pacata. Sembrano lontani i giorni in cui, quasi in trance, suonava sdraiato a terra. La lunga barba è oggi bianca, ma l’estasi, l’enfasi e l’empatia con cui abbraccia la musica restano immutate.
Il pubblico, immerso in un silenzio carico di emozione, avvolto dalla natura, ha seguito con intensa partecipazione ogni nota, chiudendo gli occhi e lasciandosi trasportare in un sogno condiviso, sospeso tra musica e cuore. Tra i presenti anche il violinista Rodrigo D’Erasmo, storico membro degli Afterhours e presenza costante nei tour di Diodato. Attualmente è impegnato anche in un raffinato progetto musicale insieme al chitarrista Roberto Angelini. Al suo fianco, l’attrice palermitana Isabella Ragonese, con cui sta portando in scena “Gli amori difficili” di Italo Calvino. I due sembrano approfittare di una pausa dagli impegni lavorativi per trascorrere qualche giorno di vacanza nell’Isola. «La tua performance – scrive D’Erasmo sul suo profilo social – la tua visione e il tuo sound mi hanno cambiato completamente e aperto la mente. Da quando ti ho visto la prima volta ho iniziato una nuova vita musicale e una nuova ricerca. E ogni volta che ti ho incontrato in questi anni e ti ho sentito suonare, ho imparato qualcosa. Quella di oggi è stata solo l’ultima lezione stimolante e stimolante! Possiamo già programmare la prossima?».
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In platea anche alcuni musicisti siciliani, il cantautore e musicista siracusano Colapesce e gli etnei Giovanna Cacciola e Agostino Tilotta degli Uzeda che poi lo hanno salutato affettuosamente. Quel che resta quando è ormai giorno è una sensazione di benessere, di condivisione, di esperienza unica e irripetibile. Ellis appare stanco dopo un’ora e mezza di concerto in cui si è dato con tutta l’anima. Alla fine ringrazia e manda numerosi baci ai suoi fan, a quei “ragazzi” che negli anni continuano a credere che ci sia un’alternativa alla musica pop. E non resta che custodire la performance tra i ricordi più preziosi, come un dono inaspettato, arrivato a sfiorare l’anima e destinato a restare.



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