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Verga sotto sfratto vale meno di una sagra dei carciofi

Blog Fallito il proprietario dell’immobile, che il Comune di Catania affittava, il palazzetto storico che oggi ospita la Fondazione Verga, istituto di ricerca fra i più importanti in Italia, è ora sotto sequestro, e la Fondazione è sotto sfratto. E i palazzi del potere amministrativo, spesso sensibili alle sagre di quartiere piuttosto che alla tutela del Bello e della Civiltà, tacciono

È mia ferma convinzione che la cultura non si amministra. Il meglio che le istituzioni politiche e amministrative possano fare è di starle alla larga, di non intervenire in alcun modo. Di una cultura amministrata, politicizzata, lottizzata abbiamo visto le pecche e i danni, il suo svuotamento, la sua riduzione ad impostura. E allora, che dovrebbero fare gli amministratori della cosa pubblica? Semplice: limitarsi a favorire, a valorizzare quel vasto serbatoio di iniziative culturali e artistiche che, spesso confinate nel sottosuolo, sperimentano, creano, divulgano, intrattengono, offrono spazi di aggregazione e di confronto, veicolano pensiero critico, nuovi linguaggi o preziosi teatri della memoria. E offrire spazi e risorse a quanto già esiste e fatica a sopravvivere.

Ma si sa, le nostre amministrazioni confondono sovente la cultura con le sagre del carciofo, e proprio del pensiero critico, dell’innovazione e della creatività, della vocazione antagonistica delle arti e dei saperi, apertamente diffidano. Ma ancor più spesso ignorano quanto avviene intorno a loro, o nulla vogliono saperne.
Un esempio? La Fondazione Verga, una delle istituzioni culturali più prestigiose e operose di Catania. Istituita nel 1978, voluta e lungamente presieduta dal compianto filologo Francesco Branciforti (ora la dirige la storica della lingua Gabriella Alfieri), è inclusa fra i Centri Nazionali di ricerca d’eccellenza per la ricerca, vanta tra i componenti dei propri organi direttivi quasi tutti i maggiori studiosi di Verga e del verismo, custodisce e mette a disposizione degli studiosi e dei loro allievi una ricca biblioteca specialistica nonché i manoscritti e i carteggi di Verga e dei veristi, pubblica la rivista “Annali della Fondazione Verga” e una ricca serie di volumi monografici e di edizioni critiche, ha organizzato e organizza numerosi convegni sulla letteratura e le tendenze culturali, soprattutto, di quell’ultimo scorcio del XIX secolo. E chi voglia saperne di più, consulti il sito fondazioneverga.it.

Giovanni Verga

Quando fui assessore nella giunta Bianco del ’93 riuscii ad assegnare alla Fondazione una sede adeguata, quella attuale di via Sant’Agata 2, a due passi dal Municipio e dall’Università che della Fondazione sono soci fondatori. Bene: fallito il proprietario dell’immobile, che il Comune affittava, quel bel palazzetto storico è ora sotto sequestro, e la Fondazione è sotto sfratto. La precedente amministrazione cittadina si proponeva di assegnarle dei locali nel complesso conventuale ex CISL di via Crociferi, a quanto pare comunque inadeguati; quanto all’amministrazione attuale, sembra proprio che della Fondazione le importi assai meno di quei leggendari carciofi. E non dà segni di vita.

Che fine faranno, dunque, quei preziosissimi fondi, e tanto lavoro, e tanta storia e autorevole presenza nel panorama internazionale di questa insostituibile realtà culturale? Lo chiedo al Sindaco, al Rettore, al presidente della Regione, agli imprenditori mai come da noi così sordi alle sirene del Bello e della Civiltà, e infine agli intellettuali spesso più propensi a coltivare il proprio “particulare” o a difendere una pleonastica associazioncina o peggio a raccomandare il figlio al politico di turno.

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