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Fine settembre di “lampi e tuoni” per chi ama la lettura

Le letture consigliate da Salvatore Massimo Fazio

Blog Una settimana straripante che inizia e finisce con Etnabook che ospita novità assolute di Valentina Carmen Chisari, Morgana Chittari e Massimo Maugeri. Libro copertina è "Pietà per l'esistente" di Paolo Pera, Libri contro copertina sono "La mia stagione è il buio" di Cristina Caloni e "Il segreto di Vivaldi. Tra esoterismo e passione" di Luciano Varnadi Ceriello

Settimana di “lampi e tuoni” per chi ama la lettura. Scatole Parlanti pubblica l’etnea Valentina Carmen Chisari col suo nuovo libro dal titolo ‘Il mare di Vita e Chadi‘. In prima nazionale all’interno di Etnabook, la Chisari lo presenterà presso il Palazzo della Cultura di Catania alle ore 16.30 di oggi martedì 21 settembre. Ensemble si aggiudica il libro copertina con  ‘Pietà per l’esistente‘ del giovane critico e poeta Paolo Pera. In contro copertina i ritorni di Cristina Caloni per Golem con ‘La mia stagione è il buio‘ (spettacolare nuova edizione)  e il pluripremiato scrittore e musicista Luciano Varnadi Ceriello che chiude la trilogia edita da Curcio con ‘Il segreto di Vivaldi‘. Sorpresa Graphe.it: è lo speciale a cui dedichiamo una parentesi per gli ottimi volumi proposti nel mese corrente. Anche Lekton edizioni con Morgana Chittari debutta alla prima assoluta del volume dell’autrice etnea ‘Frantumi‘. Non manca Drangonflyedizioni con Emilio Brancadoro e il suo ‘Colosium‘.

Novità in libreria poi con Iperborea e il nuovo volume della collana The passenger, Marietti 1820 con Enzo Bianchi, Gaspari con Claudio Facchinelli, Arkadia pubblica il siciliano Pietro Isgrò con La porta dipinta. Gammarò con le lettere riportate dal duo Corinna Gerbaz Giuliano e Gianna Mazzieri-Sankovic e Fefè editore con Claudio Marrucci e Carmela Parisi, chiudono la settimana da noi proposta. La particolarità, molti dei testi consigliati sono intrisi di illustrazioni. Iniziamo subito a scoprirli, non dimenticando che da ieri lunedì 20 settembre è iniziato Etnabook – Festival internazionale del libro e della cultura di Catania che si concluderà sabato 25.

Martedì 21 settembre è subito Etnabook con Valentina Carmen Chisari

Valentina Carmen Chisari, Il mare di Vita e Chadi, Scatole Parlanti

E’ in calendario martedì 21 settembre alle ore 16.30 al Palazzo della Cultura di Catania la presentazione del libro “Il mare di Vita e Chadi” della giornalista Valentina Carmen Chisari, pubblicato dalla casa editrice Scatole Parlanti (collana Forme, pp. 44, euro 12) e impreziosito dalle illustrazioni di Francesca Barcellona. All’evento, inserito nella terza edizione dell’Etnabook festival nel rispetto delle normative anti Covid-19, interverranno con l’autrice e l’illustratrice l’assessore alla Cultura Barbara Mirabella,  Andrea Zappalà, voce narrante, e Giovanni Zuccarello, lettura introduttiva. Modera Francesca Calì. Nato in quarantena dal desiderio di unire i bambini forzatamente distanti, il racconto di Valentina Carmen Chisari narra la storia di Vita e Chadi, due bambini divisi dal mare, ma uniti dall’immaginazione e dai sogni. Una vive in Sicilia e l’altro in Tunisia, non si sono mai incontrati ma le loro esistenze si sono incrociate grazie ai rispettivi genitori e alla storia di un naufragio che ha segnato il destino del padre di Chadi. In seguito alla scoperta di due fotografie, Vita e Chadi utilizzeranno la fantasia per raggiungersi e superare le distanze, le paure degli adulti e i confini che aspettano solo di essere infranti. Dove l’unica cosa da fare è lasciarsi cullare dal vento e dai desideri. Senza limiti. Con un sorriso.    Valentina Carmen Chisari, nata a Catania nel 1981, si è laureata in Scienze politiche nel 2005. Dopo l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti, ha iniziato a collaborare con varie testate. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro di filastrocche e racconti illustrati per bambini, Racconti dall’isola magica – La Sicilia e i suoi colori (Edizioni Brancato). Nel 2019 ha curato una rubrica tv sulla letteratura per l’infanzia e ha inaugurato a Catania un ciclo di incontri di lettura condivisa aperto a tutti. Attualmente si occupa anche di progetti formativi di lettura rivolti agli studenti delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado.

E il 21 settembre esce il libro libro copertina “Pietà per l’esistente” di Paolo Pera

Paolo Pera

Paolo Pera

Paolo Pera, Pietà per l’esistente, Ensemble

Pietà per l’esistente – Satire e poesie censurabili è una variegata raccolta di testi critici (sferzanti, seppur ironicamente) verso la contemporaneità politica, religiosa, estetica e umana. L’io poetante è qui l’osservatore di un Occidente che ha smarrito gli argini logici, come pure il senso del bello. Tra invettive e pasquinate, il poeta si scopre sì capace di un’innata avversione per l’altrui «bruttezza desiderata» ma anche compassionevole nei confronti del dolore che instaura questa bruttezza, ossia quel perdimento che fa decadere l’uomo nella caotica boria relativista.
L’autore
Paolo Pera (Alba, 1996) vive a Canale e studia Filosofia all’Università di Torino. Ha pubblicato il romanzo La scuola attraverso i miei occhi (Vertigo, 2012) e la raccolta poetica La falce della decima musa (Achille e La Tartaruga ed., 2020). Nel 2021 pubblica Pierino Porcospino (Gian Giacomo Della Porta Editore), una rielaborazione del classico per l’infanzia di Heinrich Hoffmann. È anche fumettista, pittore e scultore. Collabora con diverse riviste online in qualità di critico letterario.

Le altre uscite di martedì 21 settembre

Emilio Brancadoro, Coliseum, Dragonfly

Durante una missione di pace Giulio Conti viene assalito da un commando di ribelli in Afghanistan e così si nasconde e tenta la fuga tra le macerie di Herat. Parallelamente a Roma il fratello è incaricato dal nuovo Sindaco a realizzare un’opera futuristica per un particolare restauro del Colosseo.

Le uscite di mercoledì 22 settembre

The Passenger. Napoli, Iperborea

Nell’anno cruciale delle elezioni comunali che sanciscono la fine dell’era de Magistris The Passenger torna a esplorare una città italiana: Napoli. Il volume si apre proprio con una riflessione dello storico Paolo Macry sui sindaci più carismatici del dopoguerra, populisti ante litteram che non di rado hanno incarnato una vocazione monarchica distanziandosi dai partiti nazionali. Il presunto eccezionalismo locale è forse dovuto al rapporto morboso e indissolubile con il passato? si chiede il ricercatore Lorenzo Colantoni mentre ci accompagna in un viaggio attraverso le mille stratificazioni del centro storico. Anche il culto dei defunti rientra in questa specificità che ripercorriamo visitando con Carmen Barbieri il cimitero di Poggioreale, una città nella città, che al suo interno include dieci cimiteri, secoli di storia e abusi edilizi. Una pagina del recente passato – la presenza dell’esercito americano durante la guerra – ha lasciato una piacevole eredità rendendo Napoli musicalmente meticcia come ci racconta Francesco Abazia nel suo articolo Neri a metà. Cristiano de Majo, scrittore e giornalista, ci svela invece una Napoli «normale» e quasi surreale, quella del quartiere della media borghesia in cui è cresciuto, il Vomero, il meno raccontato di una città che invece negli ultimi anni ha vissuto una sorta di ipernarrazione cinematografica e letteraria.E così Peppe Fiore nel suo Partenosfera per la prima volta prova a fare un bilancio di questa stagione in cui Napoli è diventata la città più filmata del Belpaese. Una storia di successo nazionale poco raccontata è quella di Fanpage, il sito più cliccato d’Italia: Raffaella Ferré ci aiuta a mappare l’insolito panorama giornalistico napoletano. Una notizia che ha spaccato l’opinione pubblica è stata quella della decisione di censire e rimuovere i tanti altarini abusivi e murales dei quartieri popolari che celebrano i giovani uccisi in scontri a fuoco con la polizia o con la camorra. Questa criminalizzazione indiscriminata di una forma di espressione del sentimento e del risentimento popolare è al centro dell’articolo di Alessandra Coppola. Una manifestazione gioiosa e immancabile di napoletanità è quella del tifo calcistico evocata con passione e un pizzico di nostalgia da Gianni Montieri in Voci azzurre. Piero Sorrentino invece ci porta in quello che è stato il cuore industriale della città, i quartieri di Bagnoli e San Giovanni a Teduccio, che oggi vivono in un limbo tra speranze e frustrazione per il lento processo di riqualifica. In questo numero di The Passenger, illustrato con le foto di Mario Spada, famoso per il suo lavoro documentaristico su Napoli, torna anche la graphic novel, con l’illustratrice Cristina Portolano che disegna una cartolina della città che cambia.

Giovedì 23 settembre con Cristina Caloni e Luciano Varnadi Ceriello sono due i libri contro copertina

Cristina Caloni

Cristina Caloni

Cristina Caloni, La mia stagione è il buio, Golem – New Edition

La fragile psiche di Julian Tartari, musicista, fuggitivo e assassino immaginario, ci mostra l’inattesa umanità della follia in una realtà dai contorni incerti. “Vi saluto, sono morto”: con questa frase prende avvio il monologo delle sue confessioni distorte, mentre fugge dal passato e dai suoi demoni attraverso l’Europa. Novara, Milano, Londra. Entrare nel suo universo, per chi a Milano frequentava il Margot, era un mistero, una grazia e una rivelazione. Se tutti interpretano un ruolo nella società, gli artisti hanno il potere di sedurre e spaventare, ma anche di rassicurare, per contrapposizione, chi sceglie una vita lontano dai riflettori. Chi cerca di battere il tempo rincorre una notte senza fine. Questo romanzo non è solo il tentativo di sublimare il ricordo di un amico scomparso troppo presto, è una lettera d’amore alla legge Basaglia. “Siamo quelli che danno inizio alle guerre, quelli che ci mettono tutto il loro cuore, siamo i vostri figli disperati, siamo il vostro amore e il vostro inganno. Noi siamo i vostri killer psicotici”.

Della Caloni, la raffinatissima quanto ardita autrice Veronica Tomassini ha scritto su ilfattoquotidiano.it: “Cristina Caloni, milanese. Giovanissima autrice, esordisce con il romanzo La mia stagione è il buio, nel 2017. Mi commuove. È imperdonabile forse anche perché mi commuove. Il talento e la vita che si oppone. Scrivere, desiderarlo ardentemente, averne ragione, dalla propria parte il talento. Poi un giorno, lo strumento che dovrebbe sostenerti, la vista, ti abbandona, piano piano. È la storia di Cristina Caloni. La scrittrice che rimane, lo è, non arretra, non si compiange, procede come può, ovvero con un grandioso, pervicace talento. Ecco perché ve la presento, perché anche lei rientra nel giro di anime che superano il tempo, oggi e domani. Deve essere letta e dovrebbe pubblicare di più” (Clicca qui per leggere l’intero articolo della Tomassini).

Luciano Varnadi Ceriello, Il segreto di Vivaldi. Tra esoterismo e passione, Armando Curcio Editore

Il primo fu ‘Il segreto di Chopin‘ che è diventato anche un disco e un’opera musicale, interpretata con Juri Camisasca, giunta in finale al Premio Tenco 2019. Il secondo fu ‘Il segreto di marlene‘ col quale l’autore veneto di adozione campana ha vinto il prestigioso Oscar della letteratura lo scorso anno e sempre nel 2020 il nostrano ‘Etnabook – Cultura sotto il vulcano sezione narrativa/saggio, allora denominata ‘Enrico Morello’ in memoria del primo vincitore assoluto del premio etneo che è mancato nel gennaio 2020. Dunque ‘Il segreto di Vivaldi‘ è il terzo romanzo della trilogia di Reinhard Friedmann, è ambientato nei primi anni ‘50, tra l’esoterica Torino, la misteriosa Mantova e la Venezia carnascialesca, per concludersi in Polonia, nella Basilica di Santa Croce, dove tutto ha avuto inizio. Intento a leggere una lettera dei monaci dell’Eremo di Camaldoli, il protagonista Reinhard Friedmann viene colpito alla testa e si ritrova ammanettato ad un letto d’ospedale. I suoi carcerieri lo torturano per costringerlo a rivelare il codice segreto di Vivaldi, legato all’inno di Satana nascosto nello Stradivari. Reinhard riesce a fuggire a Torino, da qui si imbatterà nel mondo sotterraneo di neonazisti e neofascisti, conoscerà l’onta del triangolo rosa degli omosessuali trucidati, fino a giungere, dopo un lungo viaggio, nella Basilica di Santa Croce dove Padre Tommaso gli svelerà che è lui “Il Predestinato”…

L’autore
Luciano Varnadi Ceriello è laureato in Lettere moderne e svolge la professione di insegnante. Ha pubblicato per Armando Curcio Editore i primi due volumi della Trilogia di Reinhard Friedmann: Il segreto di Chopin (2017) vincitore di 22 premi letterari, risultato il quinto libro più bello d’Italia. Il segreto di Marlene – Viaggio alla ricerca del sé (2019) vincitore del Premio Etnabook. Nel 2020 gli è stato conferito l’Oscar della letteratura al Golden Book Awards. È Vincitore Assoluto del Rive Gauche Festival (2019) con l’album Oniric Chopin ProsiMeloMetro N° 1 ed è risultato finalista e vincitore di diversi premi letterari e cantautorali tra i quali il Premio Tenco (2019).

Luciano Varnadi Ceriello

Luciano Varnadi Ceriello

In prima assoluta, il 23 settembre Etnabook ospita Morgana Chittari

Morgana Chittari, Frantumi, Lekton

Un’atra prima assoluta a Etnabook. Il 23 settembre, alla Biblioteca Comunale ‘Vincenzo Bellini’ di Catania, nello stesso giorno di uscita, Morgana Chiari, presenta il suo “Frantumi” (Lekton Edizioni). Frantumi è una polifonia di voci narranti orchestrata da una voce frantumata e ricomposta al di fuori dei racconti. L’autrice scava nell’intimo emozionale dei suoi personaggi e non bada al naturale istinto a proteggersi dal dolore. Non a caso, uno dei fili conduttori dell’opera è il risveglio; quasi che il passaggio dal sogno alla veglia corrisponda a un nuovo stato di coscienza e conoscenza della realtà, le creature di Morgana ci parlano delle loro debolezze, dei loro desideri, dei limiti e anche della bellezza, a volte nascosta, in cui noi lettori ci possiamo rivedere.

Le altre uscite del 23 settembre

Pietro Isgrò, La porta dipinta, Arkadia
Praga, luglio 1969, l’uomo si accinge a sbarcare sulla Luna e, a quasi un anno dall’invasione delle truppe del Patto di Varsavia, migliaia di studenti manifestano in piazza San Venceslao, luogo in cui Jan Palach, per protesta, si è dato fuoco. Con loro ci sono migliaia di giovani venuti da tutta Europa. Tra questi Nicola, giunto dalla Sicilia. Nella città boema, il ragazzo incontra Regina e sarà amore a prima vista. Ma, quando riparte, l’amata rimarrà confinata nell’ombra, come dietro una porta dipinta sul muro. Anni dopo Nicola si trova a Londra. Qui conosce Lucy, con la quale si sposerà. Trasferitosi con la moglie a Catania, dove nascerà la figlia Grace, Nicola sentirà però l’irresistibile impulso di tornare a Praga, scoprendo che il sentimento sbocciato nel 1969 non è affatto sepolto e che tanti fatti sono accaduti a sua insaputa. Una storia di incontri e separazioni, sullo sfondo di un continente in movimento verso un avvenire incerto. In queste pagine Piero Isgrò racconta con grande delicatezza i destini di un uomo, una donna, una famiglia, una generazione in cui convergono tutte le sfaccettature dell’esistenza nei tempi moderni.

 

Claudio Facchinelli, Lumpatius Vagabundus. Sulle tracce di Nikolaj Sudzilovskij medico e rivoluzionario, Gaspari editore

L’intento di questo libro, dichiara l’autore nelle prime pagine, è quello di «far conoscere un personaggio molto particolare, sotto molti rispetti eccezionale, del quale in Italia soltanto pochissimi hanno sentito parlare». Quell’uomo non solo è stato testimone per oltre mezzo secolo degli avvenimenti che hanno preceduto e seguito la Rivoluzione di Ottobre, ma ha lasciato tracce non effimere in tutti i Paesi dove ha avuto la ventura di muoversi e agire, in quattro continenti (Europa, America, Oceania, Estremo Oriente) nel corso di un’esistenza incredibilmente densa di avventure. Quell’uomo è: Nikolaj Konstantinovič Sudzilovskij, alias dottor Russel, medico e rivoluzionario errante. Claudio Facchinelli presenta in Lumpatius Vagabundus. Sulle tracce di Nikolaj Sudzilovskij medico e rivoluzionario una ricerca accurata, approfondita e dettagliata della vita di questo straordinario personaggio la cui vicenda ha ancora molto da insegnare.

Scrive infatti l’autore nella introduzione: «Sorgeva naturale un parallelo fra la situazione che oggi vivono in Bielorussia gli oppositori del regime, e il destino di Sudzilovskij, costretto a venticinque anni a fuggire dalla Russia, senza farvi mai più ritorno, per non essere arrestato e deportato; per dare corpo ai suoi ideali e ai suoi sogni, alla speranza di vivere in un mondo migliore, e combattere perché divenisse realtà. Allora, in Russia, per sfuggire alla Ochrana, la temibile polizia segreta zarista; oggi, in Bielorussia, per fuggire agli arresti indiscriminati, alla milicyja in assetto antisommossa, alla violenza omicida in piazza e nelle caserme. La storia, che dovrebbe essere magistra vitae, si ripete – e non solo in Bielorussia – senza insegnare quasi nulla. Ma poiché, da antico insegnante, non ho mai abbandonato una segreta, pudica vocazione educativa, conservo la fiducia che la storia di un uomo come Nikolaj Konstantinovič, della incredibile ricchezza e generosità dei progetti cui ha messo mano, possa ancora insegnare qualcosa.  Per questo motivo mi auguro che, pur con incomprensibile ritardo, anche gli storici italiani siano indotti ad approfondire gli studi e le ricerche su di lui.»

L’autore
Claudio Facchinelli, torinese, matematico di formazione, ma eclettico negli interessi, si è occupato di divulgazione scientifica, di teatro, di disagio giovanile. È critico teatrale, saggista, giornalista, traduttore. Ha pubblicato Dramatopedia – spunti di storia, etica e poetica per il teatro della scuola(Edizioni corsare, Perugia 2011). Impegnato da oltre venticinque anni nella diffusione della memoria della Shoah, ha curato Voci dalla Shoah – testimonianze per non dimenticare (La Nuova Italia, Firenze 1996; Gaspari, Udine 2019), e Un ragazzo ebreo nelle retrovie (Giuntina, Firenze 1999; Ghisetti & Corvi, Milano 2004). Fra i suoi lavori più recenti Dosvidania, Nina! (Sedizioni 2017); per Gaspari editore, oltre alla nuova edizione di Voci dallaShoah (2019), ha pubblicato Matematica umanistica (2020).

Corinna Gerbaz Giuliano e Gianna Mazzieri-Sankovic, Un tetto di radici. Lettere italiane: il secondo Novecento a Fiume, Gammarò edizioni

Con l’occupazione da parte delle truppe del maresciallo Tito di Fiume la Storia della città volta pagina. Da quel giorno, 3 maggio 1945, non sarà più quella di prima: neppure la più straordinaria quanto discussa avventura dannunziana era riuscita a portare sul corpo della città, dei suoi abitanti, nel fluire delle sue tradizioni cosmopolite, multietniche, multilinguistiche, multiculturali, multireligiose, un cambiamento così radicale e profondo come quello monocratico, rigido, indiscutibile, intervenuto in seguito alla violenta imposizione comunista. Ne risentiranno l’anima stessa della città che si vedrà abbandonata da gran parte dei suoi cittadini che preferiranno la strada dell’esilio piuttosto che vivere sotto una dittatura che imponeva un ordine del tutto avulso dalla vita civile, sociale, culturale e storica della città. Di quegli abitanti, sostituiti da genti provenienti da altri siti, anche lontani, della ex Jugoslavia, è rimasta una minoranza, nel tempo divenuta sempre più sparuta, ma che, nonostante tutto, ha saputo coraggiosamente resistere con le sole armi della lingua e della cultura alla forzata colonizzazione. È cresciuta così una letteratura fiumana autoctona, originale, che le autrici di questo libro, Gianna Mazzieri Šankovic e Corinna Gerbaz Giuliano, hanno saputo raccogliere, analizzare, sviluppare, mettendo a fuoco e connettendo tra loro gli autori e le opere che di quel grande, violento iato avvenuto al termine della seconda guerra mondiale sono la testimonianza, tra quanti di lingua italiana, nati a Fiume prima della guerra (Enrico Morovich, Franco Vegliani, Paolo Santarcangeli) sono poi stati costretti all’esilio, tenendo sempre ferme le loro origini e la loro formazione, così come quelli che sono rimasti (Osvaldo Ramous, Elvio Mestrovich); oppure sono arrivati o nati e cresciuti a Fiume dopo la guerra (Mario Schiavato, Giacomo Scotti, Alessandro Damiani, Laura Marchig e altri) mantenendo viva la lingua italiana, che, nel contesto multilinguistico, era poi la lingua franca storica di tutti i fiumani, qualsiasi fosse la loro etnia. Ma il libro prende in esame anche quegli autori di origine fiumana vissuti lontani dalla loro città, nati in esilio o in prossimità di esso, ma sentimentalmente e letterariamente legati ad essa (Marisa Madieri, Valentino Zeichen, Diego Bastianutti, Diego Zandel, Nirvana Ferletta). Il tutto preceduto da un’ampia e approfondita sintesi che offre al lettore il quadro storico d’insieme della letteratura fiumana, nelle sue diverse fasi, dal Medioevo a oggi. Il risultato è un’opera unica, sicuramente la prima e la più completa, che le autrici, entrambi docenti presso la cattedra di italianistica all’Università di Fiume, offrono agli studiosi, prima di tutto, e più in generale a quanti sono interessati all’universo articolato, complesso, vivo, ricco di influssi, che si cela dentro il microcosmo di una città di frontiera.
Le autrici
Gianna Mazzieri Sanković: Docente e Capo Dipartimento di Italianistica presso l’Università di Fiume, Croazia.
Corinna Gerbaz-Giuliano: Assistente superiore Università di Fiume, Dipartimento di Italianistica. Insegnamenti: Letteratura italiana, Filosofia della letteratura, Lettura della letteratura contemporanea in lingua italiana.

Le uscite di lunedì 27 settembre

Claudio Marrucci (testi) e Carmela Parissi (disegni), Fantasme/da Messalina e Giorgiana Masi, dove e come incontrarle, Fefè Editore

Innocue o rancorose, sono anime che vagano in cerca di giustizia o attendono che il dolore per un amore spezzato si trasformi in gioia, legate al luogo (il castello, la città, il maniero, il palazzo, il borgo) dove hanno dimorato in vita e nel quale ritornano. 80 casi in tutt’Italia, tra i 10 e i 60 anni: serve, imperatrici, borghesi, brigantesse e partigiane, che bramano di comunicare con i viventi.Per queste donne è stato coniato un nuovo appellativo: fantasme. E Fantasme s’intitola il libro di Claudio Marrucci e Carmela Parissi. Donne che attraversano l’Italia, da nord a sud, dal passato al presente, come recita il sottotitolo: “da Messalina a Giorgiana Masi, dove e come incontrarle”.   I fantasmi, affermano i due autori, «sono anime inquiete che tornano o restano nei luoghi terreni del loro supplizio. Spesso per una vendetta impossibile o per una paura che continua o per un amore mai terminato nonostante tutto. Vittime che restano vittime oltre la loro vita terrena, vittime che nella gran parte dei casi erano e sono donne. Oltre al nuovo nome, ci è sembrato giusto indagarle».
I due autori hanno contato più di un migliaio di “fantasme” in tutta Italia. Questo libro ne riporta ottanta, delle quali venticinque sono state immortalate dalle illustrazioni di Carmela Parissi, mentre Claudio Marucci ne ha romanzato la storia. «Fantasme antiche e moderne, buone o cattive, fantasme che tornano, fantasme evocate e fantasme infestanti: tante, troppe – scrive nella prefazione Carmela Parissi – per poter dare a ognuna lo spazio di un racconto esauriente. La decisione di selezionarne alcune e lasciarne altre all’oblio mi attanagliava la mente. Un’opera di cesoia che non volevo e non potevo compiere. Eppure le necessarie costrizioni di tempo e di spazio insite nella narrazione dovevano a tutti i costi trovare un epilogo». Alcune di queste “fantasme” sono note in tutta Italia, come Beatrice Cenci o la Baronessa di Carini; altre, come Filomena di Dolceacqua e Bianca Maria Aloisia, sono conosciute perlopiù̀ localmente; ci sono quelle legate a personaggi illustri, come ad esempio Lucrezia Borgia, Artemisia Gentileschi o la Contessa Lara, e le fanciulle decedute in tenera età, che non si rassegnavano a lasciare questa terra (per questo definite “dame bianche”), come Biancamaria Martinengo, Azzurrina o Igea da Agrigento; infine, di alcune di loro, come  Gaia Lavinia Volumnia, Angelica de Falconibus e Carlina, è nota solo la leggenda, mentre altre, come Isabella de’ Medici, Violante Carroz, Anna Carafa della Stadera,  appartenevano a nobili casate rinascimentali dalla storia ben consolidata. Si tratta in particolare di “fantasme” greche, etrusche, romane, “vichinghe”, cattoliche, ebree, libertine, serve, imperatrici, nobildonne, borghesi, brigantesse, regine, partigiane e studentesse. “Fantasme” che coprono un arco di tempo che va dalla Magna Grecia fino agli anni di piombo. Per questo, il libro è anche una storia d’Italia “al femmnile”. Ogni “fantasma” è legata a un luogo particolare: al castello, al palazzo, alla chiesa o al borgo. E in ogni regione d’Italia ne è presente almeno una, tanto da suggerire itinerari alternativi alla ricerca del brivido paranormale. Oltre a quella romanzata, c’è una parte del libro, per così dire, informativa: per le venticinque “fantasme” trattate, Marcucci ha realizzato cinque schede: Nel ricordo degli uomini in cui riporta la versione della loro storia tramandata dal potere maschile; Sussulti, fremiti, brivididove ricorda le leggende delle loro apparizioni; Il luogo infestato in cui descrive i luoghi dove hanno vissuto o dove appaiono; Per evocare la fantasmadove dà indicazioni per farle apparire con l’aiuto di una ricetta tipica del posto; Sulle tracce delle fantasma in cui dà i riferimenti per recarsi sul luogo infestato.
Gli autori
Claudio Marrucci, scrittore, traduttore da spagnolo e inglese, poeta. Ha pubblicato il romanzo Ammettiamo che l’albero parli (Fahrenheit 451), la silloge poetica Miles-poesia in presa diretta (Fusibilialibri), il libro di critica letteraria Antonio Veneziani (Coniglio Editore).
Carmela Parissi, sue le 25 immagini a tutta pagina delle Fantasme. Graphic designer/illustrator per l’advertising commerciale, illustratrice scientifica e naturalistica, disegnatrice di reperti archeologici, illustratrice d’arte, con clienti nel pubblico e nel privato.

Settembre è #SpecialeGraphe.it

Ricardo Moreno Castillo, Breve trattato sulla stupidità umana

Che cos’è la stupidità e come si manifesta? Come possiamo evitare quella degli altri e (ancor più) quella che, in percentuali variabili, alberga in ognuno di noi? Il tema dell’insipienza umana – della sua natura, del rapporto che intrattiene con la cattiveria e l’infelicità – si dipana in questo breve saggio dall’impianto gustosamente filosofico: l’autore espone le proprie considerazioni con un andamento che occhieggia ai trattati di qualche secolo fa, con grazia e buona scrittura, e con argomentazioni sostenute dalle massime dei pensatori di tutte le epoche. Universale nei concetti ma non priva di attenzione ai dilemmi del mondo contemporaneo, questa lettura ha il potere di suscitare il dubbio (buon segno!) e incoraggiarci al più robusto degli antidoti all’idiozia: la cultura.
L’autore
Ricardo Moreno Castillo, laureato in matematica e dottore in filosofia con specializzazione in storia della scienza, è stato docente di scuola superiore fino al pensionamento e professore associato nella facoltà di matematica dell’Universidad Complutense. Ha scritto saggi sulla matematica e la sua storia, sul pensiero e la filosofia, sull’educazione e ha pubblicato un romanzo.

Marco Belli, Storia di A., Illustrazioni di Camilla Lunghi Postilla di Antonio Castronuovo

Vi è mai capitato di pensare «Ah, se fossi una mosca!», curiosi di osservare da vicino, e in segreto, scenari altrimenti inaccessibili? A. è una mosca assai speciale – costruita con il filo di ferro di una gabbietta per champagne – ma il suo destino è proprio quello dell’osservatrice: una volta ricevuta la vita, nell’ottobre del 1916, dalle mani di uno squattrinato poeta parigino, è condotta dal caso nelle tasche dei più celebri artisti e scrittori dell’epoca, fra i loro libri, sui tavoli delle bettole nelle quali essi conversano, suonano, s’innamorano, compongono opere controverse e innovative. Tutta la magia di Parigi passa nel racconto di A., insetto senziente quasi vivo, che nel frattempo, forse proprio in questo istante, si è già posato non visto in un angolo della nostra esistenza. «Protagonista di questa storia è «una mosca vagans soave e sperduta come l’animula adrianea. Un racconto leggerissimo, ricco di scene spedite e brillanti, come se la realtà fosse frantumata dai suoi multipli ocelli» (Antonio Castronuovo)
L’autore
Marco Belli, è insegnante di scuola superiore, fotografo, passeggiatore, sommelier e assaggiatore ufficiale di grappe e distillati. Fa parte del collettivo di scrittori LAPS ed è direttore artistico del festival dell’editoria indipendente Elba Book Festival. Collabora con la rivista Millebattute e organizza workshop di fotografia e scrittura creativa in giro per l’Europa. La sua pubblicazione più recente come fotografo è Adagio Polesano (33 esemplari, numerati a mano, preludio di Antonio Castronuovo; Babbomorto Editore, 2018). Ha esordito come scrittore con il noir Il romanzo dell’ostaggio (Koi Press, 2015). Ha pubblicato nel 2017 Uno sbaffo di cipria e nel 2021 Canalnero, le prime due indagini della detective clochard Vivian Deacon, con Edicola Ediciones.

Alessandro Petruccelli, Il cercatore di asparagi, Illustrazioni di Emiliano Billai

La guerra è da poco finita e rinasce, negli abitanti di Campoluongo, la speranza di tornare alla normalità. Riprende anche la scuola, e il piccolo Damiano ne è così contento da voler cercare un giorno gli asparagi più succosi per regalarne un mazzetto alla maestra. Fra i rovi scopre invece ciò che resta di un soldato tedesco. Eppure anche da questo cupo episodio qualcosa rinascerà: un albero, piantato da Damiano stesso; poi un mestiere antico, scaturito dal legno; e, infine, le incredibili ramificazioni della vita stessa, che porteranno il protagonista molto lontano per ricondurlo poi, adulto, di nuovo alle proprie radici.
Una storia per ragazzi (da 8 anni) ricca di spunti per il futuro: il domani ci attende, nonostante le difficoltà del presente.
L’autore
Alessandro Petruccelli, ex insegnante di istituto superiore e nonno di quattro nipoti, ha vinto numerosi premi letterari come autore di romanzi (da Un giovane di campagna, pubblicato per la prima volta da Editori Riuniti nel 1976, sino a La favola dell’uomo senza amici, uscito per Robin Edizioni nel 2006) e di racconti per ragazzi

Sabato 25 settembre Etnabook chiude in bellezza con Massimo Maugeri

Massimo Maugeri, Il sangue della Montagna, La nave di Teseo

Infine, così come abbiamo aperto chiudiamo. Sabato 25 si conclude la III Edizione di Etnabook, con una eccellenza d’ospite tutta catanese: Massimo Maugeri che presenta il suo ultimo pubblicato da La nave di Teseo”, Il sangue della Montagna

Massimo Maugeri

Per gli abitanti del luogo l’Etna non è un vulcano, ma la Montagna. Marco Cersi, quarantasei anni, con la sua impresa specializzata nella realizzazione di prodotti in pietra lavica, tenta di rivalersi nei confronti di questa magmatica madre che gli ha segnato la vita. Paola Veltrami, vedova, quarantatré anni, è una docente universitaria di letteratura con il sogno di un modello economico più umano. Le loro vite si incrociano a causa della sparizione di un vecchio intagliatore di pietra lavica, amante della poesia: don Vito Terrazza. Mentre una nuova eruzione aumenta la propria intensità devastatrice, Marco e Paola rimangono schiacciati dal peso di problemi enormi: l’uno deve fare i conti con il proprio doloroso passato e i risvolti sempre più aspri della crisi; l’altra deve gestire il difficilissimo rapporto con la figlia. Sarà la Montagna, con il fluire incandescente del suo sangue, a segnare il passo in un arco temporale ampissimo che ci conduce fino all’anno 1886 per poi catapultarci nuovamente nei nostri giorni inquieti. La crisi d’identità, i drammi famigliari, il tema del doppio e della follia, il ruolo della scrittura metaletteraria costruiscono un romanzo-mondo capace di coinvolgere, emozionare e sorprendere fino alla fine. Alcuni degli elementi tipici dello stile di Maugeri confluiscono nella narrazione di ulteriori grandi tematiche: il rapporto uomo natura-eruzioni vulcaniche; la crisi economico-finanziaria; la visione di un nuovo sistema capace di mettere l’uomo, e non il mercato, al suo centro.

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