Teatro della città, 30 candeline, 2 palcoscenici e la centralità della scena

Teatro Presentata la stagione 2019-2020 del centro di produzione teatrale catanese che ha debuttato nel 1989. Forte di due palcoscenici - il Teatro Brancati ed il Piccolo Teatro - mette sul piatto una offerta di 40 titoli. Orazio Torrisi: «Felici di esserlo ma i parametri da rispettare come centro di produzione sono molti»

«Quest’anno il Teatro della Città spegne trenta candeline». Esordisce così, il fondatore Orazio Torrisi raccontando le origini di una delle più solide realtà teatrali di Catania, le cui fila accolgono da tempo attori storici che nel passato hanno contribuito alla fortuna dello Stabile. In primis Tuccio Musumeci – qui anche in veste di direttore artistico – ma anche Pippo Pattavina e Guia Jelo, anche se la lista è davvero lunga. Nato sulla scia di quella che fu la Cooperativa Alfa, istituita nel 1978 e diretta da Giuseppe Fava, alla cui morte subentrò il vicepresidente Giuseppe Lo Presti, il Teatro della Città vede la luce nel novembre del 1989 e da due anni a questa parte è uno dei tre centri di produzione presenti sul territorio siciliano. «Tutto questo – prosegue Torrisi – ci ha riempito di gioia, ma ci ha messo anche in grave difficoltà a causa di un decreto del ministero che ha limitato al 5% gli aumenti di contribuzione. Inoltre, i parametri da rispettare come centro di produzione sono molti, non solo in termini di giornate lavorative ma anche come ospitalità, collaborazioni con enti presenti sul territorio e in ambito nazionale, oltre ad attività extra, quali presentazioni di libri, convegni, rapporti con organismi culturali e Università».

Tuccio Musumeci, Orazio Torrisi, David Coco durante la presentazione della stagione 2019-2020 del Teatro della Città, foto di Dino Stornello

Ecco spiegato il perché del corposo cartellone messo in campo per la stagione 2019-2020, a cui va aggiunta la programmazione del Piccolo Teatro; oltre quaranta spettacoli che spaziano dalla commedia al teatro classico, dalla nuova drammaturgia al teatro in dialetto. Ad aprire la XII Stagione del Teatro Vitaliano Brancati sarà, giovedì 24 ottobre, un vero e proprio evergreen: Gli industriali del ficodindia, di Massimo Simili con Tuccio Musumeci, Margherita Mignemi e Sebastiano Tringali, nel ruolo che fu di Marcello Perracchio. Sarà poi la volta dello spettacolo scritto da Roberto Alajmo, Chi vive giace (dal 14 novembre) diretto da Armando Pugliese, che vedrà in scena David Coco, Roberta Caronia, Agostino Zumbo, Stefania Blandeburgo e Claudio Zappalà. Dal 28 novembre toccherà alla Compagnia della Luna, diretta da Nicola Piovani che presenta Variazioni sul varietà di Pietro Piovani, con Dodo Gagliarde, grande conoscitore del genere, Fabia Salvucci e un ensemble dal vivo.

Angelo Tosto e Orazio Torrisi

Teatro della Città 2019-2020: Angelo Tosto e Orazio Torrisi, foto di Dino Stornello

A un grande classico di Eduardo De Filippo, Questi fantasmi, sarà affidata la ripresa dopo le festività natalizie. Dal 9 gennaio, diretti da Pugliese, Angelo Tosto, Maria Rita Sgarlato, Plinio Milazzo, Emanuele Puglia, Giampaolo Romania, Olivia Spigarelli, daranno vita a una commedia amara in cui non mancherà qualche risata. «Proseguiremo poi con il Progetto Pirandello – sottolinea ancora Torrisi – che da alcuni anni portiamo avanti con continuità. Lo scrittore agrigentino è stato uno dei più grandi autori mondiali della storia della letteratura e del teatro e negli anni l’abbiamo voluto omaggiare partendo proprio dalle opere in dialetto per proseguire poi con quelle in lingua italiana».

Teatro della Città 2019-2020: Nicola Alberto Orofino e Miko Magistro, foto di Dino Stornello

Tre titoli attraverso i quali si vogliono raccontare le contraddizioni dell’animo umano: Enrico IV (dal 16 gennaio) con protagonista Miko Magistro e l’innovativa regia di Nicola Alberto Orofino; Il piacere dell’onestà (dal 30 gennaio) diretto dal regista Antonio Calenda con Pippo Pattavina, Debora Bernardi, Francesco Benedetto, Santo Pennisi e Olivia Spigarelli e infine L’uomo, la bestia e la virtù (dal 20 febbraio), dove a firmare la regia è l’eclettico attore e regista Carlo Ferreri, con Riccardo Maria Tarci, Evelyn Famà, Francesco Benedetto e Massimo Leggio. Sarà poi la volta di Mimì – Da Sud a Sud sulle note di Domenico Modugno (12 marzo) con la regia di Moni Ovadia e Giuseppe Cutino mentre nei panni del cantante pugliese troviamo il cantautore Mario Incudine accompagnato in scena dai suoi musicisti.

Mario Incudine in "Mimì"

Mario Incudine in “Mimì”

Gli ultimi appuntamenti prevedono dal 16 aprile la ripresa dell’opera del drammaturgo statunitense Arthur Miller, Erano tutti miei figli, diretta da Giuseppe Dipasquale con in scena uno dei più grandi interpreti del panorama teatrale italiano, Mariano Rigillo, e dal 7 maggio San Giovanni decollato di Nino Martoglio. In occasione del 150° anniversario dalla nascita dell’autore, Tuccio Musumeci e Guia Jelo daranno nuova vita all’esilarante coppia composta da Mastru Austinu Miciacio e dalla moglie Lona. Dopo il successo dello scorso anno tornerà come fuori abbonamento, Filippo Mancuso e Don Lollò, spin-off nato dall’adattamento teatrale del romanzo La concessione del telefono e scritto a quattro mani da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, con la verve comica di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

Teatro della Città 2019-2020: Guia Jelo

«Il cartellone del Piccolo Teatro sarà molto più ampio e si snoderà in tre sezioni. Oltre all’omonima sezione saranno presenti anche Nuovoteatro attenta alla drammaturgia contemporanea e Teatro Civile, incentrata su tematiche prettamente sociali. Ad aprire la 54esima Stagione Teatrale sarà, dal 28 dicembre, la favola noir Barbablù di Costanza Di Quattro, con la regia di Moni Ovadia e con Mario Incudine in scena. Sarà poi la volta della pièce Ziq è sulla spiaggia (dall’8 febbraio) di Lina Maria Ugolini, con Giuseppe Arezzi, Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, che ne cura anche regia, scene e musiche. Bonaccorso e la Bisegna saranno anche gli interpreti de Il teatrino delle meraviglie di Miguel de Cervantes (dal 21 febbraio) con incursioni sceniche de Il vestito nuovo dell’imperatore di Gianni Rodari, a cui il regista Gianni Salvo rende omaggio in occasione del centenario dalla nascita. È tratto dal romanzo Il Racconto dell’Ancella, della canadese Margaret Atwood The handmaid’s tale (dal 28 febbraio) con Viola Graziosi e la regia di Graziano Piazza. Un’amara riflessione sul mondo della recitazione e sulla solitudine emergerà dallo spettacolo L’ultima recita dell’attore Attilio Vecchiatto diretto da Armando Pugliese. La pièce, in scena dal 5 marzo, vedrà Andrea Tidona e Carla Cassola nei panni di Vecchiatto e della moglie Carlotta. Gianni Salvo dirigerà poi Io, Karl Valentin (dal 15 maggio), nel quale si racconta la vita dell’attore tedesco che conferì portata internazionale al cabaret bavarese. A concludere questa porzione di cartellone sarà il 20 maggio, Rumori fuori scena, prodotto dal Teatro Mobile di Catania in collaborazione con il Teatro della Città e con la regia di Francesca Ferro. Una commedia nella quale si raccontano i retroscena che avvengono durante le prove di uno spettacolo teatrale, tra divertenti interruzioni, isterie, amori non corrisposti, tensioni e riappacificazioni.

Teatrod ella città 2019-2020: Francesco Maria Attardi e Francesca Ferro del Teatro Mobile

Ritroveremo questa doppia produzione Teatro Mobile-Teatro della città anche il 23 ottobre nello spettacolo Deadbook – La schiera, scritto e diretto da Francesco Maria Attardi che inaugurerà la sezione Nuovoteatro. Un vero e proprio esperimento sociale in cui gli spettatori saranno coinvolti attivamente mentre i numerosi interpreti, vittime di un meccanismo perverso, saranno costretti a eliminarsi l’un l’altro, attraverso un sadico gioco di click e like. Il mito di Medea, riscritto da Laurent Gaudé, sarà al centro della pièce Medea Kali (dal 23 novembre) diretta da Beno Mazzone e prodotta dal Teatro Libero di Palermo con protagonista Viviana Lombardo.

Viviana Lombardo in "Medea Kalì"

Viviana Lombardo in “Medea Kalì”

Mezzaria Teatro – Madè in collaborazione con Senza Misura Teatro sono i produttori di Mein Kampf kabarett di George Tabori in scena dal 7 dicembre, con Giovanni Arezzo, Francesco Bernava, Egle Doria, Luca Fiorino e Alice Sgroi diretti da Nicola Alberto Orofino. La Compagnia Scena Verticale di Cosenza produrrà lo spettacolo Mario e Saleh, (dal 21 dicembre), scritto e diretto da Saverio La Ruina, con le musiche originali di Gianfranco De Franco. Il testo, vuole essere motivo di confronto fra un occidentale cristiano e un arabo musulmano all’indomani di un terremoto che rivoluzionerà le loro vite, tra differenze e colpi di scena. Saverio La Ruina, tonerà nuovamente in calendario dal 21 marzo, con la pièce Dissonorata – Un delitto d’onore in Calabria, spettacolo che ha fatto incetta di premi, dall’UBU 2007 (“Migliore attore italiano” – “Miglior testo italiano”) al Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010 – portando l’autore e attore alla ribalta nazionale. La famiglia tradizionale italiana sarà invece alla base di Family Day (dal 1 aprile), il primo di sette capitoli di Orofino destinati a raccontare la complessità dei rapporti  familiari. Last but not least è SanguMeu (dal 24 aprile), scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Argirò insieme a Cinzia Maccagnano, sui codici disumani della ’ndrangheta.

Il cast di "Mein Kamppf Kabarett" di Nicola Alberto Orofino, foto di Gianluigi Primaverile

Il cast di “Mein Kamppf Kabarett” di Nicola Alberto Orofino, foto di Gianluigi Primaverile

Ad aprire, dall’8 novembre, la rassegna Teatro Civile sarà Il mio nome è Caino, ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava, diretto da Laura Giacobbe e con Ninni Bruschetta nei panni del protagonista, produzione di Nutrimenti terrestri. Toccherà poi a Quattro uomini chiusi in una stanza (15 febbraio), opera scritta e diretta da Mario Gelardi con gli attori del Nuovo Teatro Sanità di Napoli, in cui si affronta il tema del confine, fra legalità e illegalità, in cui si può muovere un uomo delle forze dell’ordine. Su questo filone prosegue Storia di un oblìo (dal 27 marzo) di Laurent Mauvignier, con la regia di Roberto Andò e uno straordinario Vincenzo Pirrotta, vittima di un barbaro pestaggio. Dal 18 aprile Legittima Difesa, della Giacobbe con la regia di Roberto Bonaventura, concluderà questo miniciclo. 

Ninni Bruschetta in "Il mio nome è Caino"

Ninni Bruschetta in “Il mio nome è Caino”

Come preannunciato, le sinergie e le novità non finiscono qui: «Con la Marionettistica dei Fratelli Napoli – aggiunge Torrisi – abbiamo pensato a un “Pipino il Breve” con attori e pupi. A breve poi partirà anche la Scuola d’Arte Drammatica del Mediterraneo, che verrà inaugurata a novembre e a cui prenderanno parte molti protagonisti della stagione a partire da Riccardo Maria Tarci e che darà vita anche a molti laboratori di perfezionamento per giovani attori già diplomati, allo scopo di ampliarne le conoscenze». E ancora, Doppiascena, una serie di appuntamenti e incontri nei quali i protagonisti degli spettacoli in calendario, incontreranno gli studenti universitari; la stagione di Danza che si svolgerà al Piccolo Teatro della Città con due spettacoli del Balletto di Roma: Home Alone, destinato alle scuole (26 e 27 novembre al Piccolo) e il serale Male Variations (29 novembre) e infine L’altro figlio, con le coreografie di Silvana Lo Giudice. Sei sono invece i titoli del cartellone dedicato ai ragazzi: Colapesce, Il Raccontafiabe, Il vestito nuovo dell’imperatore, Nel regno di Re… ciclaggio, Isidoro e le tre Melarance e Pippi Calzelunghe, fuori abbonamento per La tartaruga e la lepre malandrina che lo scorso anno ha ottenuto grande successo.

Teatro della città 2019-2020: Orazio Torrisi e Maurizio Puglisi di Nutrimenti terrestri

Per la Rete di organismi teatrali BeyontheSUD (Betsud), istituita nel 2018, per favorire lo sviluppo di carriere di giovani artisti e operatori under 35 in un contesto internazionale, sono state realizzate due importanti produzioni teatrali che approderanno per due sere di fila al Piccolo Teatro della Città. Sabato 19 ottobre, alle ore 21, sarà la volta di Una storia di impossibilità di Fabio Pisano, con la regia di Agostina Luz Lopez e la produzione esecutiva di Alice Ferranti (in scena Claudio Boschi, Barbara Giordano e Fabrizio Martorelli), mentre domenica 20 alle ore 18, sarà la volta di E la nave va, drammaturgia di Diogo Liberano, traduzione italiana di Letizia Russo, regia di Carmelo Alù e produzione esecutiva Jonathan Bertolai (con Francesca Farcomeni, Domenico Macrì e Marco Quaglia).

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