Taormina invoca la Dea Fortuna e risuona con i Carmina Burana

Recensioni Felicemente rappresentata al Teatro antico di Taormina per la rassegna “Bellezza Belcanto Bellini” promossa dal Teatro Massimo Bellini di Catania, la cantata scenica dei Carmina Burana in un prologo e 3 parti, si è avvalsa della direzione  orchestrale di Dario Lucantoni e corale di Luigi Petrozziello, fruendo del suggestivo scenario naturale in una gradevolissima serata estiva

“Può mandare al macero tutto quanto ho scritto sinora. Con i Carmina Burana inizio la mia produzione”. Queste le parole rivolte  all’editore da Carl Orff, didatta e compositore monacense, a proposito dell’opera con cui esordì nel 1937 alla Staatsoper di Francoforte, ovvero le Cantiones profanae su testo tratto dalla  raccolta medievale omonima, conservata fino ai primi del 19° secolo nel monastero di BenediKtbeuren.  Felicemente rappresentata al Teatro antico di Taormina  per la rassegna “Bellezza Belcanto Bellini” promossa dal Teatro Massimo Bellini e curata dalla direzione artistica di Fabrizio Maria Carminati, la cantata scenica dei Carmina Burana in un prologo e 3 parti, si è avvalsa della direzione  orchestrale di Dario Lucantoni e corale di Luigi Petrozziello, fruendo del suggestivo scenario naturale in una gradevolissima serata estiva.

Orchestra e coro del Teatro Massimo Bellini a Taormina per i “Carmina Burana”

Fin dal prologo, con l’invocazione della dea Fortuna che dispensa dolori e gioie, si è distinta la bacchetta oculatissima di Lucantoni, imprimendo il giusto rigore agli accenti dei testi in latino intonati dal coro istruito capillarmente da Petrozziello, nella sua costante resa di compattezza vocale, su una scrittura a blocchi esente da intrecci contrappuntistici. Accenti spesso in contrattempo con gli sferzanti accordi dei validi pianisti Gaetano Costa e Paola Selvaggio, nel contribuire alla martellante varietà percussiva, completata dalle spiccate sonorità degli ottoni. Prendeva forma così la trascinante veste dei canti tra le plurime e lapidarie sfumature espressive dei clerici vagantes, grazie anche alla presenza scenica incisiva del cast vocale che si è profuso in una vivida rilettura dei testi in oggetto, dedicati rispettivamente nelle tre parti alla Primavera, ai canti da taverna e all’amore tra venature di allegria e di affanni: il baritono Franco Vassallo, di marcate capacità attoriali,  il tenore Shalva Mukeria, entrambi di chiaro spessore, e  il soprano Manuela Cucuccio, la cui finezza vocale ha dipanato sottigliezze idilliache.

Il complesso vocale-strumentale arricchito dal coro interscolastico “Vincenzo Bellini” curato da Daniela Giambra, ha aderito con coerenza interpretativa alla varietà contenutistica dei Carmina, sull’esprimersi popolaresco che si ispira alla natura, al vino, alla vita e alla morte. Ciò è avvenuto nel rispetto di uno stile composito, dispiegato da Orff tra stile tonale d’impianto, asperità espressionistiche e tardo romanticismo, all’insegna di una creatività non comune. A fine serata tutti gli artisti e i direttori hanno suscitato l’entusiasmo della consistente platea che si è prodigata in  meritati applausi ottenendo un brillante bis.

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