venerdì 19 ottobre 2018

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Stephanie la Mastercheffa: «Foodblogger, una passione che può diventare lavoro»

Tutto fa panza

Stephanie Cabibbo, ragusana mezzo sangue francese, nel mondo virtuale è conosciuta come Mastercheffa e fa parte del circuito di Giallozafferano. Nella sua città ha organizzato un corso per aspiranti foodblogger, hanno risposto in 25, dai 25 ai 60 anni: «Ho creato una brigata iblea, ognuno con la sua storia, chi più bravo ai fornelli, chi con i social»


di Rosalba Cannavò

Stephanie Cabibbo, 35, ragusana di madre francese, vincitrice di Chopped Italia su Food Network condotto da Gianmarco Tognazzi, autrice del blog Mastercheffa, uno dei più seguiti della piattaforma di Giallozafferano, è stata l’ideatrice del corso denominato Master Foodblog. Il corso, primo in Italia, gratuito per 25 aspiranti foodblogger provenienti dalla provincia iblea, si è tenuto da Di Pasquale, storico bar, pasticceria e gastronomia di Ragusa, a pochi metri della splendida cattedrale di San Giovanni. Di Pasquale, di recente, si è aperto anche all’organizzazione di eventi culturali legati al gusto.
Stephanie Cabibbo è laureata in Comunicazione internazionale ed è abituata a mettersi in gioco sul cibo grazie ai suoi viaggi in Europa e in Africa. «Da tempo avevo l'idea di poter creare un corso di formazione per foodblogger e mi sono resa conto di essere diventata, per questo ambiente, un punto di riferimento. Molti colleghi mi scrivevano in privato, chi mi domandava le foto, chi mi chiedeva consigli sulla gestione di un blog, chi come approcciarsi ai clienti. Visto che si lavora virtualmente era un continuo scambio. E quindi mi sono detta perché non fare un corso per supportare tutti i blogger che avevano delle difficoltà e non riuscivano a fare un salto di qualità dal punto di vista professionale».

Stephanie Cabibbo, in arte Mastercheffa

Come si diventa foodblogger?
«
Per trasformare una passione “virtuale” in un lavoro come tale bisogna affrontarlo. Non ci si può aspettare guadagni se si posta una ricetta ogni quindici giorni. Ogni mattina cucino, fotografo, scrivo, condivido sui social, faccio video. E' anche vero che pur essendo un'attività imprenditoriale ha un investimento zero, perché si investe soltanto il proprio tempo e la spesa, poiché si cucina a casa e lì viene consumata. Non è come aprire un ristorante che invece richiede spese di investimento».

L'idea del corso è partita da lei con la collaborazione di chi?
«
In primis la pasticceria di Pasquale, un luogo storico conosciuto per la qualità dei loro prodotti legati alla tradizione ragusana e siciliana, accreditata come ente formativo diventa la sede del corso professionale di ottanta ore, iniziato il 16 gennaio e concluso il 7 marzo. Il corso è stato finanziato da Forma Temp, che gestisce fondi legati all'istruzione, con lo scopo di insegnare ai partecipanti tutte le abilità necessarie per diventare food blogger».

Cabibbo durante il master per foodblogger da Di Pasquale a Ragusa

Le attività didattiche come si sono svolte?
«
Ho insegnato tutte le competenze necessarie, dalla fotografia al personal branding, quindi come ci si vende sul web, come lavorare bene per l'ottimizzazione sui motori di ricerca, dove non basta scrivere sul proprio sito ma far sì che la gente ci trovi su google. Tutti passaggi non proprio elementari. Esistono tecniche di scrittura fatte per il web, poi bisogna imparare a gestire bene i social, a fare i video, a interfacciarsi con i clienti».

Come ha selezionato i corsisti?
«
La selezione della classe, composta da persone dai 25 ai 60 anni, è stata fatta sulla base della storia che ciascuno ha voluto raccontare, comprese le persone mature con meno dimestichezza sui social di una ventenne ma con più competenza culinaria. Ho cercato di dare l'opportunità a varie tipologie di persone. Ogni partecipante ha avuto l'opportunità di aprire un proprio blog su Giallozafferano, gestirlo con professionalità, per poterlo trasformare in uno strumento di lavoro».

A Ragusa quindi da oggi non ci sarà solo Mastercheffa?
«
Si, infatti, ho creato una vera e propria brigata locale, e questo mi fa molto piacere. Non solo Ragusa, da Modica, Scicli o Chiaramonte, ciascuno ha portato la propria esperienza e le proprie tradizioni locali».

Un bilancio di questa prima esperienza?
«
Ho trovato diverse idee molto interessanti, per esempio la ragazza che fa cucina per diabetici e il suo blog si chiama "zucchero zero", o la ragazza spagnola che vive a Chiaramonte Gulfi e miscela la cucina spagnola con la sicula, o ancora chi è intollerante al grano e cucina per chi ha questa patologia e chi propone ricette semplici e veloci. Un ragazzo si è soffermato sulla storia e l'antropologia della ricetta, c'è chi raccoglie ricette legate ai viaggi, chi punta di più sulla fotografia che sulla scrittura. Insomma un panorama variegato».

Foto ricordo da Di Pasquale a Ragusa con gli aspiranti foodblogger

Quanto conta l'essere sul territorio ibleo, uno dei più ricchi dal punto di vista ortofrutticolo ma anche gastronomico della Sicilia?
«
Sicuramente la ricchezza del territorio è un vantaggio perché ci permette di proporre una cucina genuina che usa prodotti locali. Il blogger deve infatti avere un computer per descrivere, una macchina fotografica per dare l'immagine del cibo che viene preparato, ma anche con l'ausilio di un buon smartphone si possono realizzare buone immagini. Infatti i corsisti hanno potuto optare tra i due strumenti di lavoro».

Qual è il piatto che sanno cucinare tutti i corsisti?
«
Le scacce ragusane. Da ora, infatti, - afferma ridendo - su questo piatto avrò dei competitor sul web che prima non avevo».

Progetti futuri, dopo questo corso?
«
E' stata la mia prima esperienza di docenza a lungo termine, il primo corso di questo genere in Italia, nato da una mia idea e supportato da GialloZafferano che ha inviato da Torino, un referente di Altervista, che ha tenuto alcune lezioni su materie più tecniche. L'esperienza mi ha riempita di entusiasmo, un corso pilota che vorrei riproporre in altre parti d'Italia, sempre con il supporto di Giallozafferano, magari in una formula più concisa, con meno ore.Facendolo a pagamento si potrà fare una selezione sulle competenze informatiche, consentendo così una velocizzazione della didattica. In Sicilia ho già previsto di far partire un corso a Catania, a Palermo, ma anche nelle province minori».

Abbiamo raccolto qualche esperienza sul campo, intervistando tre corsisti e le diverse motivazioni che le hanno portate a seguire questo innovativo corso. Come Graziella Arancio, ex farmacista ragusana che, dopo un master in Naturopatia scientifica a Torino, a 44 anni cambia vita, e chiama il suo blog "Senza ricetta", ormai stanca di sentirlo dire dai suoi clienti, l'ha scelto come scommessa per una nuova vita lavorativa: «Nel mio blog non ci saranno solo ricette ma anche notizie riguardanti il benessere psicofisico, come quello prodotto dell'attività fisica, per esempio».

Graziella Arancio

Letizia Nicitra, di Chiaramonte Gulfi, ventiquattrenne, nutrizionista e biologa: «Voglio trasmettere a più gente possibile i segreti del mangiar bene e la salute a tavola. E' possibile mangiare tutto, alternando e variando i cibi, dalla parmigiana light all'uso dei legumi, senza esagerare nella quantità, è questa la vera dieta».

Letizia Nicitra

Alessandro Leggio, 27 anni, il cui blog è ancora in bozza, ha deciso di dare un taglio storico antropologico del cibo che propone: «Dietro ogni piatto, infatti, c'è una storia, come quello dell'arancino a arancina, un mix di cultura araba e spagnola».

Alessandro Leggio

Una scuola ma anche un viaggio nell'immagine e nel gusto, che questi nuovi foodblogger specializzati, nati e cresciuti in terra sicula, faranno conoscere al mondo.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 08 marzo 2018





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