Stelle Michelin, la Sicilia ne conquista 5 nuove

Tutto fa panza Annunciati ieri nel Bresciano i ristoranti stellati italiani inclusi nella Guida Michelin, la più famosa e ambita pubblicazione dedicata all’alta gastronomia. Tra le novità due stelle sono state assegnate al St. George di Heinz Beck a Taormina ed una ciascuna al Līmū di Bagheria, al Mec Restaurant di Palermo, al Principe Cerami di Taormina ed a I Tenerumi di Vulcano che si aggiudicano anche la Stella verde dei ristoranti vegetariani

Per il secondo anno consecutivo il Relais Franciacorta di Corte Franca, in provincia di Brescia, ha ospitato ieri la cerimonia nella quale sono annunciati i ristoranti stellati italiani inclusi nella Guida Michelin, la più famosa e ambita pubblicazione dedicata all’alta gastronomia. Uno dei momenti più attesi dell’anno per i gourmet ma anche per appassionati e curiosi della “Rossa”.

E se Villa Crespi del Master Chef televisivo Antonino Cannavacciuolo nella novarese Orta San Giulio è l’unica novità a tre stelle in Italia, e mentre la Lombardia è la regione che vanta maggiori novità stellate, ben 7, la Sicilia si è comportata molto bene con 5 novità. Due stelle sono state assegnate al St. George di Heinz Beck a Taormina, dove un giovane chef, Salvatore Iuliano, alla guida della cucina dall’estate 2022, esegue ricette di grande gusto, grande semplicità e notevole precisione, con tutta la leggerezza nota del suo mentore.

Heinz Beck e Salvatore Iuliano

Torna fra gli stellati chef Massimo Mantarro al Principe Cerami di Taormina mentre arriva una nuova stella vegetariana, il Tenerumi di Vulcano alle Eolie che detiene anche la stella verde per il suo impegno nei confronti della sostenibilità.

Mentre vengono confermate due stelle a La madia di Pino Cuttaia a Licata, e al Duomo di Ciccio Sultano a Ragusa Ibla, la novità due stelle Michelin 2023 quindi è il St. George by Heinz Beck di Taormina. Dalla sala elegante e dall’atmosfera vagamente British, appena il tempo si fa bello ci si trasferisce volentieri in terrazza, di fronte ad un lussureggiante giardino con piscina a sfioro e, sullo sfondo, vista sullo stretto di Messina e le sue due coste. Che ci si lascii ammaliare dai due menu degustazione oppure da un pasto alla carta, in tutte le preparazioni si trova la firma del maestro Heinz Beck: la leggerezza! Tratto distintivo che il resident chef Salvatore Iuliano – ai fornelli dall’estate 2022 – riprende insieme a proposte creative o “conservative”, ma con un costante occhio di riguardo per la generosa Trinacria.

Un piatto di Salvatore Iuliano al St. George by Heinz Beck di Taormina

I tavoli non sono molti e la location ambitissima, la prenotazione di conseguenza è più che consigliata.

St. George by Heinz Beck di Taormina

Tra chi vanta una stella Michelin 2023 due sono solo a Bagheria, con la conferma de I pupi di Tony Lo Coco e, novità, il Līmū. Nella città nota per le splendide ville dell’aristocrazia palermitana, il ristorante si trova ai margini del centro storico, all’interno di una piccola torre cinquecentesca. Il suo nome in arabo-persiano omaggia il limone, che a Bagheria fiorisce in abbondanza. Atmosfera elegante e contemporanea, ottimo il servizio, la cucina di Nino Ferreri rilegge alcuni prodotti e ricette isolani in chiave creativa. Il risultato sono proposte elaborate che non si fanno dimenticare facilmente, come la poesia dei nomi dei piatti: da Sento il Mare dentro una Conchiglia a Domenica è sempre Domenica (degli ottimi tortelli al ragù). Particolarmente ampia la scelta dei vini al bicchiere.

Nino Ferreri chef del Līmū di Bagheria

Altra novità stellata palermitana, nella città capoluogo, è il Mec Restaurant. Nella rinnovata cornice high tech di Palazzo Castrone nel centro storico di Palermo, Carmelo Trentacosti mette in tavola piatti dai sapori tenuti, mai esagerati che evidenziano una raffinatezza unica e un’impronta moderna. Percorso degustazione in due menu – uno dei quali vegetariano – o scelta à la carte, con alcune preparazione eseguite direttamente al tavolo, come la crêpes Suzette!

Carmelo Trentacosti chef del Mec Restaurant di Palermo

Altra novità ad una stella è il Principe Cerami di Taormina. Il Principe Cerami è il ristorante stellato del Four Seasons San Domenico Palace Hotel di Taormina. Prende il nome dal nobile siciliano Principe Domenico Rosso di Cerami, che ereditò il convento intorno al 1866, creando le premesse perché diventasse Hotel nel 1896. Qui si può godere un viaggio culinario, curato dallo chef Massimo Mantarro. Lo chef etneo presenta cucina quintessentiale siciliana mettendo in mostra ingredienti locali e tradizioni. Ideale per una cena all’aperto, sulla spettacolare terrazza del ristorante con vista sulla baia di Taormina, oppure all’interno circondato dalla maestosità e dall’eleganza della sala principale.

Massimo Mantarro, chef del Principe di Cerami di Taormina

Un’altra novità stellata tocca le Eolie con I tenerumi di Vulcano. Arrivando al ristorante prima del calar del sole si ammira un tramonto spettacolare, con pochi eguali in Italia, seduti ai tavoli del giardino (o attraverso le vetrate della sala interna in caso di cattivo tempo), di fronte alle isole Eolie e ai faraglioni: il quadro è mozzafiato. Ma questo è solo l’antipasto di un’esperienza gastronomica tanto originale quanto qualitativamente strabiliante: nessuna scelta, ma un lungo menu degustazione a sorpresa, interamente dedicato al mondo vegetale, basato su prodotti spesso coltivati a Vulcano. Tra fermentazioni, marinature, ossidazioni, affumicature e tanto altro, il giovane chef Davide Guidara dimostra una maestria encomiabile nel dare forza e sapori a piatti vegetariani che vi lasceranno un ricordo indelebile e nessuna nostalgia per la carne, abbinati a bevande (anche non alcoliche) altrettanto sorprendenti.

Davide Guidara. chef de I Tenerumi di Vulcano

Stella Verde Michelin

Doppia la soddisfazione per i Tenerumi che si aggiudica anche la Stella verde fra i ristoranti vegetariani (riconoscimento che nel 2022 fu assegnato al Signum di Salina) perché riesce a conciliare gastronomia e sensibilità. Davide Guidara: «Un orto di circa due ettari riesce a soddisfare circa il 90% del fabbisogno del ristorante in termini di ortaggi e vegetali; tutto lo scarto organico viene poi compostato (anche se in realtà è davvero poco, grazie alle tecniche di conservazione tramite fermentazioni e macerazioni) ed utilizzato – in seguito – come fertilizzante per il terreno. Inoltre, a Vulcano l’acqua è contingentata (lo spreco è quasi nullo) purtuttavia, I Tenerumi dispone di pozzi che si rigenerano grazie ad un ciclo natura».

Mantengono una stella (rossa) il Coria di Caltagirone, il Sapio di Catania, lo Shalai di Linguaglossa, Accursio di Modica, Gagini Restaurant di Palermo, Locanda Don Serafino di Ragusa, lo Zash di Riposto il Signum di Salina (Eolie), La Capinera e Otto Geleng a Taormina, Il Bavaglino di Terrasini, Il Cappero di Vulcano (Eolie).



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