martedì 24 ottobre 2017

martedì 24 ottobre 2017

MENU

GNC Dixit

Sicilexit dopo la minchiata di Kurz. E alla Sacher Torte preferisco la cassata

Blog

Non si può reggere la stupidaggine detta vis-a-vis dal 30enne ministro degli esteri austriaco al nostro Alfano: "I migranti irregolari restino a Lampedusa, non vadano sulla terraferma". Se questa è l'Europa, meglio uscirne. A cominciare dai siciliani la cui identità sempre votata al futuro non può essere paragonata a questi giovani-vecchi


di Gianni Nicola Caracoglia

Ora basta, la misura è colma. Ma possiamo nel mezzo di una calda estate, e non solo dal punto di vista atmosferico, sopportare tutte le stupidaggini che dalla Mitteleuropa fior fiore di personaggi si sognano non solo di pensare ma anche di dire? Possiamo noi siciliani sopportare le dementi dichiarazioni da collega a collega (al nostro ministro degli esteri Alfano) che il giovane (ma solo anagraficamente) ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz, 31 anni il prossimo 27 agosto, ma vecchio di secoli nel cervello, ha detto solo ieri: “Parole chiare all'incontro con il ministro degli esteri dell'Italia Alfano. Resto in linea con la mia posizione: la rotta per il Mediterraneo e l'Italia deve essere chiusa e chiudere i traghetti tra le isole italiane e il continente per l'immigrazione clandestina”. Una sonora minchiata che campeggia sul post su Facebook con la foto dei due ministri sorridenti. “Pretendiamo che venga interrotto il traghettamento di migranti illegali dalle isole italiane, come Lampedusa, verso la terraferma”. Questa la frase vera detta dal ministro austriaco che ha minacciato che “l'Austria chiuderà il Brennero, se l'Italia dovesse applicare il lasciapassare”. “Le dichiarazioni di Kurz? Le sue sono idee per la campagna elettorale austriaca… Gliel’ho detto chiaramente” ha dovuto replicare "diplomaticamente" Alfano.

La replica vera fortunatamente è arrivata dal sindaco di Lampedusa, il neoeletto Totò Martello che senza peli sulla lingua ha detto: “Una dichiarazione del genere me la sarei aspettata da un naziskin, non certo da un rappresentante delle istituzioni di un Paese delll’Unione Europea. Evidentemente Kurz non sa neppure quanto è grande Lampedusa, e dimentica che nella nostra isola vivono seimila persone che si sentono europee. Dalle parole che ho letto capisco che il ministro non sa come avvengono gli sbarchi, in quali condizioni vengono soccorsi i migranti che arrivano a Lampedusa, e non sa quanti sforzi compiono quest’isola e i suoi abitanti per l’accoglienza umanitaria”.

Totò Martello, sindaco di Lampedusa

Il sindaco Martello ha sacrosanta ragione, il giovane-vecchio Kurz non ha idea. Ma non ha idea di cosa sia l’Unione europea. Così come non ce l’hanno i paesi del V4, il gruppo di Visegrad formato da Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia. Proprio oggi il premier ungherese Viktor Orban, quello del filo spinato anti-immigrati, ha annunciato una lettera al nostro premier Gentiloni dove chiede che "L'Italia dovrebbe chiudere i suoi porti" per arginare i flussi migratori dal Mediterraneo. Il nostro premier ha avuto la forza di rispondere: “Dai Paesi dell'Ue abbiamo diritto di pretendere solidarietà, non accettiamo lezioni, tanto meno possiamo accettare parole minacciose. Noi facciamo il nostro dovere, pretendiamo che l'Europa intera lo faccia al fianco dell'Italia invece di dare improbabili lezioni al nostro Paese”.

E dobbiamo pure sentire le farneticazioni dei giovani-vecchi chiamati Identitari per l’Europa, il cui portavoce, un altro “illuminato austriaco”, Martin Sellner, un ragazzotto che la sola cosa che sa dire è “ondate di migrazione illegale sta invadendo l’Europa”. Che succede agli austriaci? Hanno mangiato troppa Sacher Torte facendo innalzare il livello glicemico in maniera preoccupante?

Martin Sellner

Se questa è l’Europa oggi - ai “muri” dei Paesi citati si aggiunge il doppiogiochismo della Francia di Macron, la paura della Germania di perdere consensi a destra, la strafottenza di Malta che si tira fuori dal gioco forte della sua “isolitudine” in mezzo al Mediterraneo -, vorrei capire che ci sta a fare l’Italia nell’Unione europea al fianco di Paesi che violano già l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei Diritti umani, votata dalle Nazioni Unite nel 1948: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Se alla fine dobbiamo fare tutto da soli e l’Unione ci dà solo qualche spicciolo per le politiche di accoglienza, che senso ha restare nell’Unione? Se la Sicilia, poi, si sobbarca in pratica l’intero carico organizzativo della gestione del flusso migratorio, ma che ci restiamo a fare nell’Unione? Tutti parlano a voce grossa che bisogna “aiutarli a casa loro” ma un nuovo piano Marshall per salvare il mondo morto di fame non lo mette in piedi nessuno. Quindi?

Uno degli innumerevoli sbarchi di migranti in Sicilia

Fino a qualche tempo fa si parlava di Lampedusa come isola simbolo che meriterebbe il premio Nobel per la pace, oggi viene scambiata per un lager da un giovane-vecchio, il ministro Kurz, che forse a quel modello storico-culturale è legato. Meglio allora la Sicilexit, fuori la Sicilia dall’Unione che pretende e non dà nulla in cambio. Che parta dalla Sicilia un nuovo processo identitario. La Sicilia vera è quella del comitato Castell'Umberto senza frontiere, comitato spontaneo nato nel paese nebroideo dopo le barricate istituzionali contro 50 migranti accolti nel complesso Il Canguro, cui hanno aderito cittadini anche dei paesi vicini, da Sant’Agata di Militello, a Capo d’Orlando, Naso, Mirto, e altri.

Il simbolo di Castell'Umberto senza frontiere

Perché io da cittadino siciliano, abituato a conquistarmi il futuro giorno per giorno, non voglio essere accomunato ad un giovane-vecchio e i suoi seguaci legati a libri di storia ormai ingialliti. E alla Sacher Torte preferisco di gran lunga la cassata.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 21 luglio 2017




Gianni Nicola Caracoglia

Una laurea in Scienze Politiche, una vecchia passione (mai sviluppata) per la carriera internazionale e una grande passione (poi sviluppata) per il giornalismo, in particolare per la musica e gli spettacoli. Ho diretto per 16 anni l'agenzia Blu Media, adesso dirigo SicilyMag.it. E coltivo un sogno: prima o poi andare in Brasile. "Socialmente" sono presente su Twitter, Facebook e Instagram.


ULTIMI POST

Non salvate il "soldato" Ryan(air)

Sei milioni in un anno dalla Regione e dai Comuni del Trapanese non sono bastati a proteggere l'aereoporto Florio di Trapani Birgi dalle bizze d'umore di Ryan(air) in piena crisi piloti, che ha cancellato fino a marzo 7 tratte con lo scalo siciliano. E allora questi soldi pubblici perché li paghiamo? E' possibile che non ci siano imprenditori siciliani seri che ne possano beneficiare in vece del vettore irlandese?

Con gli uomini del disonore la mafia uccide anche d'inverno

Venticinque anni dopo la strage di Capaci, in "Sicilian ghost story" Fabio Grassadonia e Antonio Piazza strappano la tragedia di Giuseppe Di Matteo dall'inferno terrestre per affidarla all'eterna fluidità della vita. Con quell'omicidio la mafia siciliana raggiunse l'apice di immoralità. Il film passa ai giovani il testimone di integrità morale in cui sperava Paolo Borsellino

A Taormina fa più bene il Giro d'Italia che il G7

Il recente attraversamento, in diretta tv e web, della cittadina capitale del turismo siciliano da parte della carovana rosa del Giro edizione 100, nel percorso in due tappe Cefalù-Etna-Messina, è stata la vera cartolina promozionale della bella Sicilia. Compenserà le pene dell'inferno che la Perla dello Jonio vivrà dal 22 al 27 maggio causa blindatura per tutelare il G7 del nulla di fatto?