“Questi fantasmi”, fessaggine e furbizia per sopravvivere all’inferno dell’inganno

Recensioni La dolente umanità di Eduardo per l’intelligente regia di Armando Pugliese hanno inaugurato il 2020 al Brancati di Catania (repliche fino al 26 gennaio), con una delle più amare commedie dell’immortale drammaturgo napoletano. Ottimo Angelo tosto nei panni di Pasquale Lojacono. Spettacolo dedicato alla memoria di Nellina Laganà

La dolente umanità di Eduardo De Filippo per l’intelligente regia di Armando Pugliese hanno inaugurato il 2020 al Teatro Brancati con la prima andata in scena giovedì 9 gennaio (con repliche fino al 26) di Questi fantasmi, una delle più amare commedie dell’immortale drammaturgo napoletano, dedicata con grande commozione dagli attori all’attrice e amica Nellina Laganà appena scomparsa. Diciamo subito che non è facile portare in scena un personaggio complesso e sfaccettato come Pasquale Lojacono, il protagonista, un uomo verso cui lo spettatore, era questa l’intenzione di Eduardo, finisce per nutrire anch’egli sentimenti ambivalenti. Ma il nostro Angelo Tosto, guidato con grande sagacia dal regista, ha vinto decisamente la sfida, cimentandosi in una prova accattivante , che tanti applausi ha strappato al pubblico catanese fin dall’incipit, nel bel duetto con Raffaele, il portiere, un grande Giampaolo Romania.

Angelo Tosto e Giampaolo Romania in “Questi fantasmi” in scena al Brancati di Catania, foto Dino Stonello

In effetti il Pasquale Lojacono del Brancati sta perfettamente a metà tra la fessaggine e la furbizia: a volte sembra esserci, a volte farci. Da marito fallito qual è, sposo infelice di una moglie giovane ancor più infelice (una brava Maria Rita Sgarlato), sobbalza, trema, teme i fantasmi; ingenuo (o fintamente ingenuo?), è convinto (ma davvero?) dell’esistenza di un fantasma buono, che gli fa i regali.  Questo fantasma è Alfredo, l’amante della moglie (cui Emanuele Puglia ha dato una grande anima), anch’egli infelicemente sposato con Armida (una convincente Olivia Spigarelli). Così sul palco si sono sapientemente alternati momenti esilaranti, come la scena dell’arrivo di Armida e figli con i bei costumi di Dora Argento, e attimi di sentita commozione sottolineati dalle musiche di Matteo Musumeci, che sono culminati nella splendida chiusa, che ha lasciato nello spettatore l’amaro in bocca, riconciliandolo con il protagonista, morto di fame, fallito nella sua vita sentimentale, condannato a vivere nell’inferno dell’inganno.

“Questi fantasmi”, da sinistra Sgarlato, Puglia, Milazzo, Zappalà, Spigarelli, Tringale Bonaccorso, Alma, Romania, Tosto, foto Dino Stornello

Bravo anche il resto dell’ottimo cast (Gastone Califano, Plinio Milazzo; Carmela, sua sorella, Elisabetta Alma;  Silvia e Arturo, Paola Bonaccorsi e Leonardo Zappalà,  Saverio Califano e Maddalena, Enzo Tringale e Elisabetta Alma)  e splendido il monologo del caffè, dove Angelo Tosto è riuscito davvero a render vivo il vero grande protagonista dell’opera, quel professor Santanna che mai compare sulla scena, “occhio del mondo”, osservatore veritiero della farsa che si svolge sulla scena: un omaggio a Napoli, al suo rito del caffè che nasconde la rivelazione del tradimento della moglie col famoso doppio senso del ”becco”.

Angelo Tosto in “Questi fantasmi”, foto Dino Stonello

“Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice  un uomo: una tazzina presa tranquillamente qui fuori, con un  simpatico dirimpettaio…” Ma il becco è lui, Pasquale Lojacono, indimenticabile, sofferta maschera eduardiana, cui la bella messa in scena del Brancati ha dato nuova umana vita.

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