Premio Di Stefano, premio bagnato poco fortunato

Recensioni La pioggia su Taormina ha rovinato la festa del Premio Internazionale Giuseppe Di Stefano, nell’ambito di Mythos Opera Festival, tanto che è saltata la "Cavalleria rusticana" per rinuncia della Orchestra Filarmonica della Calabria. La prima parte, comunque, aveva visto il Belcanto al Teatro antico e il premio a Floria Di Stefano, figlia dell'illustre tenore etneo

E stata una nuvoletta bizzosa, nei cieli di Taormina, a produrre quella pioggerella fastidiosa che al Teatro Antico ha interrotto per ben due volte il premio Internazionale Giuseppe Di Stefano Cavalleria Rusticana Concert Gala (nell’ambito di Mythos Opera Festival, giunto alla seconda edizione), in onore alla memoria del grande tenore siciliano, nel decimo anniversario della scomparsa. La rinuncia a tornare sul palco, per la terza volta, da parte dell’Orchestra Filarmonica della Calabria e del suo direttore Amos Talmon, per motivi tecnici (dopo il rientro nella cavea del pubblico che, munito di ombrelli, aveva raggiunto la zona coperta, all’ingresso, per attendere pazientemente la fine della pioggia) non ha consentito la messa in scena di Cavalleria Rusticana, la nota opera di Pietro Mascagni, per la quale era previsto, nella seconda parte, un parterre vocale di prestigio internazionale.

Orchestra filarmonica della Calabria e Coro lirico siciliano, foto di Goffredo Greco

Così l’agognata manifestazione, di fronte a un pubblico attento ma di modesta entità (per le non favorevoli condizioni climatiche) si è svolta solo in parte, ma fruendo comunque della pregiata compagine vocale del Coro Lirico Siciliano, che, giunta al decimo anno di attività sotto la presidenza di Alberto Munafò Siragusa (direttore di produzione del premio) si avvale della direzione del validissimo Francesco Costa, distintosi per eleganza e maestria nello splendido “Va’ pensiero” (dall’opera Nabucco di Giuseppe Verdi) che ha raggiunto un intenso amalgama espressivo sebbene fosse privo di supporto orchestrale. Lo stesso Costa è stato il conduttore della “mezza” serata al posto di Enrico Stinchelli impossibilitato per un infortunio, guidando poi il coro nell’aria “Casta diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini (della quale abbiamo ascoltato la Sinfonia d’apertura incompleta) eseguita a cappella dall’agile e melodioso soprano Raffaella Angeletti, interrotta alla prima esecuzione dalla pioggia.

Il direttore Francesco Costa, foto di Goffredo Greco

Giuseppe e Floria Di Stefano

A fronte delle avversità climatiche, il Premio Oscar della Lirica alla memoria di Giuseppe Distefano (anticipazione dell’edizione 2018 del Premio Speciale Golden Opera degli International Opera Awards, il riconoscimento più ambito ai protagonisti della lirica mondiale ideato da Alfredo Troisi), realizzato dall’artista Turi Azzolina, è stato consegnato dal sindaco di Taormina Mario Bolognari alla figlia del grande tenore Floria Distefano, giunta dall’America per l’occasione. Dell’artista siciliano, nato a Motta S. Anastasia nel 1921 e scomparso nel 2008 a Santa Maria Hoè in provincia di Lecco, definito da Costa “padre del mondo teatrale intero”, sono state poste in rilievo le eccelse qualità vocali, la superba dizione, il timbro cristallino e le raffinate emissioni nel registro dei piano e pianissimo (come il do del Faust di Gounod) nella sua carriera costellata di innumerevoli successi.

Il soprano Raffaella Angeletti, foto di Goffredo Greco

Presenti sul palco anche il Coro di voci bianche “Città di Taormina” diretto da Ivan Lo Giudice, il sovrintendente del Mythos Opera Festival (partner del Coro Lirico Siciliano) Gianfranco Pappalardo Fiumara, che ha consegnato il Premio all’Opera di Varsavia, il maestro di lirica e cinematografia Nino Strano (che ha consegnato il premio alla Angeletti), il sindaco di Motta S. Anastasia, Anastasio Carrà, e l’assessore Distefano. Ben presto lo scenario illuminato del Teatro antico è divenuto una bella vetrina di cantanti lirici, a partire da coloro che dovevano essere i protagonisti della Cavalleria Rusticana, ovvero Rudy Park (Turiddu), Alberto Mastromarino (Alfio), Giovanna Casolla (Santuzza), Elisabetta Fiorillo (Lucia) e Giuseppina Piunti (Lola); accanto a Renato Francesconi (denominato l’Otello), Ramona Tullumani, Maria Dragoni, Antonio Mandrillo e Nicola Martinucci; mentre il ballerino Andrea Mazzurco è comparso sulla scena solo durante le prove che hanno preceduto la manifestazione (previsti video mapping e coreografie di Claudio Mantegna, e disegno luci di Lorenzo Tropea).

Tra una festosa partecipazione generale, sia degli artisti che del pubblico sono stati eseguiti in chiusura “Libiam nei lieti calici” dalla verdiana “La Traviata” e il classico intramontabile della canzone napoletana “O sole mio” di Eduardo Di Capua (su versi di Giovanni Capurro) con l’input incisivo di Alberto Munafò. Possiamo certamente dire che, nonostante la delusione, ma col meritato plauso agli organizzatori, il belcanto italiano ha allietato un po’ ancora una volta la cavea storica di Taormina.

La consegna del premio a Floria Distefano (abito scuro), foto Goffredo Greco

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