NOma, la app per dire no alla mafia

Trinacria 2.0 L’applicazione, che gode del Patrocinio del Comune di Palermo, nasce dall’impegno dell’associazione no profit “Sulle nostre gambe”, fondata da Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif), Roberta Iannì, Emanuela Giuliano e Tiziano Di Cara (autore dell’idea dell’app). La sua realizzazione è stata possibile grazie alla partnership di TIM, che ne ha curato l’ideazione, la progettazione e lo sviluppo, e alla collaborazione di Rai Teche.

Da oggi è disponibile “NOma – luoghi e storie NOmafia”: un’applicazione, scaricabile gratuitamente su tablet e smartphone, che guiderà cittadini, turisti, giovani e studenti attraverso le strade di Palermo, nei luoghi degli attentati “mafiosi” che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70. Grazie a contributi audio, video, fumetti e a un sofisticato sistema di animazioni digitali, gli utenti, ovunque si trovino, potranno accedere ad informazioni relative a quel tragico momento storico e consultare le vicende biografiche delle vittime. Un modo per conoscere e diffondere lo straordinario esempio di coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia.

Gli ideatori, Pif, Roberta Iannì, Tiziano Di Cara, Emanuela Giuliano

Gli ideatori, Pif, Roberta Iannì, Tiziano Di Cara, Emanuela Giuliano

L’applicazione, che gode del Patrocinio del Comune di Palermo, nasce dall’impegno dell’associazione no profit “Sulle nostre gambe”, fondata da Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif), Roberta Iannì, Emanuela Giuliano e Tiziano Di Cara (autore dell’idea dell’app). La sua realizzazione è stata possibile grazie alla partnership di TIM, che ne ha curato l’ideazione, la progettazione e lo sviluppo, e alla collaborazione di Rai Teche.

All’app hanno contribuito molti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo: Pippo Baudo, Paolo Briguglia, Ficarra e Picone, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Nino Frassica, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Teresa Mannino, Isabella Ragonese, Francesco Scianna, Giuseppe Tornatore.

 

Alcuni testimonial, Pif, Giuseppe Fiorello, Isabella Ragonese, Ficarra e Picone

Alcuni testimonial, Pif, Giuseppe Fiorello, Isabella Ragonese, Ficarra e Picone

TIM, partner tecnologico di NOma, ha sposato questa iniziativa per mantenere sempre vivo il ricordo degli uomini e delle donne che hanno lottato contro la mafia. Utilizzando il proprio know-how tecnologico e le potenzialità della rete mobile di nuova generazione, TIM conferma così il proprio impegno come abilitatore alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione più innovative perché le persone possano avvicinarsi alla conoscenza, alla cultura e alla storia attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti.

NoMA

NoMa

Rai Teche, nell’ambito della costante ricerca di nuove metodologie di documentazione e di nuove tecnologie comunicative, ha accolto con entusiasmo il progetto NOma, intravedendo in esso un nuovo modello di divulgazione del proprio patrimonio audiovisivo, che è anche patrimonio comune degli italiani. L’innovativa utilizzazione dei contenuti digitali proposta da NOma si rivolge alle generazioni più giovani, ed è volta alla valorizzazione del territorio e della storia del Paese, attraverso nuove dinamiche di partecipazione che vogliono coinvolgere la comunità locale, i turisti/visitatori, gli studenti e i giovani nel processo comunicativo e creativo di rievocazione di alcuni eventi importanti e drammatici della nostra recente storia.

La ricostruzione della strage di Capaci

La ricostruzione della strage di Capaci

Sono attualmente disponibili nell’applicazione 15 itinerari attraverso le strade di Palermo e dintorni che porteranno a conoscere altrettante storie di persone che hanno combattuto la mafia.

L’applicazione sarà inoltre fruibile ovunque, grazie alla modalità “Visita 360°” che porta virtualmente gli utenti sul luogo dell’accaduto, utilizzando una modalità immersiva basata su foto panoramiche a 360°. Utilizzando questa funzione, l’utente potrà guardarsi attorno come se si trovasse sul posto, ascoltare la narrazione e vedere tramite animazioni come sono avvenuti gli eventi.

L'omicidio di Piersanti Mattarella

L’omicidio di Piersanti Mattarella

Un modo per non dimenticare e per non disperdere il lascito di questi grandi personaggi, dei loro cari e delle loro scorte: Antonino Agostino, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Mauro De Mauro, Giovanni Falcone, Mario Francese, Giorgio Boris Giuliano, Libero Grassi, Carmelo Iannì, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Beppe Montana, Giuseppe Puglisi, Pietro Scaglione, Cesare Terranova. Successivamente saranno disponibili anche le storie di Filadelfo Aparo, Ninni Cassarà, Gaetano Costa, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Paolo Giaccone, Calogero Zucchetto.

Ciascuna storia (sceneggiata dallo scrittore Piergiorgio Di Cara) è illustrata attraverso documenti storici, fumetti e animazioni in realtà aumentata e foto panoramiche a 360°, note biografiche, video e fotografie d’epoca e da interviste inedite ai familiari: Vincenzo e Augusta Agostino (genitori di Antonio Agostino), Francesca Aparo (figlia di Filadelfo Aparo), Fiammetta Borsellino (figlia di Paolo Borsellino), Laura Iacovoni (moglie di Ninni Cassarà), Giovanni Chinnici (figlio di Rocco Chinnici), Franca De Mauro (figlia di Mauro De Mauro), Vincenzo Di Fresco (nipote di Giovanni Falcone), Giulio Francese (figlio di Mario Francese), Selima Giuliano (figlia di Giorgio Boris Giuliano), Davide Grassi (figlio di Libero Grassi), Roberta Iannì (figlia di Carmelo Iannì), Franco La Torre (figlio di Pio La Torre), Maria Mattarella (figlia di Piersanti Mattarella), Dario Montana (fratello di Beppe Montana), Francesco Puglisi (fratello di Pino Puglisi), Antonio Scaglione (figlio di Pietro Scaglione), Geraldina Piazza (nipote di Cesare Terranova).

L'omicidio di Pino Puglisi

L’omicidio di Pino Puglisi

Le storie sono introdotte dalla voce di Pif e di molti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno scelto di aderire al progetto: Pippo Baudo, Paolo Briguglia, Ficarra e Picone, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Nino Frassica, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Teresa Mannino, Isabella Ragonese, Francesco Scianna, Giuseppe Tornatore.

L’applicazione proporrà, inoltre, itinerari che conducono alla scoperta delle realtà che aderiscono ad “Addiopizzo”, il movimento nato su iniziativa di un gruppo di giovani che hanno scelto di combattere la mafia promuovendo un sistema di economia virtuosa attraverso lo strumento del “consumo critico”. La scelta di inserire all’interno dell’app l’itinerario “Addiopizzo” nasce dalla volontà di rendere visibile uno dei tanti lasciti di persone che, attraverso il proprio sacrificio, hanno risvegliato le coscienze e reso possibile una piccola rivoluzione.

L’applicazione è disponibile anche in inglese.

NOma nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “sulle nostre gambe” e si pone l’obiettivo di divulgare le storie delle molte persone che hanno combattuto la mafia fino a sacrificare le proprie vite. Tali storie, oltre ad avere un forte valore simbolico e pedagogico, rappresentano un mattone importante della nostra democrazia. L’intento dell’associazione è quello di diffondere e rinnovare il messaggio che questi uomini e queste donne ci hanno lasciato e offrire, attraverso il loro coraggioso esempio, utili strumenti alle nuove generazioni per combattere un male che, malgrado i passi da gigante compiuti in questi anni, non è ancora stato debellato e che, anzi, si diffonde nella nostra penisola in forme sempre più subdole.

L’applicazione rappresenta la prima tappa, quella virtuale e a cielo aperto, di un progetto ad ampio respiro che proseguirà a più step, l’ultimo dei quali mira alla possibilità di creare a Palermo una casa/museo/laboratorio che ospiti in maniera permanente un’installazione interattiva e che sia un punto di incontro, confronto e formazione per adulti, giovani e bambini. Un luogo che attraverso l’utilizzo dei linguaggi dell’arte e della cultura contribuisca a far crescere un’altra idea di società fondata sui valori dell’antimafia e dell’impegno civile.

Dicono di Noma

«Palermo è la capitale dell’antimafia… perché è stata la capitale della mafia. La storia di Palermo dal dopoguerra in poi è stata la storia di una città governata e spesso controllata dalla mafia; ma anche la storia di una città dove uomini e donne, rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini hanno costruito un percorso di liberazione. Così come la mafia ha tratto profitto dalla perversione di alcuni elementi della cultura siciliana, oggi la Sicilia può e deve costruire il suo sviluppo partendo anche dalla liberazione dalla mafia. Proprio stamattina a Palermo il Comune ha acquisito nuovi beni confiscati, che saranno usati per attività sociali e per rispondere all’emergenza abitativa. Oggi pomeriggio, con la presentazione di NOma, diamo il messaggio che è possibile costruire percorsi fisici e virtuali di conoscenza della mafia e dell’antimafia, percorsi virtuosi di cultura ed economia civile che diventano volano di sviluppo economico e sociale» (Leoluca Orlando, sindaco di Palermo)

«Mettere a disposizione di un progetto civico le nostre competenze è un privilegio coerente con i valori di TIM. Le nostre piattaforme e tecnologie non sono solo eccellenze ingegneristiche ma anche strumenti culturali che permettono la circolazione di idee e conoscenza. L’uso consapevole di internet non è solo uno scambio di dati, ma una condivisione di esperienze, pensieri ed emozioni che ci può rendere tutti più aperti e umani. Per questo siamo grati a Pif, e ai numerosi artisti che hanno prestato le loro capacità, di averci dato l’opportunità di trovare insieme una forma nuova di utilizzo delle nostre tecnologie» (Marco Patuano, amministratore delegato TIM I Telecom Italia).

«Pif che cerca l’archivio della Rai. E’ la prima mossa di un dialogo tra due culture apparentemente diverse: quella della conservazione del passato e quella della rottura dei linguaggi tradizionali, per questo è stato subito attraente e intrigante sapere che Teche fosse un punto di interesse per un progetto di un personaggio come Pif che guarda e parla, prevalentemente, alle nuove generazioni. Segue poi il contenuto del progetto Noma, luoghi e storie Nomafia, un progetto/impegno che mette al centro del sistema la memoria come un fattore di conoscenza vitale, capace cioè di parlare molte lingue diverse a più generazioni e per indirizzare una costruzione del futuro migliore, sano e direi persino salvifico. Ecco cosa è scattato tra me e Pif, un rapporto di curiosità e di costruzione. Sapere che insieme si può fare bene per un mondo migliore». (Maria Pia Ammirati, direttore RAI Teche).

NoMa

NOMa

«Sono onorato di partecipare a questo progetto che rende il doveroso omaggio alle persone che hanno donato la propria vita per la democrazia, persone che dovrebbero essere ricordate ogni giorno da ogni cittadino. Io ho dato voce alla storia di Padre Pino Puglisi, ma dobbiamo sempre ricordare tutte le morti tragiche che rimangono come segni sulla pelle della nostra terra» (Pippo Baudo).

«Sono felice e orgoglioso di partecipare a questa app, è un contributo fondamentale, facilissimo da usare, e rivolto soprattutto ai più giovani, per fargli conoscere e continuare a ricordare e portare sempre nel cuore questi eroi, i nostri eroi, le vittime della mafia, persone che non hanno voltato lo sguardo e che sono morte per rendere migliore la società in cui viviamo. Le loro idee non moriranno mai» (Paolo Briguglia).

«Felici di aver fatto parte di un progetto così importante e denso di significato. Siamo convinti che la memoria del nostro passato sia doverosa per le generazioni future» (Ficarra e Picone).

«La Sicilia è la terra dell’oblio, dove si scorda tutto facilmente. Ricordare invece è un modo per guardarsi allo specchio e ammettere magari, di non essere belli». (Donatella Finocchiaro)

«Mi sono sentito in dovere di aderire a questo progetto…penso che sia un dovere essere al servizio della memoria che porterà in luce tratti importanti di Paolo Borsellino e di tanti altri personaggi che hanno scelto di donare la propria vita per un nostro futuro migliore» (Giuseppe Fiorello).

«Questa iniziativa di Pif mi ha visto subito entusiasta. Comunicare oggi è il rapportarsi con la nuova tecnologia, totalmente in uso nelle nuove generazioni. Anni fa, girava un motto, che risultò molto efficace per l’azione per la quale era stato coniato: ”Se lo conosci lo eviti!”. A questo serve l’app Noma, a conoscere, riconoscere ed evitare, questo cancro della società … Ed è per questo che io ci sono!». (Leo Gullotta).

«Spesso ci capita di dire il nome di una via o di una piazza e di non sapere perché abbiano quel nome. E spesso hanno il nome di eroi moderni di cui, con questa App, raccontiamo la storia». (Teresa Mannino)

«Sono felice di aver aderito al progetto NOma, un modo per ricordare e conoscere un importante pezzo di storia del nostro paese. La conoscenza è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione per proseguire la lotta alla mafia». (Isabella Ragonese)

«La storia, la memoria, fanno parte della nostra cultura, rendendoci esseri consapevoli nel presente, attivi nella società. Poter far parte di questo progetto mi regala la sensazione del dare ulteriore dignità al mestiere d’attore…» (Francesco Scianna).

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