giovedì 21 febbraio 2019

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Nicolò Cafaro, talento foriero di innovative impronte armoniche

Recensioni

Applaudito al Katane Hotel di Catania, il 18enne pianista catanese, esibitosi per la stagione della Società Catanese Amici della Musica. Capacità interpretative nettamente superiori alla sua età e un’ammirevole solidità tecnica si sono unite a una cura costante del bel suono


di Anna Greco

E’ stato lungamente applaudito al Katane Palace Hotel di Catania, nella sala meeting, il giovane pianista catanese Nicolò Cafaro, esibitosi lo scorso 20 gennaio per la stagione 2018-2019 della Società Catanese Amici della Musica, curata dalla direzione artistica di Anna Rita Fontana, a fianco della presidenza di Tony Maugeri. Il concerto, nell’ampio calendario in corso, tra manifestazioni pianistiche, ensemble da camera e incontri di musicologia, è stato organizzato in collaborazione col Kiwanis Club Catania Centro, presidente Giovanbattista Vecchio.

Nicolò Cafaro suona per la Scam, foto di Goffredo Greco

Protagonista della performance di successo il talentuoso diciottenne allievo del Maestro Graziella Concas, già piazzatosi vincitore assoluto in varie competizioni sia in Italia che all’estero. Cafaro ha carpito da subito l’attenzione della folta platea rivelando capacità interpretative nettamente superiori alla sua età e un’ammirevole solidità tecnica, unita a una cura costante del bel suono, come si è potuto evincere da un programma accattivante già dall’incipit: la Sonata n. 26 op. 81a di Ludwig van Beethoven, ben giostrata nei suoi cambiamenti d’atmosfera, tra esuberanza e slanci emotivi in contraltare ad ampie distensioni intimistiche.

Giovambattista Vecchio del Kiwanis Catania Centro premia Cafaro, foto di Goffredo Greco

Il pianista ne ha reso il contesto dialettico con spiccata e nitida agilità, cifra costante dell’intera esibizione, in un’opera certamente foriera di impronte armoniche innovative; quest’ultimo aspetto connotava poi l’avveniristico taglio novecentesco della “Sonatina seconda” di Ferruccio Busoni, tra fugaci e virtuosistiche dissolvenze tematiche affrontate con tocco adeguato dal versatile pianista. Seguivano, nella seconda parte, due Preludi di Claude Debussy, tratti rispettivamente dal primo e dal secondo libro del compositore impressionista, ovvero Les collines d’Anacapri e Feux d’artifice, che hanno creato atmosfere timbriche gradevolissime, punteggiate nel secondo brano da sprazzi accordali d’effetto in rarefazione sonora. Chiudeva la performance un’ampio versante romantico sul repertorio di Fryderyk Chopin, che impegnava il bravissimo Nicolò, particolarmente ispirato, con la ”Sonata in si bemolle minore op. 35 n. 2”, nota per la Marcia funebre al terzo tempo, della quale il giovane profondeva la raccolta e suggestiva malinconia fra delicate nuances pianistiche. L’opera, quale unica Sonata priva di dedica, è stata composta dal musicista dal 1837 al 1839, in un periodo di precarie condizioni di salute, che si andavano aggravando, durante il sofferto soggiorno a Maiorca, alla Certosa di Valldemosa, con la scrittrice George Sand.

Applausi finali per Nicolò Cafaro, foto di Goffredo Greco

Entusiastico a fine serata l’assenso del pubblico, che ha tributato vivissimi e reiterati applausi al musicista, ottenendone due sfolgoranti bis, ancora di Chopin: il valzer op. 64 n. 1 e lo studio n. 12 detto “La rivoluzione di Varsavia”.


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Pubblicato il 22 gennaio 2019





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