Nasce a Siracusa il Bosco delle Troiane, eredità di uno spettacolo teatrale

Natura Esattamente dello spettacolo "Le Troiane" diretto dalla regista francese Muriel Mayette-Holtz e di cui ha firmato il progetto scenico l’architetto Stefano Boeri, andato in scena al Teatro greco di Siracusa per la Stagione 2019 dell'Inda

Mille piantine di leccio per il Bosco delle Troiane. E’ l’iniziativa che si è tenuta domenica 15 dicembre nella zona nord di Siracusa, in un’area di 70mila metri quadrate alle spalle del Palazzo di Giustizia, per dire no all’inquinamento dell’aria. Il progetto è frutto di un lavoro sinergico nato dalla collaborazione tra il Comune di Siracusa, la Regione Siciliana, la Fondazione Inda, l’architetto Stefano Boeri che coinvolge 16 associazioni unite nel comitato “Aria nuova”, in un’ottica di diffusione del verde urbano inteso come vera e propria infrastruttura. Un’iniziativa che affonda le proprie radici in un percorso nato con la Stagione 2019 al Teatro Greco di Siracusa in occasione della messinscena della tragedia Le Troiane, quando l’architetto Stefano Boeri ed il suo studio avevano realizzato il progetto scenico.

L’architetto Stefano Boeri con le famiglie al Bosco delle Troiane di Siracusa

Per lo spettacolo diretto dalla regista francese Muriel Mayette-Holtz è stato realizzato un bosco morto utilizzando gli abeti abbattuti dalla tempesta Vaia nelle foreste della Carnia nell’ottobre del 2018. La collaborazione tra il Consorzio Innova FVG, le Regioni Friuli Venezia Giulia e Sicilia, lo studio di Stefano Boeri Architetti, la Fondazione Inda, il Consorzio Boschi Carnici e alcune aziende private ha consentito di dare un’ultima possibilità a quegli alberi schiantati dal maltempo. Con il progetto l’intenzione era di inoltre di lanciare un grido forte a difesa della natura e contro una sistematica opera di distruzione dell’ambiente i cui effetti sono ormai tangibili. «Una collaborazione polifonica dal punto di vista geografico, polifonica dal punto di vista culturale ma polifonica anche dal punto di vista delle idee – ha spiegato Boeri -. Ci auguriamo che questo tipo progetto si espanda e si estenda in tutta l’Italia perché si tratta della soluzione migliore, più efficace, più economica ed anche più inclusiva per cercare di contrastare il riscaldamento globale. Si tratta di una continuazione di un progetto nato in occasione delle Troiane di Euripide al Teatro Greco di Siracusa dove avevamo scelto per la scenografia l’impiego di un bosco morto composto dai tronchi schiantati dalla tempesta Vaia circa un anno fa. Volevamo raccontare la tragedia di questa foresta abbattuta come accompagnamento idoneo alla tragedia delle donne troiane che si trovano alla fine della loro storia, della loro vita, della loro città, della propria famiglia. Ci piaceva anche la possibilità di lasciare un segno di speranza ed alla fine di ogni replica è stato regalato un albero ad un bambino presente durante lo spettacolo con l’idea che questo albero venisse piantato. Grazie anche all’aiuto del sindaco siamo riusciti ad immaginare, infine, un bosco vero fatto con alberi di lecci; un progetto nato da una vicenda incredibile. Per me quello che succede oggi porta con sé un messaggio per tutta l’Italia poiché il legno viene dal Friuli, il progetto nasce a Milano e viene studiato a Roma mentre il tutto si svolge a Siracusa: è l’Italia unita sul tema del nuovo rapporto tra le città e le foreste e sulla forestazione urbana che è una delle grandi sfide del futuro».

Il sindaco Francesco Italia durante la piantumazione degli alberi

Gli abeti della Carnia utilizzati per il progetto scenico delle Troiane finiranno nella filiera da legno siciliana, mentre le piantine consegnate durante le repliche al Teatro Greco di Siracusa sono state piantumate insieme alle altre mille piantine messe a disposizione dall’assessorato per l’Agricoltura della Regione Siciliana. Il comitato Aria Nuova, secondo quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato con il Comune, si occuperà della piantumazione e della manutenzione degli alberi di alto fusto o arbusti della macchia mediterranea e di incrementare il censimento del patrimonio arboreo esistente.
«Mille lecci come atto di riparazione verso le troiane, verso le donne che sono le prime vittime, insieme ai bambini, delle guerre fatte dagli uomini – ha raccontato Antonio Calbi, Sovrintendente della Fondazione Inda -. E poi un bosco come atto di riparazione per i danni che abbiamo fatto negli ultimi decenni al pianeta che così tanto ci sta dicendo. Sono molto felice in qualità di Sovrintendente dell’Inda che uno spettacolo lasci in eredità un polmone verde per la città e spero che fra 10 o 20 anni si possa passeggiare nel Bosco delle Troiane dove magari il leccio più grande sarà intitolato ad Ecuba. Il Teatro è il luogo del pensiero e delle emozioni non sconnesse, è il luogo in cui ci si emoziona con la mente e si ragiona con il cuore. Boeri ha scelto di portare i tronchi dal Friuli che possiamo definire una regione di confine come la Sicilia, bella e dannata. Si è trattato di un gesto di grande umiltà in grado di cogliere il dovere di non violare quel luogo sacro in senso laico che è il Teatro Greco di Siracusa, dove l’architetto ha sentito il dovere di non costruire nulla sulla scena e di rispettare l’armonia tra il cielo, la cavea scolpita nella roccia ed il bosco che si intravede all’orizzonte. Il gesto di consegnare ogni sera una piantina di leccio da parte di Ecuba, madre di tutte le donne e di tutte le troiane è stato un gesto di speranza nel futuro che poi ha trovato compimento collettivo come quello di questo progetto».

Il baby sindaco Leonardo Tiralongo con l’architetto Boeri

Ma la sensibilità dimostrata nella passata Stagione dalla Fondazione Inda nei confronti di temi come la tutela dell’ambiente è un impegno sociale coinvolgente che pare non intenda arrestarsi. «Anche la prossima stagione sarà una stagione dentro i temi del nostro presente – ha concluso Calbi -. Speriamo di soddisfare i palati di un pubblico molto eterogeneo che ha preso d’assalto il teatro con 163mila spettatori in 50 repliche: un record storico negli oltre 100 anni di Inda. Uno dei registi sarà catalano e guiderà la regia delle Baccanti per uno spettacolo molto aereo, con il coro che non sarà per terra. Per la prossima Stagione teatrale l’asticella si alza sempre di più. Il tema del 2019 “Donne e guerra” è stato un tema molto forte e molto attuale. L’anno prossimo ci dedichiamo al tema delle “Verità nascoste” che a sua volta possiamo definire molto attuale e se vogliamo più sofisticato. Le verità nascoste significa cercare la verità e non fermarsi alla superfice delle cose. Pensiamo a quanto il mondo dei social e di internet dice, e quante sfumature ci sono ,ma allo stesso tempo quante verità sono invece menzogne e fake news o sono documentazione senza rigore scientifico e fondamenti certi. Sarà una bella stagione con Le Baccanti, Ifigenia in Tauride e le Nuvole di Aristofane, ma soprattutto molti eventi che nelle prossime settimane sveleremo. Proseguiamo con la consapevolezza che il teatro è un parlamento sociale, chiamato a trattare ciò che non accade dentro i parlamenti della politica che oggi esprimono disorientamento. È tempo di riprendere in mano il proprio destino; un atto che forse il fenomeno delle cosiddette Sardine ci conferma, non è più tempo di delegare a scatola chiusa ma di rivendicare una politica corretta nell’interessa di tutti».

L’assessore comunale Fabio Granata e il Sovrintendente Inda Antonio Calbi

Ad aprire la manifestazione molto partecipata anche dai più piccoli, a loro volta rappresentati dal baby sindaco Leonardo Tiralongo, il sindaco Francesco Italia che ha fatto riferimento alla volontà di non arrestare con questo progetto un cammino che ambisce a cambiare le sorti di un intero territorio.  «Tra coloro che hanno ispirato questa proposta ringraziamo l’architetto Stefano Boeri che in tempi non sospetti ha iniziato a concepire il verde come infrastruttura urbana in una città come Milano dove il bosco verticale è diventato un vero e proprio simbolo nel mondo – ha detto Italia -. Siamo onorati di aver avuto Boeri a Siracusa ma che soprattutto questo bosco porti in qualche modo anche la sua firma. Una collaborazione che deve tutto alla Fondazione Inda ed al Sovrintendente Antonio Calbi che ha avuto la brillante idea di coinvolgere l’architetto per la realizzazione dell’impianto scenico delle Troiane, accogliendo quella che era stata una devastazione nei boschi della Carnia ed un evento funesto causato dai mutamenti climatici. Le piante di leccio le troviamo piantate qui ed i boschi della Carnia avranno una nuova vita perché troveranno altro impiego; un processo circolare e resiliente, simbolo importantissimo per tutte le generazioni. La nostra città per via della vicinanza alla zona industriale subisce un forte impatto a livello di inquinamento atmosferico che in qualche modo vogliamo contrastare attraverso la piantumazione di mille lecci. Abbiamo sposato un’iniziativa che si inserisce in un ciclo di eventi rivolti al miglioramento della qualità dell’aria. Tra i rappresentanti delle associazioni che si prenderanno cura di quest’area abbiamo Renzo Ientile ed Emma Schembari. Questo spazio urbano va identificato come un’infrastruttura, e come tutte le infrastrutture contribuisce a determinare la qualità della vita della nostra città».

L’assessore comunale Giusy Genovesi con alcuni partecipanti all’iniziativa

«Piantiamo qui perché è un parco, ma piantiamo qui anche perché è una delle aree a più alto tasso di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare – ha puntualizzato Giusy Genovesi, assessore comunale alle Politiche di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici -, un’area scelta anche in base alle previsioni del piano urbano della mobilità sostenibile. Abbiamo piantumato appena 8.900 metri quadrati di un terreno di proprietà comunale per 70 mila metri quadrati, che si estende tra viale Scala Greca e viale Santa Panagia, e destinato da piano regolatore a parco. Stiamo quindi piantumando quello che sarà il parco de nostri figli e delle future generazioni. I mille lecci iniziali rappresenteranno simbolicamente il Bosco delle Troiane. Il progetto nasce poco più di un anno fa, quando l’amministrazione comunale si era appena insediata e il comitato Aria Nuova ha proposto al comune di aderire al progetto “Un bosco in città” che prevedeva l’attuazione della legge statale 10 del 2013 altrimenti conosciuta come “Un albero per ogni nuovo nato”. Abbiamo subito deciso di aderire portando avanti una delibera di giunta che potremmo definire innovativa, e che si riferisce anche alla necessità di modificare il modo di costruire le città qll’interno di un percorso che ha  come obiettivo finale la lotta ai cambiamenti climatici: piantare alberi è semplice, economico ed efficace. Ed è, inoltre, un gesto simbolico che contagia buonumore rendendo tutti molto felici, un dato che si rivela tangibile. Un percorso che inizia ora, e non deve terminare».

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