lunedì 22 luglio 2019

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Marinoni, Crippa e Pozzi, tre regine sul trono di Siracusa città-teatro

Teatro

Tre registi al loro debutto, Davide Livermore, Muriel Mayette e Tullio Solenghi e tre grandi interpreti - Laura Marinoni (Elena di Euripide), Maddalena Crippa (Le troiane di Euripide) ed Elisabetta Pozzi (Lisistrata di Aristofane) - per la nuova stagione (non più festival), dedicata a "donne e guerra", di spettacoli classici dell'Inda al Teatro Greco al via il 9 maggio


di Redazione SicilyMag

Non più Ciclo, non più Festival, l'Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa cambia ancora e adotta per questo 2019 il termine stagione, «perché dà un senso più ampio, dando conto di un programma che vuole farsi più articolato, più organico, con possibili appuntamenti anche nelle corso dell’intero anno» come sottolinea il Soprintendente Antonio Calbi. Tre registi al loro debutto al Teatro Greco di Siracusa, Davide Livermore, Muriel Mayette e Tullio Solenghi e tre grandi interpreti, Laura Marinoni, Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi, attrici che hanno fatto la storia del teatro italiano e sono molto amate dal pubblico siracusano. E poi ancora tante novità: due serate speciali con la prima volta di Luca Zingaretti nella cavea del Teatro Greco, l’unica tappa siciliana del tour mondiale di Ludovico Einaudi, incontri ed esposizioni che faranno di Siracusa una “Città teatro” dove riflettere, emozionarsi, indignarsi, creando un corto circuito fra passato e presente di grande attualità.

Laura Marinoni, foto Fabio Lovino

Maddalena Crippa, foto di Fabio Lovino

Elisabetta Pozzi

Le rappresentazioni classiche al Teatro Greco, capaci negli ultimi due anni di attirare quasi 300 mila spettatori, si sono sempre più affermate come un momento sociale durante il quale la comunità si ritrova per riflettere su temi che scuotono ancora oggi le coscienze. Nella Stagione della ripartenza dopo il commissariamento e del rinnovamento, la prima dopo l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Francesco Italia, del Sovrintendente Antonio Calbi e del Consigliere Delegato Mariarita Sgarlata, il filo conduttore è Donne e guerra. Le tre nuove produzioni Elena di Euripide, Le Troiane di Euripide e Lisistrata di Aristofane ruotano attorno a intense e indimenticabili figure femminili accomunate dal grido di dolore e di rabbia contro l’insensatezza della guerra. Dal Teatro Greco di Siracusa si leva così un messaggio antimilitarista in un momento storico in cui migliaia di persone nel mondo sono vittime ogni giorno della violenza e dei conflitti.

Il Teatro Greco di Siracusa

Imponente l’impegno della Fondazione Inda per offrire tre mesi di spettacoli ed eventi unici di altissimo livello con nomi di rilievo a livello internazionale. Tre sono le nuove produzioni, 48 le repliche tra il 9 maggio e il 6 luglio, oltre 100 gli attori che si esibiranno nella cavea del Teatro Greco di Siracusa, due gli eventi unici: il primo luglio Luca Zingaretti legge La Sirena dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il 25 luglio il concerto di Ludovico Einaudi. Nella Stagione dell’Inda non solo teatro perché il 20 giugno è in programma Agon, il processo simulato che vedrà salire sul banco degli imputati Elena di Troia.
Tre sono le mostre
allestite da maggio a settembre: al Museo Paolo Orsi l’esposizione delle opere di Umberto Passeretti, autore del manifesto ufficiale della Stagione 2019, alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo le mostre di Matteo Basilé, da tre suoi scatti sono nati i manifesti delle tre produzioni dell’Inda al Teatro Greco, e l’esposizione sulle Orestiadi di Gibellina. L’Orecchio di Dionisio ospiterà 4 incontri che vedranno gli interventi di Eva Cantarella, Claudio Magris, Luciano Canfora e Lella Costa. L’Inda guarda anche ai ragazzi con la venticinquesima edizione del Festival Internazionale dei Giovani di Palazzolo Acreide, realizzata con il sostegno della Fondazione Sicilia: oltre 2400 studenti di 88 scuole dall’Italia e dal mondo si esibiranno sul palco del Teatro di Akrai, dall’11 maggio al 2 giugno.

Alberto Bonisoli, ministro BBCCAlberto Bonisoli, Ministro dei beni culturali: «La cultura classica contiene in sé il senso di una lettura universale della condizione umana di fronte alle grandi realtà ed ai grandi misteri della vita. Ed è così che, nel corso di cento anni di Storia, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico ha restituito attraverso le rappresentazioni delle tragedie e delle commedie un percorso di conoscenza sia individuale che collettivo che ha attraversato il Mito, l’Amore, la Morte, La Vita, la Trascendenza e l’Amicizia: ricomponendo con l’impatto culturale e filosofico di alcuni dei testi più importanti della letteratura antica il senso di essere donne e uomini non solo nel Passato ma nella Storia, e quindi anche nel presente e nella contemporaneità e persino nel futuro. Nel realizzare questo lungo percorso narrativo, il contesto straordinario del Teatro Antico di Siracusa ha consentito di restituire ad una dimensione e funzione pubblica uno spazio che a sua volta non è patrimonio di alcuni ma dell’Umanità intera e possiede, nel suo essere luogo deputato alla memoria come all’incontro, alla bellezza come alla passione, l’aurea chiave di volta che sintetizza il rapporto tra Etica ed Estetica. Il Teatro che rappresenta questa umanità senza tempo, dolente o vincente, diventa così la manifestazione estetica di un impegno che è etico e che offre con la condivisione della Cultura uno spazio decisivo per l’affermazione della dignità delle persone e quindi della Democrazia».

Sandro PappalardoSandro Pappalardo, assessore regionale al Turismo: Le rappresentazioni classiche a Siracusa sono un esempio mirabile di quanto la cultura, in questo caso il teatro, sia fondamentale anche per incrementare le presenze turistiche nella nostra regione. Gli spettatori che ogni anno scelgono di sedersi tra le sacre pietre del Teatro Greco di Siracusa sono persone che poi si fermano ad ammirare le straordinarie bellezze della nostra terra ricca di meraviglie naturali, monumentali e storiche».

Francesco Italia, sindaco e presidente IndaFrancesco Italia, sindaco di Siracusa e presidente della Fondazione Inda: «Tra poco più di un mese inaugureremo la cinquantacinquesima Stagione di spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa, frutto del lavoro e dell’impegno di tutta la Fondazione Inda. In un luogo unico, ammirato in tutto il mondo, e in una città patrimonio mondiale dell’Unesco si rinnova anche quest’anno il rito di una comunità che sceglie di riunirsi all’interno di un teatro per ascoltare e riflettere su parole indelebili, scritte migliaia di anni fa e intrise nelle pietre di un Teatro che è parte stessa dell’identità di Siracusa. La Fondazione Inda, che a Siracusa è nata e continua a diffondere con coraggio e passione la cultura classica, da 105 anni è impegnata nell’allestire spettacoli di qualità nei teatri di pietra italiani e internazionali, grazie al coinvolgimento di registi di altissimo livello, cercando di offrire punti di vista sempre diversie linguaggi espressivi contemporanei di opere immense lasciate in eredità dai grandi autori classici. Parole che ogni anno scuotono, ci costringono a fermarci e guardare cosa succede attorno a noi».

Antonio Calbi, sovrintendente dell'Inda

Il Sovrintendente Antonio Calbi: «Vorremmo sviluppare ancor più le potenzialità che questa straordinaria esperienza, unica al mondo - gli spettacoli classici in uno dei teatri più antichi del bacino del Mediterraneo -, ci regala da più di una secolo, frutto di un’idea e di un’invenzione che rientra appieno in quel Genio italico che ci ha fatti grandi nella storia, e di cui dobbiamo essere fieri. Allargare i pubblici, aumentarli e fidelizzarli ancora, realizzare coproduzioni nazionali e internazionali, arricchire il programma con proposte in arrivo da altri generi artistici, dalla danza alla musica, dal cinema all’arte visiva, dagli approfondimenti ai confronti, per fare della Neapolis, col suo Teatro Greco scolpito nella roccia, ma anche con il suo Anfiteatro Romano, e tutta Siracusa, una città-teatro, un palcoscenico diffuso e per tutte le arti, magari con una programmazione off come accade ad Avignone o Edimburgo. Ecco perché abbiamo sentito di accogliere questa sfida, che per noi rappresenta un rifluire ancora più indietro, alle origini del teatro stesso che si rinnova ogni volta che si dà inizio a una rappresentazione. Ritrovare il senso primario e più puro del teatro, esperienza sociale, inclusiva, democratica, plurale, antica e insieme attualissima, così umana e relazionale in una realtà sempre più inumana e tecnologica. Il Gran Rito Teatrale di Siracusa ci fa ben comprendere, con un lampo di consapevolezza, che il teatro è davvero il primo social che l’uomo s’è inventato per vedere cosa gli accade nella realtà, nella relazione con gli altri, col divino e col terreno, e soprattutto dentro se stesso».

Maria Rita Sgarlata, consigliere delegato IndaMaria Rita Sgarlata, consigliere delegato della Fondazione Inda: «“Donne e guerra” è il tema prescelto per le produzioni INDA del 2019: il filo rosso che unisce la scelta dei tre spettacoli è quindi il controverso rapporto tra le donne e la guerra e indiscutibilmente è Elena nella versione di Euripide (la regina di Sparta si trovava in Egitto e a Troia sarebbe andata solo l’immagine) a rappresentarlo nel modo più leggibile nei due livelli più significativi: il primo è che la guerra di Troia è inutile, basata sul nulla, su ciò che è apparenza, illusione degli uomini; il secondo fa emergere la plasma- bilità della figura femminile:l ‘immagine della donna viene modellata dagli uomini senza mai riprodur- re veramente quello che è. Questo nonostante Euripide sia stato sempre giudicato misogino. Ma c’è un aspetto che mi piace rimarcare in questa sede: l’Elena ha un forte legame con la Sicilia perché Euripide rielabora il mito, attingendo a un grande siciliano, Stesicoro di Himera, al quale si deve l’idea che a Troia sarebbe andata solo l’immagine di Elena rimasta fisicamente in Egitto (II Palinodia). Le tragedie Elena e Troiane, di Euripide, e la commedia Lisistrata, di Aristofane sono lavori portati sulla scena per la prima volta ad Atene nel giro di pochi anni, fra il 415 e il 411 a.C., quando la città affrontava uno dei momenti più difficili di una lunga guerra che l’avrebbe vista, infine, sconfitta. Non a caso tutte e tre le opere sono impregnate di un forte antimilitarismo e mettono al centro immense personalità fem- minili le cui voci, attraverso le pareti del tempo, arrivano forti e chiare fino a noi per gridare che le donne sono le prime vittime di ogni conflitto, che ogni guerra si fa sempre per un’illusione e che ogni sforzo è lecito per il conseguimento della pace.


David Livermore, foto Francesco Maria Colombo

Vediamo chi sono i 3 registi. Davide Livermore, reduce dal grande successo ottenuto al Teatro alla Scala di Milano con Attila di Giuseppe Verdi, dirigerà (dal 9 maggio al 22 giugno a giorni alterni) Elena di Euripide, testo in scena a Siracusa per la seconda volta dopo l’edizione del 1978. Nell’opera Euripide propone una inquietante dialettica tra vero e falso, tra realtà e apparenza. A interpretare Elena è stata chiamata Laura Marinoni, che si esibirà davanti al pubblico delle rappresentazioni classiche per la quarta volta dopo essere stata Io nel Prometeo incatenato diretto da Luca Ronconi, Andromaca per la regia di Luca De Fusco e Giocasta nell’Edipo Re con la regia di Daniele Salvo. Nel cast di Elena anche Viola Marietti (Teucro), Mariagrazia Solano (la Vecchia), Simonetta Cartia (Teonoe), Linda Gennari e Maria Chiara Centorami (messaggeri), Federica Quartana (la corifea), Bruno Di Chiara, Marcello Gravina, Django Guerzoni, Giancarlo Latina, Silvio Laviano, Turi Moricca e Marouane Zotti (coro di Dioscuri). La traduzione è di Walter Lapini, le scene di Davide Livermore, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche di Andrea Chenna, le luci di Antonio Castro, videomaker è Paolo Jep Cucco.

Muriel Mayette, foto di Julian Hargreaves

La regia delle Troiane di Euripide (dal 10 maggio al 23 giugno a giorni alterni) per la quarta volta nel cartellone dell’Inda dopo le edizioni del 1952, 1974 e 2006, sarà di Muriel Mayette, prima donna a dirigere la Comédie Française. Il testo è una delle tragedie più strazianti e corali di tutto il dramma antico e mette in scena il dolore delle prigioniere troiane, rese schiave e soggiogate dagli eroi greci. Mayette ha scelto per il ruolo di Ecuba Maddalena Crippa che torna a Siracusa per la terza volta dopo essere stata Medea nel 2004 con la regia di Peter Stein e Clitennestra in Elettra di Sofocle per la regia di Gabriele Lavia. Nel cast anche Maria Bajma Riva (Cassandra), Elena Arvigo (Andromaca), Paolo Rossi (Taltibio), Massimo Cimaglia (Poseidone), Francesca Ciocchetti (Atena), Graziano Piazza (Menelao), Viola Graziosi (Elena), Clara Galante (corifea), Elena Polic Greco (capo coro), Riccardo Livermore (una guardia), Riccardo Scalia (Astianatte). In scena anche una chitarrista, Fiammetta Poidomani. La traduzione è di Alessandro Grilli, la drammaturgia di Cristiano Leone, i costumi di Muriel Mayette, le musiche di Ciril Giroux. A curare il progetto scenico è Stefano Boeri che ha scelto di utilizzare per il Bosco delle Troiane gli alberi schiantati delle foreste della Carnia, alberi abbattuti che consentiranno di creare un ponte tra il Friuli e la Sicilia e al tempo stesso di lanciare un messaggio di speranza e rinascita perché alcune piantine di leccio saranno piantumate in alcuni parchi della città di Siracusa.

Tullio Solenghi, foto Emanuele Valle

La commedia Lisistrata di Aristofane (dal 28 giugno al 6 luglio, 1 escluso per lasciar posto a Zingaretti) sarà diretta da Tullio Solenghi, che ha fatto la storia dello spettacolo italiano con il Trio che lo ha visto protagonista per anni con Massimo Lopez, anche lui coinvolto nella messa in scena di Lisistrata, e l’indimenticata Anna Marchesini. Quella di quest’anno sarà la seconda volta dell’opera di Aristofane nel cartellone degli spettacoli classici dopo l’edizione del 2010: nel testo la protagonista diventa un’eroina e una portatrice di pace inducendo le donne a uno sciopero del sesso per costringere gli uomini a porre fine alla guerra. Nel ruolo di Lisistrata Elisabetta Pozzi, alla sua decima interpretazione al Teatro Greco di Siracusa dopo aver interpretato Elettra diretta da Piero Maccarinelli e Elena in Oreste di Euripide sempre con la regia di Maccarinelli, Ecuba per la regia di Massimo Castri, Atena nell’Orestea di Eschilo diretta da Pietro Carriglio, Medea con la regia di Krzysztof Zanussi, Tecmessa in Aiace di Sofocle per la regia di Daniele Salvo, Fedra con la regia di Carmelo Rifici. Nel 2014, infine è Clitennestra sia nell’Agamennone di Eschilo diretta da Luca De Fusco che in Coefore Eu-menidi per la regia di Daniele Salvo. Nel cast della commedia, in scena dal 28 giugno al 6 luglio, anche lo stesso Solenghi che sarà Cinesia, Federica Carrubba Toscano (Cleonice), Giovanna Di Rauso (Mirrina), Viola Marietti (Lampitò), Vittorio Viviani (Strimodoro), Federico Vanni (il commissario), Giuliano Chiarello (l’ambasciatore spartano), Riccardo Livermore e Francesco Mirabella (ambasciatori ateniesi), Roberto Alinghieri (Didascalio). Nel coro di vecchi e di donne Paolo De Vita, Mimmo Mancini, Simonetta Cartia, Elisabetta Neri, Silvia Salvatori Tiziana Schiavarelli e Margherita Carducci. La traduzione è di Giulio Guidorizzi, scene e costumi di Andrea Viotti, la coreografia di Paola Maffioletti, le luci di Pietro Sperduti.

A completare i cast delle produzioni dell’Inda sono i futuri attori e attrici dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, alcuni dei quali chiuderanno il triennio di studi nella scuola intitolata a “Giusto Monaco” con il debutto al Teatro Greco di Siracusa. L’Accademia e la presenza dei ragazzi sono il segnale più forte dell’attenzione e dell’im- pegno della Fondazione Inda verso le future generazioni; un dato testimoniato anche dagli oltre 30 mila studenti che nel 2017 hanno assistito agli spettacoli classici. La Stagione dell’Inda nasce anche nel segno dell’inclusione perché in alcune serate speciali le tragedie saranno accessibili a tutti grazie ad esperti che tradurranno i testi nella lingua dei segni; confermate anche quest’anno la traduzione in tempo reale in lingua inglese delle tre produzioni e le “Giornate siracusane” nel segno di un rinnovato e sempre più forte legame tra la Fondazione Inda, il Teatro Greco e la città di Siracus.

Elena di Umberto Passeretti scelta come manifesto della stagione Inda 2019

Il manifesto ufficiale della Stagione 2019 al Teatro Greco di Siracusa è affidato al dipinto Elena dell’artista Umberto Passeretti, pittore contemporaneo che si è formato all’École Nationale Supérieuredes Beaux-Arts e che dal 1985 dialoga con la classicità romana e più in generale con la memoria dell’antico. Un presente antichissimo, scelto come claim per la Stagione della Fondazione Inda, è il concetto attorno al quale ruota gran parte della ricerca di Passeretti. Nel solco della positiva sperimentazione avviata lo scorso anno, si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Inda e Civita Cultura Holding che opera a livello regionale attraverso la propria Società Civita Sicilia, sia nell’ambito dei servizi di fruizione per il pubblico di importanti siti culturali pubblici e privati che in quello della produzione e organizzazione di grandi mostre. Fondazione Inda e Civita Sicilia organizzeranno insieme la mostra di Umberto Passeretti. Demetramata che si svolgerà al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi e quella di Matteo Basilè alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo (anche quest’anno, inoltre, esibendo il biglietto degli spettacoli dell’Inda, si avrà diritto a un ingresso ridotto alla mostra Archimede a Siracusa in corso presso la Galleria Civica Montevergini e, viceversa, i visitatori della mostra avranno diritto al biglietto d’ingresso ridotto agli spettacoli). La mostra di Passeretti, in programma dal 7 maggio al 15 settembre, si articola in 25 opere di grande formato con l’artista romano che dialoga da pittore contemporaneo con la memoria dell’antico. Le opere (dipinte per lo più ad olio ed acrilico su tavola ma talvolta anche su tela) fanno parte del ciclo Anatomia del panneggio e trovano nel Museo Archeologico Paolo Orsi una sede per così dire “naturale“ dialogando con i reperti del museo stesso e mettendo in scena l’idea coinvolgente di un classico dinamismo e in divenire. Sul piano cromatico nell’allestimento l’ascetico bianco e nero si alterna con una gamma di colori vitali ed attuali che portano in sé anche gli effetti dell’artificio tecnologico. In occasione della mostra l’artista ha reso omaggio alla Sicilia prendendo come soggetto di un suo quadro la “Venere di Morgantina”.

Mater di Matteo Basilè

Gli scatti dell’artista Matteo Basilè sono al centro delle tre immagini che la Fondazione Inda ha scelto per ciascuna delle tre produzioni della Stagione 2019 al Teatro Greco di Siracusa: Elena, Le Troiane e Lisistrata. La Fondazione Inda e Civita Cultura Holding che opera a livello regionale attraverso la propria Società Civita Sicilia, presenteranno un’esposizione dedicata all’artista romano che sarà allestita alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo dall’8 maggio al 15 settembre. Mater è il titolo del progetto che Matteo Basilé ha pensato per la sua mostra all’interno del Palazzo Bellomo di Siracusa. Il progetto fotografico/installativo che ruota all’interno della ricerca dell’artista nel mondo femminile sarà una selezione di opere dei cicli Thishumanity del 2010, Unseen del 2014, Pietrasanta del 2016 e del recente lavoro Flora Magnifica del 2018. Un’epopea al femminile che raccoglie storie e identità di donne pronte alla lotta per l’indipendenza e la propria affermazio- ne. Una sorta di ‘Ratto delle Sabine’ al contrario, dove le protagoniste, anziché essere rapite, combattono tra loro per svelare e salvare la propria identità di Mater eterne tra bellezza e mostruosità.

La mostra Le Orestiadi di Gibellina, realizzata in collaborazione con la Fondazione INDA, presenta le testimonianze di alcune produzioni che hanno fatto la storia del teatro italiano. L’esposizione sarà allestita a Palazzo Greco, a Siracusa, dall'11 maggio al 3 settembre 2019. Immagini, documenti, costumi, libretti di scena, frammenti di scenografie raccontano le Orestiadi di Gibellina e la stagione epica in cui la gente della città del Belice ritrova nell’arte la speranza per rimanere nella propria terra dopo il terremoto del 1968. Saranno in mostra, tra le altre opere, la ma- quette della Montagna di sale ed i bozzetti realizzati da Mimmo Paladino per La sposa di Messina con regia di Elio De Capitani presentata al Cretto di Burri nell’estate del 1990, i costumi per La passio- ne di Cleopatra,il modello del “carrodi Oreste”,la maquette della scenografia di Villa Eumenidi di Arnaldo Pomodoro. La scenografia di Gibella del Martirio di Emilio Isgrò, i bozzetti per la Città di Tebe di Pietro Consagra. La mostra è accompagna- ta dalle musiche realizzate da Giovanna Marini per Le Troiane di Thierry Salmon nel 1988.


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Pubblicato il 02 aprile 2019
Aggiornato il 11 maggio 2019 alle 16:01



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