Blog Nel 1937 l’artista tedesco dipinse "Potere cieco (Blinde Macht)", un’opera inquietante che oggi torna attuale nella sua simbologia demoniaca. Nel quadro, un colosso dal volto coperto da un elmo che ha le fessure degli occhi talmente piccole da non permettergli di vedere, si dirige verso il baratro. L’opera è un’allegoria di forza bruta che vaga senza meta, senza idee, verso il vuoto
Nel 1937 l’artista tedesco Rudolf Schlichter dipinse “Potere cieco (Blinde Macht)”, un’opera inquietante che oggi torna attuale nella sua simbologia demoniaca. Nel quadro, un colosso dal volto coperto da un elmo che ha le fessure degli occhi talmente piccole da non permettergli di vedere, si dirige verso il baratro. Nelle mani un martello e una spada simboli di diverse ideologie. Al braccio destro ha delle squadre che rappresentano l’equilibrio che si ottiene da quegli strumenti. E dalle ascelle gli cadono libri di leggi, a cui non presta attenzione. L’opera è un’allegoria di forza bruta che vaga senza meta, senza idee, verso il vuoto.

“Rudolf Schlichter: Blinde Macht: Eine Allegorie der Zerstörung”, libro di Günter Metken sul celebre quadro del pittore tedesco
Sul petto e al ventre ha attaccati parassiti dalle forme raccapriccianti. Sono le orribili figure che si nutrono del suo potere: venditori di armi, altri potenti che non vogliono perdere il controllo sull’odio, chi vuole succedere al capo regnante, i grandi signori che nei momenti di crisi e di guerra moltiplicano a dismisura i loro guadagni. Sono anche i piccoli politici dei paesi vassalli, complici dei governi assassini.
All’arte basta poco per mostrare la realtà e farsi monito. Specialmente in tempi come i nostri in cui si dichiarano guerre senza senso, se si compiono genocidi e si ammazzano decine di migliaia di bambini, se si assoggettano intere nazioni sotto le false insegne religiose oppressive e sanguinarie.
Se il potere è cieco, le popolazioni ci vedono, nonostante la loro impotenza davanti alla stupidità del male.




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