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Il dramma dei lavoratori dello Stabile? Io lo so

Blog Conosco personalmente la sensazione di chi perde il lavoro. E per questo ringrazio i lavoratori dello Stabile che almeno hanno permesso un paio di repliche di "Sabbie mobili" prima di fermare tutto. E’ vero, chiedevamo chiarimenti sul nostro spettacolo, ma in questo momento è più importante il loro destino

Vedendo i volti dei dipendenti del Teatro Stabile ho rivisto me stesso quattro anni fa, quando perdevo il mio posto di lavoro dopo quasi trent’anni di Telecolor. Altro che solidale, io so, io vivo quel dramma da quattro anni, è una delle sensazioni più umilianti che un essere umano possa provare. E li ringrazio per quello che hanno fatto, per aver lavorato con professionalità e dedizione pur non percependo lo stipendio da cinque mesi. Li ringrazio per averci messo il cuore contribuendo in maniera decisiva alla riuscita del mio progetto drammaturgico “Sabbie mobili”, storia catanese fatta da catanesi. Lo spettacolo sarebbe dovuto saltare fin dalla prima e invece ci hanno concesso due serate, il tempo necessario per far parlare di questo spettacolo.

La protesta dei lavoratori dello Stabile di Catania

Ora vivono nel pieno il loro dramma, la rabbia sale agli occhi di chi non può affrontare con dignità lo sguardo dei figli, io lo conosco quello sguardo. Un dramma come quello che ha vissuto Daniela Rocca per altri motivi, la fragile ragazza che sognava di conquistare il mondo e finirà invece inghiottita dalle fauci dello star system, questo volevo far conoscere ai miei concittadini, orgoglioso di poterlo rappresentare nello storico nostro teatro. Invece ci hanno tarpato le ali sul nascere, come a Daniela Rocca, ma le idee forti camminano da sé, non le puoi fermare. E mi auguro vivamente che i lavoratori possano trovare presto una soluzione, che non spetta a loro ma a quelli che dovrebbero occuparsene, ma seriamente, senza perdere un solo istante dietro agli sterili egoismi.

Voglio ringraziare allora questi professionisti, lo abbiamo fatto andandoli a trovare di persona, io, Massimiliano Perrotta, Guia Jelo, Fulvio D’Angelo, Raniela Ragonese, Roberta Andronico, Lorenza Denaro, Matteo Musumeci, Giovanna Giorgianni, Rosy Bellomia. E’ vero, chiedevamo chiarimenti sul nostro spettacolo, ma in questo momento è più importante il loro destino. E so che uno di loro, nel profondo del suo cuore è dispiaciuto quanto noi, lui che come me è vissuto nella Catania dei quartieri popolari, che sa quanto me come è difficile emergere in quei posti per inseguire il proprio sogno.

Domenico Trischitta e Guia Jelo davanti al Musco di Catania

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