Giovanna Cristina Vivinetto

Libri e Fumetti Il 2 febbraio a Siracusa la presentazione, moderata da Daniela Sessa, del volume di poesie "Dolore minimo"

Sabato 2 febbraio, alle 18, la Casa del Libro Mascali di Siracusa presenta “Dolore minimo” (Interlinea editore), libro di poesie di Giovanna Cristina Vivinetto. Daniela Sessa converserà con l’autrice.

Giovanna Cristina Vivinetto

Giovanna Cristina Vivinetto

Il “dolore minimo” del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere il muro del silenzioso tabù culturale. La giovane autrice racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di un caso letterario. «Quando nacqui mia madre / mi fece un dono antichissimo. / Il dono dell’indovino Tiresia: / mutare sesso una volta nella vita», narra Giovanna Cristina Vivinetto, che, in questo diario in versi, confessa: «non mi sono mai conosciuta / se non nel dolore bambino / di avvertirmi a un tratto / così divisa. Così tanto parziale». Con una nota di Alessandro Fo e presentazione di Dacia Maraini.

Giovanna Cristina Vinetto Dolore minimo

Giovanissima poetessa transessuale siracusana, nella raccolta di poesie “Dolore minimo” Giovanna Cristina Vivinetto narra la metamorfosi di un’identità oltre che di un corpo. “Questa nuova nascita al mondo, questo delicato e profondo scambio di ruoli diventa la ragione vera della sua poetica che scorre come i fotogrammi di un film che si rincorrono mostrando dettagli, sguardi, scorci prima nebulosi e poi sempre più limpidi e cristallini, sul ritmo lento del suo respiro”. Con queste parole Dacia Maraini introduce Dolore minimo (Interlinea Edizioni), la raccolta di poesie di Giovanna Cristina Vivinetto, autrice di un diario in versi intimo e delicato, che si fa testimonianza di una metamorfosi dolorosa e necessaria al tempo stesso.

È una metamorfosi dell’identità, quella narrata dall’autrice, un’identità scissa che si fa madre di un io nuovo, quello poetico, che scrive rivolgendosi a una se stessa passata e presente, come in una narrazione del destino compiutosi: giovanissima, classe ’94, originaria di Siracusa, l’autrice è transessuale e ne fa poesia, con una lievità che dà voce a un dolore tutt’altro che minimo, ma allo stesso tempo luminoso, materno, genitore della nuova identità che ne ha preso vita.

È la genesi descritta da Alessandro Fo nella nota di chiusura del volume: “Quell’io nasceva duplice e scisso, e così si è imposta a un certo punto una scelta. Una trasformazione. I versi della Vivinetto sono il diario di quella metamorfosi: scrivono, dall’oggi, talvolta al (e del) sé di ieri, e talvolta anche al (e del) sé di oggi, inteso quasi come filiazione di una propria volontà che a un certo punto è entrata nella creazione, e si è fatta demiurgo della propria vita e fabbro della propria fortuna”.

Leggi l’intervista a Giovanna Cristina Vivinetto

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