Francesca Laganà: «Sull’Etna ritrovo
me stessa e la forza di andare avanti»

Sugnu Sicilianu Prima viveva a Catania e lavorava in Alitalia. Poi il cambiamento. Sulla "vulcanessa", come la chiama lei, ha trovato la sua strada: oggi vive a Linguaglossa ed è una guida ambientale (oltre che una cantante) e da poco ha lanciato Etnamente, un progetto che coniuga la valorizzazione del territorio con la tutela dell'ambiente, tra scienza, folklore ed enogastronomia

C’è il lato tenace e avventuroso e c’è quello romantico e artistico. C’è l’energia e la determinazione che la rendono simile alla sua adorata Etna, e c’è il talento musicale che ha ereditato dai genitori cantanti lirici. Francesca Laganà, 54 anni, catanese trapiantata a Linguaglossa, è una guida ambientale e una cantante, ma soprattutto è una donna dalle mille e una risorsa. Risorse che l’hanno portata a riprendere la sua vita in mano e a reinventarsi proprio dopo i 40 anni, in quel periodo della vita in cui, generalmente, le persone vorrebbero invece godersi i frutti di quello che hanno seminato.

Francesca Laganà

Francesca Laganà

«A 40 anni ero una donna serena – racconta Francesca – : sposata, madre di due figli, con un ottimo lavoro da funzionaria commerciale in Alitalia, e con entrambi i miei genitori vicini. Conducevo una vita semplice e lineare, a Catania tra lavoro stabile e famiglia. Dopo quattro anni mi sono ritrovata, nell’ordine, madre single di due adolescenti (dopo la separazione da mio marito) e una madre single e disoccupata dopo il maxi licenziamento del 2008 che colpì migliaia di dipendenti della compagnia di bandiera. Come se ciò non bastasse, dopo poco tempo, ho perso entrambi i miei genitori e mi sono ritrovata totalmente sola con i miei figli».

Figli che, però, sono il motore propulsore della sua voglia di farcela e di ripartire. E infatti, nonostante la vita non le stesse risparmiando nulla, Francesca, decide di ripartire proprio dalla sua passione per l’amata Etna, quella montagna che aveva imparato ad amare anche grazie al papà Giuseppe (cantante lirico nel Coro stabile del teatro Massimo Bellini di Catania) e che lei oggi chiama, affettuosamente, la vulcanessa.

Francesca Laganà, guida ambientale dell’Aigae

Francesca Laganà, guida ambientale dell’Aigae

«Ho sempre avuto un legame speciale con l’Etna – racconta – . È sempre stato il posto in cui ritrovo me stessa e la forza per andare avanti. Sin da piccola, quando i miei genitori chiedevano a me e a mia sorella dove volessimo andare, lei rispondeva al mare e io, senza alcun dubbio, sempre sull’Etna. E per questo, in quel momento di disorientamento, ho pensato di puntare proprio sul territorio pedemontano. Dopo la vendita della casa coniugale a Catania, una casa acquistata con tanti sacrifici ma che era diventata impossibile da mantenere, decisi di investire la mia parte della vendita nell’acquisto di un rudere nelle campagne di Linguaglossa con l’idea di accedere ai bandi per la ricettività e aprire presto un agriturismo o b&b. Purtroppo le cose non andarono bene e quel bando di finanziamenti a fondo perduto non arrivò mai».

A quel punto Francesca, che per qualche anno aveva appeso al chiodo la sua laurea in Lingue (inglese e francese), decide di mettere insieme le sue competenze linguistiche con quelle geologiche («dopo la prima laurea, proprio per il mio pallino per l’Etna, mi ero iscritta in Geologia, ma non avevo completato perché mi erano nati i miei figli») e di mettere a frutto questo rapporto speciale con il vulcano. Affitta una casa a Linguaglossa «dove vivo con la mia famiglia composta dai miei due figli – che non sono mai rimasti con le mani in mano e si sono sempre dati da fare – i miei 5 gatti e il mio cane» e diventa guida ambientale dell’Aigae – Associazione italiana Guide Ambientali Escursionistiche.

Francesca Laganà durante il suo lavoro sull'Etna

Francesca Laganà durante il suo lavoro sull’Etna

«La vita, si sa, fa sempre giri strani – dice – e alla fine, nulla succede per caso ed è come se, in certi momenti, le esperienze convergessero in un’unica direzione e nel mio caso, probabilmente, quella direzione era l’Etna nord, il vulcano e il suo territorio».
Oggi Francesca Laganà, infatti, è una guida ambientale specializzata in arrampicata e trekking che ha voluto anche manifestare questa sua “fissa” per l’Etna lanciando il progetto Etnamente, un nome, un logo e un marchio che racchiude la sua visione del vulcano.

«La conoscenza di questo straordinario sito – spiega -, esempio di biodiversità, è fonte di arricchimento e crescita, di cultura e socializzazione. Etnamente vuole coniugare la valorizzazione del territorio con la tutela dell’ambiente , tra scienza, folklore ed enogastronomia, per una visione della nostra “montagna”, un po’ fuori dai soliti canoni». Un progetto nato dalla passione che, pietra dopo pietra, incontro dopo incontro cresce ogni giorno di più, anche in vista di collaborazioni con altre associazioni, professionisti e istituzioni che puntano sul vulcano. «Io amo portare italiani e stranieri alla scoperta della “montagna di fuoco” – aggiunge -, in questo ombelico del Mediterraneo tra misteriose grotte e fitti boschi, dove si possono udire ancora le voci del passato che, in lingue diverse, sembrano narrare di antiche gesta, di melodie ancestrali, malinconiche nenie che riconducono la memoria alle nostre radici».

Il logo di Etnamente, il progetto di Francesca Laganà, che ne racchiude la visione

Il logo di Etnamente, il progetto di Francesca Laganà, che ne racchiude la visione

Nenie e melodie che non potevano mancare in questo progetto visto che Francesca, figlia d’arte, da qualche anno è anche entrata a far parte della formazione femminile Broken Consorts, composta da musiciste professioniste, unite dal semplice desiderio di fare musica e riscoprire brani, danze e ballate popolari etniche di tutto il mondo. Il gruppo, il cui nome si riferisce a un ensemble con strumenti provenienti da più di una famiglia, è nato dall’unione di fiati e strumenti a corde pizzicate e ad arco, e a cinque musiciste di formazione classica, che propone brani inediti, scritti e arrangiati dalla direttrice d’orchestra e compositrice catanese Carmen Failla. Oggi la formazione è composta, oltre che da Francesca (voce), dalla violinista Cinzia Condorelli, la violoncellista Natalina Messina, l’arpista Angela Minuta e la flautista Loredana Sollima.

Francesca, pronta a salire sul palco con le Broken Consorts

Francesca, pronta a salire sul palco con le Broken Consorts

«La musica completa la mia vita – conclude Francesca- . Sono entrata nel gruppo con la voglia di stare insieme ad altre persone che condividessero la mia passione, e con il tempo ne è nato un vero impegno verso la riscoperta di quei legami unici e internazionali che solo la musica e l’arte sono capaci di creare tra i popoli. Con le Bronken Consort, infatti, riscopriamo e reinterpretiamo in chiave personale un vasto repertorio proveniente da tradizioni meridionali, suoni mediterranei e orientali, risonanze celtiche e d’oltreoceano, che armonizziamo nel nostro genere musicale per un viaggio attraverso le atmosfere della musica popolare».

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