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Donne in guerra, lacrima comunista e pupilla fascista. Molta politica tra le novità

Blog "La pupilla del Duce" e la "Lacrima della giovane comunista" (libro contro copertina) stranezze letterarie agli antipodi. In copertina, l'agognato ritorno di Flora Fusarelli con "Il sapore del buio" (Diadema). Speciale Sicilia con Laura Naselli, Orazio Labbate, Fabia Mustica, Nino Di Matteo e Saverio Lodato. Fronte novità: Gaspari inaugura la nuova collana 'Donne in guerra'

Ed eccoci alla seconda settimana dell’ultimo mese dell’anno. Dicembre è sempre una bellissima occasione per valutare un bel regalo, e ce ne sono tanti da scegliere tra i libri. La casa editrice siculo-lombarda Carbonio propone l’esordio di Erik Hoel con “Le rivelazioni“. Sorpresa in casa Gaspari, nasce la nuova collana “Donne in guerra” e il primo numero è curato da Paolo Gaspari cui il titolo “Ina Battistella. La crocerossina con il fucile Caterina, la più decorata della guerra 1915-1918“. Interessante lo scalpo dei siciliani: AlgraChiarelettere, Italo Svevo e San Paolo, rispettivamente segnano il ritorno di Laura Naselli con il terzo ‘capitolo’ della commissaria Delcaso; Nino Di Matteo e Saverio Lodato, “Il patto sporco e il silenzio. La trattativa Stato mafia“; Orazio Labbate, “L’orrore letterario“; Fabia Mustica, “L’amico diverso. Arkadia e Graphofell consegnano al podio rispettivamente, l’ultimo numero dell’anno della collana Sidekar con Giorgio Bona e “La lacrima della giovane comunista(Libro controcopertina) e Mario Pacelli con “Cinecittà. La pupilla del Duce. Fefè e Carbonio chiudono i nostri consigli alla lettura. Quanto al libro copertina, l’attesa è finita: la blogger e scrittrice abbruzzese Flora Fusarelli, torna con “Il sapore del buio“, Diadema: aspettative altissime.

Varie e interessanti le proposte per prepararci a superare la metà del mese per avviarci al Natale.

Carbonio e l’esordio di Erik Hoel

Erik Hoel, Le rivelazioni, Carbonio
…quest’albero mi fa infuriare, ne colpisco le radici, gli urlo contro e lacero l’impenetrabile corazza del suo tronco. […] Però mi prostro sulle ginocchia per implorare, per chiedere con tono supplichevole: dove starebbe sull’albero? Dove troverebbe posto una teoria della coscienza? Su quale ramo remoto e secondario? In fisiologia, visto che vira alla neurologia? Al di là dell’informatica, verso la parte misteriosa della teoria dell’informazione? Lontana dalla matematica e dalla fisica? Da quale ramo crescerebbe? Sarebbe un’estensione della filosofia analitica? E che dire di quel remoto spunto che è la scienza dei sistemi complessi o il linguaggio dello spazio degli stati? L’unica domanda che gli pongo quando lo imploro o sono in preda alla rabbia è: dove starebbe sull’albero? Dove?
Kierk Suren è un giovane neuroscienziato dotato di un’intelligenza fuori dal comune e di un sapere enciclopedico sbalorditivo. Oltre a interessarsi al funzionamento della mente, padroneggia la matematica avanzata e i princìpi della fisica quantistica, che intreccia di continuo alla filosofia di Socrate, Platone, passando per la vis eretica di Giordano Bruno, per approdare sui lidi della letteratura poderosa di Melville, Dostoevskij, Foster Wallace.A causa di dissapori con il suo mentore, dopo cinque anni di studi in uno dei maggiori laboratori di neuroscienze d’America, Kierk abbandona il PhD e gira in lungo e largo per la California dormendo in macchina. Ma la notizia di essere tra gli otto vincitori di un’insperata borsa di studio per un prestigioso progetto di ricerca dell’Università di New York pone fine al suo vagabondaggio. Arrivato al Centro per la Ricerca sulle Neuroscienze (CNS) della Grande Mela, Kierk incontra la collega Carmen Green e i due, confrontandosi quotidianamente su dati scientifici, calcoli complessi e sulla decodifica dei segnali cerebrali di macachi inscatolati, si scoprono follemente attratti l’uno dall’altra.
Folle, del resto, è anche l’atmosfera del CNS, tra macabre azioni di protesta del gruppo dei ricercatori animalisti e segni di generosità inquietante verso i senzatetto di Washington Square Park, fino alla morte, cruenta e oscura, di uno degli assegnisti più brillanti, che trasforma la ricerca scientifica di Kierk in una vera e propria indagine per omicidio. Sullo sfondo, le luci e ombre di una New York torrida e affascinante come non mai, in cui il cielo si specchia nei «palazzi lunghi e sottili come lance» e tutto è in perenne movimento – i taxi gialli, i food truck, gli skateboarder, gli artisti di strada, un predicatore che, dall’alto del suo sgabello in Union Square, grida il suo sdegno implacabile contro la corru­zione e le menzogne della scienza. Kierk Suren è “colui che cerca” e dunque colui che non si accontenta di quel che trova. Anche se ciò che trova è quasi sempre vicino al rivelarsi fondamentale, Kierk ha l’energia di buttarlo all’aria e ripartire daccapo. È nel bisogno insopprimibile di avanzare sotto l’assedio del dubbio che Kierk vive, soffre, si esalta ed esprime tutta la sottigliezza del proprio genio. Ed è dentro questo paradosso che non smette di voler sapere e di farsi domande, mentre noi lettori lo seguiamo senza neppure accorgercene. Qual è allora il segreto della coscienza? E quale mistero si cela nei meandri inesplorati del nostro cervello? Come si spiegano quelle rivelazioni che all’improvviso, camminando per strada o guardando un dettaglio, rischiarano il buio della mente? Ecco così che Le rivelazioni diventa l’opportunità per un pubblico profano di venire catapultato, con gran gusto, insieme al singolare protagonista,all’interno della coscienza, quella parte di noi che ci consente di fare esperienza del mondo, senza la quale saremmo incapaci di provare qualunque impulso e passione vitalistica, a cominciare dall’amore, che può rivelarsi la spinta più forte verso la conoscenza. Quello di Erik Hoel è un romanzo poliedrico – giallo, trattato di neuroscienze, spy story, pamphlet filosofico, storia d’amore, racconto di una città –, un’opera-mondo che contiene, in un abile e costante gioco di rimandi, una notevole fetta dello scibile umano, scritta in una prosa che, combinando realtà e flusso di coscienza, sa librarsi alta sulla pagina e dove i termini del vocabolario specialistico armonizzano magnificamente con un tessuto narrativo ricchissimo di accadimenti, immagini, suggestioni. Un esordio radioso.

Nuova collana “Donne in guerra” per Gaspari Editore

Ina Battistella. La crocerossina con il fucile. Caterina, la più decorata della guerra 1915-1918, a cura di Paolo Gaspari, Gaspari editore

Il primo volume della nuova collana Donne in guerra, propone di valorizzare il contributo delle donne alla storia nazionale ed europea. Questo è il diario della crocerossina più decorata della guerra: medaglie di bronzo e d’argento al valor militare, ebbe anche la medaglia d’oro della Croce Rossa Italiana e medaglia “Florence Nightingale”: una decorazione molto rara del Comitato internazionale della Croce Rossa che premia l’“Eccezionale coraggio e devozione per i feriti, malati o disabili o per le vittime civili di un conflitto o di un disastro” ed è a forma di mandorla con l’immagine di Florence Nightingale (l’infermiera britannica considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna) con incise le parole: Ad memoriam Florence Nightingale 1820-1910. Lo stile narrativo del suo diario è sorprendentemente moderno ed è il racconto di avventure e cospirazioni. La notorietà di Ina è dovuta alla copertina della “Domenica del Corriere” del 22 dicembre 1918, il primo Natale di pace, che la ritrae addirittura con un fucile imbracciato mentre spara agli austro-ungheresi in fuga da Udine, siccome all’epoca valeva il detto delle democrazie nord-europee “un fucile, un voto”, cioè chi combatteva aveva diritto di voto…
«Nel 2015, centenario della Grande Guerra, gli amministratori di Udine si preoccuparono di togliere il nome del generale Luigi Cadorna da una grande piazza della città a lui dedicata piuttosto che dedicare un altro sito a questa donna coraggiosa e modello di etica civile, cosicché quando pochi anni dopo la sua tomba al cimitero cittadino fu rimossa per decorrenza dei termini e la mancanza di discendenti, i resti mortali di questo “scricciolo” che tanto aveva dato alla comunità finirono in una fossa comune, suggellando così la distruzione del passato operata dalle Istituzioni che per prime sarebbero preposte alla trasmissione del vissuto collettivo e di quei principi vincolanti che dovrebbero rafforzare la propria immagine positiva nella memoria nazionale, al fine di essere mantenuta viva per legittimare la capacità di resistenza alle prove che la storia continuerà a porre davanti ai cittadini»

Le uscite di martedì 6 dicembre

Nino Di Matteo, Saverio Lodato, Il patto sporco e il silenzio. La trattativa Stato mafia, Chiarelettere

Dopo l’ultima sentenza del processo sulla Trattativa Stato-mafia è calato il silenzio su una delle vicende più drammatiche e clamo­rose della storia repubblicana. E non pochi sono stati quelli che hanno violentemente attaccato i magistrati che avevano istruito il procedimento, tra i quali Nino Di Matteo, autore di questo libro, ora riproposto in una nuova edizione aggiornata, che intende illu­minare la verità giudiziaria ma anche quella storica di un fatto ormai acclarato, come è scritto distintamente nelle motivazioni della sentenza d’appello.
Il patto sporco e il silenzio rappresenta la let­tura più completa di una vicenda che molti vorrebbero fosse rimossa dalla cronaca e dal­la storia del nostro paese. Ma non sarà così. Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrifica­ti. Eppure in quello stesso momento, men­tre scorreva il sangue delle stragi, c’era chi, in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico. “Fu proprio dopo la senten­za d’appello che, insieme a Nino Di Matteo, avvertimmo la necessità di un’altra edizione di questo libro” scrive Saverio Lodato nella nuova introduzione. “Per tante ragioni. Gli imputati, prima condannati, erano stati assol­ti. Non si poteva far finta di niente. I lettori avevano il diritto di conoscere il prosieguo della storia.” Anche perché, nel frattempo, si è aggiunto il ricorso in Cassazione della pro­cura generale di Palermo.

Fabia Mustica, L’amico diverso, San Paolo Edizioni

L’adolescenza, la scuola e le scoperte di ogni giorno, ma anche la discriminazione, l’odio, la paura. Sono queste le sfide che Faruq, sedicenne di origini africane, deve affrontare ogni giorno nel liceo che frequenta a Catania, dove vive con la sua famiglia. Preso di mira da un gruppo di bulli, Faruq attraverserà un percorso difficilissimo, aggravato ulteriormente dall’arrivo della pandemia, in grado però di insegnargli l’accettazione di sé, l’empatia e la pietà. Dalla prefazione dell’autrice: “Spesso la diversità è quella scintilla che fa scattare tra i giovani il fenomeno del bullismo (basta un difetto fisico, anche piccolissimo, un abbigliamento non convenzionale, il colore della pelle o addirittura se sei semplicemente educato o timido). Ho deciso di collocare storicamente questo libro-fumetto nel periodo della pandemia perché ho voluto rimarcare come, di fronte a certi eventi straordinari della vita, quale la diffusione di un terribile virus, la “diversità” diventa marginale e anzi può costituire un valore aggiunto”.

Alessandra Fontana, Il tagliere è servito, Fefè editore

Da moda dell’happy-hour il tagliere diventa proposta gastronomica di gran gusto ed eleganza secondo la tendenza che spopola negli USA In questo libro ne trovate 50 illustrati a tutta pagina e con istruzioni dettagliate per la perfetta preparazioneingredienti di qualità superiore, colori, fantasia, senso estetico, e il tagliere diventa proposta di classe per ogni occasione formaggi profumati, fiumi di salumi, frutti e crudités, biscottini dolci e salati, delicatessen varie, li fanno belli come gustosi quadri d’autore. Non me ne voglia Monsignor Della Casa, lo so, sto andando contro tutte le regole dell’etichetta, ma sono fermamente convinta che qualche volta infrangerle possa essere davvero esaltante. Dovete sapere che un tagliere non chiede di essere perfetto, non esistono regole ma solo dei piccoli accorgimenti da seguire ed il coraggio di tirare fuori il lato artistico che si nasconde in ognuno di noi. Tutto quello che dovrete fare è sintonizzarvi sulla vostra radio preferita, versarvi un calice di un rosso vellutato ed immaginare di avere davanti una tela da far vibrare con mille colori lasciandovi guidare solo dalla vostra fantasia o magari ispirandovi all’Arcimboldo o, perché no, a Pollock (Alessandra Fontana).

Le uscite di mercoledì 7 dicembre

Libro copertina: “Il sapore del buio” di Flora Fusarelli, Diadema

Alessandro e Adele: una storia come tante. Una storia tra mille altre, la cui bellezza verrà squarciata da un buio profondo, da dèmoni terribili. Amore, malattia, dolore e morte: la violenza declinata in varie forme che si congiungeranno in un unico macabro e inatteso punto di fuga.

Le uscite di venerdì 9 dicembre

Orazio Labbate, L’orrore letterario, Italo Svevo

Rifacendosi ai testi critici di Cvetan Todorov, di Francesco Orlando e Nicola Gardini, in questo piccolo saggio Orazio Labbate tenta di mettere ordine tra i romanzi degli ultimi quarant’anni alla ricerca dell’«orrore letterario», un’espressione critica per definire quella letteratura capace di occuparsi, con una scrittura mai mansueta – fatta di intensa e perdurante elevazione simbolica, stilistica e teologica -, dei vari perturbamenti umani: esistenziali, metafisici, psicologici, soprannaturali, mitici.

Mario Pacelli, Cinecittà. La pupilla del Duce, Graphofeel

“Cinecittà ha una storia, a volte gloriosa a volte travagliata, che si interseca con la storia del Paese e Mario Pacelli la racconta bene in questo libro. Il suo racconto è suggestivo, preciso perché molto documentato anche nelle pieghe che non conosciamo o che abbiamo dimenticato. Il fascismo la costruì, il fascismo la distrusse, l’Italia antifascista e repubblicana la ricostruì, la fece cadere in depressione, la fece riprendere e non sempre l’ha preservata dalle grandi trasformazioni che il progresso tecnologico le ha imposto.” (dalla prefazione di Giancarlo Governi)

Cinecittà, fabbrica dei sogni, delle illusioni, dei miti, voluta fortemente da Mussolini come parte integrante del suo regime. Il libro ne ripercorre la storia, insieme a quella del cinema italiano, in una prospettiva che mette in evidenza l’importanza della “Hollywood sul Tevere” nello sviluppo urbanistico della Capitale e nell’immaginario dei suoi abitanti. Alle storie di finzione si affiancano quelle reali: Cinecittà diventa un luogo crocevia di mille destini. Parzialmente distrutta durante i bombardamenti del 1944 diviene campo di concentramento tedesco. Novecento persone vi furono rinchiuse durante i rastrellamenti della periferia romana in attesa di essere trasferiti in Germania. Sfilano in queste pagine dense e avvincenti divi e dive dal fascino irresistibile, artigiani abilissimi e affaristi senza scrupoli, registi dal tocco magico e artisti del makeup, politici poco lungimiranti e autentici geni della fotografia. Cinecittà diviene la parabola di un Paese ricco di grandi talenti e occasioni sprecate, di genio e arbitrio, che il cinema italiano ha saputo esprimere con tanta efficacia. Un saggio per chi ama il cinema e anche la storia italiana, in cui si intersecano le vite dei più grandi personaggi della Settima Arte e quelle dei politici che hanno diretto i percorsi della nazione.

Laura Naselli, Olivia e le sabbie del tempo, Algra

C’è una saga che da tre anni spopola in Sicilia, scritta dalla sicula Laura Naselli, medico in pensione che ha deciso di occuparsi di scrittura con risultati notevoli: encomi e riconoscimenti sul territorio nazionale hanno fatto sì che la sua commissaria Delcaso superasse, di gran donde, altri allineati di genere. Eccola nuovamente con il terzo episodio, e come per i precedenti esce nell’ultimo mese dell’anno, dal titolo “Olivia e le sabbie del tempo. Una prima fatica per il giovane commissario Delcaso“. In un anno orribile per l’Italia, tormentato da omicidi eccellenti, in un anonimo condominio alcune morti violente avevano portato alla luce delle sgradevoli storie di solitudine e gelosia. Olivia, molto giovane, si era occupata di questo caso, rimasto insoluto, e ora, in pensione, lo ricorda ancora. Ma i casi insoluti non fanno per lei e ritornano a tormentarla, perché il suo scopo è quello di rendere giustizia alle vittime…

Libro controcopertina: “La lacrima della giovane comunista” di Giorgio Bona, Arkadia

Inghiottito nel profondo di un lager, in una delle epoche più buie dell’egemonia culturale sovietica, in un momento storico in cui l’élite intellettuale tace e si gira da un’altra parte, Venedikt Erofeev scompare nel nulla lasciando dietro di sé un grande vuoto. Sarà un professore universitario a mettersi sulle sue tracce, decidendo di partire per Mosca alla ricerca di un perché e di un significato. Durante il lungo viaggio in treno che lo condurrà alla sua meta, il professore si interroga sulla vita di Erofeev, sulle sue opere censurate dal regime comunista, sulla tragicità del suo destino e sulla sua misteriosa fine. Dall’incontro con l’amante dello scrittore, poi, emergeranno pagina dopo pagina alcuni residui di un’esistenza travagliata e maledetta, sullo sfondo di una Russia completamente diversa da quella dei tempi moderni. La lacrima della giovane comunista è un romanzo intenso che conduce il lettore in un periodo travagliato e affascinante, in cui bellezza e splendore si fondono con i loro opposti. Dove l’ideologia e il male sembrano prevalere senza lasciare scampo a nessuno.

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