Dj Stonic e l’Italia dello scratch a Mosca: «Rappresentarla a una finale mondiale è sempre stato il mio sogno»

Musica Dopo aver vinto la finale italiana a Catania, il dj modicano ad aprile volerà in Russia per rappresentare l'Italia alla finale internazionale del Red Bull 3Style: «Questo è un grande traguardo non solo per me, ma anche per la mia città e per la Sicilia, tanto è vero che sono il terzo siciliano a vincere il Red Bull 3Style, insieme a DJ Delta e Doc Trashz»

Andiamo al mondiale e si parte da lontano. Dal 20 al 28 aprile, la Russia delle matriosche e di Ivan Drago ospita la finale mondiale di Red Bull 3Style, la più importante competizione dedicata ai deejays di tutto il mondo, il campionato mondiale per coloro che lanciano la musica nello spazio interstellare. La maglia dell’Italia, edizione 2020, la indossa Stonic, al secolo Tony Pitino, tra gli esponenti più virtuosi e visionari del turntablism internazionale, l’arte magica dello scratching.

Questa è una di quelle storie che lasciano il segno. Nato e cresciuto in Sicilia, Stonic approda alla finale e questo grande traguardo è frutto di un percorso denso di produzione, coraggio e creatività, per la serie: “datemi una puntina e vi farò ballare il mondo”, Archimede non se la prenda, ma qui ci sta tutta! Tony ha mosso i primi passi a Modica, splendida città siciliana, iniziando dalla passione per i vinili, la musica hip hop e quella meravigliosa possibilità di far ballare le persone, accompagnare le emozioni le loro emozioni e proponendo viaggi sonori collettivi. La sua storia è intrecciata anche con una parte degli anni ’90 che storicamente hanno sdoganato gli assembramenti dance, soprattutto illegali come i rave o i primi party movement e le crew underground. Quello fu il momento, in Italia come altri luoghi d’Europa, in cui musica, performance dal vivo e cultura elettronica diedero vita alla produzione creativa contemporanea. Un decennio sperimentale di autoproduzioni che ha sconfinato nel nuovo millennio prendendo strade differenti ma convergenti: le arti visive, la sound art, il visual design e il djing

Dj Stonic alla finale italiana del Red Bull 3Style dello scorso novembre a Catania, foto Enrico Valvo Photography

Cosa significa per te essere un dj/turntablist/producer? come è cambiata questa figura dai tuoi inizi ad oggi?
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Essere un dj significa riuscire a far divertire chi ti sta ascoltando, essere un Turnatablist significa giocare con la musica, scomporla, ricomporla, personalizzarla con lo scratch, “suonarla”. Il ruolo di Producer è fondamentale per riuscire bene nelle prime due categorie, soprattutto per il “Turntablism”, così com’è diventato oggi, l’autoproduzione è quasi indispensabile. Considerato che siamo nel 2020 tutto questo si potrebbe riassumere semplicemente come “djing”. Quando iniziai io c’erano soltanto i giradischi, pochi Battle mixer (ma buoni) e i primi modelli di cd players (totalmente inutili per il djing), tutte cose molto costose, soprattutto per un ragazzino che voleva provare questa disciplina. Adesso, ovviamente, ci sono controller, anche molto economici, e infiniti tutorial sul web per imparare velocemente le basi. Diciamo che rispetto a prima adesso è tutto molto versatile».

Tony ha iniziato dalla sua Modica, è partito da lontano, non solo geograficamente, contando sui pochi mezzi che un ragazzino poteva avere a disposizione e facendo di un battle mixer e dell’hip hop le componenti di uno stile di vita, di viaggio e di lavoro. La Sicilia è la base creativa da cui molti hanno spiccato il volo, un po’ per il dna che distingue i siciliani e un po’ per la sfida di fare grandi cose a partire dal decentramento, quella delocalizzazione tanto cara ad Hakim Bey che in qualche modo oggi ci fa pensare alla Sicilia come una vera e propria taz, temporary autonome zone. Un’autonomia culturale e artistica che ha trovato sviluppo nelle prime culture crew, sulle coste del Sud-Est, da Modica a Vittoria, da Ragusa a Catania e poi i viaggi sempre più frequenti in UK ed Est Europa per aprire porte e aprirsi, portare suoni e scambiare approcci.

Un recente dj set di Tony Pitino alias dj Stonic

A volte rispunta il dibattito sul dj e sul musicista, alcuni affermano che il dj è un musicista, altri affermano il contrario. Stonic cosa pensa a riguardo?
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Come dicevo prima un dj, per come lo si intende nel 2020, deve essere un musicista, nel senso che deve saper produrre, fare lo scratch, mettere assieme diversi generei musicali insieme in un mix armonioso, ecc. e questo, a mio avviso, significa fare musica. Per alcuni aspetti addirittura essere un dj completo è più impegnativo di suonare un solo strumento. Quindi la domanda non dovrebbe essere se il dj è un musicista, piuttosto, se si è dj o se si schiaccia semplicemente “play”».

I dj set di Stonic hanno fatto ballare (e continuano a farlo) migliaia di persone, sessioni, party ed eventi che si distinguono per lo stile “underground”, la ricercatezza dei brani e i cambi molto rapidi da un genere all’altro. In poco più di 20 anni Stonic si è ritagliato il ruolo di protagonista della scena hip hop e drum&bass, ha fondato l’etichetta indipendente Nosheek Records e ha puntato in alto abbattendo i muri a suon di beat e di scratch. Le sue collaborazioni lo hanno visto accanto ad dj/artisti hip hop e drum&bass nazionali e internazionali quali Maztek, MC Coppa, Dope D.O.D., Foreign Beggars e molti altri. In seguito è arrivato il titolo di campione italiano Red Bull 3Style, competizione unica nel suo genere che seleziona e consacra djs per nazione. Nel frattempo il turntablism è infatti diventato la modalità virtuosa che oggi tutti conosciamo, fuori e dentro dalla nicchia, creatività riconosciuta allo stato puro. 

Negli ultimi anni anche il linguaggio video rientra nella grammatica di Stonic, i suoi “scratch Video” hanno riscosso svariati consensi, tanto da essere stati considerati tra i video più creativi al mondo nell’ambito del djing. Il video di maggior successo è “Stonic – Lego Scratch Motion”, uno scratch video girato interamente con la tecnica dello stop-motion, condiviso, gradito e recensito in lungo e in largo. Di recente, in collaborazione con Djcity Italia, ha dato vita ad un nuovo progetto, Scrachflix. Ispirandosi a serie tv e film. Scratchflix, risulta essere un innovativo “contenitore” di concept video in tema di scratch music, originato da conoscenza, visionarietà e progettazione. Le sue produzioni sono già mitologia: Stonic & Sortek “Psycho” (feat. Illaman & MC Shot) (Nosheek Records) / Stonic & Sortek “Braindead” (feat. Debbit & Wild Ciraz) (Nosheek Records)/Stonic & Lower Bass “Bad Skills” (Auraya Recordings) / AA.VV. “Music Not For Sale” EP (Nosheek Records). Stonic & Lower Bass “King Kong” (Nosheek Records).

Mano a mano che si allontanano i tempi delle origini, si avvicina il campionato mondiale. Quello che era visto come uno stile transitorio, una moda/modalità di essere e di produrre, magari destinato a tramontare, è invece diventato linguaggio internazionale e Stonic lo rappresenterà  per l’Italia, in Russia, finale di Red Bull 3Style, in questo simbolico 2020. A fine aprile tutti in Russia, quindi…

Deve essere una grande emozione rappresentare il proprio Paese in un campionato mondiale, addirittura arrivando da molto molto lontano rispetto ai centri più gettonati. Come ti senti rispetto a questo e quali luoghi o opportunità ma anche spazio e formazione dovrebbero esserci in Italia in relazione all’ambiente musicale e del producing?
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Rappresentare l’Italia e la Sicilia come dj a una finale mondiale è sempre stato il mio sogno, adesso dopo tanti anni e moltissimo impegno l’ho realizzato. Questo è un grande traguardo non solo per me, ma anche per la mia città e per la Sicilia, tanto è vero che sono il terzo siciliano a vincere il Red Bull 3Style, insieme a DJ Delta e Doc Trashz, e in merito a questo stiamo lavorando a uno show dove ci esibiremo l’uno dopo l’altro. Questa, per esempio, potrebbe essere un’ottima occasione per vedere di cosa sono capaci tre campioni italiani e capire meglio il djing e come lo si dovrebbe fare. Al momento il mio impegno principale è la finale del mondo in aprile a Mosca, ma dopo non escludo la possibilità di organizzare alcuni workshop sul djing in Sicilia». 

Stonic vince il dj contest Red Bull 3 Style final Catania 2019

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