Da Paternò agli spazi siderali, la voglia di “infinito” di AstroLuca

Sicilians L'astronauta paternese Luca Parmitano è nuovamente in orbita sulla stazione spaziale internazionale dopo il lancio di sabato scorso, nel cinquantenario dell'allunaggio, insieme con l'americano Andrew Morgan e il russo Alexander Skvortsov. E a portargli l'affetto della sua Sicilia lo ha raggiunto, nella base spaziale in Kazakistan, il sindaco di Paternò Nino Naso

Da
Paternò al Kazakistan, da Baikonur allo spazio, l’itinerarium di Luca Parmitano è un viaggio affascinante che contiene una pluralità di metafore ed una densità di significati che vanno oltre quello che appare. Il viaggio del paternese Parmitano nello spazio è l’emblema della continua volontà dell’essere umano di esperire quello che lo circonda, dalla dimensione quotidiana a quella spaziale. E’ connaturata alla natura umana la volontà di superare limiti e confini. Gli esseri umani sono protesi verso gli infiniti spazi siderali. E’ una volontà di “infinito”.

Il sindaco di Paternò Nino Naso a Baikonur con Luca Parmitano, in zona di sicurezza

Su tal punto le citazioni filosofiche, letterarie ed artistiche sono innumerevoli, non basterebbe un saggio per raccontarle tutte.
Giacomo Leopardi che era non solo un poeta geniale ma anche un acuto filosofo dalla cultura multidisciplinare ha colto nella sua sublime poesia dedicata all’infinito l’essenza stessa di un concetto che trascende la dimensione degli angusti confini, che collima con una idea di ricerca di un quid non definibile, una tensione all’oltre che è la scaturigine e nel contempo il motore della conoscenza umana. E la conoscenza non avviene solo attraverso una dimensione del sapere ma una fusione di molteplici saperi. La visione molto moderna del Leopardi è nata da una vasta e profonda conoscenza delle culture, si era nutrito di letture umanistiche e scientifiche, ed aveva una spinta filosofica ed antropologica alla ricerca continua. La scienza come la letteratura sono strumenti del viaggio dell’uomo verso la conoscenza, non è un caso che Ulisse sia diventato la figura emblematica della cultura greca che ha permeato e permea ancora la contemporaneità.

Luca Parmitano ed i suoi colleghi astronauti con i loro viaggi spaziali sono dei continuatori di questa dimensione del viaggio e della ricerca continua della conoscenza… La scienza, la conoscenza, la filosofia, nascono aristotelicamente dalla meraviglia, dallo stupore e dalla sorpresa di nuove scoperte. Non è affatto casuale che il nuovo viaggio spaziale partito dal Kazakistan sia stato programmato dagli organizzatori in occasione dei 50 anni dell’anniversario dello sbarco sulla luna.

Parmitano con i colleghi astronauti

La luna è il simbolo concreto ed universale di uno sbarco che ha cambiato la storia dell’umanità. In un futuro non tanto lontano degli esseri umani approderanno su Marte, dove già è stato inviato un sofisticato robot che ha fatto pervenire immagini di grande valore scientifico. A proposito, prove dei robot da inviare su Marte sono state effettuate in alcuni spazi sommitali dell’Etna, nei paesaggi lunari ed unici del più grande vulcano attivo d’Europa.

La grandezza dell’essere umano non sta solo nella scoperta ma soprattutto nel lavoro di preparazione delle scoperte, senza la rivoluzione galileiana non vi sarebbero state le condizioni per cambiare prospettiva nel guardare il sistema solare e l’universo. La rivoluzione galileana è stata un cambiamento scientifico e filosofico, che ha portato alla razionalizzazione dei procedimenti della conoscenza umana. Senza la rivoluzione galileana e senza la successive scoperte e sistematizzazioni di Newton si crederebbe ancora al “cielo delle stelle fisse” come ad un luogo metafisico. Senza la successiva rivoluzione di Einstein dovuta alla sua “Teoria della relatività generale” che ha posto le basi per i cambiamenti epocali avvenuti nella fisica del ‘900 noi vivremmo in un mondo diverso e lo percepiremmo in maniera differente.

Il saluto di Parmitano alla stampa mondiale prima del decollo

E così via, la rivoluzione rappresentata dalla meccanica quantistica ha aperto le porte al mondo della microelettronica, che è presente in ogni aspetto della nostra vita quotidiana -pensate in primis ai telefonini-. Il viaggio nello spazio di Parmitano contiene tanti valori e significati, è anche la dimostrazione di come nel mondo dei saperi e della tecnologia ogni luogo periferico possa divenire centrale, muta lo stesso concetto di periferia. Oggi con la tecnologia chiunque può collegarsi con il mondo abbattendo ogni barriera. Papa Francesco sul piano cultural-antropologico con la sua battaglia di rivalorizzazione delle periferie e di ogni periferia che può diventare
centro, mostra di guardare non solo al presente ma al futuro. Da uomo colto e di notevole preparazione conosce la fragilità della condizione dell’esistenza umana, e cerca – non sempre ascoltato – di indicare delle dimensioni più ampie. E non è una questione politica sia chiaro ma antropologica.

La complessa preparazione del viaggio spaziale di Luca Parmitano e dei suoi colleghi mostra come l’Europa, con l’ottimo lavoro dell’agenzia spaziale europea e di quella italiana, sia all’avanguardia in questo ambito. Ed ancora, palesa come la collaborazione internazionale fra studiosi, scienziati, esperti di tecnologie sia positiva e costruttiva. Altro che barriere e steccati, altro che stereotipi e luoghi comuni sulle chiusure, i cervelli hanno bisogno di continuo confronto, gli esseri umani hanno un continuo bisogno di mettere in comune le proprie conoscenze, i propri saperi, le loro esperienze.

La conversazione attraverso il vetro fra il sindaco Naso e Parmitano

La conoscenza non progredisce per accumulo ma per capacità critica ed intuizioni illuminanti, con la costruzione di modelli teorici che vengono poi confermati dai dati di fatto. Una delle teorie di Einstein, quella sulle onde gravitazionali, ha avuto conferma sperimentale circa cento anni dopo, grazie ad una sinergia internazionale di fondi, di tecnologie innovative e soprattutto di risorse umane.

La cronaca del viaggio di Luca Parmitano con la Soyuz Ms-13 dalla base di Baikonur sino alla stazione spaziale internazionale per la
missione Beyond è nota a tutti. L’organizzazione da parte dell’Esa è stata raccontata in ogni dettaglio. A noi, oltre alle riflessioni già proposte, interessa mostrare come un viaggio spaziale possa unire mondi apparentemente lontani e non solo per le collaborazioni molto importanti sul piano scientifico. Torniamo al
valore straordinario della periferia che diventa centro: Baikonur in Kazakistan sotto le luci dei riflettori di tutto il mondo. Pensate a come il “paternese Parmitano” (è nato a Paternò il 27 settembre del 1976) abbia portato la città natia ad essere positivamente citata ed in maniera continua a livello internazionale.

La navicella Ms-13 Soyuz che ha portato la missione di Parmitano alla stazione spaziale internazionale

Di come Catania, città alla quale ‘Parmitano è anche molto legato e dove ha studiato al Liceo Scientifico
Galileo Galilei (diplomandosi nel ’95), venga citata nel mondo per questo aspetto. E finalmente una citazione positiva per Catania, che non è poca cosa dato il periodo difficilissimo che vive.

Ed il comune di Paternò citato assieme a Baikonur, il mondo etneo ed il lontano Kazakistan accomunati dalle notizie sul viaggio spaziale.
Ben ha fatto il sindaco di Paternò, Nino Naso, a recarsi in Kazakistan (ed a documentare molti aspetti della sua permanenza a Baikonur con foto che vi proponiamo nella fotogallery), a partecipare agli incontri con la stampa con i vertici dell’agenzia spaziale europea, a dialogare con Parmitano, a far sentire all’astronauta attraverso la sua persona ed il suo ruolo istituzionale, la vicinanza di Paternò, del mondo etneo, della Sicilia e dei tanti sud del mondo.

Perché sia chiaro, la notevole preparazione di Parmitano (si notino la sua capacità logico-analitica, la sua verve dialettica, il suo acuto senso della comunicazione tradizionale e multimediale – si pensi anche al suo profilo Twitter -) è frutto anche delle buone scuole che ha frequentato, nel mondo etneo, a Catania, ed a Napoli (dove si è laureato all’Università Federico II di Napoli).

A questo va aggiunto il senso di profonda umanità che lo caratterizza.
Nino Naso ci ha raccontato con genuinità e linguaggio diretto: «Parmitano ha mostrato molta contentezza per la nostra presenza, oltre ad essere un astronauta di grande valore è una persona molto sensibile e di vera umanità. L’intera mia permanenza in Kazakistan è stata caratterizzata da momenti molto emozionanti, da incontri importanti. Parmitano contribuisce a rafforzare l’identità di Paternò, ed è uno dei modelli positivi della città e dell’intera Italia. Ho portato a Parmitano anche la maglietta del Paterno calcio con il suo nome. Anche lo sport è cultura ed ha notevole valenza sociale. Luca ha apprezzato molto. E ricordo ancora il suo sorriso pieno di gioia».

Il sindaco Naso ha portato in Kazakistan la maglietta Parmitano del Paternò calcio

Le scuole e le università della Sicilia e del Sud continuano a sfornare talenti che si affermano in Italia e nel mondo, faticano più degli altri, ma non è vero che gli obiettivi di notevole livello non possano esser raggiunti. Parmitano è anche un modello positivo per tanti giovani, ogni ostacolo può esser raggiunto, ogni meta è possibile. Il che non è affatto facile, ma va aggiunto che diventare astronauti è complesso sia per chi nasce a Los Angeles sia per chi nasce a Paternò.

Se invece un giovane che ha studiato al Sud si specializza fuori, e poi magari rientra in Sicilia per fondare una start-up tecnologica di successo (di casi del genere ve ne sono parecchi e già raccontati sui media), è evidente che è un percorso diverso dal fare l’astronauta ma può egualmente affermarsi in Italia ed all’estero come è accaduto ed accade a diversi etnei e siciliani.

Il forza Luca del sindaco Naso

Luca Parmitano e tanti altri vanno fatti dialogare con le scolaresche per discutere di nuovi orizzonti. E’ bello vedere dalle statistiche che molti giovani europei non hanno paura né di spostarsi né di confrontarsi con persone di culture diverse, non vogliono barriere e muri. Questo fenomeno è meno forte in Italia perché da diversi lustri è un paese in declino, impaurito e “senza leader” per citare il libro di Luciano Fontana, direttore del Corsera.

Andrew Morgan, Alexsander Skvortsov e Luca Parmitano pronti al decollo

Per far rinascere l’Italia occorre partire dalla cultura, anzi dalle culture, dalle scuole, dall’università, che debbono esser sempre più aperte a confrontarsi con i protagonisti del mondo che cambia, a creare cultura del merito dialogando con persone di qualità dei vari ambiti e delle diverse professioni. Una cultura multidisciplinare ed aperta al confronto.

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