WWF Sicilia centrale e Lipu di Niscemi contro il bracconaggio nella Piana di Gela

Natura Le associazioni ambientaliste hanno inviato un dettagliato esposto a prefetto, questore, forze di polizia e amministrazioni competenti per garantire ed implementare adeguati controlli contro il prelievo illegale ai danni del patrimonio faunistico dello Stato

L’Associazione WWF Sicilia Centrale e la Sezione LIPU di Niscemi denunciano il grave fenomeno del bracconaggio notturno in provincia di Caltanissetta, con specifico riferimento alle zone rurali della Piana di Gela. Con un dettagliato esposto inviato stamani alle Autorità ed uffici competenti –  Prefetto e Questore di Caltanissetta;  Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza; Corpo Forestale regionale; Comandi delle Polizie Municipali di Gela, Butera e Niscemi; Assessorato Agricoltura – Ripartizione Faunistico Venatoria; Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta – WWF e LIPU segnalano come nelle ultime settimane siano state loro segnalati diversi e preoccupanti casi di attività venatoria illecita in orari notturni nell’area della Piana di Gela.

“Tale forma di bracconaggio – si legge nell’esposto – verrebbe attuata tramite autoveicoli (fuoristrada e pick-up) che, percorrendo le strade e piste poderali, abbagliano la fauna presente sui campi a fine raccolto (conigli, lepri, ecc.) tramite i fanali ovvero apposite torce/fari orientate a mano; sempre dagli autoveicoli, infine, la selvaggina verrebbe comodamente abbattuta con armi da fuoco (talvolta fucili di calibro e munizionamento ridotti e poco rumorosi)”. Secondo gli esperti di WWF e LIPU “si tratta di una odiosa quanto diffusa forma di bracconaggio particolarmente nociva per la fauna (perché colpisce gli animali ancora in periodo di riproduzione) ed evidentemente pericolosa per la pubblica e privata incolumità”, vietata dalle normative in materia di protezione della fauna e disciplina del prelievo venatorio: la Legge statale n. 157 del 1992 e la Legge regionale n. 33 del 1997.

Quanto accadrebbe di notte nella piana gelese configura diverse e pesanti fattispecie di reati e delitti: porto abusivo d’armi in luogo pubblico; esplosioni pericolose; uccisione senza necessità di animali, esercizio della caccia in periodo di divieto; esercizio della caccia da autoveicoli ed esercizio della caccia con torce, fari ed altri mezzi vietati.

Un coniglio selvatico ucciso dai bracconieri

Le Associazioni di protezione ambientale WWF e LIPU, quindi, “esprimono viva preoccupazione per tali diffusi atti di bracconaggio in danno del patrimonio indisponibile dello Stato. Come noto, nella nostra provincia la vigilanza venatoria istituzionale non è sufficiente, anzitutto in termini di personale coinvolto; purtroppo, inoltre, il territorio presenta vaste zone agricole scarsamente abitate e frequentate che non sono consuetudinariamente oggetto di presenza assidua degli organi di vigilanza”. Nell’esposto, in proposito, si ricorda come lo Stato – attraverso i documenti ufficiali “Strategia nazionale per tutela della biodiversità” e “Piano d’Azione Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici” abbia richiamato le Autorità competenti ad intensificare gli sforzi per la tutela della biodiversità anche attraverso il controllo dell’attività venatoria, sia nelle forme legali sia in quelle illegali, ed il contrasto agli illeciti contro gli uccelli selvatici e, più in generale, il patrimonio faunistico.

Il rappresentante del WWF nisseno, Ennio Bonfanti, e il delegato della Sezione LIPU di Niscemi, Manuel Zafarana, hanno quindi rivolto “un accorato appello alle Autorità in indirizzo perché pongano in essere quanto di propria competenza al fine di garantire ed implementare adeguati controlli antibracconaggio, con una specifica azione di diffusa vigilanza preventiva soprattutto nella Piana di Gela, anche sensibilizzando le proprie articolazioni periferiche o uffici competenti dislocati nei Comuni di Gela, Butera e Niscemi”.

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