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Un sottomarino giallo contro la Sicilia in giallo

Blog Prendo a prestito i versi di “Yellow Submarine” dei Beatles perché ho bisogno per un attimo di lasciarmi andare con la libertà di pensiero tipica di quella stagione del rock. Solo un sottomarino giallo mi può salvare dall’incubo di una Sicilia di nuovo in giallo per motivi di pandemia. Tutto questo perché gli irriducibili no vax e no green pass e i deficienti che urlano alla "dittatura sanitaria" fanno finta che il virus non ci sia

“Nella città in cui sono nato, viveva un uomo che andò per mare, e ci raccontò della sua vita nella terra dei sottomarini. Così noi abbiamo continuato a navigare verso il sole, fino a che trovammo un mare verde, ed abbiamo vissuto sotto le onde, nel nostro sottomarino giallo. Noi viviamo tutti in un sottomarino giallo…”.

Mi perdoni Paul McCartney se prendo a prestito i versi della ormai storica “Yellow Submarine” dei Beatles ma ho bisogno per un attimo di lasciarmi andare con la libertà di pensiero tipica di quella stagione del rock. Era il 1966 ed il brano, ufficialmente promosso come una canzone di stile infantile per parlare della purezza d’animo contro la corruzione generalizzata della società, fu poi da molti critici considerato un inno psichedelico, addirittura forse dettato dal consumo di acidi Lsd tipico dell’era in questione.

Onestamente mi accontento della versione ufficiale e penso che oggi forse solo un sottomarino giallo ci può salvare e spero che passi che da Catania a raccogliermi. Solo un sottomarino giallo mi può salvare dall’incubo di una Sicilia di nuovo in giallo per motivi di pandemia. La Sicilia, sì proprio la regione che qualche mese fa spalmava i morti ha già superato i limiti che il governo ha posto per il cambio di colore nella lotta sanitaria al Covid. Sull’Isola, infatti, l’incidenza settimanale dei casi ogni 100 mila abitanti ha raggiunti 147 (contro 50 che è il limite massimo per restare in zona bianca); il tasso di occupazione dei reparti Covid ordinari è del 17% quando il massimo consentito è 15%; le terapie intensive sono occupate al 10%, ovvero la soglia critica che ti fa passare in giallo. Il governo deciderà venerdì ma visto l’andazzo ormai la decisione è quasi certa.

Lo Yellow Submarine dei Beatles

Quindi da lunedì 23 agosto, caldo o non caldo, torna l’obbligo di mascherina all’aperto; il limite di commensali al tavolo di un bar o di un ristorante è di quattro persone e al chiuso la chiusura torna alle 18; la capienza consentita per gli eventi, anche in teatri all’aperto, non può essere superiore a mille persone. Vedi il Teatro Antico di Taormina la cui capienza era stata autorizza a 1548 perderebbe di colpo più di 500 persone per eventi già in vendita con la capienza più alta. Per entrare inoltre sarà obbligatorio, oltre al green pass, anche la prenotazione. Quindi niente più spettatori dell’ultima ora.

Tutto questo perché gli irriducibili no vax e no green pass e i deficienti che urlano alla “dittatura sanitaria” fanno finta che il virus non ci sia. Le cronache ci raccontano di un lido della Plaia di Catania chiuso a ferragosto perché ospitava una serata danzante abusiva e di un altro lido della Scogliera della città multato per gli stessi motivi, dove gli avventori ballavano per giunta senza nessuna protezione individuale. Come testimoniano tutti i medici responsabili degli ospedali Covid siciliani 9 su 10 dei nuovi ricoverati non sono vaccinati. E per colpa loro ne piangiamo tutti le conseguenze. La campagna vaccinale regionale, purtroppo, è stata un fallimento. Contando i vaccinati over 60 la Sicilia è ultima con 77,2%. Dati ancora peggiori per i 50enni, la Sicilia è sempre ultima col 65,4%.

Sicilia in giallo, ipotesi verosimile dal 23 agosto

“Sottomarino giallo, sottomarino giallo. Noi viviamo tutti in un sottomarino giallo. E tutti i nostri amici sono a bordo, molti altri di loro vivono accanto. E la band comincia a suonare…”. Nel nostro psichedelico bunker sottomarino giallo certamente non si vedrà inoltre lo scempio del territorio pubblico dove l’immondizia regna sovrana. E non parlo solo della nota querelle tra la giornalista Selvaggia Lucarelli e il Comune di Noto per la gestione della pulizia nelle zone di mare in mano agli incivili che spadroneggiano senza alcun controllo. Lo stesso accade a Palermo, lo stesso accade sulle strade dell’Etna, è la regola a Catania (altri tre patrimoni dell’Umanità, come Noto) ma la lista potrebbe allungarsi all’infinito. Tutte le amministrazioni pubbliche sono incapaci di intendere e di volere in materia di rifiuti. La spazzatura è il vero patrimonio dell’umanità non la cura del territorio e la valorizzazione dei beni storici.

“Siccome viviamo una vita comoda, ognuno di noi ha tutto quello che serve, cielo azzurro e mare verde. Nel nostro sottomarino giallo…”.

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