“The Way Things Are”, con il synth-pop di A Lemon le cose vanno come devono andare

Musica Il polistrumentista catanese A Lemon torna con un nuovo brano nuova tappa di avvicinamento alla pubblicazione del suo album d’esordio, "Green", in uscita il 17 aprile per Urtovox records e realizzato grazie al sostegno del MIBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Dopo l’uscita di “Voodoo”, il suo primo singolo, il cui video ha superato le 60.000 views in poche settimane, il polistrumentista catanese A Lemon torna con un nuovo brano dal titolo The Way Things Are, nuova tappa di avvicinamento alla pubblicazione del suo album d’esordio, Green, in uscita il 17 aprile per Urtovox records e realizzato grazie al sostegno del MIBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Un brano synth-pop dai colori psichedelici, che contraddistinguono l’intero progetto. E che nasce come un monito, un avvertimento inequivocabile, che è allo stesso una constatazione: “Sometimes things are just the way they are”. «Questa canzone rappresenta un promemoria – racconta A Lemon – serve a ricordare a me stesso di “buttarmi” quando c’è qualcosa da fare. È un invito a rischiare, a mettersi alla prova, anche quando ci si sente un po’ inesperti o inadeguati. E ad accettare con stoicismo qualunque conseguenza. Perché, in un modo o nell’altro, le cose vanno come devono andare».

Il brano è accompagnato dal video realizzato da Marco Jeannin, che spiega: «The Way Things Are vede protagoniste due amiche (o forse qualcosa di più) che tornano in un posto per loro speciale, al tramonto… quel momento della giornata in cui il ricordo di qualcosa che c’è stato si fa più malinconico, tingendosi dei colori del sole che scompare. Una storia breve, un frammento di qualcosa di più grande di cui possiamo fare una piccola esperienza. “È così che stanno le cose” si confessano a vicenda le ragazze. Il sole ormai sta per scomparire, il ricordo si fa ancora più agrodolce e noi le lasciamo a quello che verrà».

I crediti del brano: testo e musica Alessandro Moncada; suonato e registrato da Alessandro Moncada; mix Marco Caldera (Vulcano Produzioni); master Giovanni Versari (La Maestà Studio).

I crediti del video: regia: Marco Jeannin; camera Marco Jeannin e Luca Frialdi; editing Federico Sottini; color correction Alessio Zanardi; attrici Camilla Perugini e Anna Brussi. Una produzione Mowgli+ Cinqueesei.

A Lemon è lo pseudonimo del polistrumentista catanese Alessandro Moncada. Nato come progetto di home recording secondo il principio del Do It Yourself nel 2016, si evolve molto rapidamente, assumendo una forma più strutturata. Dopo un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, A Lemon sceglie l’inglese come lingua d’elezione per comporre i suoi testi. A distanza di qualche mese dalla produzione delle prime demo inizia l’esperienza live, accompagnato da una band di supporto composta da altri quattro elementi (batteria, basso, tastiere, chitarre). A febbraio 2020 viene lanciato dall’etichetta Urtovox records il suo primo singolo, “Voodoo”, che anticipa l’uscita del suo album d’esordio, “Green”, previsto il 17 aprile. Un mix di psych pop e funk di matrice Seventies contaminato dall’elettronica.

A Lemon, foto di Giovanna Pavano

A Lemon scrive, compone, arrangia, produce, registra e suona la quasi totalità degli strumenti presenti nei suoi brani. Oltre a lavorare al proprio progetto, Alessandro collabora con diversi musicisti, sia in fase di produzione che come strumentista live.

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