“Stray Dogs”, non ha meta l’anima nera del blues di Stefano Meli

Musica “Stray Dogs” è il settimo album da solista del musicista ragusano, in uscita il 14 febbraio con Viceversa Records. Il blues elettrico di Stefano Meli, chitarrista di frontiera, sperimentatore di suoni, è la musica del deserto. Quello di alcune zone meridionali degli Stati Uniti, dell’Africa sahariana, della Palestina… Ma anche della Sicilia: «Spingersi un po’ più in là è il tema del disco, la volontà di sperimentare, di mettersi in gioco, di rischiare»

Il 14 febbraio l’etichetta catanese Viceversa Records apre il 2020 con “Stray Dogs”, il nuovo disco del cantautore folk rock ibleo Stefano Meli, album che viaggia fra sonorità elettriche di matrice psichedelica, un preludio molto dignitoso per le prossime uscite dell’etichetta. L’album sarà distribuito da Audioglobe.

Il blues elettrico di Stefano Meli è la musica del deserto. Quello di alcune zone meridionali degli Stati Uniti, dell’Africa sahariana, della Palestina… ma anche della Sicilia. Il deserto è sempre stato linea di spartizione tra regioni, popoli e nazioni; terra di confine per antonomasia. Luogo di contraddizioni. Ostile alla vita e proprio per questo pieno di (r)esistenze ostinate. Uomini e animali che hanno scelto di sfidare ogni giorno la solitudine e vagano attraverso l’ingrata frontiera; resistenti, ruvidi e spinosi come cactus, ritti e maestosi come saguari. La chitarra e gli struggenti, affascinanti slides di Stefano ci fanno attraversare come cani randagi il silenzioso, infuocato e pericoloso deserto che alligna in ognuno di noi in una sorta di viaggio iniziatico senza meta. Stefano Meli: «Stray dogs, cani randagi, il loro andare per andare, senza dimora, senza meta. Alla ricerca di cibo ma anche di una carezza. Senza parole, senza discorsi, lungo quella strada, pericolosa, che porta in altri posti. Spingersi un po’ più in là è il tema del disco, la volontà di sperimentare, di mettersi in gioco, di rischiare. Prendere l’anima nera del blues e portarla in altri luoghi, da un’altra parte. Accompagnare i cani randagi nel loro andare. Incrociare i loro occhi nella notte dopo aver conosciuto l’inferno e la bestia nera. Sentirsi, semplicemente, stranieri. La convinzione che la musica debba prenderti e portarti altrove. Prendere l’ascoltatore, portarlo nel tuo immaginario… e poi farlo diventare il suo».

Stefano Meli

“Stray Dogs” è stato concepito, suonato e registrato in solitudine da Stefano Meli al Little Lost Cat Studio Recording, piccolo studio disperso nelle campagne siciliane, con la sola compagnia della birra e di Murphy, cane e padrone di casa. Le registrazioni sono state eseguite con un vecchio registratore digitale a quattro piste e un vetusto mixer, il tutto in presa diretta. Sia la chitarra elettrica che l’acustica sono state fatte passare da un altrettanto vecchio amplificatore Fender a transistor. Il missaggio e riprese di violino e batteria sono di Massimo Martines al “The Globe” di Ragusa, il master è stato curato da Michele Musarra al Phantasma Recording Studio di Catania. Tutti i brani sono stati composti da Stefano Meli. In “Stray Dogs” hanno suonato: Stefano Meli (chitarra elettrica, chitarra acustica, armonica, xilo, slide, tamburello in “The Stranger”); Anna Garcia Galba (violino); Ugo Rosso (batteria, tamburi, percussioni); Massimo Martines (chitarra acustica in “Far”). La grafica di copertina è di Guglielmo Manenti, autore anche del video del singolo “Stray Dogs”.

Questa la tracklist di “Stray Dogs”: 1) The Stranger: sentirsi stranieri in una regione come la Sicilia diventata terra di confine non più tra nord e sud Italia, ma tra nord e sud d’Europa. Avvertire e sentire la frontiera che diventa la frontiera della nostra anima. 2) Absence: il sentimento dell’assenza, della privazione, della solitudine, il silenzio come rifugio. 3) Song Of Indifference: l’indifferenza, colonna portante della modernità, l’anima nera del blues portata da un’altra parte. 4) Ghost Ship: i migranti e una nave che vaga nell’oceano senza capitano e senza equipaggio, alla deriva. Una sorta di moderna nave dei folli. 5) Down There At The Bottom: la solitudine, un viaggio all’inferno, laggiù nel fondo e poi il ritorno. 6) Stray Dogs: i cani randagi, il loro andare per andare, la strada, il pericolo. 7) Far: lontano, oltre la frontiera, oltre l’orizzonte, oltre il nostro sguardo. 8) At The End (Reprise): alla fine del viaggio, malconci, ne iniziamo un altro.

Stefano Meli dal vivo

Marco Steiner e Stefano Meli

Scrive nelle note di copertina lo scrittore e storyteller romano Marco Steiner (autore dei romanzi pubblicati da Sellerio sul giovane Corto Maltese): “Mi trascino nella notte senza voglia di continuare a cercare, percorro impronte consumate in un deserto di assenze, vibrano mulinelli di luce, smuovono un orizzonte offuscato, all’alba oltrepasso una città vuota, grigia, indifferente all’abbandono, un miraggio illumina un varco, ma è lontano, troppo lontano. Abbandono il passato, m’imbarco sul vascello fantasma e navigo, non cerco un altro destino, meglio perdersi oltre il muro di nebbie. Nodi e ricordi si allentano, si frammentano, diventano briciole, polvere e si liberano nel vento, vortici di rabbia e ruggini di nostalgia sbarrano il cammino, gocce di pioggia accarezzano, graffiano, scavano la pelle, infilano aghi nell’anima. E mi sveglio. Le note si allungano, restano sospese, mi guardano, ombre ruvide mi prendono la mano, chiudo gli occhi e le seguo, mi adagio sul fondo, quasi in pace. Straniero, oltre l’isola che non riuscivo a trovare, oltre le nuvole, oltre il vulcano, nel blu. Alzo lo guardo e rimango sdraiato in un fragile nido di corallo, e tremo. Vorrei fermare ogni cosa, seguire l’ultima fiamma che si spegne, piegare la testa, abbracciare il dolore, sparire. Poi sento un richiamo. Mi scrollo il gelo di dosso, abbandono il mio buco. Ho perso il sacco, la tana e la strada, cammino ancora, viandante in bilico sul confine del vuoto, vago fra le onde che mi sfiorano e fuggono come cavalli impauriti, mi ricopro di schiuma del mare, esile, preziosa, dorata. Coscienza, assenza, risacca. Proseguo il cammino piegato come un cane randagio, mi volto e ringhio, pronto ad azzannare. Attraverso una spiaggia di sassi smussati e rifiuti consunti, la campagna bagnata, le pietre e un esercito di rovi di spine. Rami neri come corvi si allungano verso i miei occhi e la pioggia mi sferza. Vorrei mordere un pezzo di pane, bere del vino, scaldarmi col fuoco, leccarmi le ferite, riposare, ma non mi posso fermare. M’immergo in un fiume di note, m’impregno e i cristalli di neve sporca si dissolvono, col fango impasto dubbi, ricordi, silenzi, abbracci svogliati, mancate carezze, artigli di mostri, e poi scaglio il sacco dall’altra parte del giorno. È passata la notte e fa freddo, ma un mantello di rugiada mi avvolge. È tiepido il sole al mattino, mi ricopre di perle, di muschio, di sale, di stelle. E il viaggio continua. E respiro. Ho scritto un libro ascoltando questa musica, continuo gettando poche parole, come semi in un campo, perché queste note, mi hanno fatto viaggiare nella notte e, dopo aver germogliato, mi hanno portato fuori dall’abisso per coprirmi del calore del sole che si alza al mattino”.

Stefano Meli, chitarrista di frontiera, sperimentatore di suoni, ha pubblicato sette album da solista, tre dei quali, tra cui l’ultimo “Stray Dogs”, con l’indipendente Viceversa Records. Molte le collaborazioni con le band Caruana Mundi e La Casbah. Solitario e schivo ha seguito sempre un percorso personale, pietroso e sotterraneo, che lo ha portato in concerto in tutta l’Italia e all’estero. I suoi lavori hanno sempre avuto riscontri entusiastici dagli addetti ai lavori. Sulla sua musica hanno scritto: “Spegnete la luce e accompagnateci in questo viaggio iniziatico nel deserto. insieme a noi, la chitarra e l’armonica di Stefano Meli, musica suggestiva che pone al centro il totem del silenzio, antidoto alla morte dei sogn”. Meli collabora anche con poeti e scrittori come Marco Steiner con il quale gira l’Italia in lungo e largo con performance surreali dove letteratura e musica dialogano tra di loro come in una sorta di session jazz/psichedelica. assidua anche la collaborazione con il poeta Giuseppe Schembari con il quale porta avanti da tempo il progetto suoni contro versi. Stefano Meli non ama molto parlare, preferisce il suo cane Murphy e la birra.

Murphy e Stefano Meli

“Stray Dogs” è stato anticipato dal video del singolo del brano che dà il titolo all’album. Una nube sonora si apre davanti ai nostri occhi. E ogni volta i suoni di Stefano Meli sono un invito al viaggio, in luoghi reali e dell’anima. Questa volta tutto comincia seguendo un gruppo di cani randagi, nel loro vagare tra i vicoli oscuri di un mercato popolare del sud. Un branco come tanti che attraversano le nostre città. Come guardiani degli inferi ci conducono in una terra di mezzo fatta di umani commerci e ricordi di scheletri passati. Scheletri che stanno lì appesi alle pareti ad aspettare che lo spettacolo della vita ricominci a scorrere su un palco ancora vuoto. Sono tanti i riferimenti ai graffiti della Vucciria (Palermo) che compongono il video. Un universo di segni che si sovrappongono, si intrecciano, si confondono come in un fiume di linguaggi alti e bassi… che interagiscono con le scrostature delle pareti, tubature contorte, vegetali che premono per venire
fuori dal cemento con violenza. Le citazioni visive partono dall’icona con teschio dello street artist Igor Scalisi Palminteri, ai graffi dolorosi lasciati nelle celle dell’inquisizione al Palazzo Steri fino ad arrivare al Durex Tropic Tower dell’artista austriaco Uwe. Davanti a questo sovraccarico visivo basta per un attimo chiudere gli occhi e ascoltare con attenzione “Stray Dogs”… non comunica solo una malinconia struggente e dolorosa, ma qualcosa di profondamente umano, che bilancia il nostro cammino.

Animazione e regia del video sono di Guglielmo Manenti. Nato a Scicli nel 1976, Manenti vive e lavora a Modica. Illustratore, pittore e regista di film d’animazione, formatosi a Bologna, Londra e Berlino. Ha esposto le proprie opere in mostre personali e collettive dal 1996 in Italia e all’estero. Ha realizzato illustrazioni per diversi libri e riviste lavorando sull’Ulisse di Joyce, su “La Metamorfosi” di Kafka, il “Woyzeck” di Buchner e sulla rivoluzione russa di ottobre nelle poesie di Majakovskij. All’estero ha collaborato con le edizioni Klett di Stoccarda e per la berlinese Franckh Verlag con cui ha pubblicato diversi libri tra cui “Gedanken aus Schwerkraftland” per i testi di Alexander Graeff e “Der Zorn” sui testi della sceneggiatura del film di Pasolini “La Rabbia”. Collabora come disegnatore e attivista politico a diversi movimenti civili tra cui i No Muos in Sicilia e gruppi antirazzisti e ambientalisti in tutta Italia. Dal 2006 è regista delle video-azioni “EX” per un Bestiario Urbano in collaborazione con la casa di produzione Extempora di Ragusa e dal 2007 si dedica alla realizzazione di video di animazione, partecipando a festival di
cortometraggi per tutta Europa.

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